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Fratelli di Icardi nella malaugurata sorte

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Nel bel mezzo della tempesta, l’Inter si ritrova a dover fronteggiare la scomoda questione Icardi. In settimana l’attaccante argentino è stato degradato dal ruolo di capitano e la società ha scelto di affidare la fascia a Samir Handanovic. Una decisione tanto severa quanto autoritaria che punisce l’atteggiamento del bomber nerazzurro e manda un forte messaggio a tutta la rosa.

Una decisione che potrebbe apparire quasi estrema se si considera la rarità di episodi simili in tutta la storia del calcio. Oggi però vogliamo portarvi alla scoperta di tutti quei “fratelli di Icardi” che hanno visto farsi sfilare via la fascia dal braccio per motivi tecnici o disciplinari.

ANDREA RANOCCHIA

Partiamo allora proprio dal nerazzurro che perse il ruolo di capitano in favore di Mauro Icardi. L’ex difensore del Bari ha guidato l’Inter negli anni più bui del post Triplete e ha ereditato la fascia dal leggendario Javier Zanetti. Le numerose prestazioni negative hanno spazientito i tifosi a tal punto che nella stagione 2014/15 furono gli stessi a chiedere alla società il cambio fascia. A onor del vero, in quegli anni l’Inter ha sofferto una carenza tecnica della rosa davvero importante e Ranocchia non è stato certamente l’unico a fornire partite deludenti. Allo stesso tempo però, in avanti il ragazzo con la nove sulle spalle continuava imperterrito a segnare e mostrare grande leadership, cosi i tifosi stessi lo hanno eletto capo popolo. Cavalcando l’onda delle polemiche, la società accoglie la richiesta e Ranocchia viene degradato dal ruolo di capitano dopo 190 gare.

RICCARDO MONTOLIVO

Anche sull’altra sponda del Naviglio, la questione spogliatoio nelle ultime stagioni si è rivelata alquanto spinosa. Con l’addio di Berlusconi e Galliani, per il Milan inizia una nuova era e la società subentrante opta per un cambio fascia a simboleggiare l’inizio di un nuovo progetto. In particolare è l’acquisto di Leonardo Bonucci a stravolgere le gerarchie: uno dei più grandi simboli della juventinità strappato ai bianconeri per riportare il Milan ai vertici del calcio europeo. Montolivo rappresentava ormai un passato che non c’era più e, come nel caso di Ranocchia, le prestazioni degli ultimi anni non lo hanno messo di certo nella condizione di essere tutelato dai tifosi. Quest’estate, con il ritorno di Bonucci alla Juventus, l’ex viola ha tentato di tornare in auge per riconquistare il ruolo ma l’ingresso di Elliot in società ha dato il via a una nuova rivoluzione e il centrocampista è stato addirittura messo fuori rosa.

DANIELE DE ROSSI

Settembre 2016: il capitano della Roma è ancora Francesco Totti ma un infortunio lo tiene fuori dall’importantissimo doppio appuntamento di Champions League con il Porto, valido per l’accesso alla fase a gironi. Daniele ne eredita come di consuetudine la fascia e guida i suoi in un momento cruciale della stagione. Il pareggio dell’andata al Do Dragao vede favoriti i giallorossi che devono solo fare attenzione a non subire goal per poter passare il turno. Al 39′ però, un’ingenuità clamorosa proprio di De Rossi gli costa l’espulsione e la Roma, già sotto di un goal, si ritrova a dover valicare un Everest. Un furibondo Spalletti decide dunque di punire il campione del mondo e per le tre giornate successive affida la fascia a Florenzi. Una dura presa di posizione che però ha dato i suoi frutti e nelle stagioni successive le scelleratezze del centrocampista sono drasticamente diminuite.

JOHN TERRY

Il capitano del Chelsea e della nazionale Inglese, nel 2010 fu coinvolto in uno degli scandali più importanti del calcio moderno. Il difensore dei Blues venne accusato di aver tradito il compagno Wayne Bridge a causa della relazione sessuale che avrebbe avuto con la moglie Vanessa Perroncel. Fabio Capello, l’allora tecnico degli inglesi, appoggiato dalla Federazione decide di revocare la fascia a Terry per l’atteggiamento scorretto nei confronti di un compagno, con il rischio di incappare in una grossa frattura all’interno dello spogliatoio. Tuttavia dopo 13 mesi di duro lavoro e atteggiamenti esemplari, John Terry riconquista la fiducia dell’ambiente e degli addetti ai lavori e torna nuovamente nelle vesti di capitano. Ma è tutto un fuoco di paglia: nel 2012 gli vengono mosse pesanti accuse di razzismo per gli insulti ad Anton Ferdinand nella gara tra Chelsea e Qpr, cosi Capello decise di destituirlo definitivamente del ruolo.

JOHAN CRUYFF

Il leggendario olandese che fece grande l’Ajax (e non solo) è in assoluto uno dei primi leader affossato proprio dai suoi compagni. Il fuoriclasse rese grandi i lancieri, portandoli sul tetto d’Europa per ben tre volte a suon di goal e giocate straordinarie. Tutto questo però non bastò nel 1973 a fargli vincere le elezioni interne per la riconferma nel ruolo di capitano della squadra, scatenando un polverone clamoroso in società. Ad approfittarne fu il Barcellona che mise sul piatto una ricchissima proposta e nello stesso anno lo convinse a trasferirsi in Spagna. A voltare le spalle al fuoriclasse olandese furono i compagni e non la società come nel caso di Icardi, ma ciò pose comunque fine alla gloriosa era dell’Ajax di Michels.

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L’Empoli va a Marbella: amichevoli con Sturm Graz e Wolverhampton

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La visita dell’Empoli a Marbella ha ben poco a che fare col turismo balneare; in Andalusia, dove è approdata due giorni fa, la squadra toscana è infatti attesa da due partite amichevoli, di cui la prima si giocherà domani, contro lo Sturm Graz. Quattro giorni dopo ad affrontare i ragazzi di Paolo Zanetti toccherà al Wolverhampton; è già in programma inoltre una terza amichevole, contro il Monaco al Castellani il 16 dicembre.

Tutti test probanti per scaldare i motori in vista del ritorno in Serie A nel 2023. La prima sfida dell’Empoli sarà contro l’Udinese, in terra friulana.

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Flash News

Lecce, Dermaku prosegue il lavoro differenziato: i dettagli

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Lecce

Prosegue in casa Lecce la preparazione in vista di quello che sarà un intenso 2023 di Serie A; i salentini, nonostante 8 rassicuranti punti di vantaggio sulla Cremonese terzultima, sono ancora ben lontani dal raggiungere l’obiettivo salvezza, per la quale servirà una rosa il più al completo possibile.

In questa direzione lavora dunque Kastriot Dermaku, difensore albanese che sta proseguendo il proprio programma di lavoro differenziato per recuperare dal recente infortunio al bicipite femorale della coscia (lesione di primo grado).

Nell’allenamento di ieri ha continuato a prendere confidenza con il campo, e in questo senso proseguirà la sua preparazione al primo match del 2023 del suo Lecce, in casa contro la Lazio.

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Calcio Internazionale

Lautaro non convince, Messi lo difende nell’intervista post partita: le parole

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Toni

Dopo la tragicomica prestazione di Lukaku contro la Croazia, il duo offensivo dell’Inter conferma il suo evidente momento di difficoltà; il match con l’Australia è stata infatti una grossa occasione mancata per Lautaro Martinez, che dopo aver perso il posto da titolare in favore del più pimpante Julian Alvarez (a segno anche ieri sera), fatica a ritrovare il proprio proverbiale killer istinct sotto porta.

El Toro, nel momento di maggior difficoltà dell’Argentina, ha fallito due occasioni abbastanza nette a tu per tu con Ryan (portiere australiano), impedendo alla Selecciòn di chiudere una partita che si stava rivelando sempre più spinosa dopo lo sfortunato autogol di Enzo Fernandez.

In suo soccorso non poteva dunque che arrivare Leo Messi, padre e padrone dell’Albiceleste (oltre che uomo-assist in entrambe le occasioni fallite dal centravanti nerazzurro), che ai microfoni di Tyc Sports ha rincuorato il proprio compagno di reparto: “Lautaro è un attaccante che vive di gol, ed è un giocatore molto importante per noi; l’importante è che stia bene in vista dei quarti contro l’Olanda.”

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Juventus, nuove intercettazioni di Cherubini: “Paratici è pericoloso”

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Sono momenti concitati in casa Juventus. Nuove intercettazioni, riportate dalla Gazzetta dello Sport, avrebbero reso noti i movimenti di mercato dei bianconeri. Pare che la gestione di Paratici fosse caratterizzata anche per alcune spese folli. A rivelarlo è Federico Cherubini, ex ds della Vecchia Signora, in un’intercettazione: “Fabio ha drogato il mercato. Anche Kulusevski o Chiesa che sono ottimi giocatori, ma quando li abbiamo comprati noi li abbiamo pagati troppo. Kulusevski aveva fatto cinque mesi in Serie A e l’abbiamo pagato 35 più 9 di bonus: sono 44”.

Inoltre, l’acquisto dello svedese viene nominato tra quelli “senza senso” dall’attuale d.s., insieme alle operazioni di Muratore, Romero e Demiral, mai dichiarate a bilancio. Dal 2018 al 2021,inoltre, Paratici poteva firmare su operazioni di massimo 50 milioni: “Se Fabio si svegliava la mattina e aveva mal di testa o beveva un bicchiere poteva firmare 20 milioni senza dirlo a nessuno. Era pericoloso. Il cappello sopra Fabio io l’avrei messo a sua tutela – Prosegue Cherubini – perché è campione del mondo, trequartista, numero 10… però viene valorizzato da chi gli dà equilibrio da sopra, che ogni tanto gliene stoppa uno di affare. Lui a un certo punto non aveva più questo filtro. Non agiva per la Paratici srl, ma per la Juve eh. Ha fatto un fuori giri! E ti ha portato a fare delle operazioni che in un contesto di normalità non puoi fare… Spinazzola-Pellegrini non puoi farlo”.

Inoltre, come dichiarato da lui stesso, Cherubini sarebbe andato in crisi: “Ho avuto delle sere che tornavo a casa e mi veniva da vomitare solo a pensarci. Mi sentivo che mi stavo vendendo l’anima perché ero complice di alcune cose”.

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