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Galles-Inghilterra 0-3, le pagelle: Rashford devastante, Galles out

Le pagelle del Diez

Galles-Inghilterra 0-3, le pagelle: Rashford devastante, Galles out

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Inghilterra Shaw Saka Maguire Sterling Mount Stones Kane Mondiale Qatar 2022 Euro Nations League FA

Galles-Inghilterra è un assolo totale dei Tre Leoni, che confezionano le reti decisive tutte nella ripresa Brilla la stella di Rashford, che segna con il destro e con il sinistro, aprendo e chiudendo le danze. Nel mezzo, ci mette la firma anche Foden, partito tra gli undici iniziali. L’Inghilterra confeziona il colpo del K.O. nel giro di meno di un minuto con i due attaccanti di Manchester.  Al 50′ Rashford, proveniente dallo United, insacca la sfera del vantaggio. Al 51′ Foden, che veste lo sky blue del City, raddoppia.

Dall’altro lato, un Galles mai in partita e deludente sotto tutti gli aspetti. Che Bale e compagni fossero davanti ad una montagna da scalare era evidente: non bastava vincere, serviva farlo con quattro gol di scarto. Ma il Galles visto in campo non è mai sembrato volenteroso di vincere la partita. Poca grinta, poca rabbia, azioni da gol ridotte al minimo. E, spesos, neanche per chiari meriti degli inglesi, bensì per errori banali da parte degli uomini di Page.

PAGELLE GALLES

Ward 5: Non inizia male, con una bella parata su Rashford. Ma nel secondo tempo crolla totalmente, avendo una bella fetta di colpa in tutte le reti subìte.

Williams 5.5: Partita non particolarmente brillante per il difensore, che poi è anche costretto al forfait per infortunio dopo poco più di mezz’ora. (dal 37′ Roberts 5: Tanta fatica ad arginare le corse selvagge dalle sue zone, con Rashford che gli sfugge praticamente in ogni occasione).

Mepham 5: Nel primo tempo si mostra più affidabile e propositivo rispetto a quanto fatto vedere, di molto negativo, nella ripresa. Lascia colpevolmente isolato Foden sul secondo gol.

Rodon 5: Partecipa al pasticcio totale sul secondo gol, quando vede la palla di Kane a due passi, senza intervenire.

Davies 5: Errore mastodontico sulla seconda rete dell’Inghilterra, qundo perde palla da situazione di vantaggio. Lascia il campo all’ora di gioco per infortunio (dal 59′ Morrell 6: Con lui il Galles guadagna un po’ più di stabilità. Ma oltre quello, non è sicuramente un incontro da ricordare per lui).

Ampadu 6: In fase di regia appare più libero di muoversi e agire. Tante belle idee di gioco, che non trovano riscontro negli altri 10 in campo.

Allen 5: Troppi palloni persi, presenza mediocre in fase di costruzione e tanti buchi in interdizione. Nonostante ciò, però, fa anche qualcosa di positivo con qualche bello spunto verticale non sfruttato. (dall’81’ Colwill s.v.)

Bale 4: Una indifendibile partita da fantasma. Il capitano del Galles è l’arma in meno dei suoi nel primo tempo e Page lo richiama in panchina dopo solo una frazione. (dal 46′ Johnson 6: Uno dei pochi a proporre qualcosa di diverso e interessante, tra le fila del Galles).

Ramsey 5: Insieme a Bale doveva essere il trascinatore emotivo della squadra, ma anche lui finisce per essere inghiottito nella mediocirtà passiva dei suoi connazionali.

James 4.5: Shaw gli mette la museruola e riduce al lumicino ogni minima possibilità di esprimersi. Prova anche a cambiare fascia, ma non cambia l’esito. (dal 77′ Wilson s.v.)

Moore 6: Tanta battaglia e lavoro sporco contro Maguire e Stones, pochi palloni davvero giocabili come attaccante. Merita i complimenti solo per l’impegno con cui combatte fino allo strenuo delle forze.

PAGELLE INGHILTERRA

Pickford 6: Chiamato in causa solo su qualche palla vagante e sui rinvii dal fondo. Questa sera non dovrà neanche pulire i guanti.

Walker 6: Poche preoccupazioni dalle sue parti, dove Bale gli dà molto poco da fare. Richiamato dopo un’ora scarsa di gioco. (dal 57′ Alexander-Arnold 6: Cerca spesso di armare il suo destro per il cross, ma senza trovare nè la testa, nè i piedi dei suoi).

Stones 6.5: Sbaglia clamorosamente l’occasione per entrare nel tabellino dei marcatori a tempo praticamente scaduto. Per il resto, partita ordinata, compatta e priva di sbavature.

Maguire 6.5: A dispetto di quello che è il suo ruolo, è uno dei più pericolosi offensivamente sin dalle prime battute. Si conferma la sicurezza, almeno in queste prime uscite, dei suoi.

Shaw 6.5: Una partita di grande intensità e muscolarità. Non si fa vedere molto in attacco, come ci si aspetterebbe, ma in difesa è invalicabile. (dal 65′ Trippier 6: poco più di venti minuti in cui cerca di partecipare alla festa offensiva dell’Inghilterra, senza successo)

Henderson 6.5: Sale sull’albero maestro e indica la strada ai suoi, compiacendosi di un gruppo che va dritto e spedito alla meta.

Rice 7: I palloni sporchi in mezzo al campo sono una sua proprietà, tanto al West Ham quanto in nazionale. Fondamentale per gli equilibri dei britannici. (dal 57′ Phillips 6: Al Manchester City non sta trovando sicurezza e affidabilità nelle giocate, ma quando veste la maglia della nazinale torna il mastino conosciuto al Leeds).

Rashford 8: La punizione con cui apre le marcature è una perla che spinge i suoi alla vittoria del raggruppamento. La doppietta è un’azione solitaria di classe sopraffina. (dal 76′ Grealish 6.5: Sprazzi di tecnica che evidenziano una qualità evidente, ma ancora intermittente. Galvanizzato dall’opportunità di essere l’uomo del poker, si fa vedere di più in zona-gol, rispetto a tanti altri colleghi).

Bellingham 6.5: Cerca disperatamente il gol, ma la fortuna non lo assiste come dovrebbe, nonostante tanti ottimi spunti.

Foden 7.5: Patita di dominio assoluto per il mancino del City, che dopo due bocciature nelle prime due gare, oggi parte dal 1′ e mostra i consueti lampi di genialità che hanno fatto innamorare Guardiola.

Kane 6.5: Si veste da assistman e disegna una parabola perfetta per Foden, che vale il raddoppio. (dal 58′ Wilson 6: Southgate gli regala mezz’ora di gioco in cui non spicca particolarmente).

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Le pagelle del Diez

Inter-Atalanta 4-0, le pagelle: i cambi fanno la differenza, poche sufficienze per i bergamaschi

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Isak Hien e Carlos Ausuto, Serie A, Champions League, Inter, Atalanta

INTER-ATALANTA, LE PAGELLE – Le due nerazzurre del campionato si sfidano nel recupero della 21esima giornata di campionato, traslata dal 20 e 21 gennaio a questa sera per via degli impegni in Supercoppa Italiana in Arabia Saudita, competizione vinta dall’Inter lo scorso 22 gennaio, a spese del Napoli, che sta vivendo una stagione difficile da campioni d’Italia in carica. Titolo che Simone Inzaghi e la sua squadra vogliono ereditare a tutti i costi, cucendo per la stagione 2024/25 la seconda stella, oltre al tricolore, sulla maglia.

Il nuovo ostacolo a San Siro si chiama Atalanta, che ultimamente non ha sfigurato in quel di Milano: prima la semifinale di Coppa Italia conquistata grazie al risultato di 1-2 contro il Milan, poi, sempre contro i rossoneri, il punto strappato alla squadra di Pioli.

Il match termina sul risultato di 4-0, ennesima prova schiacciante dei padroni di casa. L’Atalanta esce con le ossa rotte, nonostante un iniziale approccio che avrebbe potuto mettere l’Inter sugli attenti. Dopo il gol annullato e le marcature avversarie la Dea è andata in blackout, subendo un pesante poker.

LE PAGELLE DELL’INTER

Sommer 6: nella prima frazione di gioco scalda i guantoni sull’azione del gol annullato all’Atalanta: parata che non indirizza la palla a lato e che rimane a centro area. Sbavatura che non influisce a livello di risultato. Altra porta inviolata.

Pavard 6: parte un po’ distratto. Un passaggio lento e orizzontale, per vie centrali, destinato a Bastoni fa entrare la squadra avversaria in possesso di palla. Sugli sviluppi della medesima azione arriva la rete irregolare di De Ketelaere. Realizza il passaggio vincente per il 10 della nerazzurra di Milano.

De Vrij 6.5: preciso e grintoso, al comando della difesa a tre. Il colpo di testa è la sua arma migliore, ma anche con i piedi trasmette tranquillità.

Bastoni 6.5: in difesa deve fare i conti con qualche rimpallo a sfavore di troppo, ma a livello di impostazione il suo mancino è splendido. Un paio di lanci avrebbero meritato di diventare assist.

Darmian 7: tempestivo sulla ribattuta di Carnesecchi: posto giusto nel momento giusto. Pochi minuti più tardi ha sui piedi l’occasione del 2-0 e della doppietta personale, ma si lascia ipnotizzare e calcia centrale. (Dal 46′ Dumfries 7: ingresso devastante, nel duello con Ederson ne esce vincitore sul piano fisico e di velocità).

Barella 6.5: al 19′ aggancia un pallone complicato a scavalcare la difesa dell’Atalanta; con lo stesso tocco evita l’uscita di Carnesecchi, depositando in rete. Bandierina alta e gol annullato. Ripulisce, conduce e tenta il passaggio utile.

Asllani 6.5: difficile prendersi le chiavi del centrocampo dell’Inter. Rispetto a Calhanoglu tocca meno palloni, ma i movimenti a smarcarsi per ricevere sono esatti. Tocchi semplici che non lo fanno emergere tra i compagni di reparto. Nel secondo tempo il suo ruolo viene alleggerito dal risultato, questo non toglie l’ottima prestazione, senza imperfezioni.

Mkhitaryan 6.5: solita intelligenza tattica, tanto movimento, sia in zone accentrate del campo, sia sulla corsia di sinistra, dove la sintonia con Dimarco ha un certo peso. Anche gli inserimenti in area di rigore e il tocco in più per favorire la conclusione pulita dei compagni fanno parte del pacchetto qualitativo. (Dal 62′ Frattesi 7: Entra con la voglia di incidere e lo fa. Poco dopo il 70′ sfrutta l’assist di Sanchez incornando di testa. Dopo 10 minuti si riaccomoda in panchina. Entro, spacco, esco, ciao; dal 73′ Klaassen sv)

Dimarco 7: effettua diversi traversoni dalla sinistra, calcia al volo a situazione opposta, ma non trova fortuna nelle sue iniziative. Nel secondo tempo entra con un piglio diverso e impiega due minuti per trovare il tiro in porta sul primo palo, deviato dal piede del portiere. Nel secondo tempo è un fulmine sull’errore dal dischetto do Lautaro, siglando comodamente il terzo gol. (Dal 68′ Carlos Augusto 6.5: altro cambio intelligente per Inzaghi, che fa rifiatare il numero 32. Carlos Augusto non sfigura, come al solito. Un clone da partita in corso).

Arnautovic 7: tante sponde, quasi tutte indovinate. Riesce a fare da riferimento centrale in zona offensiva quando Lautaro si abbassa, viceversa quando scende a prendere palla per far correre i compagni. Anche in rifinitura è convincente.

Lautaro 7: gioca più basso, si scambia con gli inserimenti dei centrocampisti, come in occasione del gol di Darmian: Mkhitaryan si butta tra le linee, il capitano lo serve al bacio, poi il portiere avversario ci mette una pezza, ma solo in un primo momento. Meno cinico di altre occasioni, ma prezioso per quantità fisica e per visione di gioco. Al 40′ calcia al volo indisturbato, colpendo la parte superiore della traversa e rammaricandosi. Nel finale di primo tempo riceve da Pavard, controlla e sembra perdere l’attimo: esitazione che gli permette di staccarsi in qualche modo dalla marcatura e lasciar partire un mancino vincente. Sbaglia un rigore, ma per sua fortuna c’è Dimarco a trasformare il triplice vantaggio. (Dal 68′ Sanchez 7: solita determinazione: lotta, corre e fornisce l’assist del quarto gol).

AllInzaghi 8: Il “Demone” non sbaglia niente. Dai titolari ai subentrati, un lavoro perfetto. Chi è entrato in campo dalla panchina lo ha fatto con una voglia contagiosa e la squadra ne ha tratto benefici. La costanza e il lavoro gli sta regalando traguardi incredibili.

LE PAGELLE DELL’ATALANTA

Carnesecchi 4.5: respinge male, forse con poca convinzione, sul gol di Darmian che vale l’1-0. Sulla pressione avversaria fatica a trovare i compagni con rinvii non sempre impeccabili. Sul raddoppio firmato Lautaro battezza il pallone fuori o non la vede partire. Rimane pietrificato a osservare il pallone accarezzare la rete alla sua destra. Prova a rifarsi parando un rigore in apertura di secondo tempo, non può nulla sul tap in vincente di Dimarco. Subisce quattro gol.

Scalvini 5: non entra in partita. Recuperato in extremis, dimostra di non essere ancora in condizione, lasciandosi tramortire dalle avanzate avversarie, senza riuscire a contribuire in avanti. (Dal 57′ Hien 5: non riesce a contenere, stesso risultato e analisi del suo predecessore).

Djimsiti 6: ostacola le iniziative di Arnautovic e Lautaro, dimostrando solidità anche in situazioni complesse. Sa temporeggiare e giocare d’anticipo, spesso scegliendo l’opzione più adeguata. Questo è il bilancio del primo tempo: al rientro in campo fatica maggiormente a tenere le redini della difesa.

Kolasinac 5: prova a lavorare di reparto con Zappacosta, sia in fase di possesso che senza palla. In entrambi i casi non eccelle, sbagliando tecnicamente in più occasioni. (Dal 57′ Bakker 5.5: non fa né meglio, né peggio. Cerca di limitare i danni).

Hateboer 4.5: in occasione del raddoppio nemico rimane troppo separato dal numero 10 della Beneamata, nonostante abbia concesso il tiro con il piede debole. Causa il rigore a inizio ripresa per un tocco con il braccio in area, gli costa il 3-0.

Ederson 5.5: accompagna l’azione e sembra poter dar fastidio agli avversari, soprattutto nella primissima fase di partita. Con il passare dei minuti preferisce osare di meno per favorire una costruzione meno avventata. Nel secondo tempo fatica nel contenere Dumfries e vede sfumare la sufficienza.

Pasalic 5: insipido, non riesce a sfondare con le sue classiche incursioni. Sembra perso in mezzo al campo e non riesce a far aumentare i giri alla propria squadra.

Zappacosta 6: tenta qualche spunto sulla corsia di sinistra, ma superare due avversari della capolista consecutivamente, nella fattispecie Darmian e Pavard, non è mansione semplice. Ci prova fino alla fine, ma il dispendio energetico in fase di copertura si fa sentire.

Miranchuk 5: nel primo tempo tenta di sfruttare le sue doti nel calciare, ma il pallone si alza sopra la traversa. Fatica a proporsi come soluzione offensiva. (Dal 57′ Lookman 5.5: tocca pochissimi palloni, non ricava spazio per cercare di impensierire Sommer).

Koopmeiners 5,5: stecca nel giorno del suo compleanno, ma non è l’unico. Poco aiuto dai compagni e non molte occasioni per brillare. (Dal 57′ Adopo 5.5: Entra a risultato compromesso e può poco o nulla).

De Ketelaere 6: sblocca la partita dopo una decina di minuti di gioco, approfittando di un malinteso nelle retrovie dell’Inter: Sommer respinge un primo tentativo centralmente, Miranchuk e Bastoni si contendono il pallone, poi il 19 realizza. Controllo da parte del VAR e gol annullato per un tocco con il braccio del giocatore dell’Atalanta. I suoi sprint sottolineano il suo atteggiamento frizzante, anche se viene controllato e gestito dalla difesa a tre della squadra di Inzaghi. (Dal 76 Tourè sv).

AllGasperini 5: sbaglia alcune scelte negli undici titolare e cerca di rimediare in corsa. A mezz’ora dalla fine effettua i cambi, rivoluzionando la squadra con quattro sostituzioni in un solo slot.

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Le pagelle di Sassuolo-Napoli, 1-6: Tressoldi non da Serie A, Osimhen e Kvara immarcabili

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Victor Osimhen, calciatore di Napoli e Nigeria, Serie A, Champions League, Coppa Italia

Sotto la pioggia intermittente di Reggio Emilia, il primo Sassuolo di Bigica cade inesorabilmente contro il Napoli di Calzona. Una sfida che, a sorpresa, vede i neroverdi passare in vantaggio con il bel gol di Racic alla mezz’ora. Questo è però l’unico acuto del Sassuolo in tutta la partita, perchè dopo pochi minuti il Napoli cala un uno-due micidiale che taglia le gambe alla squadra di Bigica. Rrahmani scaccia i fantasmi dei partenopei e il solito Osimhen manda i campioni d’Italia in vantaggio. Da questo momento un’esecuzione: Osimhen trova la doppietta prima del duplice fischio e la tripletta appena dopo l’inizio della ripresa. Poi si accende Kvaratskhelia che segna il quinto e il sesto gol della serata di gala del Napoli.

Calzona trova così la prima vittoria della sua gestione campana e manda un segnale alle avversarie per la corsa all’Europa. Il Sassuolo, invece, deve necessariamente trovare una quadra prima del weekend, quando affronterà l’Hellas Verona in una sfida che vale una buona fetta di permanenza in Serie A.

LE PAGELLE DEL SASSUOLO

Consigli 5.5: può poco o nulla sui sei gol subiti. E dire che il primo di Rrahmani lo aveva anche quasi parato.

Doig 5: viene sovrastato dalle sanguinose combinazioni del Napoli sulla catena destra. Si perde gli inserimenti di Anguissa prima e Politano poi, in cui in entrambi i casi gli azzurri trovano il gol. (56′ Missori: entra a risultato già ampiamente consolidato per il Napoli. Mette il piede quando può, ma senza farsi valere).

Ferrari 5.5: patisce come non mai la velocità di Osimhen, ma nel primo tempo si rende protagonista di alcuni decisivi interventi “vecchia scuola”. Crolla poi come tutto il Sassuolo a inizio ripresa.

Tressoldi 4: dimostra ancora una volta di non essere all’altezza della categoria. E dire che aveva anche iniziato bene la partita, poi si sbriciola di fronte allo strapotere fisico di Osimhen. Il peggio, però, arriva in occasione della tripletta del 9 azzurro. La salvezza del Sassuolo passerà anche dal ritorno di Erlic al centro della difesa (76′ Kumbulla sv)

Pedersen 5: esattamente come Doig è imponente di fronte alle giocate offensive degli avversari. A sinistra Kvara e Traorè fanno quello che vogliono. Dopo l’ingresso di Missori si sposta a sinistra dove orbita Raspadori: i problemi diminuiscono anche perchè il risultato per il Napoli è già in cassaforte.

Racic 6.5: sblocca la partita con un bellissimo destro rasoterra da fuori, l’unico acuto della prestazione del Sassuolo stasera. Anche lui poi molla la presa e assiste impotente alla roboante esecuzione del Napoli. (56′ Volpato 5.5: dà l’impressione di poter creare qualcosa in attacco, ma poi ricordiamo solo l’errore in area da cui Kvara ne approfitta per trovare la doppietta personale).

Matheus Enrique 4.5: errore da matita blu sul secondo gol di Osimhen. La palla in orizzontale è perfetta solo per l’assist di Politano al nigeriano. Troppo debole, poi, il suo rientro su Kvaratskhelia in occasione del quinto gol: il georgiano ha tutta la libertà del mondo per scaricare in porta il destro vincente.

Bajrami 6: l’unico a salvare la prestazione nell’invisibile reparto offensivo neroverde. Anche con la squadra sotto di quattro gol quando ha palla intraprende dei coast to coast che rompono gli equilibri difensivi del Napoli. Manca solo di lucidità nelle ultime scelte.

Thorstvedt 5: si perde Rrahmani in occasione del primo gol e non offre le solite garanzie di inserimenti tra le linee avversarie. Sempre costretto a pensare a difendere anziché ad attaccare.

Laurientè 5: vista la situazione in difesa del Napoli poteva essere la sua occasione per tornare al gol in campionato, ma anche oggi appare totalmente sterile offensivamente. Ci prova un paio di volte da lontanissimo senza preoccupare minimamente la porta di Meret.

Pinamonti 5.5: sul gol di Racic è bravo a catalizzare l’attenzione dei centrali avversari con un tentativo di rovesciata, poi il nulla. Ostigard e Rrahmani se lo spartiscono in marcatura e lui è costretto sempre a giocare spalle alla porta (87′ Defrel sv)

All. Bigica 5: probabilmente anche il nuovo tecnico neroverde si aspettava un epilogo diverso di questa sfida. La sua squadra parte molto compatta difensivamente e trova il gol del vantaggio. Poi, però, alla prima incertezza i neroverdi crollano sotto i colpi del Napoli. Il passivo esemplifica la prestazione del Sassuolo: urge un cambiamento in vista della sfida salvezza con l’Hellas.

LE PAGELLE DEL NAPOLI

Meret 6: in ritardo sul gol di Racic, probabilmente per la poca visuale. Rete subita a parte, non sporca mai più i guantoni, diventando spettatore non pagante della sfida

Di Lorenzo 7.5: estremamente propositivo sulla corsia destra. Due suoi filtranti propiziano gli assist di Anguissa e Politano per i primi due gol del Napoli. Tradotto: ancora volta è il capitano a suonare la carica per i compagni nel momento di difficoltà. Continua il buon lavoro nella ripresa, ma non rientra più nel tabellino degli assistman.

Rrahmani 7: Suo il gol del pareggio del Napoli, che sblocca mentalmente tutta la squadra. Lo ricordiamo esclusivamente per il sigillo nel primo tempo, perchè il Sassuolo non riesce mai ad impensierirlo con giocate offensive (62′ Natan: gioca mezz’ora, ma non per sue colpe non è al centro dell’attenzione della partita. Il baricentro è tutto nella metà campo avversaria).

Ostigard 6: mette in difficoltà Meret con un retropassaggio inutile e, non a caso, dalla rimessa laterale Racic segna poi il gol dell’1-0. Un errore che potrebbe pregiudicare la serata del Napoli che, per sua fortuna, rialza la testa e vince agilmente la sfida.

Mario Rui 6.5: leggermente in ritardo nella copertura su Bajrami in occasione del gol di Racic, ma è l’unico problema in difesa che gli si presenta. Non lo vediamo troppo proiettato in fase d’attacco, ma la sua intesa con Kvaratskhelia oggi è determinante.

Anguissa 7: si inserisce a più non posso tra le linee neroverdi e viene premiato con l’assist a Rrahmani che dà l’inizio alle danze partenopee. Nella ripresa si limita nella gestione del pallone, con qualche sporadica incursione nella difesa avversaria.

Lobotka 6.5: prestazione sufficiente, senza acuti o particolari sbavature. Oggi, esclusa la prima mezz’ora, non è servito il miglior Lobotka al Napoli e lui si limita a smistare la palla con la solita precisione, ma senza alzare eccessivamente i ritmi di gioco (80′ Dendoncker sv)

Traorè 6.5: suo il primo squillo della partita con un bel destro al volo. Vive la serata a momenti, ma quando si accende trova spesso la giocata giusta per mandare in porta i compagni (76′ Zielinski sv).

Politano 7.5: si intende a meraviglia con Osimhen e lo fa vedere con i due assist al bacio per il nigeriano nel primo tempo. Nella ripresa ha tempo di andare vicino alla gioia personale che solo un intervento disperato della difesa neroverde gli nega (62′ Raspadori 6: viene riproposto come esterno d’attacco. Vuole partecipare alla festa partenopea con un gol, ma non ci riesce nonostante un paio di occasioni insidiose).

Osimhen 9: come cambia il Napoli con Osimhen in campo! Il nigeriano domina in lungo e in largo contro la timida marcatura di Ferrari e Tressoldi e sigla una tripletta da attaccante vero. Tanti regali da parte dei nervoerdi, vero, ma poi la palla va sempre buttata dentro. Calzona gli concede poi la standing ovation dei suoi tifosi (76′ Simeone sv)

Kvaratskhelia 8: si era reso pericoloso già a fine primo tempo e gli sforzi vengono premiati nella ripresa quando riesce a siglare una doppietta. Reti ininfluenti per il risultato, ma molto importanti per ritrovare lampi del vero Kvara nel prosieguo della stagione. Generoso anche nell’assist a Osimhen per la tripletta dopo il regalo di Tressoldi.

All. Calzona 7.5: al gol di Racic si sono ripresentati tutti i fantasmi di inizio stagione. Lui non subisce il colpo e continua a dare indicazioni ai calciatori che, in men che non si dica, portano la partita sui loro binari, trovando il passivo più largo dell’intera stagione. Che inizi oggi qualcosa di nuovo per il Napoli?

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Fiorentina-Lazio 2-1, le pagelle: Nico Gonzalez croce e delizia, flop Immobile

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Dove vedere Bologna-Fiorentina

FIORENTINA-LAZIO, LE PAGELLE – All’Artemio Franchi di Firenze va in scena l’ultimo atto della 26a giornata di quell’immenso e amatissimo spettacolo che è la nostra Serie A. A fronteggiarsi in questo uggioso lunedì sera sono la Fiorentina di Vincenzo Italiano, padrona di casa, e la Lazio di Maurizio Sarri. I momenti di forma delle due squadre sono pressoché opposti: gli aquilotti sono reduci da tre successi negli ultimi quattro incontri, con l’unico neo della sconfitta nello scontro diretto Champions con il Bologna. I toscani invece stanno vivendo un momento nerissimo: solo una vittoria nelle ultime nove, che va parzialmente a macchiare un inizio di campionato su ottimi livelli e perennemente tra le prime della classe. Sarà compito di mister Italiano radunare la sua ciurma e fare fronte comune, per invertire la rotta e dirigersi a vele spiegate verso gli ambiti piazzamenti europei.

FIORENTINA-LAZIO, LE PAGELLE – LA CRONACA DELLA PARTITA

FIORENTINA-LAZIO, LE PAGELLE – La voglia di rivalsa della Viola si vede sin da subito. I gigliati infatti, schierati in una formazione a trazione anteriore, tengono il pallino del gioco. La Lazio invece inizialmente si limita a difendersi corta e stretta tra i reparti. Al 18′ doppia occasione clamorosa: Provedel compie un intervento prodigioso su Nico Gonzalez e, sul successivo tap-in di Bonaventura, Casale salva miracolosamente nei pressi della linea di porta. A distanza di pochi minuti, i sogni di gloria di Belotti si infrangono sul palo. La Fiorentina crea tanto, colpisce tre pali, ma non riesce a segnare. A sorpresa, invece, è la Lazio a passare in vantaggio al 45′: nella prima sortita offensiva, Guendouzi serve Luis Alberto in contropiede che trafigge Terracciano in uscita.

Già nei primi minuti della ripresa si vede la reazione rabbiosa della Viola, terribilmente adirata per la beffa subita proprio sul gong della prima frazione. Infatti il secondo tempo è tutto di marca Fiorentina: prima Kayode trova il pareggio sul cross di Belotti al 60′, poi Bonaventura trova il gol del sorpasso avventandosi come un falco sulla respinta corta di Provedel. Nel mezzo Nico Gonzalez spreca malamente un rigore dubbio. Dopo lo scossone, la Lazio tenta l’assalto finale a caccia del pareggio, ma non basta.

La Fiorentina trova tre punti pesantissimi e si libera finalmente del periodo nero in termini di risultati. Per la verità sono più che meritati,  stradominando la partita e giocando un ottimo calcio. La Lazio invece fa un passo indietro rispetto alle precedenti uscite.

FIORENTINA-LAZIO, PAGELLE FIORENTINA

Terracciano 6: incolpevole sul gol laziale, per il resto viene impegnato solo nella gestione con i piedi.

Biraghi 6: il capitano è sfortunato nel colpire il palo direttamente da corner. Isaksen e Zaccagni dalle sue parti non creano grattacapi.

Ranieri 5.5: molto bene in anticipo sugli attaccanti biancocelesti, proprio come vuole Italiano nella sua filosofia di gioco. Peccato che in occasione del gol esageri ed esca in modo sconsiderato, lasciando una voragine proprio nel mezzo della difesa.

Milenkovic 6: disinnesca Immobile, utilizzando talvolta anche le cattive maniere.

Kayode 7: il giovane prospetto oggi ha vita facile, dato che Felipe Anderson non è in serata. Offensivamente non si fa notare un granché nel primo tempo. Nel secondo invece ha un altro piglio e infatti firma la rete del pareggio.

Arthur 6: il brasiliano fa valere i suoi punti di forza, toccando una quantità smisurata di palloni e smistandoli a destra e sinistra con facilità. (dal 90′ M. Lopez s.v.)

Bonaventura 7: oggi viene impiegato in mediana, diversamente dal solito. Non è un problema, Jack di cuori abbina qualità e quantità in maniera egregia. Si vede negare il gol solo da un fantastico Casale, ma non deve attendere molto per trovarlo. Infatti al 60′ è lesto ad avventarsi sulla respinta centrale di Provedel.

Sottil 5.5: il figlio d’arte non brilla particolarmente. Qualche sporadico spunto, ma niente di più. (dall’85’ Mandragora s.v.)

L. Beltran 6: si fa vedere tra le linee, ma non riesce ad incidere. Solo qualche buona apertura è degna di nota. (dall’81’ Barak s.v.)

Nico Gonzalez 6.5: l’argentino ha un debito con la sfortuna: il gol non arriva solo per un miracolo di Provedel e per il palo su spizzata da corner. Quando ha l’occasione più semplice per trovarlo, spreca il calcio di rigore, che si infrange sul palo. Nettamente il più pericoloso dei suoi.

Belotti 6.5: il Gallo è autore di un’ottima gara, facendo a sportellate con i centrali biancocelesti. L’urlo di gioia del gol gli si strozza in gola solo per colpa del palo. In compenso serve l’assist per la rete di Kayode. (dal 90′ Nzola s.v.)

All. Italiano 7: questa partita è un capolavoro, dominata in lungo e in largo. L’idea di una squadra schierata così offensivamente sembra fin troppo azzardata, ma alla fine dà i suoi frutti.

FIORENTINA-LAZIO, PAGELLE LAZIO

Provedel 6.5: prestazione a due facce. Nel primo tempo è superlativo su Nico Gonzalez, ma sul gol del sorpasso ha qualche colpa, respingendo centralmente il tiro di Beltran.

Marusic 5.5: Nico Gonzalez oggi è una furia sulla sua fascia. Difficile da contenere. (dal 46′ Hysaj 5: si perde Kayode sulla rete dell’1-1)

Romagnoli 5.5: la difesa della Lazio oggi sembra l’Italia nella battaglia di Caporetto. Viene bombardata da ogni dove, e il centrale mette pezze dove può.

Casale 6.5: l’ex Verona si redime dalle ultime deludenti prestazioni: il salvataggio alla disperata su Bonaventura è un qualcosa di sensazionale. Causa poi il rigore sbagliato dalla Viola, ma personalmente sembra più un’ottima chiusura che un intervento falloso.

Lazzari 6: la sua fascia di competenza è la meno colpita dagli attacchi della Fiorentina. Si spinge sporadicamente in avanti, ma senza successo.

Luis Alberto 6.5: prosegue la ripresa del Mago spagnolo, che dopo il doppio assist con il Torino sforna un’altra ottima prestazione. Al 45′ si incunea nella difesa avversaria e trova il gol del momentaneo vantaggio.

Cataldi 5.5: la Lazio fa poco possesso palla, quindi lui conseguentemente gestisce pochi palloni. (dal 62′ Vecino 5.5: si vede poco)

Guendouzi 6: le sue caratteristiche vengono esaltate dal nostro campionato, e lo si vede pure oggi., anche se con meno furore del solito. Da notare l’assist per la rete di Luis Alberto.

Felipe Anderson 5: tocca pochissimi palloni, non viene quasi mai innescato dai suoi compagni. Per la verità anche lui non fa nulla per entrare nel vivo del gioco. (dal 78′ Pedro s.v.)

Immobile 5: totalmente fuori dal gioco, imbrigliato alla perfezione da Milenkovic. Soffre, e lo si vede anche dal nervosismo al momento della sostituzione. (dal 78′ Castellanos s.v.)

Isaksen 5.5: oggi sembra che sia sceso in campo il suo gemello, vista la differenza di prestazioni tra questa e quella stellare contro il Bologna. (dal 46′ Zaccagni 5.5: anche lui non incide, si vede parzialmente nell’assalto finale)

All. Sarri 5: la Lazio oggi è irriconoscibile, sembra la lontana parente di quella ammirata nell’impresa con il Bayern Monaco. Remissiva dal primo al novantesimo minuto, la partita poteva anche concludersi con un passivo più importante.

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Le pagelle del Diez

Roma-Torino 3-2, le pagelle: Dybala straordinario, Bellanova solita certezza

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Dybala

Fischio finale all’Olimpico, Roma-Torino 3-2 il risultato finale. I giallorossi si impongono sul Torino di Juric, trascinati dal miglior Dybala della stagione. Tripletta, la prima in Serie A con la Roma, per il mattatore della serata. Per De Rossi sono 5 i successi in 6 partite in campionato. Juric la imposta bene, con i suoi che non sfigurano tra le mura del nemico, ma si arrendono alla superiorità dell’argentino.

ROMA-TORINO 3-2 – LE PAGELLE DEI GIALLOROSSI

Svilar 5.5: un po’ pericoloso con la palla tra i piedi, mentre sul gol di Zapata avrebbe potuto fare qualcosina in più.

Mancini 5.5: Zapata lo domina in occasione della rete del 1-1.

Smalling 6.5: torna titolare dopo 178 giorni con una buona gamba ed energia. (Dal 78′ Huijsen 5.5: sfortunato, sua la maldestra deviazione che batte Svilar per il definitivo 3-2).

N’Dicka 6: sembra essere cresciuto da quando è tornato vincitore dalla Costa d’Avorio.

Kristensen 5.5: ha sulla coscienza un gol che avrebbe dovuto fare dopo il grande lavoro in progressione di Azmoun.

Paredes 5.5: perde un po’ di lucidità rispetto le solite belle prestazioni mostrate con De Rossi. (Dal 65′ Bove 6: agonismo e tenacia a servizio di De Rossi per condurre la partita verso la fine).

Cristante 5.5: piuttosto impreciso in entrambe le fasi.

Pellegrini 6: lo limita la marcatura molto fisica che gli riserva Juric, ma tra i tre interni di centrocampo è il migliore (dal 85′ Sanches SV).

Angeliño 5: sul suo lato soffre molto Bellanova, che lo lascia sul posto poco prima di crossare e trovare la testa di Zapata per il pareggio. (Dal 64′ Spinazzola 6: entra bene, con qualche impulso e pallone al centro niente male).

Dybala 8.5: cercato per tutta la partita, e il motivo lo capisci quando pennella la traiettoria imprendibile della palle che vale il 2-1. Tripletta da top player.

Azmoun 6.5: intelligente per i movimenti che fa senza palla, per la concretezza quando la porta e per essersi procurato il rigore. (Dal 65′ Lukaku 6.5: Entra e fa assist per Dybala costringendo il diretto marcatore a stare dietro di lui, oscurandolo con il fisico).

De Rossi 6.5: oggi la copertina se la prende Dybala, senza il quale non è eresia dire che i 3 punti non sarebbero arrivati. La Roma però è stata presa che era nona, e con questa diventa sesta con cinque vittorie su sei con lui in panchina.

ROMA-TORINO 3-2 – LE PAGELLE DEI GRANATA

Milinkovic-Savic 5: prende tre gol da Dybala, uno su rigore, uno che è una gioia per gli occhi, l’ultimo con delle responsabilità.

Lovato s.v.: esce per infortunio dopo appena 14 minuti, troppo pochi per giudicarlo. (Dal 14′ Sazonov 5: ha sul groppone l’aver causato un rigore ingenuo).

Djidji 6: molto dinamico, buttandosi in avanti quando ne ha l’opportunità.

Masina 5: appare in difficoltà per tutta la partita. (Dal 80′ Ilic SV).

Bellanova 6.5: un treno sulla destra, che quando crossa sa dove e come metterla. Suo l’assist per Zapata.

Ricci 6: nel primo tempo gioca una partita da 6.5, ma cala nella seconda frazione. Bravo a mettere sul primo palo una sfera velenosa e forte che inganna Huijsen e riapre la partita.

Gineitis 5.5: al lituano è mancata qualità nelle giocate per arrivare alla sufficienza. (Dal 80′ Linetty SV).

Lazaro 5.5:  non ha un cliente particolarmente pericoloso per spinta offensiva sul suo lato,  ma neanche lui riesce fare di meglio. (Dal 62′ Ricardo Rodriguez 6: buon ingresso per l’ex Milan).

Vlasic 6: galleggia nella trequarti avversaria, ricevendo palloni che, quando sono tra i suoi scarpini, mettono ulteriore ansia alla Roma.

Sanabria 5.5: non ha grandi occasioni, ma le possibilità avute sui suoi piedi le avrebbe potute gestire meglio. (Dal 81′ Okereke SV).

Zapata 6.5: il gol che fa, in torsione andando all’indietro e staccando tra 2 avversari, è da grande attaccante quale è.

Juric 6: il Torino nel primo tempo tiene il campo, ma nella seconda frazione crolla sotto i colpi del fenomeno con la 21. Nel complesso i granata giocano una partita ad armi pari con i giallorossi, svanendo dal campo solo per 15 minuti, che però costano la sconfitta.

 

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