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Giovani per il futuro: Alessandro Tripaldelli

“Spazio ai giovani”. Quante volte è capitato, ad ognuno di noi, di sentire questa frase? Richiesta, consiglio o ordine, questo concetto è vissuto sotto due punti di vista: o come una verità di fondamentale importanza o al contrario come una possibilità da non prendere in considerazione. Nonostante possano esserci pareri discordanti, non esiste un’opinione giusta o sbagliata: l’esperienza è tanto importante quanto la sfrontatezza e la freschezza giovanile, a dispetto di discorsi polemici. Vi sono, tuttavia, alcuni elementi da prendere in considerazione; il calcio odierno e i suoi protagonisti, soprattutto i più giovani, sono contraddistinti da una precocità tecnico-tattica incredibile e da una grande rapidità. Se in passato era difficile vedere giovani giocatori disporre di una maturità mentale importante, ora non è così.

Il professionismo esagerato e la serietà esasperata con cui viene affrontato il calcio sin dai campionati giovanili porta, i più giovani atleti, ad essere già a 18/19 anni dei veri professionisti. Nonostante questa crescita tecnico-mentale, “dare spazio ai giovani” è ancora un tabù importante, soprattutto in Italia. Come ogni ostacolo, vi è chi riesce a superarlo prima e chi dopo. Da questo punto di vista, in particolare, il Sassuolo è sempre stata una società capace di lavorare con i giovani calciatori e abile nel dargli spazio. Negli anni, infatti, sono tanti i giocatori che la società di Squinzi ha lanciato o rilanciato: da Berardi a Sensi, da Pellegrini a Duncan o da Traorè a Boga, i neroverdi sono sempre stati visionari in termini di gioventù.

Fonte immagine: profilo Instagram Tripaldelli.

In una stagione importante in termini di ambizioni e traguardi da conquistare, Mister De Zerbi continuerà a seguire la filosofia verde della società. In questo senso uno dei germogli pronti a sbocciare, nell’arco di questa annata, poterebbe essere Alessandro Tripaldelli, laterale sinistro in forza ai neroverdi e ammirato in estate al mondiale Under 20. Nell’attesa che questo ragazzo scriva il suo futuro, Numero Diez vi porterà alla scoperta di questo giovane talento atteso da un presente promettente.

NAPOLI NEL CUORE, ITALIA IN TESTA

Tra Napoli e il pallone, si sa, c’è un feeling particolare. L’amore tra la città del sole e il pallone a rombi è puro, naturale e verace come il pomodoro che colora e ravviva la loro più grande opera d’arte. I figli di Napoli sono attratti quasi naturalmente dal mondo del calcio, uno sport vissuto con grande orgoglio e senso di appartenenza. L’avvicinamento a questa sfera, seppur quasi universale, avviene in modo diverso: vi è chi si avvicina grazie al padre, chi tramite la televisione, chi in quartiere o chi a scuola. Quest’ultimo caso, in particolare, è stato quello del piccolo Alessandro. Gli insegnanti di educazione fisica, infatti, nel dopo-scuola lasciavano giocare i bambini a calcetto. Alessandro subito rimase estasiato da questo gioco come i suoi insegnanti dalle sue precoci qualità; gli stessi professori, che facevano parte dell’Ares Vomero, proposero al padre di tesserarlo e avvicinarlo così al mondo del pallone.

Dopo due anni ricchi di gol e buone prestazioni a 9 anni passa alla Damiano Promotion, una società importante a livello calcistico nell’hinterland napoletano. Grazie alla sua costante corsa viene collocato sull’esterno sinistro, la posizione in cui si eleverà come giocatore e che non lascerà più. Proprio per le sue grandi qualità sia in fase difensiva che in fase offensiva, viene notato da alcune grandi società: Juventus, Milan, Inter e Napoli, infatti, cominciano a richiedere informazioni sul ragazzo e gli fanno sostenere alcuni provini. Se Inter e soprattutto Napoli (la sua squadra del cuore) decidono di non tesserarlo, non è così per Juventus e Milan che ingaggiano una feroce battaglia. Alla fine a spuntarla è la società bianconera che porta Tripaldelli a Torino a soli 13 anni.

Fonte immagine: profilo Instagram Tripaldelli.

Nascere a Napoli e crescere a Torino non è facile. Oltre che per ragioni culturali, staccarsi affettivamente dai propri cari e dalla propria terra è sinonimo di grande sofferenza. La prospettiva di un sogno che può diventare realtà, tuttavia, allieva dolori e fatiche morali in vista di un futuro brillante. Alessandro lo sapeva, lo ha sempre saputo e lo sa e per questo gli anni alla Juventus li ha trascorsi in regime di battaglia con l’intento di conquistare ciò che ha sempre voluto diventare: un calciatore professionista. A livello giovanile a Torino vince poco ma convince tanto: Tripaldelli, infatti, è uno dei punti fermi della primavera bianconera che vede nel laterale un leader tecnico e caratteriale. In una prima squadra ricca di talento, tuttavia, Alessandro fatica a trovare spazio e così viene ceduto nell’estate del 2018 al Sassuolo, società ambiziosa e sempre attenta ai giovani. Nella stessa stagione estiva Tripaldelli è protagonista con la selezione Under 19 agli europei di categoria. Una grande vetrina, dato che l’Italia arriva in finale, ma che gli preclude la possibilità di fare la preparazione estiva agli ordini di De Zerbi.

Per questa ragione, quindi, il Sassuolo di comune accordo con il giocatore decide di inviarlo in prestito al Pec Zwolle, società olandese in cui militava anche il connazionale Scamacca. Qui, a contatto con un nuovo calcio e nuovi metodi di allenamento, incredibilmente si trova a suo agio e scala rapidamente le gerarchie. Esordisce con il Vitesse e trova la sua seconda presenza con il Feyenoord, salvo poi ritornare in panchina fino a Gennaio. Proprio nella sessione invernale, viene ceduto ancora in prestito al Crotone, in serie B, trovando tuttavia solo 3 presenze nel girone di ritorno. Nessuno discute delle sue qualità ma mancano le occasioni e le circostanze per metterle in mostra. La possibilità arriva puntuale al Mondiale Under 20.

Fonte immagine: profilo Instagram Tripaldelli.

Qui, sotto la guida dell’ex CT Nicolato, il ragazzo mostra da subito una grande voglia di mettersi in mostra e tutta quella determinazione che, sino a quel momento, non aveva potuto mostrare. Dopo aver giocato da titolare tutte le partite della competizione, ottimamente e da protagonista, il futuro di Tripaldelli è cambiato. Le grandi qualità mostrate, infatti, hanno convinto De Zerbi a tenerlo e a promuoverlo definitivamente nella rosa dei giocatori a sua disposizione. Prima squadra con cui, recentemente, ha trovato l’esordio in Serie A contro l’Atalanta, nell’ultima partita dei suoi in campionato. Un debutto agrodolce, coinciso con una sconfitta ma che ha fatto intravedere buoni spunti per un campionato in cui potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Tripaldelli ha tutte le qualità per rispecchiare il perfetto esemplare di laterale mancino: ha grande corsa, ritmo e intensità da infondere nelle partite, una qualità tecnica di notevole livello, e capacità di produrre assist. Prevalentemente terzino di spinta, può ricoprire con grande semplicità anche il ruolo di esterno di sinistra in un centrocampo a 5, esattamente la posizione nella quale Nicolato l’ha impiegato nell’ultimo mondiale U-20. Proprio in questa competizione, è stato uno degli inamovibili dell’attuale CT degli azzurrini della U-21, che pur di farlo giocare sull’out mancino, ha scelto di spostare un esterno puro come Luca Pellegrini nel ruolo di mezzala. Ama giocare sulla linea laterale, per prendersi tutto lo spazio disponibile, quel territorio dove tutti gli esterni si trovano perfettamente a proprio agio: ancora tende a preferire la fase offensiva e la ricerca del fondo per crossare – cosa sempre più rara al giorno d’oggi – ma è valido anche sui cross dalla trequarti, ma la pecca che scaturisce naturalmente da questa sua indole è ancora una difficoltà presente in fase difensiva. Comprensibile, quindi, la scelta di avanzarlo spesso come quinto di centrocampo.

Il 20enne ancora non ha trovato grande spazio nel calcio dei grandi, probabilmente per un acume tattico non ancora totalmente sviluppato, ma un maestro come De Zerbi può renderlo un esterno totale: sia l’ex Foggia che lo stesso Nicolato sono due allenatori che amano sviluppare il gioco dalle retrovie, che curano alla perfezione la postura del corpo e l’approccio fisico in fase di ricezione palla, e di conseguenza Tripaldelli può avere ancora margini di crescita enormi, specialmente grazie alla duttilità tattica di De Zerbi, che rende sia imprevedibili le sue squadre, che i propri giocatori abituati a differenti situazioni di gioco. Sassuolo è la piazza ideale per crescere con calma e senza assilli, anche se è scontato che se il minutaggio con i neroverdi dovesse rimanere particolarmente basso, sarà necessario tentare un altro prestito e trovare la giusta continuità per emergere.

Al giorno d’oggi in Italia non abbondiamo di laterali di piede sinistro con qualità, basti pensare che i due giocatori designati a questo ruolo in nazionale sono Emerson – che è naturalizzato italiano – e Biraghi – ad oggi riserva dell’Inter – motivo per il quale c’è bisogno di accrescere quei talenti che possono ricoprire posizioni attualmente scoperte. Ovviamente Tripaldelli ha ancora molta strada da fare, di fatto la sua avventura tra i professionisti è appena iniziata, o addirittura deve quasi iniziare; il calcio in Italia “aspetta” fin troppo i suoi talenti, da qualche parte un 20enne come il biondo napoletano sarebbe già da un paio d’anni un titolare di prima divisione, ma è evidente che stiamo parlando di un diamante grezzo che deve soltanto essere ripulito.

Il Sassuolo non decolla, Rogerio è il titolare designato per la fascia sinistra ma è fermo ai box per un infortunio, mentre Peluso non ha dato quelle certezze che De Zerbi si aspettava. Potrebbe essere arrivata l’ora di Tripaldelli, un altro giovane in rampa di lancio. 

Fonte immagine: profilo Instagram Tripaldelli

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