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Il girone di Champions della Juventus

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L’urna di Montecarlo è stata relativamente magnanima con la Juventus. Il girone D infatti sarà composto, oltre che dalla Vecchia Signora, dal Barcellona, dall’Olympiakos e dallo Sporting Lisbona. Un girone nel quale la Juventus non dovrebbe aver problemi a qualificarsi, e forse neanche a passare come prima.

SQUADRA FASCIA B: BARCELLONA

Con il nuovo regolamento della UEFA, in base al quale le 8 squadre vincitrici dei relativi campionati nazionali venivano posizionate in prima fascia, la seconda fascia rappresentava un pericolo da non sottovalutare. Atlético Madrid, PSG, Manchester City, Manchester United, Borussia Dortmund e Barcellona erano clienti da prendere con le pinze e solamente Porto e Siviglia potevano rappresentare un banco di prova non complicatissimo.

Il destino ha voluto che la Juventus, ma soprattutto Massimiliano Allegri, dovesse nuovamente affrontare il Barcellona. Non più di Luis Enrique, ma di Ernesto Valverde. Un sorteggio pericoloso più che complicato, nel senso che la Vecchia Signora ha già dimostrato di saper battere i blaugrana (vedi i quarti di finale dello scorso anno), ma sarebbe un problema sottovalutare Messi e compagni dopo la partenza di Neymar. Ovvio, il Barcellona è indubbiamente più debole rispetto lo scorso anno, perché giocatori come il brasiliano non sono facilmente sostituibili non solo in termini tecnici e tattici, ma soprattutto in termini carismatici. La forza e lo spirito che Neymar trasmetteva ai suoi compagni con i suoi dribbling e le sue giocate sono impareggiabili. Allo stesso tempo però il Barcellona può contare su un bottino di 222 milioni da poter spendere (e sembrerebbe averlo già fatto in parte per Dembélé), grazie al quale non solo potrà sostituire O’Ney, ma potrà anche rinforzare qualche altro reparto che in questo inizio di stagione è sembrato poco organizzato.

Al momento è Gerard Deulofeu il vero sostituto di Neymar

Valverde ha mantenuto, come da tradizione, la stessa filosofia di gioco che da anni caratterizza la squadra catalana. 4-3-3 con Ter Stegen in porta, davanti a lui Vidal (o Semedo), Piqué, Umtiti (o Mascherano) e Jordi Alba. A centrocampo i “soliti” Rakitic, Busquets e Iniesta con André Gomes e Sergi Roberto come riserve e in attacco Messi, Suarez e Deulofeu in attesa del sostituto di Neymar. Ciò che è sembrato mancare, soprattutto nelle due sfide di Supercoppa contro il Real Madrid, sono state la lucidità difensiva e la forza fisica. Ovvio, il Barcellona non ha mai basato il proprio gioco su queste caratteristiche, ma in questo momento storico nel quale Iniesta sembra in fase calante, Neymar è partito e Piqué sembra commettere qualche errore di troppo, qualche accorgimento tattico sarebbe utilissimo per una squadra che forse non riesce a sopportare sempre e in ogni situazione questo tipo di gioco. Zidane (che è bravissimo nel fare ciò) ha messo in mostra tutte le difficoltà dei blaugrana: il Real infatti non solo non ha sofferto il possesso palla del Barcellona, ma ha saputo sfruttare le indecisioni della difesa blaugrana, alla quale mancava il necessario filtro a centrocampo.

La Juventus quindi dovrà affrontare il Barcellona con la consapevolezza di essere una squadra più compatta e più equilibrata, e a meno di sorprese i bianconeri si giocheranno il primo posto proprio con i blaugrana. L’errore da non commettere è quello di sottovalutare il Barça, in fin dei conti c’è ancora un certo Lionel Messi.

SQUADRA FASCIA C: OLYMPIAKOS

Tra tutte le squadre di terza fascia, l’Olympiakos rappresentava forse l’avversario più abbordabile da poter pescare. Calcolando i pericoli che rispondevano ai nomi di Liverpool e Tottenham, la squadra greca rappresenta un avversario con una grande tradizione, ma di un livello effettivamente basso. L’unica vera e grande insidia potrebbe essere il clima ostile e complicato che storicamente si respira nei campi e sugli spalti delle squadre greche. I campioni di Grecia hanno vinto il 44esimo titolo della loro storia nella scorsa stagione (il settimo consecutivo), staccando di 6 punti il PAOK Salonicco.

L’Olympiakos quindi rappresenta un’assoluta certezza a livello nazionale, quello della scorsa stagione infatti era il 19° titolo vinto negli ultimi 21 anni: segno che in Grecia la squadra di Pireo ha imbastito una vera e propria dinastia difficile da poter scalfire. Per la nuova stagione la dirigenza greca ha deciso di cambiare allenatore e la scelta è caduta sul tecnico albanese Besnik Hasi, il quale nella scorsa stagione aveva fatto molto bene sulla panchina polacca del Legia Varsavia. L’Olympiakos presenta un buon numero di vecchie conoscenze della Serie A, alcuni dei quali sono stati acquistati proprio durante quest’ultimo calciomercato. Milic, Diogo Figueiras, Tachtsidis, Kasami e Marko Marin hanno calcato, chi più chi meno, i campi del nostro campionato, con risultati spesso non del tutto soddisfacenti.

L’ultimo Olympiakos-Juventus aveva visto trionfare i greci per 1-0

La squadra di Hasi, nelle prime uscite stagionali tra preliminari di Champions (vinti con il Rijeka) e campionato, ha alternato molti giocatori nei vari ruoli, mantenendo però un unico modulo: il 4-2-3-1. Soprattutto per i tre trequartisti dietro la punta il tecnico albanese ha applicato molto turnover, cambiando spesso interpreti tra campionato e preliminari. In porta la sicurezza risponde al nome di Kapino, portiere classe 1994 acquistato dal Magonza due stagioni fa. La difesa a quattro è composta da Elabdellaoui a destra (che si gioco il posto con Figueiras), Vukovic e Retsos (classe 1998) come centrali e Koutris a sinistra (che si alterna spesso con l’ex Fiorentina Milic). Tra i difensori è presente anche Botía, il quale era infortunato per le prime sfide stagionali, ma che da anni rappresenta una certezza nel reparto arretrato greco. A centrocampo i due mediani davanti alla difesa sono gli esperti Romao e Gillet, che hanno rispettivamente 33 e 34 anni (al momento infatti Tachtsidis non è ancora stato convocato). Sulla fascia destra d’attacco ad oggi ha sempre giocato Carcela-González, dall’altra parte hanno agito alternandosi Marko Marin e Sebá (brasiliano classe 1992), mentre il ruolo di trequartista se lo sono diviso Odjidja-Ofoe e Konstantinos Fortounis, uno dei talenti più grezzi del calcio greco. La punta centrale risponde al nome di Ben El Fardou, al ritorno dal prestito al Panonios.

SQUADRA FASCIA D: SPORTING CLUBE DE PORTUGAL

Come si suol dire: “poteva andare meglio”. Tra le squadre presenti nella quarta ed ultima fascia lo Sporting Lisbona rappresenta un avversario di tutto rispetto, in confronto ad altre compagini con una minore storia. Sicuramente la Juventus ha l’obbligo e il dovere di non doversi minimamente preoccupare della squadra portoghese, ma la formazione di Lisbona può portare con sé delle insidie anche maggiori rispetto a quelle dell’Olympiakos.

Innanzitutto il tecnico: Jorge Jesus. Allenatore espertissimo, sia in ambito nazionale che internazionale, il quale conosce benissimo cosa significa giocare in Europa. La stessa Juventus se lo ricorda bene quando ai tempi del Benfica il tecnico portoghese riuscì a strappare un 0-0 allo Stadium, che significò finale di Europa League. Insomma, una squadra abbordabile, ma assolutamente da non sottovalutare. Anche la rosa infatti presenta al suo interno alcuni elementi già affermati a livello europeo. Ad esempio in porta Jesus può contare sul portiere campione d’Europa con il Portogallo ovvero Rui Patricio. In difesa lo Sporting schiera quattro difensori esperti, alcuni non più al top della forma, ma comunque affidabili. A destra il titolare è l’italiano Piccini (classe 1992 scuola Fiorentina), mentre a sinistra è arrivato in prestito dal Real Madrid Fabio Coentrao. I due centrali son due volti conosciuti del calcio internazionale: Mathieu (che anno scorso la Juventus ha affrontato contro il Barcellona) e Coates, l’uruguaiano ex Liverpool. Nel 4-4-1-1 di Jorge Jesus i due uomini davanti alla difesa rispondo ai nomi di Adrien Silva (che è anche il capitano della squadra) e William Carvalho, imponente centrocampista centrale portoghese. Sugli esterni nelle ultime uscite hanno agito Gelson Martins e l’argentino Marcos Açuna. Finora il ruolo di seconda punta/trequartista è stato affidato all’ex Sampdoria Bruno Fernandes, mentre il posto da attaccante centrale dovrebbe essere riservato a Bas Dost, che nella scorsa stagione ha messo a segno ben 34 reti in campionato. La sua riserva è un’altra conoscenza del calcio italiano: l’ex Roma Seydou Doumbia.

Dopo 34 gol nella scorsa stagione, Bas Dost è l’elemento da tenere d’occhio nell’attacco portoghese

Lo Sporting, a differenza dell’Olympiakos, può contare su giocatori di maggiore qualità ed esperienza, e su un allenatore che sa intrappolare tatticamente le squadre avversarie cercando di raggiungere il risultato. È importante ricordare comunque che si tratta della terza squadra portoghese, la quale nella scorsa stagione è arrivata a 12 punti dalla capolista Benfica, subendo anche 18 gol in più. Numeri che dimostrano soprattutto le difficoltà in fase difensiva della squadra di Lisbona. Una squadra da non sottovalutare, ma alla quale la Juventus potrà fare male negli ultimi 25 metri di campo.

LE POSSIBILITÀ DI PASSAGGIO

La Juventus ha quindi altissime possibilità di passare il girone, anzi arrivare agli ottavi deve diventare ormai una cosa abituale per la squadra di Allegri visti i risultati europei degli ultimi anni. Più complicato, ma comunque fattibile sarà qualificarsi come prima: il tutto si deciderà nella doppia sfida contro il Barcellona, che come abbiamo già detto non sembra più essere quello stellare di qualche anno fa, ma che comunque rimane un top club europeo.

Per qualificarsi matematicamente potrebbero bastare quindi 10 punti, anche se la squadra di Allegri può agevolmente vincere con Olympiakos e Sporting Lisbona le sfide in casa e in trasferta, arrivando in quel caso a quota 12. Per vincere il girone invece servirà quantomeno non perdere contro i blaugrana, cercando di batterli all’Allianz Stadium. Il girone quindi è sì abbordabile e accessibile, ma sicuramente non scontato. La presenza del Barcellona e dello Sporting (non come valore assoluto della squadra, ma in relazione alle squadre di quarta fascia che si potevano affrontare) ci portano a pensare che la difficoltà del girone sia di 3 su una scala da 1 a 5. In sostanza: dipenderà tutto dalla Vecchia Signora.

 

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Calcio Internazionale

La famiglia di Pelé sbotta: “Basta condoglianze”

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Pelé

Le ultime notizie riguardanti la salute di Pelé hanno scosso il mondo. O Rei non è al meglio delle condizioni, nonostante il bollettino medico abbia segnalato parametri vitali stabili. La famiglia del campione brasiliano si è sfogata dopo i messaggi di condoglianze ricevuti via social nonostante Pelé sia ancora vivo. Le due figlie, in particolare, hanno manifestato tutto il loro sdegno:Siamo stanchi di ricevere le condoglianze. L’ho detto ai miei figli e a mia sorella Kely, siamo stanchi. Non è in terapia intensiva, è in una stanza normale pertanto non è in pericolo ma solamente in cura. Finché è lì e respira il trattamento per il cancro funziona eccome. Non ce la faccio più! Sui social molte persone gli scrivono “riposa in pace” ma non è giusto. Un giorno accadrà ma non è questo il momento”.

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Ora scricchiola la panchina di Flick: Tuchel il primo nome

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Germania

Il futuro dell’attuale tecnico della Germania, Hans-Dieter Flick, dopo la clamorosa eliminazione ai gironi di Qatar 2022 potrebbe essere all’epilogo.

L’ex allenatore del Bayer Monaco non ha nessuna intenzione di lasciare il posto di commissario tecnico della Nazionale tedesca, ma secondo Nicolò Schira la Federcalcio della Germania sta valutando di cambiare la guida tecnica e tra i canditati per la panchina c’è  Thomas Tuchel, che al momento si trova senza una panchina dopo essere stato esonerato dal Chelsea.

Vedremo se queste indiscrezioni daranno il via a una vera e propria trattativa per l’arrivo di Tuchel sulla panchina della Nazionale, anche perché il nome dell’ex tecnico dei Blues è quello che raccoglie più consensi in casa federale.

 

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Flash News

Dumfries: “Depay anima della Nazionale, vogliamo vendicarci con l’Argentina”

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Dumfries

Dopo l’ottima prestazione contro gli Stati Uniti, condita da due assist e un gol, Denzel Dumfries ha parlato aVoetbalZone del Mondiale in Qatar. L’esterno dell’Inter ha detto la sua tutto il gruppo Oranje: “Questo è un gruppo unico. In ogni caso, perché giochiamo tutti in altri club e ci vediamo solo qui in Nazionale. Quando vedi come interagiamo gli uni con gli altri e come il gruppo interagisce tra loro, è speciale.

L’ala olandese si è concentrata a parlare anche dell’uomo simbolo di questa Nazionale, Memphis Depay: “Ha un ruolo importante in questo processo: parla con tutti e ci mancherebbe molto se non fosse qui con noi“.

Secondo Dumfries, l’attaccante del Barcellona ha un ruolo chiave anche per la religione: “E anche qui, il primo che ha davvero dato inizio è stato Memphis. Qualche anno fa ha chiamato insieme alcuni ragazzi che volevano pregare. Chiunque volesse partecipare era libero di aderire e quel gruppo continuava ad allargarsi. Cody Gakpo, per esempio, è molto coinvolto nella sua fede e cerca di includermi in essa, condividere certe esperienze o stimolarmi. Spesso mi unisco a lui per iniziare conversazioni e per discutere sulla fede. Preghiamo in gruppo prima della partita. La fede può dare molta forza e ci permette di rafforzarci a vicenda. In questo modo ottieni un legame più stretto”.

Dumfries ha poi fatto il punto della situazione sull’Argentina, avversario nei quarti di finale di questo Mondiale: “È un bellissimo match, ovviamente, vogliamo vendicarci per la partita del 2014. Dobbiamo prepararci in modo ottimale questa settimana per battere l’Argentina. È una buona squadra con molte qualità individuali, ma penso che abbiamo anche una squadra davvero fantastica e ho molta fiducia in essa. Questa settimana analizzeremo a fondo come possiamo giocare in questi spazi”.

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Calciomercato

Il Monza pensa a Lucca per gennaio: le ultime

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Monza

Il Monza di Galliani e Berlusconi ha messo gli occhi su Lorenzo Lucca. L’ex calciatore del Pisa, che in estate è passato all’Ajax, fu preso in prestito con diritto riscatto. I lancieri su Lucca hanno dunque la precedenza sull’acquisto a titolo definitivo, ma nel caso in cui gli olandesi decidessero non esercitare questa opzione ecco che potrebbero entrare in gioco i brianzoli.

Già a gennaio, secondo TUTTOmercatoWEB, potrebbe esserci un tentativo per portare alla corte di Mister Palladino la punta italiana, anche se in quel caso ci sarebbe da trovare un accordo anche con la società di Amsterdam.

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