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All’alba della Superba

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Nel 1358 Genova fu denominata la Superba dal poeta Francesco Petrarca, che ne rimase piacevolmente incantato per il suo charme di porto sul mare a cui veniva garantita la protezione dei monti liguri. Dal punto di vista calcistico però, soprattutto negli ultimi anni, la Genova rossoblù ha perso tanti punti nelle gerarchie italiane che la vedevano una piccola realtà del paese capace di fare grandi cose con un budget piuttosto limitato ma con tanta esperienza in fase di mercato del presidente Preziosi e del suo entourage, uno dei più criticati negli ultimi anni.

Anche quest’anno, durante la fase iniziale della stagione, il Genoa non è apparso preparato a stupire e si è ritrovato anzi in fondo alla classifica, in una situazione di limbo che purtroppo si conosce da anni. Perché questa squadra sembra esser rimasta ancorata all’ultimo grande campionato giocato nel 2008-2009 e culminato con un grandissimo quinto posto i cui autori furono Diego Milito e Thiago Motta. Da lì in poi, se proviamo a fare un bilancio, di positivo si trova ben poco: un nono posto nel 2009-10, un decimo l’anno successivo, due diciassettesimi consecutivi nel 2011-12 e nel 2012-13 ed un quattordicesimo il seguente anno. Si salva l’annata 2014-2015 dove un ottimo sesto posto non porta però ai preliminari di Europa League a causa della licenza UEFA. Quasi come fosse un contraccolpo psicofisico, gli anni successivi la zona coppe diventa pura utopia: gli ultimi due campionati sono culminati con un undicesimo ed un sedicesimo posto, in una salvezza che lo scorso anno appariva tranquilla ma che ad un certo punto sembrava esser sfuggita di mano in maniera quasi clamorosa.

SAPIENZA NEL CAOS

Va dato merito però a tutto lo staff societario del Genoa di aver avuto pazienza ed aver riflettuto sulle mosse da attuare anche quando il pubblico sembrava inferocito e pronto ad inveire con la piazza. Gran parte del merito è di Preziosi, che più di altri conosce l’ambiente ed il volere dei tifosi la cui unica colpa è quella di amare follemente questo club. Vero è che in alcuni frangenti (le maglie tolte dai giocatori e consegnate alla curva nel 2012 contro il Siena) questo amore è diventato pazzo e psicotico, senza mai coinvolgere il cervello della società. Partendo da qui e da questa sapienza “caotica”, Preziosi ha confermato Ivan Juric che era sulla graticola lo scorso anno e ci è rimasto fino a ieri. La vittoria di Cagliari, con un perentorio ma tribolante 2-3 finale, è la dimostrazione di come i rossoblù giochino un bel calcio e siano una delle poche squadre dai movimenti perfettamente sincronizzati, soprattutto offensivamente. Parlare di sfortuna nelle partite precedenti sarebbe riduttivo, perché nel caso della partita casalinga contro la Juventus i bianconeri avevano dimostrato la differenza di valori in gioco mentre durante la trasferta di San Siro, dove l’Inter vinse nel finale con D’Ambrosio, qualche bella trama offensiva si era intravista. Motivi per il quale un cambiamento repentino ed immotivato costituirebbe soltanto un danno per l’annata del Grifone, che aveva però bisogno di una partita di dedizione e concentrazione per 90 minuti per poterla vincere. In realtà anche ieri, soprattutto nel finale, qualche brivido i genoani lo hanno corso, ma sono stati premiati dalla loro supremazia territoriale per la prima ora di gioco.

COSA TENERSI STRETTO

Se parliamo di cose che hanno funzionato ieri a Cagliari, dobbiamo iniziare innanzitutto dalla prestazione sopra le righe di Adel Taarabt, che si riconferma maledettamente un talento mai sbocciato completamente. “Si sta allenando bene e sa che per me è un giocatore fondamentale perché la squadra funzioni” ha detto Juric nel post-partita. Nulla di più vero: le azioni offensive genoane partono quasi sempre dai suoi piedi e dalla sua capacità di capire il gioco prima degli altri. Molti potranno storcere il naso data la scarsa caratura dell’avversario, ma Taarabt aveva dimostrato di essere in palla anche a San Siro, creandosi da solo alcune occasioni e procurandone delle altre ai compagni. Ha capito di aver perso qualcosa in velocità, com’è normale che sia quando si superano i trenta, ma ha imparato a sfruttare la sua tecnica per giocare d’anticipo.

Nel primo gol contro il Cagliari è bravo a girarsi con un tocco ed a sapere che il centravanti sta già partendo tra i due centrali difensivi mettendolo precisamente di fronte alla porta per poter marcare. Continua a mandare Galabinov in porta, anche se il bulgaro non sempre è lucido, prima di marcare un grandissimo gol: ispira l’azione, si fa servire proprio da Galabinov partito per l’ennesima volta tra le linee, scambia in maniera ineccepibile con Rigoni e di destro taglia il pallone alla destra di Cragno. Dalle sue qualità dipende spesso la quantità di occasioni che il Genoa riesce a creare, un aspetto positivo se il marocchino è in palla ma negativo quando durante le partite è in stand-by. Juric dovrà quindi lavorare per non essere dipendente da un solo giocatore, aspettando che il Wachiturro Centurion decida di salire in cattedra per creare una valida alternativa con caratteristiche leggermente differenti.

https://youtu.be/EtiD5Nf5eoo

La partita di Taarabt ieri contro il Cagliari.

Un’altra cosa da tenere stretta è il duttile e corposo centrocampo che Juric ama tanto: se prendiamo i tre interpreti centrali, nessuno ha caratteristiche simili, e questo è un bene a seconda del tipo di partita che si fa. Ieri non c’era Cofie, molto abile nel contenimento e nella prima uscita, ma c’era Bertolacci al suo posto di incontrista, con Veloso nel classico ruolo da quarter-back, ispiratore e regista, e Rigoni con spiccate doti da trequartista che si buttava in avanti con le due ali quasi fosse un 4-2-3-1 con Galabinov unica punta. Il secondo gol ne è la dimostrazione perfetta.

https://youtu.be/1JLOkDWsLb0

A Genova sperano di aver ritrovato la bussola dopo tanti chiaroscuri e saliscendi vertiginosi: tecnicamente, e senza aver stravolto la squadra come faceva in passato, la società ha lavorato bene per consegnare a Juric una squadra equilibrata e competitiva quantomeno per la prima metà della classifica. Al momento non è stato sufficiente nonostante il Grifone abbia saputo giocarsela con squadre come Lazio e Juventus. Bisognerà anche smussare l’aspetto trasferta, perché la prima vittoria fuori dal Ferraris, nonché la prima in campionato, coincide anche con la prima vera partita giocata concretamente lontano dalla Liguria. San Siro 2.0, versione rossonera, sarà il banco di prova adatto per capire a che punto si è giunti: e chissà che Taarabt non decida di scherzare con i suoi ex compagni.

 

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Francia-Polonia 3-1, le pagelle: Mbappe Mvp, Giroud da record!

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Mbappé

La Francia di Deschamps ha giocato contro la Polonia per gli ottavi di finale di questo Mondiale. I Transalpini vincono per 3-1 e di diritto accedono ai quarti, Giroud apre le danze a fine primo tempo al 44′ e fa 1-0. Nel secondo tempo arriva il 2-0 con una rete di Mbappe al 74′, non può fermarsi l’attaccante francese e fa anche doppietta al 91′, la squadra polacca accorcia le distanze al 99′ su rigore firmato da Lewandoski. Ora i francesi sono in attesa di sapere quale sarà la prossima avversaria, lo scoprirà questa sera, la vincente tra Inghilterra e Senegal affronterà i Campioni del Mondo nel prossimo turno.

 

LE PAGELLE DELLA FRANCIA

Lloris 6: Il portiere transalpino è attento, ha avuto qualche incertezza su un rilancio e su un pallone recuperato nella sua area di rigore, ma tutto sommato se la cava bene nonostante il gol subito su rigore.

Kounde 5: Fa una buona prestazione, calcia anche in porta e mette un bel cross per Giroud in area, ma non può presentarsi in campo con due catenine d’oro al collo mancando di rispetto i suoi compagni e gli avversari. Come ben sappiamo è vietato giocare con anelli, bracciali e collane. Questi oggetti possono creare delle ferite non indifferenti in caso di scontri. (93′ Diasi sv).

Varane 6,5: Il numero 4 si rende pericoloso con un colpo di testa verso la porta, salva anche un pallone sulla linea. Il giocatore del Manchester United è una garanzia.

Upamecano 5,5: Tocca il pallone con il braccio e regala il calcio di rigore alla Polonia nel finale, nel resto della partita non è stato eccezionale.

Theo Hernandez 6: Non ha brillato moltissimo il terzino sinistro del Milan, mura un tiro pericoloso di Zielinski che poteva portare in vantaggio la Polonia. Nel secondo tempo calcia in porta ma spara alto.

Tchouameni 6: Arriva al tiro nel primo tempo, nel resto della partita non si è reso molto pericoloso ma porta comunque a casa la sufficienza. (66′ Fofana 6: Sostituisce bene il centrocampista del Real Madrid).

Rabiot 5,5: Il centrocampista della Juventus non ha creato pericoli, in mezzo al campo ha toccato pochi palloni. Ci stava facendo abituare a grandi prestazioni, ci può stare una gara meno lucida.

Dembele 6,5: Grande lavoro del numero 11, serve l’assist per il gol di Mbappe che ha portato la Francia sul 2-0. La sua rapidità sulla fascia destra è fondamentale per la squadra di Deschamps. (76′ Coman 6: Aiuta la squadra a consolidare il risultato).

Mbappe 8,5: Qualità e velocità, i suoi scatti sono micidiali. Serve l’assist a Giroud per il gol del 1-0 e poi fa una doppietta che chiude la partita.

Giroud 7: Poche le occasioni per segnare, ma nel primo tempo porta in vantaggio la sua squadra portando a quota 52 le sue reti con la nazionale francese. (76′ Thuram 6,5: Serve l’assist a Mbappe per il gol del momentaneo 3-0).

LE PAGELLE DELLA POLONIA

Szczesny 6: Attento e concentrato, sui gol subiti forse si può discutere sul terzo anche se non era semplice fare molto di più sul gran tiro di Mbappe.

Cash 6: Ha dovuto affrontare Mbappe, un avversario non semplice da fermare. C’è da dire che il terzino dell’Aston Villa ha cercato di mantenerlo e in alcune occasioni ci è anche riuscito.

Glik 6: Per questa nazionale il difensore del Benevento è fondamentale, con grande esperienza nel primo tempo svolge un buon lavoro.

Kiwior 6: Anche lui è un difensore che da della sicurezze alla squadra, l’avversario di oggi è di un altro livello ma la sua prestazione non è negativa. (87′ Bednarek sv).

Bereszynski 6: Un buon lavoro sulla fascia sinistra, il giocatore della Sampdoria si è trovato in alcuni casi a salire verso la metà campo avversaria.

Krychowiak 5,5: Non fa male in regia, ma si perde Giroud in occasione del gol che ha portato in vantaggio la Francia. D’altronde ha fatto anche un buon intervento su un tiro pericoloso nel secondo tempo. (71′ Bielik 5,5: La sua entrata in campo non ha dato un forte contributo alla squadra).

Kaminski 6: Sale per provare a dare qualche pensiero alla difesa francese, va vicino al gol nel primo tempo ma il pallone viene salvato sulla linea di porta. (71′ Zalewski 5,5: Il giocatore della Roma non è stato migliore degli altri calciatori polacchi che erano in campo).

Zielinski 6: Si divora due gol incredibili nella stessa azione, ma quando gioca dove sa fare male crea dei problemi, infatti sono le sue le occasioni più clamorose per la Polonia.

Szymanski 5,5: Il numero 19 non ha dato molto alla causa, complice anche il modo di giocare molto difensivo ma poteva fare qualcosina in più. (64′ Milik 5,5: Ha avuto una sola occasione per segnare ma c’era fuorigioco, per il resto non ha mai creato qualcosa).

Frantowski 5,5: Anche lui maluccio, quasi mai pericoloso anche se non ha tante colpe. La Francia è molto più forte e non era semplice dare tanto fastidio. (87′ Grosicki sv).

Lewandoski 6: Una sola occasione per lui nel primo tempo, ma una bella chanche, tiro pericoloso. Nel finale di partita segna su rigore e lascia il Mondiale con una rete.

 

 

 

 

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Calcio Internazionale

Sterling salta il Senegal per motivi familiari

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Inghilterra

Raheem Sterling sarà assente questa sera durante l’ottavo di finale del Mondiale fra Inghilterra e Senegal. Lo annuncia con un comunicato la Football Association; l’esterno britannico sarà assente per motivi familiari.

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Calciomercato

Milito svela un retroscena: “Potevo andare al Real Madrid”

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Milito

Diego Milito, lo storico attaccante argentino che ha condotto la compagine interista alla conquista del Triplete ha svelato, a distanza di più di un decennio, alcuni retroscena riguardo il suo rapporto con lo Special One Jose Mourinho e alla concreta possibilità di seguirlo nella sua avventura madrilena.

“Nel 2009 Mourinho mi accolse all’Inter, mi disse cosa voleva da me. È stato molto gentile e affettuoso, mi ha chiesto se volessi giocare con la maglia numero 22. Poi gli sarebbe piaciuto avermi con lui a Madrid, ma sapeva che l’Inter non mi avrebbe lasciato andare, infatti sono rimasto in neroazzurro”.

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Calcio Internazionale

Record anche per Lloris: il più presente nei Blues al pari di Thuram

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Lloris

Con la presenza nella fondamentale sfida di oggi con la Polonia, valida per l’accesso ai quarti di finale di Qatar 2022, il capitano della Francia Hugo Lloris eguaglia le presenze in nazionale dello storico difensore Lilian Thuram, ben 142.

Nel caso in cui la Francia battesse la Polonia e giocasse i quarti di finale del Mondiale, il portiere del Totthenam diventerebbe il giocatore con più presenze nella storia dei Blues.

Inoltre, Lloris gioca la gara numero 17 ai mondiali, raggiungendo in questo caso lo stesso Thuram e Fabien Barthez.

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