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Il Giugliano vince il premio come Miglior Squadra Lega Serie D

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Il Giugliano vince il premio come Miglior Squadra Lega Serie D

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Lega Pro

Nella giornata di ieri la squadra del Giugliano ha vinto il premio come Miglior Squadra della Lega Serie D per l’anno calcistico 2021/2022. Il premio è stato ritirato dalla Presidentessa Elena Annunziata Mazzamauro e il Presidente Onorario Alfonso Mazzamauro all’Araba Fenice Hotel & Resort. Ecco il comunicato ufficiale:

“La società informa che nella serata di ieri, presso il suggestivo scenario dell’Araba Fenice Hotel & Resort, in occasione dell XI Festival Nazionale del Calcio Italiano – Italian Sport Awards – Gran Galà del Calcio Italiano – il Giugliano Calcio 1928 ha avuto l’onore e il privilegio di aver vinto il premio come “MIGLIOR SQUADRA” per la categoria “LEGA SERIE D – BEST AWARDS”, stagione calcistica 2021/2022. A ritirare il premio la Presidentessa Elena Annunziata Mazzamauro e il Presidente Onorario Alfonso Mazzamauro. La proprietà, orgogliosa del prestigioso riconoscimento nazionale conseguito, intende ringraziare tutte le persone – dirigenti, staff tecnico, staff medico, calciatori e tutti coloro che hanno lavorato per la causa di questo club – che la scorsa annata si sono rese protagoniste di una fantastica stagione culminata con la promozione in Serie C.

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Carnevale non ha dubbi: “Questo Napoli è più forte del mio”

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Napoli

Andrea Carnevale, ex giocatore del Napoli ai tempi di Maradona, è stato intervistato ai microfoni del Corriere dello Sport parlando della sua ex squadra e affrontando qualche tema in ottica calciomercato. L’ex attaccante partenopeo ha militato in Campania dal 1986 al 1990, collezionando 152 presenze condite da ben 47 reti. Adesso è l’attuale osservatore dell’Udinese e fu proprio lui a portare Beto in Italia.

Di seguito riportiamo la sua intervista

IL NAPOLI DI OGGI – “E’ migliore di quello nostro, ma non per i record. Il Napoli entra in campo con grandissima sicurezza e determinazione, facendo la differenza in qualsiasi partita. Inoltre anche la rosa con la sua compattezza è migliore rispetto alla nostra. “

BETO DELL’UDINESE – “Secondo me Beto è un ottimo giocatore ed ha le caratteristiche molti simili ad Osimhen. Il nigeriano, al momento, è una vera iradiddio.”

UN FUTURO IN CAMPANIA PER BETO – “Potrebbe esserlo secondo me. Al momento, però, non c’è stato alcun contatto tra le società.”

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Spezia-Napoli, Spalletti:”Gara difficile, ognuno deve fare la propria parte, sia noi che i tifosi”

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Napoli

Domani alle 12:30 al Picco andrà in scena Spezia-Napoli, gara valida per la 21esima giornata di Serie A. Gli azzurri dovranno mantenere la solidità mostrata fino a questo momento per iniziare a cucire sulla maglia un pezzo di scudetto, mentre i bianconeri dovranno cercare di fare risultato contro la squadra più in forma del nostro campionato. Sarà sicuramente un compito difficile per la squadra di Gotti, ma c’è bisogno di fare punti perché la zona retrocessione dista solo 5 lunghezze. Alla vigilia del match, il tecnico degli azzurri, Luciano Spalletti, ha parlato alla stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno. Di seguito le sue parole.

SULLO SPEZIA- “La partita trappola esiste se facciamo discorsi che riguardano vittorie facili, proiettandoci già ad un finale scoppiettante. Allo Spezia interessa dei punti salvezza che merita per la storia del club e della città. Io ci sono stato e so quanto tempo dedicano alla squadra di calcio. Noi dobbiamo concentrarci su un match importantissimo, sarà una gara difficile in un campo difficile, solo l’attenzione e la dedizione, l’applicazione ci permetterà di andare a sfruttare l’occasione”.

SUL RAPPORTO DIRETTO CON I TIFOSI – A me sembra che ci sia sempre, visto l’affetto che raccogliamo per le strade e nei pensieri dei tifosi, quello a cui fa riferimento lei necessita di strutture e regole a cui attenersi. Credo però ci sia l’impegno di essere insieme, è fondamentale, è indispensabile che ognuno di noi faccia la propria parte, sia noi che i tifosi, senza mollare di un centimetro. I calciatori hanno orecchio alle indicazioni dell’allenatore, l’altro all’incitamento della Curva, se manca qualche componente è difficile, lo stesso che dicevamo della personalità a volte si passa da coglioni per guadagnarci dopo, anche quando devi avere una reazione per forza altrimenti sei considerato meno di quello che sei in realtà. Quello è il momento in cui bisogna star zitti, ingoiare ed andare avanti. Se stiamo insieme, se avessimo avuto la Curva a la Spezia come l’anno scorso, saremmo stati più forti”.

SUL POSSIBILE CALO DI GENNAIO – Quando dicevano che sarebbe stata dura a gennaio, l’attenzione era rivolta ad allenarci bene, a far venire bene gli allenamenti, con ritmo, un pallone che gira a duemila con una qualità e precisione tale per evidenziare il nostro livello. Il risultato per me era difficile poterlo dire, ma l’attenzione a quei particolari che lo potevano determinare è stata massimale e la risposta dei giocatori sul comportamento da avere è stata totale”.

SUL +13, IL PENSIERO – “Se ci voltiamo insieme, vediamo tante cose che non si sono realizzate. Si diceva all’inizio che non potevamo fare questo percorso, c’erano dubbi. Poi è stato segnato da eventi e risultati totalmente diversi. Ora pensiamo allo stesso modo che gli altri non possano fare questo percorso che noi abbiamo fatto, è la stessa cosa! Perché una di quelle 6 squadre non può fare ciò che abbiamo fatto noi? A noi ci resta l’obbligo di fare risultati, in modo da non farli venire vicini per crearci difficoltà. Serve la consapevolezza che i fatti, i risultati, sono capaci di scrivere la storia. Bisogna continuare a farli, ci sono squadre forti, in grande salute tipo l’Atalanta, anche se sono a distanza”.

SU RASPADORI – In allenamento è una roba incredibile per serietà, forza, applicazione, per un allenatore… si dice tutti sono uguali, ma io sono più disponibile verso chi si allena in un certo modo. Chi si comporta in un certo modo, chi pensa in un certo modo, chi viene al campo un’ora prima e lo prepara, non chi viene gli ultimi 2 minuti. È una difficoltà di questo lavoro dover tenere fuori calciatori che fanno questo, però bisogna tener presente tutto e lui è uno di quelli che poi lo chiami e riesce subito ad entrare nel contesto giusto, come nell’ultima gara”.

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L’assessore Onorato commenta le parole di Lotito sul Flaminio

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Lotito

I discorsi sullo stadio Flaminio sono terminati ieri, con le parole di Lotito a RadioSei. Infatti, il presidente della Lazio ha affermato: “Io non sono abituato a vendere cose che non posso realizzare”.

IL FLAMINIO HA 16000 SPETTATORI MASSIMI“Per noi è inadeguato, ci serve minimo da 45.000 spettatori. Questo è il primo problema, poi c’è la copertura. Terza cosa, i parcheggi e la viabilità in generale. Il problema sono le autorizzazioni e qui ci scontriamo con posizioni non in linea con le nostre aspettative. Se so in partenza che un progetto verrà bocciato, che lo presento a fare?”.

IL PIANO B“Il Comune non è disponibile, siamo prigionieri di questa situazione. Potevamo avere uno stadio avveniristico da tanti anni, ma Veltroni rifiutò parlando di speculazione. L’ho ringraziato però, perché avrei snaturato la proprietà sulla Tiberina, che adesso ha un valore affettivo e non un interesse materiale. Per Tor di Valle invece alcuni ostacoli furono superati”.

Ma pronta la risposta politica alle parole di Lotito, con l’assessore dello Sport del Comune di Roma Onorato:

LA SOLUZIONE NON VUOLE ESSERE TROVATA“Ci dispiace perché i tifosi della Lazio avevano creduto nello stadio Flaminio. E noi con loro. Il presidente sa benissimo che l’emendamento ‘sblocca stadi’ del Decreto Semplificazioni fa in modo che determinati vincoli possano essere superati. Alternative? Non ci ha mai parlato di altre aree ma se l’obiettivo di Lotito è costruire uno Stadio altrove è liberissimo di proporlo. Tutto finito? Questo lo ha detto lui. Noi abbiamo aspettato la proposta della Lazio per rispetto della società e dei tifosi”

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Ipotesi rescissione per Paul Pogba: le ultime sul francese

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Pogba

Paul Pogba è stato sicuramente il più grande assente di questa prima parte di stagione. Zero presenze ufficiali a inizio febbraio 2023, Allegri conferma la sua assenza contro la Salernitana dopo il suo incoraggiante ritorno tra i convocati contro il Monza. Infortunio non grave, quello nuovo, ma i tifosi bianconeri vorrebbero vedere quanto prima il proprio gioiello in campo. I problemi fisici, tuttavia, sono molto continuativi e pesanti per questo giocatore, il quale non sta dando certezze fino alla scadenza del contratto nel 2026. Il campione del mondo pesa 10 milioni lordi e il Daily Mail fa il punto sulla strategia della Juventus.

Il taglio dello stipendio su iniziativa di Paul sembra improbabile, ragion per cui ci sarebbe la possibilità di rescindere il contratto. Questa ipotesi potrebbe essere facilitata dall’interessamento di club della MLS per l’ex United.

Al momento, questa ipotesi sembra difficile da cavalcare per vari motivi, anche perché nel calcio basta poco per farsi perdonare: il ritorno di Pogba per una rimonta europea in campionato, andare in finale di Coppa Italia e quanto più in fondo per l’Europa League sarebbe un sogno per i tifosi e chissà se Paul può aiutare in questo.

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