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Francia e Germania protagoniste mancate di Euro 2020. Cambi in vista?

Euro 2020 ha sancito, in maniera inaspettata, la caduta di due grandi big europee: Francia e Germania. Le squadre allenate rispettivamente da Didier DeschampsJoachim Löw, partite come favorite, sono uscite parecchio ridimensionate dal torneo.

Sono numerosi i dubbi che aleggiano attorno alle due panchine, soprattutto in vista dei Mondiali in Qatar del prossimo anno. Le pesanti critiche verso il gioco proposto e le deludenti prestazioni fornite, aprono diversi scenari futuri circa una rivoluzione interna ai due team.

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UNA SQUADRA “POCO SQUADRA”

La Francia capitola ai rigori degli ottavi di finale con la Svizzera, grazie all’errore decisivo di Kylian Mbappé. L’attaccante del Paris Saint-Germain ha totalmente deluso le aspettative, e sembra ancora lontano dall’essere considerato tra i marziani del calcio. I colpi del grande campione li ha sempre avuti, ma è sembrato, per tutto l’arco della competizione, la bruttissima copia di sé stesso.

(da africatopsports.com)

Se è vero che i Blues di Deschamps sono dotati di un ottimo potenziale tecnico e individuale, è altrettanto vero che l’allenatore non è riuscito nell’intento di unire un gruppo di fuoriclasse assoluti. Le pericolose verticalizzazioni di Pogba e l’attacco alla profondità di Benzema cozzano contro una scarsa pressione di squadra e un’eccessiva libertà di manovra concessa agli avversari, che spesso li sorprendono in superiorità numerica sulle fasce.

 

L’OMBRA DI ZINEDINE ZIDANE

Per questi motivi, sembra ormai imminente l’arrivo in panchina del suo sostituto Zinedine Zidane, in grado di portare alla squadra una maggiore solidità difensiva e un’ottima organizzazione nel pressing alto. Il tecnico francese schiera una squadra solida, ordinata e poco vulnerabile. Forse non offre un gioco troppo divertente, ma sicuramente molto efficace, lineare e ben definito. L’importante esperienza maturata alla guida del Real Madrid e lo status di icona nel calcio francese metteranno d’accordo opinionisti e tifosi.

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LA FINE DEL CICLO LÖW

Anche la Germania di Löw può essere annoverata tra le grandi delusioni di questo Europeo. Il CT tedesco sembra arrivato al capolinea di una cavalcata trionfale durata 15 anni. Un Mondiale vinto nel 2014 e una Confederations Cup nel 2017. Un secondo posto raggiunto agli Europei del 2008 e tre terzi posti: il Mondiale del 2010 e gli Europei del 2012 e del 2016.

La forza fisica e mentale di una squadra dal sistema di gioco consolidato ha saputo far coesistere, negli anni, calciatori esperti e giovani promettenti come Goretzka, Werner, Gnabry e Havertz. Oggi, però, Löw sembra essere scarico di nuove idee, e la sua consapevolezza di gioco si trasforma in arroganza, con l’effetto di sottostimare i rischi e la forza degli avversari.

 

LA NUOVA ERA FLICK

Disfatta europea a parte, il 25 maggio è già stato annunciato come nuovo commissario tecnico della nazionale Hans-Dieter Flick, che prenderà il posto di Löw ufficialmente a partire dal primo agosto. Il calcio visto alla guida del Bayern Monaco punta molto sulle verticalizzazioni verso l’attaccante, una linea difensiva alta e un grande pressing.

(da okcalciomercato.it)

L’aggressività della sua filosofia garantisce una precisa occupazione degli spazi, e la flessibilità del suo gioco permette alla squadra di giocare bene sia nel corto che nel lungo. La conoscenza approfondita dei giocatori del “blocco Bayern” favorirà ulteriormente il suo approdo in Nazionale.

 

L’IMPORTANZA DELLA SQUADRA

Si può dire con certezza che, seppur non ancora finito, questo Europeo ha già sancito due punti di rottura con il passato per Francia e Germania. Oltre alle idee degli allenatori e alle indiscusse qualità tecniche dei giocatori, si sottolinea la ricomparsa del valore di squadra all’interno dei risultati del collettivo.

Non sempre basta avere dei campioni in campo per assicurarsi prestazioni soddisfacenti. Ciò che conta è lo spirito di squadra e il gioco armonioso, che può essere affidato anche a giocatori tecnicamente inferiori (si vedano Svizzera e Danimarca), così da puntare comunque a raggiungere dei risultati prestigiosi.

 

Fonte immagine copertina: fanpage.it

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