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Calcio Internazionale

GK Magazine, Jan Oblak: una stagione da incubo

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Oblak

Jan Oblak è ormai noto per essere uno dei migliori portieri al mondo. La sua costanza di rendimento ha contraddistinto una carriera costellata di grandi parate. Per le sue mani sono passati i più importanti successi dell’Atletico Madrid degli ultimi anni ma ora qualcosa sta andando storto. In questa stagione all’età di 29 anni, Oblak ha dato i primi segni di cedimento, dimostrando che anche lui, come tutti gli portieri, può sbagliare.

OBLAK-ATLETICO, UN BINOMIO VINCENTE

Dalla sua firma nel 2014, il numero uno sloveno ha avuto un crescita verticale. Prelevato per 16 milioni di euro dal Benfica, dopo una stagione di assestamento, si è preso la titolarità a suon di parate. Ad oggi con i Colchoneros ha collezionato 334 presenze mantenendo la porta inviolata per la metà di queste. Questo dato in particolare è incredibile e gli ha permesso di vincere il trofeo Zamora ben 5 volte nelle sue sei stagioni in Spagna. Il trofeo dedicato al leggendario portiere spagnolo premia il numero 1 meno battuto del Liga ogni anno tenendo conto della media tra gol e partite giocate. Da quando è titolare fisso dell’Atletico, Oblak al massimo questo premio l’ha condiviso ma non l’ha abbandonato.

In questi anni ha messo le sue mani sull’Europa League, sulla storica Liga della scorsa stagione e su due Supercoppe. Le sue parate hanno permesso alla difesa dell’Atletico di Simeone di essere tra le meno perforate della storia arrivando al record di 18 gol subiti in campionato. Questo è successo nella stagione 15-16 e rappresenta il miglior risultato conseguito nel calcio moderno. Sempre presente, ottimamente posizionato e perentorio negli interventi, Oblak un po’ come il suo Atletico si è distinto dalla massa arrivando alle vette del mondo.

I DATI DEL SUO RENDIMENTO

Il portiere sloveno ha subito 254 gol dal suo arrivo in Spagna con una media di 0,76 gol subiti a partita. Questo è simbolico del monumento che è Oblak per l’Atletico Madrid da anni a questa parte. Nel corso delle passate stagioni ha mantenuto una media di circa l’80% di parate sui tiri in porta subiti. Considerando lo spirito e la tenacia difensiva caratteristici dell’Atletico, il suo apporto diventa fondamentale, tanto da non saltare quasi mai delle partite, nemmeno quelle più semplici di coppa. Da molti forse poco considerato perché impossibilitato dal salire alla ribalta con la sua modesta Nazionale o dal vincere sempre grandi trofei, Oblak dai più esperti è considerato il migliore al mondo.

Questo appellativo assegnatogli giustamente dai maggiori esperti nel settore è venuto meno in questa stagione. Un calo vertiginoso, forse comprensibile e fisiologico, ma ugualmente sorprendente. Ripassando i dati di prima in quest’anno è sceso al 43% di parate sui tiri in porta, un numero altamente al di sotto delle aspettative. L’Atletico, infatti ha già subito 30 gol in campionato, ovvero il record negativo di Oblak da quando è in Spagna, e sta faticando. Dalla vittoria della Liga della scorsa stagione sembra passata un’era. Il quinto posto attuale e il passaggio all’ultimo respiro del turno in Champions sono lo specchio di un Atletico in piena rivoluzione e fragile.

I MOTIVI DEL CALO

Oblak, come detto, è di fronte alla peggior stagione della sua carriera. I gol subiti sono tanti e lui non è esente da colpe. L’esempio emblematico è l’ultima partita con il Barcellona. Al Camp Nou subisce 4 gol: sul primo rimane sorpresa dalla parabola beffarda di Jordi Alba mentre sul secondo rimane bloccato e stacca in maniera goffa sul colpo di testa di Gavi. Anche nel terzo non è esente da colpe perché il colpo di testa di Piqué e ben indirizzata ma la sua reazione è lenta.

Obiettivamente questa analisi si potrebbe allargare all’intero reparto difensivo dell’Atletico. Vari infortuni e molta incostanza hanno determinato un crollo nei numeri difensivi della squadra del Cholo. Giménez e Felipe non sembrano poter pienamente ricoprire l’eredità lasciata da Godín, e il mercato ultimamente si è concentrato quasi esclusivamente sull’attacco. L’identità di gioco, infatti, sembra cambiare per propendere a un’offensiva maggiore visto il grande potenziale. L’impressione però è che appena l’Atletico esca dalla propria comfort zone, ovvero il gioco che Simeone ha ormai radicato nel sangue Colchonero, questo vada in difficoltà. Oblak in tutto questo rimane maggiormente esposto e i maggiori attacchi avversari portano a una sollecitazione maggiore. L’Atletico sta cambiando pelle e anche i suoi migliori giocatori ne stanno risentendo.

ANCHE LA NAZIONALE NON AIUTA

Da uno come Oblak ci si aspetta il meglio in qualsiasi frangente. In Nazionale in particolare Oblak ha avuto dei problemi con lo scorso CT che per un paio d’anni non l’ha convocato. Con la Slovenia il grande obiettivo era partecipare al Mondiale in Qatar ma in un girone equilibrato ha fallito miseramente. Mentre la Croazia partiva più avanti ce la si poteva giocare meglio con Slovacchia e Russia ma la Slovenia non ce l’ha fatta e questa delusione si aggiunge alle numerose altre di questa stagione.

La Slovenia poteva avere tutte le carte in regola per arrivare almeno ai playoff. Una difesa esperta e consolidata e la giusta combinazione di fantasia e concretezza in attacco. Questo non è bastato e il movimento rimane ancora nei bassifondi europei raccogliendo meno di quello che ci si aspetta da giocatori di un certo calibro.

COSA RISERVA IL FUTURO

Nonostante questo calo inaspettato, Oblak rimane certamente tra i migliori al momento. Va ricordato che questa è la prima volta che si vede una leggera flessione in lui dal 2014 quando ha firmato con l’Atletico. Dopo aver frantumato ogni record di imbattibilità e aver finalmente vinto la Liga con i Colchoneros, umanamente è normale pensare a un rilassamento. Analizzandone le cause, però, osservando il cambiamento puramente sul piano del gioco improntato da Simeone forse quei numeri da muraglia non saranno più raggiungibili.

Le eliminazioni ravvicinate in Coppa e Supercoppa non fermano Oblak e compagni che devono riacciuffare un posto in Champions in questa stagione e cercare di arrivare il più avanti possibile in quella di quest’anno. La stagione non è finita e Oblak è pronto a tornare ad altissimi livelli magari già da questa seconda parte di campionato. A 29 anni la carriera di un portiere è ancora lunga e la strada che si trova di fronte porta dritta alla leggenda di questo sport.

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Google con un errore riporta la finale di Qatar 2022!

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Flick

Manca sempre meno all’inizio dei Mondiali, l’evento calcistico più importante ed affascinate del mondo che si disputa ogni 4 anni.

C’è ancora qualche settimana prima dell’inizio della rassegna iridata, ma gli appassionati del mondo del pallone si stanno già domandando quali potrebbero essere le eventuali pretendenti alla vittoria finale. Non se lo è chiesto invece Google, che aveva già la risposta.

Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo spagnolo As, attraverso una chiave di ricerca specifica era possibile capire che il 18 dicembre la finale della Coppa del Mondo sarebbe stata Francia-Brasile. Digitando nella barra di ricerca “Estadio Lusail eventos”, tra i risultati usciva infatti che il giorno della finale di Qatar 2022, nel teatro di gioco che ospiterà l’atto conclusivo del torneo, si sarebbe giocato un match tra la squadra di Deschamps e i verdeoro.

Trattasi ovviamente di un errore, che è stato già corretto. Ma è sicuramente un’ipotesi tutto fuorchè che impossibile, dal momento che Francia e Brasile sono tra le favorite alla vittoria finale. Si tratterebbe inoltre della rivincita della finale dei Mondiali del 1998.

Ora non resta che mettersi comodi ed aspettare con ansia l’inizio di Qatar 2022. Google, con il suo errore, alla fine non è che ci ha visto lungo?

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C’è una prima volta stagionale per Haaland: la statistica

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Haaland

Nonostante non sembri, visto il rendimento avuto in questo inizio stagione, anche Erling Haaland è umano. Lo ha dimostrato questa sera con la nazionale norvegese, sconfitta dalla Serbia di Dusan Vlahovic. Per la prima volta dall’inizio della Premier League, infatti, l’attaccante del Manchester City non ha realizzato gol o assist durante una partita. L’ultima volta era successo proprio all’esordio con la maglia dei Citizens, nella finale di Community Shield contro il Liverpool. Serata storta, nonostante abbia tirato 3 volte in porta, per Haaland, pronto a ricaricare le energie e a rifarsi già questo weekend nel derby di Manchester.

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Il Brasile domina la Tunisia in amichevole

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Il Brasile di Tite vince, convince e fa divertire l’intero Parco dei Principi di Parigi nell’amichevole terminata 5-1 contro la Tunisia. La partita viene già chiusa nel primo tempo con la doppietta di Raphinha ed i gol di Neymar e Richarlison. A rovinare una bellissima serata di calcio, è stato proprio un gesto accaduto in seguito alla rete segnata dall’attaccante del Tottenham. Durante l’esultanza, infatti, un tifoso dagli spalti ha lanciato in campo una banana, ignorata dai giocatori della Seleçao.

Per la Tunisia, invece, piccola gioia personale per Montassar Talbi, difensore del Lorient e autore del classico gol della bandiera. Nel secondo tempo, Pedro, ex attaccante della Fiorentina, chiude la partita con il quinto gol. Da segnalare anche gli “italiani” in campo, con Danilo, che ha giocato come terzino destro per 90 minuti, e Roger Ibanez, entrato al 78′.

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Europeo U21, definite le 16 partecipanti: ad ottobre il sorteggio

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Dove vedere Italia U21 - Inghilterra U21 in tv e in streaming

Si sono concluse quest’oggi le qualificazioni all’Europeo Under 21, in programma nei mesi di giugno e luglio 2023. Oltre a Georgia e Romania, che ospiteranno il torneo, avevano già ottenuto la qualificazione Inghilterra, Belgio, Francia, Italia, Germania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svizzera.

Gli ultimi 4 pass disponibili sono stati conquistati, invece, da Ucraina, Croazia, Israele e Repubblica Ceca. Il sorteggio dei quattro gironi, composti ognuno da 4 squadre, si svolgerà il prossimo 18 ottobre a Budapest. Le prime due squadre di ogni girone passeranno alla fase di eliminazione diretta, fino a raggiungere la finale dell’8 luglio.

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