Connect with us

La nostra prima pagina

I giudizi finali di Numero Diez: Milan, il volo di un aereoplanino

Pubblicato

:

Stare fuori dalle coppe per il quarto anno di fila sarebbe stato troppo per il terzo club più titolato al mondo, per il club delle 7 Champions. La qualificazione per l’europa minima, l’Europa League, era primo obbiettivo. Europa League che era stata vicina ad approdare a San Siro già l’anno scorso. Ma fatale fu la finale di Coppa Italia persa contro la Juventus. Fatale fu il 95esimo. Fatale fu Morata che paradossalmente potrebbe però ritrovarsi a guidare il Milan in quella competizione che solo un anno prima gli aveva proibito…

AMBIZIONI E OBBIETTIVI AD INIZIO STAGIONE

La finale di Coppa Italia come punto di partenza. Ripartire dalle (poche) sicurezze dell’anno prima. Dalla prima sicurezza come posizione in campo, quella rappresentata dalla giovane possanza fisica di Donnarumma. Da Romagnoli come presente e futuro della difesa rossonera. Da Niang e Suso, scommesse esaltate dopo i rientri dai prestiti e da una stupefacente pre-season. Dai gol di Bacca, criticato ma comunque unico bomber rossonero. Ripartire da qui. Ma con una nuova guida. Chiuse le parentesi di Mihajlovic prima e Brocchi poi, infatti, il Milan decideva di decollare a bordo dell’aeroplanino. Nota la stima nei suoi confronti nutrita da Berlusconi. Tradizionalmente punto di grande vantaggio per le primarie della panchina rossonera. Di conseguenza scelta ovvia. Nè SarriGiampaolo. Montella per ripartite da quella finale. Obbiettivo europeo da agguantare. Champions possibilmente, Europa League più realisticamente. Anche se dopo il girone d’andata, la prima non sembrava ipotesi così remota.

Tante cessioni per alleggerirsi dagli esuberi e pochi arrivi come da ultime tradizioni di Galliani e Berlusconi. Casse rossonere che potevano respirare private dei pesanti ingaggi dei vari Mexès, Balotelli, Diego Lopez e Alex. Via lo scontento Matri, il promettente Verdi, la precoce meteora Mastour a farsi le ossa sperando nel definitivo salto e mantenimento delle premesse più mediatiche che tattiche. L’ultimo, assenteista, Menez a chiudere la porta di Milanello. Entrate non all’altezza, almeno sulla carta, delle uscite. Bottino di gol che puntava ad arricchirsi con la sola fame di Lapadula, capocannoniere della Serie B – comunque acquisto più oneroso di tutto il calciomercato rossonero – soffiato alla concorrenza partenopea per 10 milioni. Per il resto ad esclusione della dubbiosa e cara accoppiata Gustavo Gomez-Sosa – dal valore complessivo di 15 milioni – permessa da gentile versamento di caparra dei probabili e futuribili proprietari rossoneri, solo prestiti. Rientri o assegni circolari. Suso, Paletta, Vangioni, Mati Fernandez e il last minute Pasalic. Non migliori premesse per puntare in alto.

I tornei estivi servono a rodare la rosa, provare i primi movimenti, portare in condizione i giocatori, permettere commenti e bilanci a stampa e addetti ai lavori e creare buone o cattive speranze ai tifosi in vista della nuova stagione. Rassicurante di sicuro non era il precampionato rossonero. La più mediatamente esposta ed esaltante ICC (International Champions Cup) non infuse grandi speranze al popolo milanista. 2 sconfitte con Chelsea e Liverpool e un pareggio, seppur clamoroso e stimolante, per 3-3 contro il Bayern di Ancelotti.

I tornei estivi lasciano spesso il tempo che trovano. Solo fase di rodaggio. E la prima giornata di campionato trovava fondamento nelle precedenti tesi. Esordio al cardiopalma a San Siro. Contro il Torino. Contro Mihajlovic. Quasi il destino si ripresentasse con il serbo alle porte di Milano per riprendersi quanto di ingiusto e irrispettoso trattamento era stato riservato al “sergente di ferro”. Risultato mai fu al sicuro fino al triplice fischio. Perché al 94esimo, sul 3-2, il destino sembra presentarsi sul dischetto alleato di Mihajlovic. Sembra. Perché dall’altra parte, contro Belotti, c’è Donnarumma. Il destino soggioga Mihajlovic e gli si ritorce contro. Perché quel rigore Donnarumma lo para. Lui proprio scommessa lanciata e vinta da Mihajlovic con giacca e cravatta rossoneri l’anno prima. Un segno. Con Bacca già a segno con un tripletta. Gran buongiorno per i rossoneri.

LA REALTÁ DI QUANTO ACCADUTO

La tachicardia granata trovava seguito con le sofferenze contro Napoli e Udinese. Poi l’inizio di una sorprendente marcia. Il primo scontro diretto della stagione vinto contro la Lazio a cui fece seguito l’immensa gioia, sconsigliata ai deboli di cuore, contro il Sassuolo. Il 4-3 che vide la prima grande e prestigiosa firma per fattura, qualità e importanza di Manuel Locatelli. Lo scontro poi con la Juve. prima occasione di vendetta per il veleno che ancora bruciava dalla finale di Coppa Italia. Un segno, quello di Manuel Locatelli. E un sogno, il suo, che continuava. Sembrava la storia di un predestinato. Gol spettacolare. A San Siro, contro la Juventus. A Buffon. 3 punti. Tutto perfetto per un diciottenne milanista.

La stagione prosegue poi positiva anche grazie alle gioie di Suso, sempre più protagonista nel Milan, fino all’apoteosi personale del derby però raggiunto e chiuso sul 2-2 all’ultimo secondo da Perisic. Strano gioco quello del destino che sembra riprendersi quanto di “regalato” contro il Torino. Milan che comunque su tutti ha una grande firma e impronta, quella di chi siede in panchina. La mano di mister Montella è sempre più forte e la sua filosofia prende sempre più piede. L’opera dell’aeroplanino assume ancora maggior successo se contestualizzata alla fase societaria dei rossoneri. Fra closing, acquirenti, cifre e incertezza l’unica certezza sembrano essere giocatori, almeno in questa fase, e allenatore capace di chiudere la rosa sotto una campana di vetro, tenerla presente con la testa, concentrata, senza distrazioni. Quello che forse era mancato negli ultimi anni stava riuscendo. Con la sua opera protettiva Montella riuscì a concludere un girone d’andata in piena corsa Champions, l’obbiettivo agognato ma realisticamente insperato a inizio stagione.

Nel frattempo una piccola favola stava diventando realtà a San Siro. La storia di Gianluca Lapadula cominciava ad essere degnata di più attenzioni. Magari meno talento ma tanto, tanto sudore, lavoro e impegno lo stavano ripagando. Una stagione di piccoli segni quella rossonera. Anche Lapadula stava lanciando e lasciando i suoi. Il primo a Palermo, il segno della vittoria. Di tacco. Giusto per entrare in punta di piedi nel cuore e nelle grazie di allenatore e tifosi. Poi la doppietta a Empoli e ancora un altro piccolo segno. Contro il Crotone, allo scadere, come a Palermo. Quello della vittoria, come a Palermo. Lapadula stava diventando l’uomo della speranza, quello degli ultimi minuti, l’idolo dei tifosi che ne capivano il senso di sacrificio, disponibilità e dedizione. Un grande professionista. L’uomo di cuore là davanti. La cattiveria sportiva, l’impegno e la grinta che facevano vagamente ricordare – con dovute proporzioni –  un mostro sacro sacro rossonero. Uno che un numero 9 lo aveva reso IL NOVE rossonero. Pippo Inzaghi. 

Al giro di boa la banda di Montella aveva stupito tutti. Nessuno a settembre si sarebbe aspettato il Milan in una posizione così alta. Nessuno avrebbe prospettato la vittoria – seppur ai rigori – di Supercoppa a Doha contro la Juventus per riprendersi una giusta rivincita con un anno e mezzo di ritardo dalla finale di Coppa Italia. Tutti erano convinti che quanto di grande fatto fino a quel momento si sarebbe fisiologicamente normalizzato. E la risposta giunse già dalle prime 4 giornate di ritorno. Torino, Napoli, Udinese e Sampdoria. 1 punto su 12. Un crack improvviso. Una brusca frenata ma nessun grande stupore. Solo il logico e previsto calo di rendimento dopo le fatiche delle prime 19 giornate. Nella disfatta di Udine forse un crack ancora più pesante scosse l’ambiente. Al 29 di Gennaio la stagione del jolly Jack Bonaventura, silenzioso protagonista, era già finita. Un problema muscolare incrinava la stagione di Bonaventura e dei rossoneri che, quasi come segno del destino, il sostituto lo avevano trovato pochi giorni prima. Gerard Deulofeu da Everton. Altra scommessa rossonera e dell’ultimo calciomercato Milan di Galliani e Berlusconi. Altra scommessa vinta. Un prezioso uomo in più con tipico strapotere fisico made in Premier. La coppia iberica con Suso riuscì ad addolcire l’assenza di Bonaventura.

Il sospettato rendimento oltre le reali possibilità della prima parte di stagione stava però scemando. Un calo fisiologico di energie si impossessava delle prestazioni rossonere. Suso non era più quello dell’andata. La difesa cedeva sempre di più. Le contestazioni a Bacca continuavano; la sua capacità realizzata facevo da contrappeso ad una scarsissima integrazione nelle manovre di gioco. L’innesto dello stesso Deulofeu e l’ascesa di Pasalic – rigorista decisivo a Doha – da alternativa a titolare fisso nel secondo reparto di Montella servirono solo come argini per impedire un collasso. Con la Champions League lontana, la corsa all’Europa League doveva misurarsi con l’outsider Atalanta. La qualificazione all’Europa non era più così scontata. Il derby di ritorno sembrava però aver dato nuovo vigore e manteneva i “cugini” a distanza di sicurezza con vista sull’Europa. Il derby ripreso al 97esimo, con il destino ancora una volta protagonista e la circolarità del calcio che tanto toglie ma prima o poi ridà. Un’ennesima vendetta consumata per riprendere quanto tolto, sempre nel recupero, un girone prima.

Da lì l’inizio della gara al “ciapa no” con Inter e Fiorentina. Il gioco a chi faceva peggio e le speculazioni da bar sul possibile ripensamento al piazzamento in Europa League. Le sconfitte rumorose con Empoli e Roma, i contestati pareggi con Crotone e Atalanta. La definitiva vittoria con il Bologna poi decretò il ritorno del Milan nelle competizioni europee dopo 3 lunghi anni. Una qualificazione come doveroso regalo e omaggio alla trentennale era Berlusconi dolorosamente per i cuori conclusa e come biglietto da visita per la nuova e tanto discussa proprietà cinese.

VOTO E GIUDIZIO FINALE

“Può ma non si applica”. Il ridondante ritornello che chiunque ha sentito in fase scolastica poco adatto come riassunto della stagione rossonera. “Si applica ma non può” più giusto slogan a conclusione di una stagione dove la scarsità delle risorse a disposizione di Montella, esclusi casi eclatanti, ha onestamente sorpreso. Ad una prima parte di stagione da 7 pieno ha risposto una seconda tornata al di sotto della sufficienza. L’obbiettivo minimo della stagione è stato raggiunto anche e soprattutto grazie ai rallentamenti in coda rossonera. Sufficienza complessiva raggiunta. Voto 6.

Due campionati in uno per i rossoneri. Tutti a marchio Montella. La grande cavalcata del girone d’andata aveva spiazzato tutti, addetti ai lavori e non, consci però di un imminente calo fisiologico effettivamente avvenuto nella seconda parte. L’aeroplano ha avuto il grande e riconosciuto merito di isolare la squadra da vicende societarie fuorvianti e mantenere la concentrazione a Milanello fino alla fine nonostante gli ultimi, claudicanti risultati. Il boeing 747 nelle mani dell’allenatore napoletano del girone d’andata si è trasformato in un quasi innocuo aeroplanino di carta in quello di ritorno.

Le basi societarie ed economiche da cui ripartire sembrano, nonostante legittime preoccupazioni, solide in maniera da garantire una grande rinascita rossonera. I piani per il futuro sono chiari, la campagna acquisti già ben impostata. Ora è quindi tempo di ripartire. Per una finale possibilmente. Magari quella “vicina” dell’Europa League. Nel viaggio a bordo e con l’aeroplanino.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calciomercato

Il Monza si prepara sul campo e sul mercato: tutti i movimenti

Pubblicato

:

Sensi

Il Monza lavora sul campo per la ripresa del campionato, che vede i brianzoli fuori dalle zone pericolose ma la strada per considerarsi tranquilli è ancora lunga. E per raggiungere l’obiettivo salvezza, Palladino avrebbe chiesto a Galliani due nomi ben precisi per il mercato invernale.

Secondo TuttoMercatoWeb, il primo rinforzo chiesto alla dirigenza sarebbe un difensore, e l’identikit sarebbe quello di Bram Nuytinck dell’Udinese. Il centrale non sta trovando troppo spazio ad Udine, collezionando finora solamente 383 minuti totali in Serie A. Un approdo a Monza gli ridarebbe possibilità di alzare il proprio minutaggio e di rendersi nuovamente protagonista dopo le buonissime passate stagioni in Friuli.

L’altro nome che scatena la fantasia dei tifosi del Monza è quello di Josip Brekalo, tornato in Germania dopo il prestito al Torino. Il trequartista sembrerebbe gradire la destinazione, e le trattative potrebbero partire a breve.

Continua a leggere

Calciomercato

Torino su Bereszynski, per la Sampdoria offerta troppo bassa

Pubblicato

:

Il Torino di Cairo è interessato a Bereszynski, terzino polacco fresco di eliminazione dal mondiale. Strada in salita però per i granata, la Sampdoria al momento fa resistenza vista la scadenza di contratto nel 2025.

LA TRATTATIVA

Il ds del Toro, Davide Vagnati, avrebbe iniziato a confrontarsi con i blucerchiati sulle eventuali cifre per il calciatore e ne è emersa una divergenza sulla valutazione del calciatore. Secondo Tuttosport, Cairo valuta tre milioni il calciatore, la Samp dal canto suo considerando che Bereszynski è un Nazionale, reduce da un buon Mondiale e ancora relativamente giovane chiedono una cifra più elevata. Le parti quindi si riaggiorneranno  con il terzino che è seguito anche dalla Roma.

Continua a leggere

Calciomercato

Dumfries verso la cessione, il piano dell’Inter

Pubblicato

:

Dumfries

L’Inter dovrà a malincuore privarsi di uno dei suoi pezzi pregiati per esigenze di bilancio. Il Corriere dello Sport fa il punto della situazione riguardo al bilancio dei nerazzurri, che è direttamente collegato al calciomercato.

Per far tornare i conti, l’Inter dovrà registrare una voce in attivo di 60 milioni, che non sono stati raggiunti la scorsa estate quando sembrava Skrinar a dover lasciare Appiano Gentile, salvo poi rimanere. E così tutti gli indizi portano a Dumfries, con le parole di Rafaela Pimenta a Calciomercato l’Originale che hanno fatto intuire come si stia già lavorando per trovare una sistemazione per l’olandese. L’agente del calciatore ha dichiarato che spera che la valutazione non salga troppo durante l’ottimo Mondiale che l’ex PSV sta disputando, così da non complicare le trattative per il trasferimento. Parziale ammissione.

IL PIANO DELL’INTER

La speranza dell’Inter è che si possa trovare un accordo per la cessione già nella sessione invernale, ma che l’esterno olandese possa rimanere in prestito a Milano fino alla fine della stagione.

Su Dumfries ci sarebbe sempre il Chelsea, che sembra la candidata numero uno ad essere la prossima destinazione dell’esterno, ma sempre secondo il Corriere anche il Tottenham di Conte potrebbe farci più di un pensiero.

Continua a leggere

Calciomercato

Trattenere i big e un nome per la fascia: la Lazio muove i primi passi sul mercato

Pubblicato

:

Milinkovic

Ci si avvicina alla ripresa della Serie A ed inevitabilmente diventa tempo di calciomercato. La Lazio è tra le più attive in questo momento, con l’intenzione di aggiungere qualche tassello utile alla squadra per plasmare ancora di più i biancocelesti secondo le volontà di Maurizio Sarri.

LE MANOVRE DEI BIANCOCELESTI

Il principale nodo da risolvere riguarda i big da trattenere. Milinkovic-Savic su tutti, che le voci di mercato vorrebbero già lontano da Formello a gennaio. L’intenzione della società biancoceleste sarebbe quella di trattenerlo almeno fino a fine stagione, per non privarsi di un cardine fondamentale e determinante a stagione in corso.

Anche Pedro rimarrà alla Lazio, dopo che qualche voce di corridoio lo vedeva tornare a Barcellona.

L’altra questione riguarda il terzino sinistro: come fa sapere Il Messaggero, Lotito sembrerebbe intenzionato a coprire quella casella, e l’indiziato sarebbe Nico Schulz del Borussia Dortmund. Rimangono da capire costi e modalità, con il contratto del tedesco che scadrà nel 2024.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969