Connect with us

Calcio e dintorni

GK Magazine, Ricardo Zamora: semplicemente “el Divino”

Pubblicato

:

Zamora

Per descrivere questa storica personalità del calcio basti dire che è stato un portiere dal 1916 al 1938. Un periodo molto particolare sia per lo sport che per tutto l’aspetto di contorno. Ricardo Zamora è stato un portiere spagnolo che ha cambiato per sempre la concezione del ruolo, assegnandogli importanza e prestigio.

IL PRIMO VERO PORTIERE

Zamora come detto ha stravolto il ruolo dell’estremo difensore. Fino alla sua epopea il numero 1 era il giocatore di movimento meno dotato tecnicamente nella maggior parte dei casi. Il portiere catalano è riuscito a prendersi la ribalta essendo per lunghi tratti della sua carriera il giocatore più valoroso di tutta la Spagna. Fu capace di dare identità e importanza all’essere portieri introducendo anche tecniche basilari ai giorni nostri. Il suo gesto più famoso è la Zamorana, ovvero il bloccare il pallone al petto aiutandosi con gomiti e avambracci.

La sua tecnica è sopraffina per l’epoca e rappresenta la base dell’evoluzione del ruolo. Questa abbinata a una buona agilità e riflessi hanno fatto di lui un vero e proprio pilastro per le squadre in cui ha giocato. Per queste caratteristiche e le dimostrazioni straordinarie dell’epoca si è meritato il soprannome di el Divino. Zamora fu anche uno dei primi giocatori professionistici strappando dei contratti per giocare delle partite.

IN GIRO PER LA SPAGNA A CACCIA DI TROFEI

Zamora debutta nell’Espanyol a nemmeno 16 anni. Qui in totale giocherà 10 anni vincendo una Copa del Rey con un intermezzo al Barça di tre anni con la vittoria di altre 2 Copa del Rey. Nel 1922 ha rischiato di doversi ritirare per volontà del padre morente. Rientrando e scegliendo di tornare all’Espanyol fu squalificato per aver firmato nonostante fosse ancora del Barcellona.

La federazione non poteva fare a meno però del grande numero 1 e fu facilmente reintegrato. Dopo anni di resistenza cercando di rendere grande la Catalogna, ha ceduto alle ricche proposte del Real Madrid. Il suo passaggio ai Blancos per 150.000 pesetas fece molto scalpore tra i media, come trasferimento eccessivamente caro. Con il Real vincerà 2 LaLiga e 2 Coppe di Spagna. In quella del 1936 è leggendaria la parata all’ultimo secondo su Escolá del Barcellona. Grazie al suo intervento il Real vinse il trofeo per 2-1 dopo un match sofferto e giocato per la maggior parte del tempo in inferiorità numerica. Finì la carriera al Nizza in Francia nel 1938. Da allenatore vinse con l’Atletico Madrid i campionati del 1940 e del 1941.

SIMBOLO DELLA NAZIONALE SPAGNOLA

Il talento di Zamora era evidente fin dalla giovane età tanto che fu lui uno dei protagonisti dell’argento olimpico del 1920. Con carisma e fascino ha difeso la porta della Nazionale per 48 volte con 21 reti inviolate, decisamente una buona media per un’epoca in cui i gol erano molto più frequenti. Il punto più alto della sua carriera internazionale è stato il Mondiale del 1934. Qui la Spagna arrivò a stupire ben figurando in una competizione dove le favorite erano ben altre.

Da capitano guidò i suoi compagni a vincere contro il Brasile 3-1 parando anche un rigore. Ai quarti di finale ci fu il famoso scontro con l’Italia, paese ospitante della competizione. L’attacco italiano era indubbiamente tra i migliori al mondo con il grande Meazza a capeggiarlo. A sorpresa gli spagnoli riuscirono a bloccare gli azzurri, che per quel torneo vestivano in nero, e fu necessaria la ripetizione del match il giorno successivo.

Zamora fu grande protagonista fermando gli attacchi di Meazza, Orsi e Schiavio. Uno dei più grandi misteri della Coppa del Mondo è la causa che lo portò ad essere assente il giorno dopo. Si parlò di un infortunio nei 120 minuti ma dopo qualche tempo uscì l’indiscrezione che la sua assenza fosse fortemente voluta da potere forti, forse addirittura da Mussolini. Nogués non è dello stesso valore di Zamora e questa volta Meazza segna permettendo all’Italia di avanzare nella strada che la porterà a vincere il suo primo Mondiale.

ZAMORA: ICONA DENTRO E FUORI DAL CAMPO

Zamora fu il primo grande portiere spagnolo tanto è vero che il premio di miglior portiere de LaLiga è ancora oggi intitolato a lui. Fu primatista di presenze con la Spagna per quasi 50 anni prima dell’arrivo di Iribar e inoltre giocò alcune partite per la Catalogna. Durante la Guerra Civile fu arrestato dai repubblicani mentre i nazionalisti usarono la sua falsa morte come propaganda. Questo fa capire la valenza simbolica di Zamora, uno dei primi idoli sportivi che col suo grande carisma divenne un importante personaggio culturale.

Francisco Franco successivamente lo premiò con una medaglia di merito politico. È stato nominato il miglior portiere spagnolo del 20° secolo e nel 1929 fu protagonista di un’impresa. Era in porta con lo sterno rotto per la Spagna contro l’Inghilterra in una vittoria 4-3. Questa fu la prima sconfitta inglese inflitta da un Nazionale estranea alla Gran Bretagna. Morì nel 1978 trovando finalmente la sua dimensione che più gli si addice: quella divina.

“Se mi capita di entrare in chiesa, me ne sto a guardare il Cristo, a braccia spalancate, e penso che è là, con quel gesto, a parare i peccati del mondo. Devono arrivargli sul palmo come fucilate. Così, trovandomi in porta durante una partita, mi sembra di essere anch’io sopra un altare e stendo le mani, e mi piace ricordare Cristo quando prendo i palloni.” Ricardo Zamora

fonte immagine in evidenza: Google creative commons

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calcio e dintorni

Gelbison, la promessa di De Sanzo: “Daremo il massimo per salvarci”

Pubblicato

:

Juve Stabia

In una recente intervista rilasciata a SalernoSport24, Fabio De Sanzo ha parlato della sua nuova avventura in Serie C, alla guida della Gelbison. Il tecnico di Castrovillari, dopo l’esperienza alla Paganese, è ritornato ad essere protagonista nella terza serie professionistica italiana. Contro ogni aspettativa di inizio stagione, l’ex Acireale ha condotto la formazione di Vallo della Lucania in zona play-off. L’allenatore calabrese, però, vola basso: l’imperativo è la salvezza dei rossoblù.

L’intervista a Fabio De Sanzo

  • Cosa ha detto sin dal primo giorno al gruppo per portarli ad ottenere quattro successi di fila?

«C’era già una buona base di partenza anche perché mister Esposito ha lavorato bene. Ho trovato una squadra organizzata, una squadra importante. Ho inculcato un po’ di coraggio, di forza. Tra il suo metodo e il mio vi sono delle differenze però, ripeto, la base importante l’ha creata già lui, altrimenti sarebbe stato difficile lavorare così».

  • Quali sono le differenze di metodo?

«Lui predilige il possesso palla, la manovra, mentre io preferisco la verticalizzazione e l’aggressione alla palla».

  • Chi la sta impressionando della sua rosa?

«È un continuo conoscersi, anche perché sono passati due mesi dal mio arrivo e tanti giocatori non li conoscevo bene, se non Gilli e Cargnelutti su tutti. Però ci sono altre situazioni importanti. Ci auguriamo la crescita di giocatori come SaneKyeremateng e Graziani. Il reparto difensivo è quello che mi ha impressionato di più».

  • Una battuta d’arresto che può starci contro un avversario ostico come il Catanzaro. Da dove deve ripartire la Gelbison?

«Dalla convinzione dei primi 60’, dove abbiamo cercato di giocare non dico alla pari, ma all’altezza del Catanzaro. Secondo me, i primi 60’ sono stati giocati bene, con intensità, voglia, coraggio, però poi, alla lunga, la qualità sia di squadra che dei singoli del Catanzaro è prevalsa. È pur vero che stiamo parlando di una squadra costruita per vincere questa categoria ormai da anni. Il divario era molto ampio, ma onestamente sono orgoglioso dei miei ragazzi per come si sono comportati».

  • In cosa può migliorare la squadra?

«C’è sempre da migliorare. In convinzione soprattutto, nelle qualità che ognuno di noi ha e che deve sempre dimostrare, nell’orgoglio, nella caparbietà di credere in quello che stiamo facendo. Perché, in tutta onestà, in queste otto-nove partite con me in panchina, forse solo col Monterosi abbiamo toppato la prestazione. Dobbiamo migliorare nell’autoconvinzione, essere bravi e avere tanta umiltà».

  • Quando è stato scelto dal presidente, qual è stata la sua prima impressione? Cosa vi siete detti?

«Mi ha fatto tanto piacere, perché vuol dire che la scorsa stagione ha premiato la Gelbison ma anche l’Acireale, squadra che ha lottato per salire in C sotto la mia gestione. Approdare in terza serie con una diretta concorrente dell’anno precedente fa solo piacere. Vuol dire che il lavoro è stato apprezzato. Col presidente ci siamo detti che dobbiamo lottare per arrivare alla salvezza con le unghie e con i denti».

  • Qual è l’obiettivo stagionale?

«L’obiettivo è uno: arrivare salvi all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato».

  • Si sente di promettere qualcosa ai tifosi?

«Le aspettative, alla partenza, davano la Gelbison tra le vittime predestinate alla retrocessione. La mia promessa è quella di mettercela tutta per salvarci».

Continua a leggere

Calcio e dintorni

Inter, Antonio Pintus premiato per la stagione dello Scudetto

Pubblicato

:

Corsa scudetto, Milan-Napoli-Inter

Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid, è stato premiato oggi a Coverciano con il Cronometro D’Oro. Il premio si riferisce al lavoro svolto durante la stagione 2020/21, annata in cui era parte dello staff tecnico di Conte all’Inter, conclusasi con la vittoria dello Scudetto. Dopo aver ricevuto il premio, Pintus ha preso la parola per un discorso di ringraziamento. Ecco cosa ha detto:

Ringrazio lo staff tecnico dell’Inter per la stagione a cui fa riferimento questo Cronometro d’Oro. Tutti i miei ex collaboratori, il mister e soprattutto ricordo lo staff medico. Per riuscire ad avere risultati eccellenti, bisogna che ci sia un’assoluta integrazione tra gli staff. Ci deve essere onestà intellettuale, cosa che ho trovato all’Inter e non a caso sono stati raggiunti certi risultati. Mia moglie mi dà un equilibrio, sia nei momenti di euforia che di sconforto”.

Continua a leggere

Calcio e dintorni

L’esito degli esami per Mazzocchi: c’è distorsione

Pubblicato

:

Durante il ritiro della Nazionale, Pasquale Mazzocchi, terzino della Salernitana, ha dovuto abbandonare anzitempo l’allenamento per un problema al ginocchio destro.
Rientrato a Salerno, Mazzocchi si è subito sottoposto agli esami di rito, che hanno evidenziato una distorsione con interessamento del legamento.

Lo stop, indicativamente, sarà dalle 3 alle 6 settimane, una tegola decisamente pesante per Nicola e la sua Salernitana, per i quali Mazzocchi rappresenta un pilastro fondamentale.

Continua a leggere

Calcio e dintorni

La Russa si espone su San Siro e presenta il suo piano per il “doppio stadio”

Pubblicato

:

San Siro

Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, è tornato a parlare sul progetto del nuovo stadio di Milano, che dovrebbe vedere la demolizione di San Siro.

La Russa si è dichiarato totalmente contrario a tale demolizione, infatti pare che stia discutendo con il Sindaco Sala per cercare una soluzione che scongiuri ciò.

Ecco le parole, riportate da Daniele Mari su Twitter:

Al sindaco Sala, il piano economico che mi sono permesso di sottoporre prevede un risparmio di 500 milioni, il costo della demolizione, che si somma al risparmio di danni ambientali enormi”.

“Anzi c’è un vantaggio a mantenere come è esattamente lo stadio di San Siro e costruire accanto, come avviene in tante città europee e sudamericane, un altro stadio“.

“Il progetto dei due stadi è conveniente, assolutamente necessario e utile. Quando all’estero si parla di Milano le cose che si conoscono sono tre: il Duomo, la Scala e lo stadio San Siro. Continuo a ripetere che vi è compatibilità assoluta”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969