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Genoa, almeno stavolta impara dai tuoi errori

Genoa, almeno stavolta impara dai tuoi errori

Come può una squadra che in soli 45 minuti surclassa i pentacampioni d’Italia ritrovarsi a rischio retrocessione a sole 4 giornate dalla fine del campionato? Per di più nella stagione in cui le ultime della classe fanno registrare una delle medie punti più basse di sempre. Tornando indietro a quel 27 novembre, quando il Genoa strapazzò la Juventus in casa, ci si rende conto di quanto sembrava impossibile anche solo pensare ad uno sviluppo del genere. Eppure, 5 mesi dopo, la situazione è diametralmente opposta, con lo spettro della Serie B che aleggia minaccioso sulla squadra ligure.

Gol di Simeone contro la Juventus

CROLLO VERTIGINOSO

Dalla vittoria con la Juventus i rossoblu hanno ottenuto la miseria di 5 pareggi e una vittoria: 8 punti in 20 gare. La squadra è passata da Juric a Mandorlini, senza ottenere alcun risultato, per poi ripassare ancora una volta al tecnico croato. Dalla decima posizione la squadra ligure è scivolata alla sedicesima, con ben 8  lunghezze di distacco dal precedente Bologna. I punti di vantaggio sul Crotone sono appena 5, mentre erano 14 dopo la vittoria con la Juventus.

Il prestigiosissimo successo con i bianconeri ha dunque significato un drammatico spartiacque per la stagione del Genoa. Da quel momento in poi qualcosa si è rotto, improvvisamente e inaspettatamente. La squadra di Juric è passata dall’essere una delle sorprese del campionato a uno dei più grandi flop. Un così repentino cambio di direzione è davvero difficile da spiegare, ma analizzando con attenzione la stagione dei rossoblu si intravede, qua e là, qualche preavviso di ciò che poi è successo.

PARTENZA A MILLE ALL’ORA

L’inizio di campionato per la squadra di Juric è stato molto positivo. Il croato, che ha allenato anche le giovanili del Genoa, conosceva già molto bene la piazza, avendoci anche giocato per 5 anni. Juric ha ereditato il sistema di gioco di Gasperini, apoportando qualche modifica come l’avanzamento di Rigoni nel tridente e l’adozione di un regista puro come Veloso. Come detto, l’inizio di stagione è stato molto buono,  soprattutto dal punto di vista dei risultati.

Qualche incrinatura nel sistema di Juric è emersa con gli infortuni. Pavoletti e soprattutto Veloso hanno evidenziato una condizione fisica non ottimale e sono stati costretti ai box per larghi tratti. Poco male l’assenza di Pavoloso, vista l’esplosione di Simeone, più pesante quella del portoghese, che ha lasciato il centrocampo orfano di regia. Senza metronomo il Genoa ha dovuto adottare un gioco molto più dinamico e vivace, che però ha tolto parecchie energie alla squadra. Ancora una volta la vittoria con la Juve esemplifica: la squadra ha vinto correndo senza sosta per 90 minuti, ma il Genoa non è stato preparato per questo tipo di gioco. Costretta a dare più di quanto avesse, la squadra è crollata vertiginosamente.

Tomas Rincon

FOLLE MERCATO

Gennaio è sicuramente il mese più impegnativo per i dirigenti del Genoa. Come da tradizione, i rossoblù si sono resi protagonisti della sessione d’acquisti invernale, con 8 acquisti e 5 cessioni. Già cambiare molto a gennaio non è quasi mai salutare per nessuna squadra, ancora di più per una formazione che tutto sommato si sta esprimendo a buoni livelli. La follia sta però non nel cambiare alcuni titolari a gennaio, ma nel vendere i tre giocatori probabilmente più incisivi della squadra.

Pavoletti, Rincon e Ocampos hanno salutato Genova nel primo mese del 2017. La cessione dell’attaccante ex Sassuolo sembrava indolore vista l’ascesa del Cholito, anche se poi a conti fatti non si è rivelata una grande scelta per nessuna delle parti in causa. Comunque sia la cessione della punta è stata forse la meno dolorosa, visto anche l’arrivo di Mauricio Pinilla. Un vero e proprio harakiri è stata la cessione di Rincon, leader indiscusso del centrocampo ligure. Con la perdita di Veloso e l’adozione di un gioco più esplosivo, la cessione del giocatore più dinamico della rosa non è stato un atto di grande intelligenza. Infine la cessione di Ocampos, l’unico giocatore del Genoa in grado di rompere gli equilibri con una giocata, che proprio nel mese di dicembre stava trovando la propria quadratura.

La follia delle cessioni è sicuramente ampliata dall’inadeguatezza degli acquisti. Di 8 giocatori acquistati, nessuno è riuscito ad imporsi, tant’è che al suo ritorno Juric ne ha schierato soltanto uno. Cataldi e Hiljemark avevano il compito di non far rimpiangere Rincon, ma hanno dovuto fare i conti con problemi muscolari. Palladino non ha la freschezza di Ocampos e ha pagato l’esonero di Juric. Oggetti misteriosi Taarabt e Morosini.

E ORA?

E ora al Genoa non rimane che pregare probabilmente. Il calendario per la squadra di Juric è davvero ostico, con le sfide con Inter e Roma che appaiono impossibili. Sarà importante non steccare la trasferta di Palermo e il match casalingo col Torino, anche se al momento sembra più facile sperare che il Crotone non faccia abbastanza punti. I rossoblù hanno avuto la fortuna di crollare in una stagione dove ci sono ben 4 squadre che sono riuscite a fare peggio. Se ciò fosse successo lo scorso anno sarebbe stata probabilmente retrocessione.

Comunque andrà a finire questo campionato, il crollo di quest’anno deve essere un monito per i dirigenti rossoblù. Infortuni e malesseri sono purtroppo imprevedibili, ma le cessioni folli e sconclusionate sono evitabili. Il momento di fare i conti con una gestione assurda e incomprensibile sarebbe arrivato prima o poi, il destino ha voluto farlo arrivare nella migliore situazione possibile, paradossalmente. Che sia da lezione.

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