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GK Magazine: Thomas N'Kono, l'idolo di Gigi Buffon

Calcio e dintorni

GK Magazine: Thomas N’Kono, l’idolo di Gigi Buffon

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“Gli idoli di gioventù restano sempre idoli, anche a decenni di distanza. È sempre un piacere riabbracciare il mio amico Thomas N’Kono, colui grazie al quale sono diventato un portiere” Gigi Buffon

Sono queste le parole espresse recentemente su Twitter dal portiere del Parma in una foto che lo ritrae con Thomas N’Kono. Quest’ultimo ai più non dirà moltissimo ma ha fatto la storia del calcio africano e del ruolo del portiere, essendo stato un leggendario esponente del ruolo. Un numero 1 agile, carismatico e spettacolare che ha fatto innamorare del Camerun moltissimi tifosi durante i Mondiali a cui ha partecipato.

LA STORIA CON IL CAMERUN

I Leoni indomabili hanno rappresentato i migliori momenti nella carriera di N’Kono. Il portiere classe ’55 ha giocato 66 partite per la sua Nazionale partecipando a due Mondiali da titolare e vincendo la Coppa d’Africa del 1984. Il Camerun al mondiale spagnolo del 1982 divenne la prima squadra ad essere eliminata rimanendo imbattuta. Tre pareggi e un solo gol subito dall’Italia nel girone. Nello specifico contro gli Azzurri, N’Kono (anche capitano) si è mostrato spavaldo nelle uscite riuscendo con due riflessi su Collovati e Graziani a far strappare al suo Camerun un pareggio storico.

Il costante dualismo con Joseph-Antoine Bell, altro grande portiere camerunese, l’ha portato a perdere il posto durante la Coppa d’Africa del 1984 poi vinta con due match giocati. Una cocente sconfitta è stata quella ai rigori contro l’Egitto nella finale del 1986 ma il capitolo più glorioso della storia di N’Kono si è scritto in Italia.

ITALIA ’90: LA CONSACRAZIONE

Al Mondiale italiano il Camerun sembrava arrivato per fare una comparsa. Sorteggiato con i campioni del Mondo dell’Argentina sembrava spacciato e tutti avevano dimenticato la dignitosa prestazione di 8 anni prima. L’8 giugno 1990 si è scritta la storia: una delle più grandi sorprese nella storia. Nella partita di apertura il Camerun batte 1-0 in nove uomini l’Argentina di Maradona. Un gol di testa con un’elevazione straordinaria di Omam-Biyik è più che sufficiente per i Leoni indomabili, in estasi a fine partita.

N’Kono per tutti e 90 minuti gestisce con tranquillità tutti i tiri dell’albiceleste, dimostrandosi padrone della propria area di rigore. Si può notare sicuramente uno stile pittoresco, un po’ rustico ma incredibilmente efficace, simbolo della spensieratezza e della concretezza del calcio africano dell’epoca.

Le prodezze del rispolverato Roger Milla contro Romania e Colombia valgono la leggenda. Il Camerun è la prima africana di sempre qualificata ai quarti di finale. Lì l’Inghilterra, sotto fino a 8 minuti dalla fine, riesce a vincere 3-2 ai supplementari. Il Camerun lascia lo stadio di Napoli sotto una pioggia di applausi che faranno rivalutare per sempre il calcio africano.

N’Kono insieme a Milla è stato il simbolo di questa cavalcata. Le sue uscite e i suoi voli spettacolari sono stati i basamenti su cui fondare la strenua resistenza contro dei colossi mondiali. Maradona, Boniek e Valderrama; tutti ingabbiati dai Leoni indomabili.

BANDIERA DELL’ESPANYOL

La sua crescita come portiere è dovuta all’arrivo nello stato africano di Vladimir Beara, il portiere ballerino leggenda jugoslava degli anni 50-60. Questa figura è stata determinante nello sviluppo della carriera di N’Kono.

“Durante gli anni ’70 il governo del Camerun e quello della Jugoslavia avevano degli accordi commerciali e Beara arrivò nel mio Paese come nuovo allenatore della Nazionale. Io avevo 18 anni e avevo ancora una visione molto istintiva del ruolo del portiere. Ero come un chitarrista autodidatta che non sapeva leggere le partiture. Il merito di Vladimir fu di farmi maturare dal punto di vista tattico e tecnico. La lingua del calcio è universale. Ricordo che Beara creò un muro sul quale erano disegnati dei numeri: il mio compito consisteva nell’allenarmi contro quel muro, prima calciando il pallone nel punto in cui era segnato il numero che lui sceglieva, e poi provando a bloccarlo dopo il rimbalzo. In quel modo imparai a bloccare i tiri con una sola mano, una tecnica che poi avrebbe fatto imbestialire il mio allenatore nell’Espanyol, Javier Clemente”.

Con quegli allenamenti N’Kono prese il posto nel Canon Yaoundé con cui vince 5 campionati camerunesi e 2 Champions League africane. Dopo il Mondiale del 1982 arriva la svolta: all’età di 27 anni N’Kono firma per l’Espanyol. Con i periquitos è amore a prima vista: rimarrà a Barcellona 9 anni passando da momenti gloriosi ad altri più bui. Dal 3° posto della stagione 86-87 con annessa finale di Coppa UEFA persa con il Bayer Leverkusen l’anno dopo ai rigori, alla retrocessione nella stagione 88-89. Tutt’oggi, lo Zamora nero è l’ottavo di sempre per presenze nell’Espanyol, diventatone icona parando un rigore a Laudrup in un derby e vincendo numerosi riconoscimenti individuali.

Ancora oggi N’Kono è nello staff tecnico dei catalani avendo cresciuto negli anni diversi portiere come il suo successore e connazionale Carlos Kameni. Con lui in porta l’Espanyol ha toccato vette mai più raggiunte, arrivando ai vertici del calcio europeo battendo anche squadre come il Milan di Sacchi e l’Inter di Trapattoni.

FINE CARRIERA E CURIOSITA’

Dopo un paio di anni in Spagna in Segunda División che gli sono valsi la convocazione per il terzo Mondiale, ha scelto di chiudere la carriera in Sudamerica. Negli ultimi tre anni al Bolivar ha vinti due campionati boliviani registrando il record di imbattibilità tutt’ora in essere nel paese in altura.

Entrato poi nello staff della Nazionale è riuscito a vincere da vice-allenatore la Coppa d’Africa del 2002 nonostante l’arresto in semifinale con l’accusa di magia nera. Lo gettare in campo un oggetto fu interpretato come un rito contro il Mali, ma fu portato via dalla polizia insieme al CT Schäfer. Il Camerun sconfisse il Mali 3-0 e andò poi a vincere la coppa vendicando il suo corpo tecnico.

N’Kono portò in Europa un modo innovativo di fare il portiere, con uscite spavalde quasi sudamericane ma al tempo stesso mirate ed efficaci. La sua agilità gli permetteva di aver un’esplosività tale da compensare i 183 cm di altezza che oggi per un portiere sarebbero impensabili. La sua elevazione combinata alla sua presa ferrea nei tiri fecero di lui un esponente di spicco dell’epoca. D’altronde in lui guardando qualche vecchio video si può notare qualche somiglianza con Buffon, che ha sempre dichiarato come N’Kono fosse il motivo per cui ha indossato i guantoni per la prima volta.

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)

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Contatto tra Zhang e Sala per San Siro: l’Inter attende garanzie

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Inter

Nella giornata di oggi c’è stata una telefonata tra Steven Zhang, presidente dell’Inter, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, per trattare il tema San Siro. In questo contatto, Zhang ha confermato l’idea proposta dal sindaco di Milano e l’AD Alessandro Antonello che optano per la ristrutturazione dello stadio, ma vuole chiarezza. Infatti l’Inter, stando a quanto riporta ANSA, attende dal sindaco meneghino delle garanzie rispetto al piano, proposto da WeBuild, di ristrutturazione della Scala del calcio. In particolare chiede chiarezza riguardo al costo e alle condizioni necessarie, come per esempio l’entità del restauro, se soft o seria, oppure la possibilità di giocare al Meazza anche durante il rifacimento. Inoltre, i nerazzurri vogliono sapere di chi sarà la proprietà dello stadio dopo il restauro, dal momento che non si sa ancora se sarà dell’Inter o del Milan.

Proprio per queste incertezze i nerazzurri stanno portando avanti il progetto di costruire un nuovo stadio a Rozzano, più precisamente nell’area Cabassi. Infatti, qualora questo progetto andasse a buon fine, certamente lo stadio sarebbe di proprietà dell’Inter e, durante la costruzione, potrebbe giocare a San Siro senza complicazioni o restrizioni in termini di pubblico. Tuttavia, molto probabilmente, l’opzione di costruire un nuovo stadio da zero sarebbe più dispendiosa in termini monetari e, per questo, l’Inter Zhang non avrebbero abbandonato l’idea di rimanere a San Siro.

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Curva Nord dell’Inter coinvolta nell’ultimo album di Kanye West

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La Curva Nord, tifo organizzato dell’Inter, è presente nell’ultimo album rilasciato da Kanye West, noto rapper statunitense, insieme a Ty Dolla $ign. In particolare la “voce” della curva della Beneamata compare all’interno della dodicesima traccia, intitolata “Carnival” dell’album “Vultures 1″, uscito il 9 febbraio.

Come si può osservare nei crediti di “Carnival” su Genius, sito web dedicato alla musica di tutto il mondo, la Curva Nord è citata sotto la voce “choir vocals”. Infatti i tifosi dell’Inter hanno registrato dei veri e propri cori per questa canzone di Kanye West. Il particolare interessante è che per registrare questa “melodia”, la quale accompagna la voce dei cantanti per tutta la canzone, i due rapper hanno invitato degli esponenti della Curva Nord in studio con loro. Inoltre hanno registrato insieme ai tifosi nerazzurri anche un videoclip.

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adidas presenta l’UCL Pro Ball London, il pallone della fase ad eliminazione diretta della Champions League 2023/24

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La Champions League si appresta ad entrare nel vivo con l’inizio della fase ad eliminazione diretta. A tal proposito, adidas ha svelato il pallone da gioco ufficiale che verrà utilizzato durante questa importantissima fase della competizione. Si tratta dell’UCL Pro Ball London, che farà il proprio debutto a partire dalle gare di andata degli ottavi di finale e verrà poi utilizzato fino alla finalissima di Wembley del prossimo 1º giugno.

Il pallone celebra l’anfitrione della finale, la città di Londra, con una grafica vibrante che raffigura due leoni ruggenti che combattono tra le stelle. Il leone è il simbolo della ricca storia e cultura dell’Inghilterra e della sua capitale, ma rappresenta anche il coraggio e la forza dei calciatori oltre che la maestosità del trofeo più ambito del panorama calcistico europeo.

Oltre al nuovo design grafico, il pallone è dotato di una serie di tecnologie adidas a elevate prestazioni, studiate per fornire ai calciatori una precisione millimetrica. Infatti, l’innovativa texture della superficie PRISMA offre ai migliori talenti del calcio europeo una tenuta di palla ancora più precisa. Il rivestimento esterno, invece, garantisce un grip sicuro e il controllo completo, mentre la decorazione termosigillata è sinonimo di prestazioni d’eccellenza.

Proseguendo la partnership con Common Goal, adidas devolverà l’1% delle vendite nette globali di palloni da calcio a iniziative di cambiamento sociale duraturo in comunità svantaggiate, contribuendo con questo sport a creare un futuro migliore e più inclusivo.

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Ibrahimovic a sorpresa a Sanremo, Amadeus lo pungola: “Sei in prima fila, ma non primo in classifica”

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ibrahimovic sanremo

IBRAHIMOVIC SANREMO – Durante la prima serata della 74esima edizione del Festival di Sanremo si attendeva un ospite a sorpresa, che poi si è rivelato essere Zlatan Ibrahimovic, già all’Ariston durante il Festival del 2021.

IBRAHIMOVIC A SANREMO: LO SCAMBIO DI BATTUTE CON AMADEUS

L’ormai ex attaccante svedese, che da metà dicembre ricopre un ruolo nella dirigenza del Milan come “Senior Advisor della proprietà RedBird“, è sbucato direttamente dalla platea e distribuendo “santini” con la sua foto al pubblico presente. Poi è salito sul palco e ha iniziato un divertente siparietto con il conduttore dell’evento, Amadeus: “Che ci fai qui? Quanti anni hai?“, la domanda di Ibra. “61“, la risposta del conduttore del Festival. “Io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo… Sono venuto qui per proteggerti, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?“, le replica dello stesso Ibrahimovic.

Il dialogo tra i due continua, con Ibrahimovic che chiede se può andare a occupare il palco d’onore: “Ci si è seduto solo Mattarella“, sottolinea Amadeus. “E quanti gol ha fatto?“, la battuta pronta di Ibra. Poi, a conclusione, la frecciata di Amadeus (noto tifoso dell’Inter, ndr): “Ti ho riservato un posto in prima fila anche se non sei primo in classifica…“, a cui sono seguite le risate del pubblico presente all’interno del teatro.

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