Periodo di cambiamenti in casa Barcellona. In seguito ad una turbolenta estate, nella quale si è verificata la clamorosa e storica cessione di Lionel Messi al Paris Saint Germain, il club azulgrana sta intraprendendo un percorso di rinnovamento e ripartenza. Secondo questa prospettiva la valorizzazione dei prodotti della ‘cantera‘ è senza dubbio uno dei punti focali.

L’ultimo gioiello del settore giovanile, pronto a bruciare le tappe, è Pablo Martin Paez Gavira, detto Gavi. Soprannominato ‘La nueva Joya de la Cantera’ e ‘Il prodigo de la Masia‘, è nato il 5 agosto 2004 a Los Palacios y Villafranca, vicino Siviglia, in Andalusia. Con i suoi 173 centimetri è il prototipo del tuttocampista spagnolo, infatti le sue caratteristiche principali sono la dinamicità, la rapidità e la tecnica.

Il suo desiderio è emulare il percorso che sta intraprendendo Pedri, un ragazzino classe 2003 che un anno fa è entrato in punta di piedi nel mondo del Barcellona, per poi diventare un elemento imprescindibile della prima squadra e della nazionale di Luis Enrique.

ASCESA FULMINEA

Gavi ha indossato la maglia azulgrana per la prima volta ad 11 anni, quando fu acquistato dalle giovanili del Real Betis. Successivamente si è verificata un’ascesa fulminea nella ‘cantera‘, che l’ha portato a raggiungere la prima squadra da giovanissimo. L’anno scorso è passato repentinamente dall’Under 17 all’Under 19, per poi affacciarsi in un campionato professionistico con il Barcellona B, con cui ha collezionato due presenze. Mister Garcia Pimienta lo fa esordire al 77′ del match contro l’Hospitalet nel febbraio 2021.

Importantissimo è stato anche questo precampionato con Koeman. A causa del rientro tardivo dei calciatori impegnati negli Europei e nella Copa America, il tecnico olandese ha convocato un gran numero di ragazzini della Masia e di elementi della seconda squadra, ragion per cui Gavi ha avuto la chance di mettersi in mostra. Con la sua eleganza e la sua personalità il classe 2004 è riuscito a stupire tutti.

Entra a far parte stabilmente della prima squadra e al terzo turno di Liga esordisce contro il Getafe. Al 73′ entra in campo al posto di un ex canterano, Sergio Roberto. Secondo Opta Gavi è il secondo giocatore più giovane ad esordire col Barcellona nel ventunesimo secolo (17 anni e 49 giorni); al primo posto c’è Ansu Fati (16 anni e 349 giorni).

Dopo qualche settimana, nel match contro il Granada, subentra a Sergio Busquets al 72′, con il Barcellona in svantaggio di un gol. La partita è bloccata, con gli uomini di Koeman che non riescono a scardinare la chiusa difesa avversaria. In pieno recupero Gavi riceve palla in area, in una posizione piuttosto defilata, ma è ben pressato dagli avversari e ha poco spazio attorno a sé; nonostante ciò, praticamente da fermo, riesce a calibrare una parabola chirurgica per la testa di Araujo che pareggia la partita. In poche settimane è diventato praticamente un punto fermo della squadra ed ha già totalizzato sei presenze, tre delle quali da titolare.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Gavi nelle giovanili del Barça ha sempre giocato da trequartista. La sua velocità di pensiero e di gambe, la sua abilità nel dribbling e nella rifinitura è quindi stata sfruttata nei pressi dell’area avversaria. Nelle sue giocate è riscontrabile tutto il meglio della scuola Barcellona: capacità di smarcarsi, giocare a due tocchi, abbinare ritmo ed intensità ad un’eccelsa dose di qualità.

Appena ha iniziato a giocare tra i “grandi”, nonostante prediliga giocare in zone di campo più pericolose, spesso si abbassa per partecipare alla prima costruzione e per palleggiare con i centrocampisti ed i difensori centrali. È solito svariare per tutto il campo senza dare punti di riferimento agli avversari, ama muoversi e far muovere la palla senza badare troppo a tatticismi. Ha una personalità eccezionale che gli permette di stare sempre al centro del gioco, anche in quei momenti in cui il “pallone scotta”. La specialità della casa è il cambio di direzione per accelerare dopo una rapida piroetta su sé stesso.

 

Una buona dose di abnegazione ed un’importante intelligenza tattica gli permettono di avere un posizionamento corretto per intercettare un gran numero di palloni. Ha la sana abitudine di giocare a calcio con la testa alta, mantenendo una periferica visione del campo di gioco che gli consente di trovare i tempi e gli spazi giusti per la verticalizzazione.

Franc Artega, mister dell’Under 19 che l’anno scorso ha lavorato con Gavi, lo descrive così:

È tecnicamente dotato. È capace di cambiare quello che sta per fare in pochi decimi di secondo e di improvvisare in qualsiasi circostanza di gioco. Fisicamente l’anno scorso si è evoluto molto. È cambiato ed ora è un giocatore molto forte. Questo fisico completa la sua qualità tecnica e il suo processo decisionale. Ora ha la qualità per proteggere la palla. È un ragazzo che ha molto di quello che cerchiamo nel Barça, ha un grande potenziale. Gioca e si muove d’istinto. Una maggiore esperienza lo aiuterà a saper leggere la partita, e non ad agire d’istinto. È ipercompetitivo, è uno dei giocatori più competitivi che conosca. È una cosa che deve stabilizzare”. 

IL LAVORO DI KOEMAN CON I GIOVANI

Il lavoro di Ronald Koeman con i calciatori più giovani è encomiabile. Nei suoi due anni al Barcellona non solo ha fatto esordire vari calciatori, ma ha puntato seriamente su di loro, facendoli sentire parte integrante della squadra e valorizzandoli. Pedri (2003) è il caso più eclatante, ma occorre citare anche gli altri che sono migliorati nella gestione Koeman: Ronald Araujo (1999), Oscar Mingueza (1999), Yusuf Demir (2003), Eric Garcìa (2001), Riqui Puig (1999), Nicolas Gonzalez (2002), Alejandro Baldé (2003) e Ilaix Moriba (2003, ceduto al RB Lipsia).

Ansu Fati, che l’anno scorso non ha praticamente mai giocato a causa di un infortunio al menisco del ginocchio sinistro, si appresta a vivere una stagione da protagonista. Oltre ad aver eredito il numero 10 di Messi, gode della piena fiducia di Koeman, che ha intenzione di inserirlo al centro del progetto tecnico.

Ripartire da questi ragazzi è necessario per migliorare le sorti di un club scosso dalla clamorosa partenza di Messi. La valorizzazione dei canterani può essere inoltre una strategia per debellare i vari debiti causati da anni di investimenti spropositati (specialmente Griezmann, Dembelè e Coutinho). Tuttavia ripartire dalla gioventù comporta una mancanza di esperienza che potrebbe rivelarsi non vincente nel breve periodo, ma creerebbe un patrimonio considerevole per i prossimi anni.

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