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GK Magazine, Dida vs Júlio César: Brasile, Milano e trofei

Calcio e dintorni

GK Magazine, Dida vs Júlio César: Brasile, Milano e trofei

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In uno dei decenni più vincenti nella storia del calcio italiano come quello degli anno 2000, a farla da protagonista sono stati due portieri brasiliani. Dida e Júlio César hanno vinto e dimostrato tantissimo dividendosi Milano ed entrando nella leggenda dei due club. Caratterizzati da una carriera simile coronata da un ricco palmarès, i due hanno trascinato Milan e Inter in un’epoca da tratti leggendari.

UN DEGNO SUCCESSORE?

La differenza tra i due è di 6 anni e questo ha permesso pochi incroci nei derby di Milano. Júlio César ha registrato un invidiabile 5 su 6 contro Dida, in un confronto che va ulteriormente approfondito. Il portiere nerazzurro al suo arrivo in Italia nel 2005 ha incrociato il rivale già avviato verso la fase calante della sua carriera. A 32 anni Dida aveva già vinto tutto col Milan compresa la Champions League nel 2003, la quale però sfuggì in quel 2005 nella scottante rimonta rivelatasi la partita più nefasta della storia rossonera.

Il numero 1 di Irará è stato spesso altalenante nella sua carriera e nei suoi momenti più difficoltosi è stato parecchio sfortunato. Nella rimonta del Liverpool ha responsabilità sulla bordata del 3-2 di Smicer ma si era riscattato parando il rigore a Xabi Alonso. Il destino ha voluto che la respinta sia ricaduta tra i piedi dello spagnolo che ha sancito il clamoroso pareggio. Quel semplice tap-in era il segnale di un match maledetto che avrebbe turbato la psiche di molti giocatori del Milan almeno a breve termine.

Da quel momento Dida riuscì ancora per un anno a mantenere la titolarità in Nazionale, giocando il Mondiale del 2006 prima del subentro di un nuovo talentuoso numero 1.

L’IMPATTO DELL’ACCHIAPPASOGNI

Júlio César arrivò dal Flamengo come una grande promessa tra i portieri brasiliani. Nonostante un prestito poco fruttuoso al Chievo, impattò da subito nell’Inter diventando titolare al posto di Toldo e vincendo 5 anni consecutivi lo Scudetto. Sebbene non fosse tra i più alti (186 cm) le sue doti atletiche erano sopra la norma. Queste gli permisero di compiere interventi esteticamente spettacolari e ad alto coefficiente di difficoltà. L’esempio lampante e il momento più importante della sua carriera è la parata su Messi.

Lo scenario è quello della semifinale di ritorno di Champions League e l’argentino rientra sul sinistro piazzando uno dei quei tiri a giro all’angolino basso. Centinaia di altre volte sarebbe voluto dire gol e passaggio del turno del Barcellona ma in questo caso Júlio César cambia il copione. Una parata spaziale in massima estensione, a distruggere i sogni del Barça mettendo il primo tassello per il completamento del Triplete.

In Nazionale vinse da protagonista la Copa America del 2004 da quasi sconosciuto e poi le Confederations Cup del 2009 e del 2013. Un addio triste però il suo quello alla Seleção perché segnato dallo storico 7-1 contro la Germania. Quella sconfitta storica in negativo ha segnato la fine di Júlio César in Nazionale, che questa volta non è riuscito ad “acchiappare” il sogno di tutto il suo paese.

IL PASSAGGIO DI CONSEGNE

Avendo celebrato le imprese del nerazzurro non bisogna sottovalutare le cose prodotte da quello rossonero. Dida ha lasciato a Júlio César la porta della Seleção dopo aver vinto da titolare una Copa America e due Confederations Cup, divenendo anche campione del Mondo nel 2002 da secondo portiere. Dopo aver vinto da secondo anche la Copa America del 2007 ha lasciato i verdeoro dopo 90 presenze.

Nei 9 anni totali al Milan, Dida vince la metà dei trofei vinti dal collega nerazzurro, ma il prestigio e il protagonismo in questi non è da meno. Ha vinto un Scudetto e ben due Champions League. Nella prima è stato protagonista assoluto nella finale contro la Juve parando tre rigori a Trézeguet, Zalayeta e Montero ma non solo. Con questo successo è entrato nella storia diventando l’unico portiere a vincere da titolare Champions League e Copa Libertadores. Quest’ultima l’ha vinta a 24 anni quando difendeva i pali del Cruzeiro.

Anche nella seconda vinta nel 2007 dopo i fantasmi 2005 ha lasciato il segno fermando Pennant e Gerrard con due parate decisive. Insieme ai compagni si è preso la rivincita portando a casa la Champions League persa due anni prima e segnando la fine dell’ultimo grande ciclo rossonero.

Il valore di Dida in Brasile è incredibilmente riconosciuto avendo vinto 10 titoli in Brasile con le diverse squadre in cui ha militato anche oltre i 40 anni. La sua incredibile agilità nonostante la stazza e i riflessi straordinari hanno sicuramente avuto la meglio tra i ricordi rossoneri rispetto alle incertezze di alcune partite e lo hanno consegnato alla storia come uno dei migliori portieri di sempre.

DOPO MILANO

Dida dopo 302 presenze in rossonero è tornato in Brasile per chiudere la propria carriera a Porto Alegre. Il richiamo del Milan però è stato troppo forte e ora è il preparatore dei portieri della prima squadra. Dopo aver avuto il talento cristallino di Donnarumma tra le mani, ora sotto la sua ala protettiva ha Maignan, che per caratteristiche atletico-fisiche lo ricorda ai tifosi più romantici evocando positivamente la possibilità di una carriera ugualmente illustre per il francese.

Júlio César, invece, dopo 300 presenze con l’Inter è rimasto in Europa firmando per il Benfica dove ha vinto 7 trofei in poco meno di quattro anni risultando ancora decisivo. Dopo un breve ritorno al Flamengo ha appeso i guantoni al chiodo.

Dida e Júlio César si sono divisi Milano per oltre un decennio illuminando San Siro con le loro parate. Da veri brasiliani si sono imposti non solo con le prestazioni ma anche con l’amore espresso per il proprio club creando momenti di carica e gioia incontenibili. Due profili molto simili legati e sconnessi dal destino allo stesso tempo. Uno straripante nei successi internazionali, l’altro insuperabile nelle competizioni nazionali entrambi, però, con successi anche nel campo di maggior competenza del rivale. Il numero di presenze è simile per Milan e Inter così come quello per la Nazionale brasiliana.

Il loro apporto alla storia del calcio non è certamente di secondo piano e analizzato nelle sue profondità lo si può ritenere in egual modo simbolico di un’epoca leggendari e tanto cara alle proprie tifoserie.

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)

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Contatto tra Zhang e Sala per San Siro: l’Inter attende garanzie

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Inter

Nella giornata di oggi c’è stata una telefonata tra Steven Zhang, presidente dell’Inter, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, per trattare il tema San Siro. In questo contatto, Zhang ha confermato l’idea proposta dal sindaco di Milano e l’AD Alessandro Antonello che optano per la ristrutturazione dello stadio, ma vuole chiarezza. Infatti l’Inter, stando a quanto riporta ANSA, attende dal sindaco meneghino delle garanzie rispetto al piano, proposto da WeBuild, di ristrutturazione della Scala del calcio. In particolare chiede chiarezza riguardo al costo e alle condizioni necessarie, come per esempio l’entità del restauro, se soft o seria, oppure la possibilità di giocare al Meazza anche durante il rifacimento. Inoltre, i nerazzurri vogliono sapere di chi sarà la proprietà dello stadio dopo il restauro, dal momento che non si sa ancora se sarà dell’Inter o del Milan.

Proprio per queste incertezze i nerazzurri stanno portando avanti il progetto di costruire un nuovo stadio a Rozzano, più precisamente nell’area Cabassi. Infatti, qualora questo progetto andasse a buon fine, certamente lo stadio sarebbe di proprietà dell’Inter e, durante la costruzione, potrebbe giocare a San Siro senza complicazioni o restrizioni in termini di pubblico. Tuttavia, molto probabilmente, l’opzione di costruire un nuovo stadio da zero sarebbe più dispendiosa in termini monetari e, per questo, l’Inter Zhang non avrebbero abbandonato l’idea di rimanere a San Siro.

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Curva Nord dell’Inter coinvolta nell’ultimo album di Kanye West

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La Curva Nord, tifo organizzato dell’Inter, è presente nell’ultimo album rilasciato da Kanye West, noto rapper statunitense, insieme a Ty Dolla $ign. In particolare la “voce” della curva della Beneamata compare all’interno della dodicesima traccia, intitolata “Carnival” dell’album “Vultures 1″, uscito il 9 febbraio.

Come si può osservare nei crediti di “Carnival” su Genius, sito web dedicato alla musica di tutto il mondo, la Curva Nord è citata sotto la voce “choir vocals”. Infatti i tifosi dell’Inter hanno registrato dei veri e propri cori per questa canzone di Kanye West. Il particolare interessante è che per registrare questa “melodia”, la quale accompagna la voce dei cantanti per tutta la canzone, i due rapper hanno invitato degli esponenti della Curva Nord in studio con loro. Inoltre hanno registrato insieme ai tifosi nerazzurri anche un videoclip.

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adidas presenta l’UCL Pro Ball London, il pallone della fase ad eliminazione diretta della Champions League 2023/24

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La Champions League si appresta ad entrare nel vivo con l’inizio della fase ad eliminazione diretta. A tal proposito, adidas ha svelato il pallone da gioco ufficiale che verrà utilizzato durante questa importantissima fase della competizione. Si tratta dell’UCL Pro Ball London, che farà il proprio debutto a partire dalle gare di andata degli ottavi di finale e verrà poi utilizzato fino alla finalissima di Wembley del prossimo 1º giugno.

Il pallone celebra l’anfitrione della finale, la città di Londra, con una grafica vibrante che raffigura due leoni ruggenti che combattono tra le stelle. Il leone è il simbolo della ricca storia e cultura dell’Inghilterra e della sua capitale, ma rappresenta anche il coraggio e la forza dei calciatori oltre che la maestosità del trofeo più ambito del panorama calcistico europeo.

Oltre al nuovo design grafico, il pallone è dotato di una serie di tecnologie adidas a elevate prestazioni, studiate per fornire ai calciatori una precisione millimetrica. Infatti, l’innovativa texture della superficie PRISMA offre ai migliori talenti del calcio europeo una tenuta di palla ancora più precisa. Il rivestimento esterno, invece, garantisce un grip sicuro e il controllo completo, mentre la decorazione termosigillata è sinonimo di prestazioni d’eccellenza.

Proseguendo la partnership con Common Goal, adidas devolverà l’1% delle vendite nette globali di palloni da calcio a iniziative di cambiamento sociale duraturo in comunità svantaggiate, contribuendo con questo sport a creare un futuro migliore e più inclusivo.

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Ibrahimovic a sorpresa a Sanremo, Amadeus lo pungola: “Sei in prima fila, ma non primo in classifica”

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ibrahimovic sanremo

IBRAHIMOVIC SANREMO – Durante la prima serata della 74esima edizione del Festival di Sanremo si attendeva un ospite a sorpresa, che poi si è rivelato essere Zlatan Ibrahimovic, già all’Ariston durante il Festival del 2021.

IBRAHIMOVIC A SANREMO: LO SCAMBIO DI BATTUTE CON AMADEUS

L’ormai ex attaccante svedese, che da metà dicembre ricopre un ruolo nella dirigenza del Milan come “Senior Advisor della proprietà RedBird“, è sbucato direttamente dalla platea e distribuendo “santini” con la sua foto al pubblico presente. Poi è salito sul palco e ha iniziato un divertente siparietto con il conduttore dell’evento, Amadeus: “Che ci fai qui? Quanti anni hai?“, la domanda di Ibra. “61“, la risposta del conduttore del Festival. “Io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo… Sono venuto qui per proteggerti, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?“, le replica dello stesso Ibrahimovic.

Il dialogo tra i due continua, con Ibrahimovic che chiede se può andare a occupare il palco d’onore: “Ci si è seduto solo Mattarella“, sottolinea Amadeus. “E quanti gol ha fatto?“, la battuta pronta di Ibra. Poi, a conclusione, la frecciata di Amadeus (noto tifoso dell’Inter, ndr): “Ti ho riservato un posto in prima fila anche se non sei primo in classifica…“, a cui sono seguite le risate del pubblico presente all’interno del teatro.

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