Il Borussia Dormtund è la squadra più elettrizzante del momento: sette vittorie nelle ultime otto partite di Bundesliga, di cui quattro consecutive. Il motivo è presto spiegato: la freschezza, la spensieratezza e la fame di vincere dei ragazzi, perché di ragazzi si tratta, della squadra allenata da Lucien Favre non ha eguali in Europa. È sufficiente volgere lo sguardo all’attacco dei gialloneri: un mix tra ali dribblomani e velocissime, come Sancho e Hazard, trequartisti geniali ed eleganti come i tedeschi Brandt e Reus, un centravanti forte, fortissimo, prototipo dell’attaccante del futuro, che pare esser stato creato in laboratorio, Eirling Haaland, e poi c’è Giovanni Reyna. Tra quelli appena citati Gio, come viene comunemente chiamato, è il meno noto ma sicuramente il calciatore con la storia più interessante e intrigante. Reyna, che è ancora diciassettenne, è un predestinato e chi ha potuto ammirare alcune sue partite lo ha capito fin da subito.

(Fonte: profilo Twitter @goal)

FIGLIO D’ARTE

Gio Reyna è nato nel 2002 a Durham in Inghilterra. Ma in realtà è americano e pochi giorni fa ha annunciato ufficialmente di voler vestire la casacca della Nazionale maggiore statunitense, scartando le utopiche ipotesi di Inghilterra, Argentina e Portogallo. Difficile, tra l’altro, immaginare uno scenario differente quando sei il figlio di Claudio Reyna. Per chi non lo conoscesse Claudio Reyna è stato uno dei più grandi e importanti calciatori della storia americana. Forse il primo vero giocatore “americano-europeo”. È stato prima un trequartista, poi un regista con qualità tecniche eccezionali ed è proprio per questo motivo che nel tempo è diventato una figura di culto per lo sport statunitense.

(Fonte: profilo Twitter @GioReyna10)

Reyna ha giocato molto anche in Europa: Bayer Leverkusen, Rangers e poi Manchester City. E Gio è nato esattamente in questo periodo, quando Claudio si apprestava a vestire la maglia dei Citizens – fatalità del caso, al City ci giocava anche il padre di Haaland-. Oggi Claudio, che si è ritirato nel 2006 dopo aver disputato il Mondiale in Germania, è un dirigente del New York City, la cui academy ha prodotto quello che oggi possiamo tranquillamente definire uno dei crack a livello mondiale dei prossimi anni. Giovanni, infatti, si è trasferito al Borussia quest’estate durante la quale ha partecipato alla tournée estiva del Dormtund. Che guarda caso si è tenuta proprio negli Stati Uniti.

Una chiara scelta di marketing? Forse. Ma che quel ragazzino figlio d’arte di appena sedici anni fosse forte lo avevano capito un po’ tutti. Su Kicker, il portiere dei gialloneri Roman Bürki lo ha descritto così:

“Non ti rendi conto che Giovanni abbia solo 16 anni: è molto strutturato fisicamente e anche molto maturo, gioca davvero benissimo. “

Il talento classe 2002 è un predestinato anche perché cresciuto in una famiglia che di calcio ne ha vissuto parecchio. Detto del padre Claudio, anche la madre Danielle Egan è stata una grande calciatrice. Il suo nome di battesimo, infine, è in onore di Giovanni Van Bronckhorst, che ai tempi dei Rangers era migliore amico del padre Claudio. Nel 2012, tuttavia, un grave lutto ha segnato la famiglia Reyna: il fratello maggiore di Giovanni, Jack, è morto per un cancro al cervello all’età di tredici anni. Una grave perdita che l’attuale giocatore del Borussia ha superato anche grazie allo sconfinato amore per il pallone che i due condividevano assieme.

L’EREDE DI PULISIC

Dal punto di vista tecnico Giovanni Reyna è un calciatore squisito, ammaliante: veloce con e senza palla, dotato di un grande equilibrio in fase di accelerazione, abile nel dribbling e nell’uno contro uno. Senza dimenticare le eccezionali capacità balistiche che possiede; è molto pericoloso dalla media-lunga distanza e da calcio piazzato, come ha ampiamente dimostrato nei suoi primi mesi agli ordini di Lucien Favre, una guida per lui, e in Youth League, la Champions League Under 19. Per tutti questi motivi molti lo considerano il naturale erede di Christian Pulisic: entrambi non sono solo statunitensi, ma hanno un modo di giocare piuttosto simile.

Pulisic, ex Dortmund e ora al Chelsea, è un’ala sinistra che ama puntare la porta avversaria. È giovane ma ha alle spalle già un bagaglio di esperienza importante. Reyna, complice probabilmente anche la giovanissima età, non ha ancora trovato una posizione fissa ma è evidente che stiamo parlando di un giocatore che avrà tempo e modo di specializzarsi. Favre lo ha fatto giocare, fin qui, come trequartista, ala sinistra e in alcune circostanze anche come ala destra. Sancho, titolare inamovibile, nel caso in cui andasse via avrebbe un ottimo erede alle spalle, considerando che a sinistra l’ex allenatore del Nizza può contare su Hazard, Brandt e soprattutto Reus, anche se attualmente infortunato – si parla di pubalgia -. Su di lui è pronto a scommettere il direttore generale del BVB Joachim Watzke:

“Ci sono diversi talenti “made in USA”: Pulisic è il capitano della Nazionale, ok, ma abbiamo un giovane molto interessante. Giovanni Reyna è un talento, e penso che farà tanto per il calcio americano nei prossimi 5-10 anni. Così come accadde a Pulisic deve crescere e serve tempo, ma ha tutto per sfondare. Non è facile capire se un giocatore potrà affermarsi nel giro di 2-3 anni, ma lui può.”

Il gioiello di casa Dortmund ha collezionato 8 presenze in Bundes, per un totale di circa 114 minuti. Di gol e assist non ne sono ancora arrivati, a differenza di quanto accaduto in Coppa e in Champions League, ma nei brevi frangenti di gara in cui lo statunitense è stato impiegato Reyna ha fatto bene, mettendo in mostre buona parte delle qualità che ne fanno uno dei wonder kid del calcio europeo. Secondo understat.com, sito specializzato in statistiche, il giovane talento americano viaggia alla media di 2.37 key passes a partita, un dato inferiore ai soli Jadon Sancho (2.64) e Mamhoud Dahoud (2.46, ma in sole 9 presenze). E sono altrettanto positivi dati quali la media di tiri a partita, 2.37 ogni 90 minuti, e gli expected assist per gara, 0.41. Reyna è un potenziale top player e i numeri di questi primi mesi vissuti in Vestfalia ne sono l’espressione più scientifica possibile.

SPACCAPARTITE

Reyna ha esordito con la maglia del Borussia il 18 gennaio nella vittoriosa trasferta di Augusta, in cui la squadra della Rhur ha vinto 5-3. Qualche settimana più tardi è arrivato il primo gol: un bellissimo destro a giro, dopo aver superato in dribbling due avversari nello stretto, che si è infilato nel sette e che ha riaperto la gara contro il Werder Brema. Il match di Coppa alla fine lo ha vinto per 3-2 il Werder ma la meraviglia del numero 32 del Borussia è ancora oggi difficile da dimenticare.

Un po’ Pulisic, un po’ Del Piero. Il primo centro ufficiale con la maglia del BVB di Giovanni Reyna.

 

Un gioiello assoluto che solo un predestinato, appunto, può permettersi. Gio Reyna, con la rete segnata al Werder Brema in DFB Pokal, è diventato il più giovane calciatore americano ad aver realizzato un gol in Germania e da quel momento, forse in colpevole ritardo, un po’ tutti hanno iniziato a guardare con ammirazione e fascino le giocate del giovane trequartista americano.

Lucien Favre ha iniziato a dargli sempre più spazio, nonostante la folta concorrenza in attacco. La gara, però, che lo ha consacrato al calcio europeo è stato il match di andata degli ottavi di Champions League contro il Paris Saint-Germain. A venti minuti dalla fine Favre ha lanciato nella mischia il giovane diciassettenne al posto di un abulico Thorgan Hazard. L’impatto del talento nato in Inghilterra – come Haaland d’altronde, ma entrambi hanno scelto altre Nazionali – è stato devastante. Strabordante.

“The future is now”
(Fonte: profilo Twitter @GioReyna10)

Tocchi sopraffini, giocate “da veterano”, ripiegamenti difensivi e soprattutto l’assist decisivo per la rete del 2-1 del Borussia siglato dallo stesso Haaland, autore di un gol clamoroso con un sinistro così violento che probabilmente anche al Signal Iduna Park, che di solito è un casino infernale, avranno sentito il rumore del pallone che per poco non spacca la porta. Reyna, che prima fa ammonire Meunier reo di averlo fermato in contropiede e poi è determinante anche nella prima rete del BVB, riceve palla sul centrodestra del campo, accelera all’improvviso, tanto da lasciare di sasso i due avversari, Kurzawa e Verratti, e tocca il pallone solo tre volte: per il controllo, per allungarsi il pallone e per poi servire in orizzontale Haaland. Uno spaccapartite, verrebbe da definirlo.

In azione Reyna, classe 2002, che colleziona l’assist per la rete decisiva di Haaland, classe 2000.

Il Borussia Dortmund sta già lavorando all’eventuale rinnovo del suo contratto, attualmente in scadenza nel 2021 ma solo perché ancora minorenne. Reyna è un talento fuori dal comune, che fa parte di una generazione di giocatori statunitensi estremamente interessanti e promettenti e che, perché no, potrebbero rappresentare la mina vagante del prossimo Campionato del Mondo. Oltre Pulisic e Reyna, ci sono Sargen, attaccante del Werder che sta facendo faville, McKennie, classe ’98 ma già leader dello Schalke 04, poi ancora Tyler Adams del Lipsia, appena rientrato da un brutto infortunio, e Timothy Weah, figlio d’arte anche lui.

Il classe 2002 natio di Durham conta 14 presenze e 7 gol con la Nazionale degli Stati Uniti Under 17. L’esordio in quella maggiore potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Insomma, è in buona compagnia. Si tratta, è bene ricordarlo, di un 2002 appena catapultato nel calcio dei grandi. Ma ha già dimostrato di avere la stoffa e le qualità per emergere e per diventare una delle colonne del Borussia dei prossimi anni. Programmazione è la parola d’ordine in casa Dortmund e l’esplosione di Giovanni Reyna ne è, come se ce ne fosse ancora bisogno, la testimonianza diretta di quanto sia fondamentale per costruire qualcosa di importante. Gio Reyna non è più il figlio di Claudio. Ha già spiccato il volo, come fanno i predestinati.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @USMNT )