Baraccopoli di Monrovia, Liberia, il 1° ottobre di 54 anni fa nasce George Weah, un bambino destinato a cambiare le sorti del proprio paese. Fin da piccolo alterna la carriera scolastica, in cui dimostra doti superiori alla media, alla sua più grande passione: il calcio. George sviluppa da ragazzo capacità da velocista che, abbinate ad un buon dribbling ed un senso del gol da vera prima punta, lo portano a spiccare tra i coetanei e a raggiungere la massima serie liberiana – continuando però il lavoro come centralinista.
Dopo due stagioni in cui centra le vittorie in campionato e coppa segnando a raffica, il torneo di casa inizia a stargli stretto, e opta per proseguire la carriera prima in Costa d’Avorio e successivamente in Camerun, al Tonnere Yaoundé. Con la squadra della capitale Weah trionferà ancora, e al termine della stagione arriverà la grande chiamata: si va in Europa.

GLI INIZI NEL CALCIO CHE CONTA

Ad interessarsi a King George è subito il Monaco, squadra di primo ordine francese reduce dalla vittoria del quinto titolo nazionale. Un primo anno di buon livello sarà accompagnato successivamente da una stagione sfortunata, caratterizzata da infortuni che ne rallenteranno la crescita. Ristabilita la salute fisica, Weah riprende da dove aveva lasciato e trascina il club del principato alla conquista della Coppa di Francia nella stagione 90-91. Per George, però, non è ancora abbastanza.
L’anno seguente sarà, infatti, quello della definitiva consacrazione. I monegaschi non vincono ma il liberiano brilla, scaturendo l’interesse di un PSG in netta crescita e disposto a creare una rosa per competere su ogni livello.

(Fonte: profilo Instagram @mundialstyle)

Nelle 3 annate passate all’ombra della Tour Eiffel, Weah trova compagni come Raí, fratello minore del più noto Sócrates, e Ginola, giocatore di fascia nel giro della nazionale francese, che lo supportano verso il campionato francese messo in bacheca.
Al di là delle ottime prestazioni all’interno dei confini transalpini, King George dimostra di prediligere i palcoscenici internazionali. Rimarrà storica la cavalcata dei suoi nella Champions League 94-95, della quale Weah risulterà essere capocannoniere ed interrotta solamente in semifinale, come già successo nelle stagioni precedenti in altre competizioni contro Juventus e Arsenal, per mano del Milan di Fabio Capello.

LA CHIAMATA DEL DIAVOLO ED IL PALLONE D’ORO

(Fonte: profilo Instagram @romanzo_calcistico)

Nell’estate che segue la cavalcata parigina sono proprio i rossoneri a prelevare l’attaccante liberiano, identificato come l’erede di un indimenticabile Marco Van Basten, appena ritiratosi dopo anni di calvario a causa di una caviglia che non ha voluto saperne di guarire.
Appena approdato in Serie A al Milan, Weah viene insignito del Pallone d’oro, risultando il primo non europeo ed ancora oggi l’unico africano a poter vantare tale riconoscimento.
La sua avventura con il Diavolo, in particolare, tralasciando il palmarès, viene ricordata per la sensazionale rete realizzata ai danni dell’Hellas Verona. Un coast to coast di 90 metri palla al piede che a distanza di quasi 25 anni rimane una delle azioni più emblematiche del calcio italiano.

Il poco successo nelle competizioni continentali sarà compensato dai due scudetti vinti da assoluto protagonista, con gol pesanti che hanno contribuito all’arricchimento della sala trofei del Milan.

IL TRAMONTO DI UN CAMPIONE

La prima parte della stagione 99-00, coincidente con l’acquisto di Shevchenko, è l’ultima per King George in Italia. Il liberiano decide di intraprendere una nuova avventura oltremanica nel Chelsea di Gianluca Vialli. Il finale di stagione Blues ed una mezza annata al Manchester City regaleranno a Weah una Coppa d’Inghilterra, ma la nuova esperienza sarà caratterizzata da pochi lampi ed alcune difficoltà di adattamento.
Nel gennaio 2001, George fa ritorno in Francia, questa volta al Marsiglia. Il copione visto in Inghilterra si ripete: in 6 mesi le reti saranno cinque ed il liberiano, così, si avvia verso il finale di carriera.
Le ultime apparizioni su un campo da calcio sono datate al 2002, negli Emirati Arabi Uniti, dove giganteggia in un campionato decisamente inferiore al suo livello.

WEAH ED IL RUOLO DECISIVO PER LA LIBERIA

Una volta ritiratosi e indossato giacca e cravatta, King George cerca di farsi spazio in politica. Dopo due elezioni presidenziali non andate a buon fine, Weah ottiene nel gennaio 2015 la nomina di senatore della Contea di Monserrado e ricopre la carica per 3 anni. A cavallo tra il 2017 e il 2018, l’ormai ex attaccante rossonero decide di tentare nuovamente una candidatura per la massima carica statale. Al ballottaggio ottiene oltre il 60% dei voti, ed il 22 gennaio 2018 George Weah diviene il nuovo presidente della Repubblica della Liberia.

Termina, almeno per il momento, l’ascesa di un bambino cresciuto in una baraccopoli della periferia della capitale. La storia di un uomo che è realmente riuscito a cambiare le sorti di un paese e che verrà ricordato come un punto cardine nella storia del continente africano sia come sportivo che come politico.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @frammentidicalcio)