Dove trovarci

Calcio e dintorni

GK Magazine, Jorge Campos: un numero 9 tra i pali

GK Magazine, Jorge Campos: un numero 9 tra i pali

“Non capisco che cosa significhino le dichiarazioni di Blatter. Se io sono in grado di giocare in due ruoli, è un vantaggio che il mio allenatore, se lo ritiene opportuno, ha tutto il diritto di sfruttare. Certo, in tutto il Mondiale, mi piacerebbe giocare almeno un quarto d’ora da attaccante. Sarebbe una soddisfazione personale”. Jorge Campos

In queste parole troviamo tutto Jorge Campos, portiere messicano e non solo. Questo numero 1, tra i più eccentrici della storia, poteva tranquillamente giocare anche da attaccante con ottimi risultati ma questo non gli fu permesso ai Mondiali FIFA del 1994 e del 1998. Ma andiamo con calma e rivediamo la carriera particolare di Jorge Campos, il portiere goleador.

GLI INIZI COL PUMAS E IL PERIODO DA ATTACCANTE

La prima squadra di Campos è il Pumas dove però si trova chiuso dall’esperto Rios. La sua volontà di giocare ugualmente e la personalità acuta che lo contraddistingue gli permettono di fare una cosa mai fatta prima. Campos chiede e ottiene di giocare come attaccante. Nel 1988 gioca un’intera stagione come riferimento offensivo della squadra di Città del Messico segnando 14 gol in 37 presenze. Questo bottino gli permetterà saltuariamente di giocare come attaccante in altre occasioni in carriera riuscendo ad arrivare al ritiro nel 2003 con 45 gol ufficiali. Il Pumas sarà inoltre la squadra con cui giocherà più anni: in totale 10 vincendo un campionato e una Coppa dei Campioni CONCACAF.

La sua prima stagione da professionista fu un preludio per quella che sarebbe stata la leggenda di Campos. Fu un portiere unico nel suo genere a partire dall’altezza. I 168 cm non aiutavano per niente il portiere messicano che però compensava con grande coraggio nelle uscite, spesso grezze ma efficaci, e con un’estrema agilità. I suoi voli plastici da palo a palo sono ancora oggi negli occhi degli appassionati. Vedere questo piccoletto che indossava divise variopinte e fantasiose, di due taglie più grandi, gettarsi sul pallone con tutto sé stesso per il Tricolor fu tra i momenti più iconici del Mondiale del 1994.

UN PORTIERE RIVOLUZIONARIO

Una volta tornato tra i pali Campos giocherà per molte squadre tra Messico e USA vincendo anche diversi trofei. Il suo palmarès cita 2 campionati messicani, 1 CONCACAF Champions League, 1 MLS e 1 Open Cup (entrambe i Chicago Fire) e 5 titoli di miglior portiere della lega messicana. Campos spesso col pallone in mano partiva auto-lanciandosi palla al piede per permette un attacco rapido alla sua squadra. La sua tecnica di base era sopraffina per un portiere come dimostra la sua capacità di giocare anche in attacco e questa era un arma in più che poteva portare anche ad evoluzione tattiche.

Durante le sue esperienze con l’Atlante, in particolare sotto la guida del tecnico La Volpe, grazie a Campos fu possibile introdurre dei movimenti difensivi ancora attuali. In fase di costruzione i due centrali si allargavano facendo salire i terzini e permettendo a Campos e al mediano che si abbassava di impostare. Questi movimenti sono basilari nella tattica moderna, consacrati per primi da Neuer e il Bayern Monaco, e in Messico grazie a questo portiere erano possibili già 25 anni fa

UNA LEGGENDA DEL MESSICO

Le esperienze per cui è maggiormente conosciuto Campos sono senza dubbio quelle in Nazionale. Con il Tricolor ha vinto le due Gold Cup del 1993 e del 1996 ma anche la Confederations Cup del 1999. Quest’ultima fu un successo speciale perché arrivato in casa per 4-3 contro il Brasile davanti a 110.000 persone all’Azteca. Campos divenne celebre grazie alla Nazionale con cui partecipò ai due Mondiali del 1994 e del 1998. In entrambi i casi gli fu vietato dalla FIFA di giocare come attaccante ma balzarono ugualmente all’occhio, oltre le divise sgargianti, anche le sue doti da portiere. Nel 1994 arrivo l’eliminazione ai rigori contro la Bulgaria di Stoichkov dopo aver vinto il girone dell’Italia mentre nel 1998 fu la Germania ai spezzare i sogni di gloria messicani.

Campos registrò 130 presenze con il Messico arrivando più volte vicino anche a vincere la Copa America e giocando con la numero 9 l’Olimpiade del 1996. Rimane tutt’ora il sesto in assoluto per presenze nella sua prestigiosa Nazionale.

CURIOSITÀ E GOL

Campos segnò uno dei suoi gol nella finale poi vinta di CONCACAF Champions League del 1988. Nel 1997 segnò in rovesciata. Il classe ’66 non ha mai nascosto la passione per l’oceano e per il surf tanto da ispirarsi ad esso per i suoi dribbling repentini e per le sue giocate taglienti.

Dopo il Mondiale del 1994 riuscì a strappare un ricco contratto dalla Nike partecipando anche al celeberrimo sport dove lui e altro grandi campioni degli anni ’90 dovevano difendere il calcio da guerrieri malefici. Le sue divise furono vietate dal Mondiale del 1998 mentre sempre col Pumas segnò il suo ultimo gol nel 1999.

El Brody a modo suo ha scritto la storia del calcio e del ruolo del portiere. Tutto ciò l’ha fatto con grande allegria e spensieratezza, caratteristiche che dovrebbero sempre essere alle basi del calcio. Ha compiuto quest’impresa dando un’identità simpatica ma anche decisa e vincente all’intero movimento messicano scrivendone capitoli importanti.

“Si dice che ogni squadra giochi con 10 uomini e un portiere: io, con Campos, ho 11 attaccanti” César Luis Menotti, CT del Messico (1991-1992) e allenatore dell’Argentina campione del Mondo del 1978

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altro in Calcio e dintorni