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Giovani per il futuro: Lorenzo Gavioli

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Giovani per il futuro: Lorenzo Gavioli

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“Il primo aggettivo che mi viene in mente pensando a Lorenzo Gavioli è generoso. Generoso e altruista, qualità sempre più rare nel calcio di oggi. A queste qualità caratteriali Lorenzo affianca una buona tecnica e doti atletiche che lo rendono efficace in ogni contesto. Può migliorare nella gestione dei momento della gara, ma il salto nel calcio adulto lo aiuterà a colmare questa lacuna. È un ragazzo che tutti vorremmo al nostro fianco nel rettangolo verde, buon lavoro Lorenzo!” (Filippo Galli)

L’Inter, ormai da molti anni, è una delle squadre da battere nel campionato Primavera. Già negli anni passati, con la gestione Vecchi, i nerazzurri hanno conquistato un numero esorbitante di trofei, dimostrandosi sempre uno dei settori giovanili più importanti nel panorama nazionale e non solo; la società di Zhang ha deciso di curare con attenzione il proprio vivaio, che non ha dato molti frutti alla prima squadra, ma ha rimpolpato le casse societarie in caso di necessità immediata di denaro per sopperire al Fair Play finanziario: anche durante quest’estate stiamo vedendo come le cessioni di giocatori quali i due belgi Emmers e Vanheudsen, ed in passato quelle di Bettella e Carraro all’Atalanta e la rimpianta scelta di cedere Zaniolo alla Roma, permettano all’Inter di evitarsi i problemi – già affrontati fino a poco tempo fa – con l’UEFA.

Ed è per questo che nella trattativa che porterà definitivamente Eddy Salcedo dal Genoa all’Inter, il pagamento possa essere parzialmente ridotto con l’inserimento di un giovane centrocampista della Primavera, Lorenzo Gavioli.

Foto tratta dal profilo Instagram @inter

Lorenzo Gavioli è un classe 2000 nato a Ferrara: nasce nella scuola calcio del Padova, per poi passare al settore giovanile della SPAL, dove si fa immediatamente notare da squadre più blasonate che lo cercano immediatamente; all’età di 14 anni viene acquistato dall’Inter, dove si definisce nel suo ruolo di centrocampista fino a diventare uno degli elementi cardine della squadra Primavera.

Vince in nerazzurro il campionato Under 15, Under 17 e anche il campionato Primavera, in cui, al suo primo anno sotto la guida di Stefano Vecchi, inizia a prendere confidenza con la categoria, toccando le 25 presenze tra campionato (fasi finali comprese), Torneo di Viareggio e UEFA Youth League, ma la presenza di giocatori come Zaniolo che gravitano nel suo ruolo lo costringono ad una prima stagione da “gregario”. Nell’ultimo campionato, invece, Armando Madonna – che nel frattempo ha sostituito Vecchi – lo ha reso un elemento cardine del suo centrocampo, inserendolo a fianco di Pompetti, con il quale ha creato una mediana di tutto rispetto, per completezza ed efficacia in entrambe le fasi. 34 le presenze totali in questa stagione, segnando 3 gol e mettendo a referto anche 5 assist, il che non è niente male per un centrocampista che ha principalmente compiti di rottura.

Le sue ottime prestazioni in nerazzurro gli hanno permesso anche di accumulare un grande quantitativo di presenze con le nazionali giovanili: 46 presenze e 2 gol dall’Under 15 all’Under 19, con la quale ha esordito nello scorso agosto.

Gavioli gioca a fianco di un altro classe 2000, Marco Pompetti, centrocampista abruzzese dall’elevatissimo tasso tecnico e, per caratteristiche, un regista in tutto e per tutto, motivo per il quale il compito del ferrarese è quello di dividersi tra le due fasi, tra costruzione ed interdizione; nello schieramento di Armando Madonna ha giocato anche come interno di un centrocampo a 5 (molto spesso l’ex tecnico dell’Albinoleffe ha utilizzato il 3-5-2), nel quale si è messo in mostra anche come incursore, il che lo ha reso un giocatore più duttile e pronto a ricoprire più ruoli.

Stiamo parlando di un calciatore che ha nelle sue corde un elevatissimo ritmo di gioco, il che gli permette di fare dell’intensità uno dei suoi cavalli di battaglia: Gavioli riesce a recuperare un’infinità di palloni a partita, toccando a volte anche la doppia cifra in questa statistica, permettendo al suo “vicino” Pompetti di poter agire più liberamente e svariare alla ricerca della miglior posizione per impostare. Non toglie mai la gamba, è un mastino eccezionale, e nonostante i suoi 182 centimetri – che nel calcio di oggi è un’altezza che potremmo definire “standard” – riesce a fare della fisicità un’arma importante per il suo modo di giocare; Gavioli e Pompetti sono cresciuti insieme nel vivaio interista – anche se Pompetti è arrivato due anni dopo rispetto a Gavioli – e da anni giocano l’uno a fianco dell’altro: vedendoli accanto si ha l’impressione che compongano una coppia perfetta, nella quale Pompetti è la mente, mentre Gavioli è la gamba. Il ferrarese corre, lotta e recupera palloni, l’abruzzese ricama e costruisce.

Ma non fatevi ingannare. Gavioli possiede un ritmo di gioco che raramente si vede nel campionato Primavera, recupera una marea di palloni e dispone di una forza che gli permette di competere con tutti gli avversari, ma non passi l’idea di un giocatore limitato tecnicamente. Il classe 2000 sa inserirsi, ha nelle sue corde anche la costruzione e l’impostazione, ha qualità anche nel lancio lungo, preciso e potente, il che rende Gavioli un centrocampista completo. Tatticamente intelligente, duttile, dinamico e tecnico, Gavioli ha tutte le carte in regola per sfondare nel calcio dei grandi, gradualmente e senza fretta, ma è pronto per affrontare qualsiasi campionato professionistico, Serie A compresa. Ma quasi sicuramente non accadrà – per adesso – con la maglia dell’Inter.

Foto tratta dal profilo Instagram @lorenzogaviolii

Gli addetti ai lavori stimano il ragazzo e percepiscono la crescita esponenziale che ha avuto nell’ultima stagione, ma all’interno della società Inter l’intenzione è chiara: si vuole raggiungere il top nel minor tempo possibile. E per questo motivo è difficile pensare che ci sia spazio in rosa per un 2000 che, per quanto pronto, ha bisogno di un periodo di apprendistato tra i grandi. Conte ha bisogno di giocatori pronti e, possibilmente, di livello internazionale, di conseguenza Gavioli non può occupare una delle caselle del centrocampo dell’ex allenatore di Juventus e Chelsea. Quasi sicuramente andrà al Genoa, una squadra che ha dimostrato negli anni di credere nei giovani, lanciandoli e in certi casi anche aspettandoli. Lì incontrerà Aurelio Andreazzoli, che nell’ultima stagione ad Empoli ha lanciato molti ragazzi giovani, rendendoli giocatori completi ed appetibili anche per le big del campionato, da Di Lorenzo a Bennacer, fino a Traoré.

Ancora c’è da capire come si svilupperà la trattativa tra Inter e Genoa: pare probabile l’ipotesi di un acquisto a titolo definitivo dei rossoblu, con opzione di recompra da parte dell’Inter, che osserverebbe la crescita di Gavioli per poi capire se riuscirà a raggiungere il livello necessario per far parte della rosa nerazzurra in un prossimo futuro. Chi segue i campionati giovanili è convinto che Gavioli avesse già le possibilità per crescere all’interno dell’Inter, per poi valutare a gennaio, dopo sei mesi di apprendistato, un’eventuale cessione in prestito. Quel che è certo è che Lorenzo Gavioli ha completato il suo processo di trasformazione da “giocatore Primavera” a “calciatore professionista”, ed è pronto a fare il grande salto con i grandi. Inter, Genoa o chi deciderà di acquistarlo. Gavioli è pronto, e vuole emergere correndo e lottando, come ha sempre fatto in nerazzurro.

 

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ESCLUSIVA – Tavano: “Calzona? Di calcio ne sa tanto, Nicola salverà l’Empoli”

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Tavano Empoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ciccio Tavano, ex attaccante fra le altre di Roma, Livorno ed Empoli. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni:

Il Napoli ha sostituito Mazzarri con Francesco Calzona. È stato il vice allenatore di Sarri all’Empoli tra il 2012 e il 2015. Cosa ricorda della sua persona? Pensa che sia l’uomo più adatto per risollevare le sorti del Napoli dopo una prima metà di stagione deludente?

È una persona che di calcio sicuramente ne sa tanto visto con chi ha collaborato. Se è l’allenatore giusto, questo lo deciderà il campo. Perché se una squadra cambia 2 allenatori, vuol dire che ci sono tanti problemi da risolvere. Comunque confido molto in lui.

Calzona è stato vice allenatore di Sarri, prima dell’approdo sulla panchina della Nazionale. È la sua prima esperienza in una big del panorama italiano da primo tecnico: pensa che per il Napoli ricoprirà le vesti di “traghettatore” fino a giugno o che De Laurentiis possa iniziare un nuovo ciclo con lui?

Questo non lo so. Dipende da cosa si sono promessi e poi non dimentichiamoci che lui è il CT della Nazionale Slovacca.

La rinascita dell’Empoli con Davide Nicola. Cosa non funzionava più con Zanetti prima e Andreazzoli poi? In caso di salvezza, riterreste quello di Nicola un “miracolo” come i suoi precedenti con Crotone e Salernitana?

Quando cambi allenatore lo fai per dare una scossa alla squadra e con l’arrivo di Nicola sembra la scelta giusta. È un allenatore preparatissimo e lo sta dimostrando. Sono convinto che salverà l’Empoli.

Nell’ultimo anno a Empoli ha condiviso il campo con Piotr Zielinski, ai tempi ventenne. Dopo una lunga parentesi a Napoli, andrà all’Inter a fine anno. Si aspettava una crescita tanto ampia da parte sua, fino all’arrivo in una big italiana?

Piotr si vedeva già che aveva qualità enormi e con il passare degli anni è cresciuto tantissimo. Giocatore eccezionale e si merita tutto questo.

Domanda personale: è nostalgico dei suoi anni sui campi? Se sì, cosa le manca di più del calcio giocato?

È normale dire di sì per la passione che ho per questo sport. Poi ti manca la quotidianità di vivere lo spogliatoio e le emozioni di giocare le partite.

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Verona, senti Colomba: “L’Hellas ha tutte le carte in tavola per salvarsi”

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Verona

LE PAROLE DI COLOMBA – Franco Colomba, ex tecnico di Verona e Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de L’Arena in vista del prossimo match proprio tra gli scaligeri e i rossoblù. Ecco le sue parole:

IL PROGETTO DEL BOLOGNA – “I rossoblù non sono una meteora. Sono un gruppo costruito a ragion veduta e nel tempo. D’altronde a Verona Giovanni Sartori lo conoscete molto bene. Se sono con le prime in classifica è perché ci sono arrivati per gradi e sul campo”.

SU ZIRKZEE – “Sono tante le individualità del Bologna. Credo che Zirkzee sia quella più visibile. Morfologicamente no ma per tipo di gioco a me ricorda Higuain. Come l’argentino a lui piace iniziare l’azione d’attacco e poi concluderla. Nel gol alla Lazio c’è tutto questo compresa la rabbia di Zirkzee nel metterla dentro”.

SU BARONI – “I gialloblù sono tosti, hanno cambiato tantissimo però sono competitivi. Bravo Sogliano e Baroni. Quest’ultimo è un ragazzo serio con un passato di livello. Mette equilibrio in tutte le cose che fa. Sa traghettare un gruppo in difficoltà in acque più tranquille”.

THIAGO MOTTA PRONTO PER UNA BIG? – “Questo non lo so, lui è stato un ottimo calciatore. Ha carisma ed idee. Thiago Motta sa come far rendere al meglio la squadra. Non si perde mai d’animo. Il Bologna rispecchia il suo carattere. Se la rete non giunge nel primo tempo, ecco che come per incanto arriva nella ripresa”.

LOTTA SALVEZZA – “Penso che l’Hellas abbia tutte le carte in regola per salvarsi. D’altronde penso che sia a due punti da dove si respira un’altra aria. Molto dirà il match in casa col Sassuolo”.

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Champions League

0-0, ma ritmi alti e un’occasionissima per Lautaro: il resoconto dei primi 45′ di Inter-Atletico

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Lautaro Martinez, Rodrigo De Paul, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Champions League, Coppa Italia

Terminato il primo tempo di Inter-Atletico Madrid, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. In un San Siro preparato alla perfezione per il grande evento, le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. L’incontro è indubbiamente piacevole, con ritmi alti in entrambe le metà campo. Lato Atletico registriamo poche occasioni, con la squadra più improntata ad attendere il gioco dell’Inter, seppur abbastanza impreciso negli ultimi 20 metri. Le maggiori chance da gol capitano proprio ai nerazzurri e la più eclatante è quella per Lautaro Martinez. Al 38′ l’argentino viene servito da Thuram al limite dell’area, ma il tiro esce strozzato e viene respinto dalla difesa. Peccato, perchè il capitano nerazzurro era posizionato perfettamente davanti allo specchio della porta.

Nel finale di primo tempo attimi di ansia per Thuram, che si è accasciato per un apparente problema muscolare. Dopo qualche secondo di medicazione in campo il francese ha ripreso a giocare, anche se la postura e la faccia non fanno presagire nulla di buono. Inzaghi ha già mandato Arnautovic a scaldarsi.

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Che primo tempo tra Monza e Milan! 2-0 brianzolo malgrado l’infortunio di Di Gregorio

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Monza

Primo tempo intenso, sotto il punto di vista delle emozioni, quello che va in scena all’U-Power Stadium tra Monza e Milan. La partita prosegue sui binari dell’equilibrio, in una sorta di stallo tattico che complica la creazione di vere e proprie occasioni da gol.

Malgrado i favori del pronostico, i rossoneri si scagliano contro un Monza coriaceo che ha la prima occasione della gara quando Djuric gira verso la porta un cross di Carboni che scheggia il palo e finisce sul fondo. La gara cambia nel giro di due minuti: al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Gregorio e Pablo Marì collidono su una palla alta. Il contrasto è durissimo e ad avere la peggio è il portiere brianzolo, che abbandona il campo stordito al 43esimo minuto di gioco.

Dopo una lunga pausa per consentire le medicazioni all’estremo di casa, il Milan viene sorpreso dalla ripartenza del Monza, che al 45′ si conquista un calcio di rigore con Dany Mota, bravo a sfruttare l’ingenuità di Thiaw. Dal dischetto Pessina è infallibile e spiazza Maignan per l’1-0. Al sesto degli otto di minuti di recupero concesso, poi, è ancora una volta Dany Mota a beffare il Milan. Grande azione di Colpani che scappa via sulla destra, pallone offerto al portoghese che apre il piattone e fa 2-0.

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