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Calcio Internazionale

Anche i giovani calciatori italiani preferiscono andare all’estero

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Giovani italiani

Si è sentito spesso parlare di fuga di cervelli, ovvero di quei giovani talentuosi che, non valorizzati dalla nostra patria, sono costretti a cercare fortune altrove. Adesso possiamo dire con certezza che questo discorso si può applicare anche al calcio nostrano. I giovani calciatori italiani sono sempre più costretti ad andare a giocare all’estero.

Gianluca Scamacca, Sebastiano Esposito, Lorenzo Lucca, Mattia Viti hanno deciso di far svoltare la propria carriera in altri lidi. Seguendo la decisione presa due stagioni fa da un altro giovane talento italiano, Wilfried Gnonto. E che un altro baby prodigio come Cesare Casadei potrebbe scegliere di seguire, approdando a Londra, sponda Chelsea.

Giovani italiani che, sicuramente, hanno fatto la scelta migliore per la propria carriera, considerando il problema endemico che sembra avere il nostro calcio (ma che sembra radicato anche in tutte le nostre istituzioni) con la valorizzazione dei talenti.

A loro vengono preferiti profili più esperti (ma non sempre più adatti). Alcuni vengono mandati nelle serie inferiori per fare un gavetta di cui magari non hanno neanche bisogno, e che rischia di fargli perdere anni preziosi della loro carriera in contesti che non gli appartengono. Oppure, come capita molto spesso, sacrificati sugli altari dei bilanci e delle plusvalenze.

I numeri sull’utilizzo dei giovani sono allarmanti

Il CIES Football Osservatory ha raccolto dei dati molto interessanti, che ci aiutano a capire la repulsione di quasi tutti i club di italiani verso i giovani. All’indomani della sconfitta dell’Italia contro la Macedonia a Palermo, che ha sancito l’eliminazione azzurra dal mondiale in Qatar, l’osservatorio statistico ha pubblicato una speciale classifica sull’utilizzo degli under 21 in 60 campionati di tutto il mondo. Risultato? La Serie A si è piazzata al 52esimo posto con solo il 3,9% di minuti giocati per gli Under 21 dall’inizio del 2021.

Non solo. Sempre il CIES, in un’altra indagine riguardante la stagione 2021/22 (che tiene conto delle partite fino alla 33esima giornata), ha raccolto i dati dei club che hanno schierato maggiormente i giocatori cresciuti nel proprio vivaio.

La Serie A italiana si piazza all’ultimo posto tra i top 5 campionati europei. Le nostre squadre hanno utilizzato giocatori provenienti dal loro vivaio solo per 7,1% dei minuti totali in stagione. Al primo posto delle top leghe europee troviamo la Spagna con il 17% dei minuti totali giocati da prodotti del settore giovanile. A seguire Inghilterra, Francia e Germania con, rispettivamente, il 12,1%, l’11,76% e il 9,95%.

Un altro dato interessante è che, per quanto riguarda i singoli club, all’ultimo posto in questa classifica troviamo Udinese, Bologna e Venezia. Queste tre squadre non hanno utilizzato (almeno fino alla 33esima giornata) prodotti del loro settore giovanile. Eppure, sia Bologna che Udinese hanno ottenuto una salvezza tranquilla, quindi ci si sarebbe potuti aspettare un po’ più di coraggio nel lanciare i propri giovani.

Per i giovani lasciare l’Italia è la scelta migliore

Mi è capitato di vedere la recentissima finale di Supercoppa di Germania fra Bayern Monaco e RB Lipsia. Partita vinta dai bavaresi per 5-3. Il primo gol del match è stato segnato da Jamal Musiala. Ormai non è più una notizia veder partire dal primo minuto o anche veder segnare il giovane trequartista tedesco. Pur essendo un classe 2003, Musiala ha già al suo attivo ben 78 presenze col Bayern. Nonchè 15 presenze con la nazionale maggiore tedesca.

Trovare in Italia un esempio come Musiala è pressoché impossibile. Nella nostra cultura calcistica (ma non solo) è fuori discussione responsabilizzare i giovani calciatori.

Tanto per fare degli esempi, la Juventus avrebbe potuto puntare su Fagioli già dalla scorsa stagione al posto di spedirlo a “farsi le ossa” in Serie B (e nel centrocampo dei bianconeri dello scorso anno avrebbe di certo potuto dire la sua). Oppure, Mattia Viti sarebbe potuto essere utile alla difesa del Milan, che è alla disperata ricerca di un quarto centrale (al posto di puntare su profili dall’estero come Diallo o Tanganga) o anche al Napoli, che sta rifondando il proprio organico. Casadei all’Inter potrebbe comunque fare comodo per allungare le rotazioni di centrocampo. Piuttosto che cedere il classe 2003 per 15 milioni (e fare una plusvalenza che di certo aiuterebbe poco il bilancio dei nerazzuri) si potrebbe provare a vendere un profilo di certo meno futuribile come Gagliardini.

Insomma, è chiaro come in Italia si preferisca fare calcoli sul breve periodo, che cimentarsi in progetti che vedono i giovani come base. E dunque ben vengano i giovani che preferiscono mettersi in gioco all’estero. Giocare, crescere e maturare, anche in contesti diversi dal nostro non può che fare del bene alla loro carriera. E, soprattutto, farà senz’altro bene alla nostra nazionale, che mai come ora ha bisogno dei nostri giovani.

 

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Thuram all’Inter: perchè Marotta non deve lasciarselo scappare?

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Periodo di riflessioni in casa Inter, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Con Lukaku perseguitato dagli infortuni e con un futuro in nerazzurro nebuloso, Correa perennemente discontinuo e Dzeko spesso trascinatore della squadra ma impossibilitato a reggere la titolarità per tutta la stagione per una mera situazione anagrafica, l’unico vero caposaldo dell’attacco interista si rivela essere Lautaro Martinez.

Proprio per questo Marotta e la dirigenza sembrano intenzionati a iniziare a muoversi per il mercato di gennaio, e uno dei nomi principali sul taccuino dell’ex dirigente juventino sembra esser quello del figlio d’arte Marcus Thuram.

Il classe ’97 in scadenza con i tedeschi del Mönchengladbach a giugno 2023 potrebbe vestire in nerazzurro già in quest’inverno con un esborso intorno ai 10 milioni di euro, ma la trattativa pare complessa e tortuosa, soprattutto per via delle limitate disponibilità economiche dell’Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’attaccante francese risponderebbe però alle esigenze di Simone Inzaghi per il suo attacco, alla luce della futuribilità e della completezza tecnica del giocatore.

Parliamo infatti di un attaccante duttile e dotato di molte caratteristiche interessanti, che trova nell’attacco della profondità e nella freddezza sotto porta le sue qualità principali. È dotato tra l’altro di un‘ottima progressione, coadiuvata ad una forza fisica oltre la media.

Inoltre è un attaccante dinamico e moderno, in grado di agire e di dimostrarsi pericoloso in varie zone del campo, creandosi spazi, difendendo palla e puntando con esplosività gli avversari.

LE STATISTICHE E LA TENDENZA AL “DIALOGO” COI COMPAGNI

Oltre ai 10 gol in 15 presenze nella prima di questa stagione, la statuaria prima punta ex Guingamp ha collezionato 3 assist: numeri interessantissimi per una prima punta, che dimostrano anche una predisposizione alla partecipazione con la squadra.

Inutile dire che, nel contesto nerazzurro che da anni si è consolidato nell’attacco formato da due punte, la predisposizione all’assist e alla collaborazione con un’altra punta sia una caratteristica molto importante, quasi indispensabile.

Thuram rappresenterebbe nell’attacco interista non solo una notevole risorsa tecnico/tattica, in grado di giocare con tutti gli attaccanti a disposizione e in grado di interpretare più compiti (proprio come chiede Inzaghi), ma sarebbe anche un investimento per il futuro e darebbe finalmente stabilità ad un reparto che, a parte Lautaro Martinez, negli ultimi anni è sempre sopravvissuto con operazioni di mercato temporanee e d’esperienza, a discapito della progettualità e della linea verde.

La cifra di 10 milioni tra l’altro sarebbe assolutamente vantaggiosa, dato che il giocatore ne vale almeno il doppio. L’Inter ha bisogno di svecchiare la propria rosa, e sarebbe importante sfruttare l’occasione Thuram, che tornerebbe utile non solo per la seconda parte di questa stagione, ma anche per il futuro.

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Qatar 2022 già nella storia: nessuna squadra a punteggio pieno

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Qatar 2022

Qatar 2022 entra già nella storia! La rassegna mondiale di quest’anno è la prima, da quando il format è stato allargato a 32 squadre, a non avere nessuna squadra a punteggio pieno dopo la fase a gruppi.

Per ritrovare l’ultima volta in cui è avvenuta questa coincidenza, bisogna tornare indietro di quasi 30 anni. Si tratta di USA ’94, in cui nessuna delle sei squadre arrivate prime nel girone, ottennero i tanto agognati 9 punti. Il Mondiale di Qatar 2022, inoltre, diventa anche l’ultimo e l’unico in questa statistica. Infatti, dal prossimo mondiale il numero di squadre passerà a 48 squadre.

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Tutti gli occhi su Cheddira: dalla Premier League alla Serie A

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Cheddira

Walid Cheddira è attualmente in Qatar con la nazionale del Marocco, con cui ha da poco raggiunto gli ottavi di finale. L’attaccante del Bari è reduce da un buon inizio di campionato e fa gola a tutti. Su di lui ci sono le attenzioni dei club più prestigiosi, non solo d’Italia. Il classe 1998 negli ultimi anni ha scalato le gerarchie e si è guadagnato la Serie B con grande merito. Quest’anno ha già segnato nove reti e si è dimostrato uno dei migliori della serie cadetta.

Le richieste per Cheddira non provengono solo dalla Serie A, dove Lazio e Napoli sono il pole position. Gli azzurri, inoltre, ne detengono la comproprietà insieme al Bari. Bensì, dall’estero si sono fatte vive anche squadre come il Nottingham Forest o lo Sporting Lisbona. Il Bari cerca di tener duro e trattenere Cheddira almeno fino a fine stagione, quando deciderà che fare con le offerte che arriveranno sicuramente sul tavolo.

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Pronostico Argentina-Australia, statistiche e consigli per la partita

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Argentina-Australia

PRONOSTICO ARGENTINA-AUSTRALIA – Argentina-Australia si propone come il match clou del sabato mondiale. Le due formazioni, infatti, scenderanno in campo alle ore 20, nella seconda sfida degli ottavi di finale, in ordine cronologico. Lo stadio Ahmed bin Ali Stadium sarà il teatro della sfida e sarà la prima partita per entrambe le squadre in questo impianto. Analizziamo insieme il pronostico e le statistiche relative a questa sfida.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo uno scossone iniziale, l’Argentina ha rialzato la testa con due vittorie in due partite, conquistandosi con decisione il primo posto nel gruppo C. La sconfitta contro l’Arabia Saudita è stata messa subito alle spalle. E Lionel Messi ha indossato le vesti del capo popolo, trascinando i suoi con 2 gol e 1 assisi in tre partite. La squadra di Scaloni non ha ancora mostrato di essere lo schiacciasassi che ci si aspetta. Ma le individualità a disposizione del tecnico argentino sono di sicuro livello; non solo gli elementi storici, ma anche le nuove leve. Enzo Fernandez, Julian Alvarez e Alexis MacAllister sono i nomi che accompagnano Messi nella lista del marcatori della Seleccion in questo mondiale. L’Argentina arriva a questo match in ottima forma e sulle ali dell’entusiasmo.

L’Australia si è arrampiacata sulla seconda posizione del girone D solo all’ultima giornata, ma lo ha fatto con grande grinta e carisma. Infatti, ad eccezione della gara inaugurale terminata 4-1 a favore della Francia, i socceroos hanno mantenuto la porta inviolata negli altri due incontri. Ma, allo stesos tempo, sono stati capaci di segnare le due reti decisive per le due vittorie per 1-0, contro Tunisia e Danimarca. L’Australia torna agli ottavi di un mondiale dopo 16 anni dall’ultima volta (era il mondiale 2006 e affrontò l’Italia). Lo fa con consapevolezza dei suoi mezzi e con l’irriverenza di chi, almeno sulla carta, ha ottenuto gli stessi risultati dell’Albiceleste.

I PRECEDENTI

Le due squadre non si sono mai affrontate in un mondiale. Tuttavia, si sono affrontate ben sette volte in altre occasioni. Quattro volte si è trattato di un’amichevole, con il bilancio che recita tre vittorie per i sudamericani e solo uno, addirittura nel 1988, per l’Australia. Una volta in Confederations Cup, nel 2005: vittoria dell’Albiceleste. Ma, soprattutto, nel doppio scontro nel play-off per il Mondiale di USA 1994: dopo il pari in Oceania, al Monumental fu l’autorete di Tobin a consegnare il passaggio ai padroni di casa.

PRONISTICO ARGENTINA-AUSTRALIA

Sembra difficile non pensare ad una vittoria dell’Argentina, superiore sotto tanti aspetti. Con un Messi così, gli uomini di Scaloni sono una minaccia per chiunque. Ma oltre alla Pulce, il resto della squadra è pronta a combattere per il suo condottiero. L’Aranito Julian Alvarez ha scavalcato Lautaro Martinez nelle gerarchie per il ruolo di centravanti e si è dimostrato un giocatore di immenso valore. Ma sarebbe un errore sottovalutare la grinta del Toro, anche in entrata dalla panchina.

Tuttavia, vietato pensare ad una gara semplice per la Seleccion. L’Australia sa stare in campo e ha dei meccanismi difensivi perfettamente rodati. Dunque non è da escludere anche una vittoria con un basso scarto di gol. Il nostro consiglio e di andare sul sicuro con l’1, strizzando l’occhio all’under 2,5 per i più temerari. Se poi si è amanti del rischio, si potrebbe pensare anche ad una graa congestionata e ad un X alla fine dei 90′.

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