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Basket

Gara-5 è un mondo a parte

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Idealmente Gara-7 di una serie (specialmente le Finals) è la partita più bella di tutte. Solo altri 48 minuti per decidere quello che le 6 partite passate non sono riuscite a decretare. Ma le serie spesso si decidono in Gara-5. I giornalisti USA gli accostano spesso un aggettivo semplice ma tremendamente caratterizzante: “pivotal”. Sottolinea la centralità dei suoi quattro quarti rispetto a ciò che è successo prima e a ciò che dovrebbe venire dopo. Che le due squadre siano sul 2-2 o sul 3-1 è relativamente importante, il rischio di vedere alterazioni dello script dettato dal senso comune è distante vette himalayane dal terrestre livello di guardia. Don’t blink. Qualcuno avrà sicuramente chiuso gli occhi quando Durant si è accasciato per terra durante il secondo quarto. Momento sbagliato sicuramente per il futuro di Kevin (sembra confermata la rottura del tendine di Achille, possibile stop almeno fino ai prossimi Playoffs), per il futuro degli stessi Warriors che hanno perso l’arma tanto ricercata nelle precedenti partite. Rimarrà storia l’immagine del GM Bob Myers praticamente in lacrime durante la conferenza stampa. Lacrime che non dovrebbero appartenere ad una squadra che allunga per almeno una partita il suo regno tirandosi fuori dal baratro non appena l’onnipresente Draymond Green contesta efficacemente il possibile buzzer di Toronto. Difficile parlare di vincitori quando i canadesi potrebbero essersi cacciati (per un misero punto) in un guaio sì preventivato ma non per questo meno pericoloso, gli Warriors perdono quasi definitivamente una colonna portante degli Hampton Five ed il mondo del basket NBA fa i conti con l’ennesimo infortunio grave di questa stagione.

“I just told the team I don’t know what to say, because on the one hand I’m so proud of them, just the amazing heart and grit that they showed, and on the other hand I’m just devastated for Kevin. So it’s a bizarre feeling that we all have right now — an incredible win and a horrible loss at the same time.”

Questa parole di Steve Kerr riassumono efficacemente il clima amaro di una grandissima vittoria alla quale non corrisponde un sentimento positivo. Tra l’altro Toronto è stata estremamente vicina a chiudere la serie (tanto che dal tunnel stavano per fare capolino il Larry O’Brien Trophy ed il Signore degli Anelli Bill Russell) quando ad inizio ultimo quarto ha chiuso un gap di 14 punti aprendone uno di 6 resistito fino a 2 minuti e 30 dalla fine. Poi quel che restava intero degli Warriors (fuori anche Kevon Looney con il riaggravarsi dell’infortunio alla clavicola) ha prodotto le tre triple che servivano per venire a capo di questa serata surreale. La prima è orchestrata da DeMarcus Cousins che libera la catapulta di Klay Thompson con due blocchi sapienti. Il pareggio arriva da una bomba di Curry che sfrutta un altro ottimo blocco di DMC per staccarsi dalle caviglie Fred VanVleet, 103 pari. Il vantaggio arriva ancora una volta da Klay che toglie il tempo al closeout di Leonard e mette a bersaglio la settima tripla. A nulla è valso il layup di Lowry per il 106-105, se non per il suo disperato tentativo fagocitato da Draymond Green. Qualche appunto è venuto fuori per Nick Nurse, autore di una gestione dei timeout forse troppo cervellotica.

“We had two free ones that you lose under the three-minute mark, and we just came across and decided to give those guys a rest.”

https://twitter.com/warriors

Vero, ma come puoi riposarti te possono farlo anche gli altri. È stato sicuramente un break più utile a GSW che ad una Toronto in piena run da 12-2 tornata in campo senza più quel momentum. Il mancato timeout a 15 secondi dalla fine dopo fallo offensivo di Cousins litiga con la teoria di utilizzarli sempre e comunque. Sarebbe stato interessante vedere un “ATO scheme” per vincere la partita. C’è da augurarsi per i tifosi canadesi di non dover riprendere in mano questo discorso tra qualche giorno.

John Schuhmann di NBA.com ci fa gentilmente notare che, anche guardando i freddi numeri, GSW abbia tirato dall’arco con un non esaltante 38% dall’arco durante i Playoffs (settima sulle 16 partecipanti). Avere però giocatori da “big time plays in big time games” scavalca anche lo script che la statistica ci propone. Per fortuna dei californiani, almeno altri 4 giocatori del loro roster rientrano d’ufficio in questa èlite e se abbiamo una serie ancora viva è gran parte per loro merito. E le divinità del basket stavolta l’hanno fatta grossa.

https://youtu.be/C1nT2xN7cwo

(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter @SB Nation)

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Basket

Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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