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Giovani per il futuro

Gli under 21 italiani titolari nelle prime tre giornate di Serie A

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I dieci talenti da seguire in Serie A

GLI UNDER 21 ITALIANI TITOLARI NELLE PRIME TRE GIORNATE DI SERIE A – Il 22 settembre la nostra nazionale Under 21 sarà impegnata in amichevole a Pescara contro i pari età dell’Inghilterra. Un importante test contro un avversario di livello per meglio preparare i nostri giovani all’Europeo di categoria la prossima estate. Per il ct Nicolato potrebbe essere l’occasione per provare alcuni degli Under 21 italiani che sono scesi in campo da titolari in queste prime giornate di Serie A.

Gli under 21 italiani titolari nelle prime tre giornate di Serie A

Partiamo subito con un giovane talento le cui ottime prestazioni non fanno più notizia. Per Destiny Udogie, infatti, questa dovrebbe essere la stagione della definitiva consacrazione. L’esterno dell’Udinese, ma già promesso sposo del Tottenham, dopo i suoi 5 gol e 3 assist della scorsa stagione, ha già trovato la via del gol la scorsa giornata contro il Monza. Gol e prestazione da migliore in campo che hanno permesso alla squadra di Sottil di agguantare i tre punti.

Un altro giovane di sicuro avvenire è Samuele Ricci. Il mediano del Torino si distingue dagli altri under 21 italiani per aver giocato tutti i minuti di queste prime tre giornate di Serie A. Regista dotato di tecnica (91% di passaggi riusciti in queste prime giornate) ma anche di sostanza e dinamismo (sotto l’ala di Juric non poteva essere altrimenti). Il suo curriculum fa presagire un futuro da top assoluto. Già in campo una volta con la nazionale maggiore di Roberto Mancini, dopo aver giocato in tutte le selezioni giovanili, miglior giovane del campionato di Serie B 2020/21 e titolare indiscusso sia con l’Empoli che con il Torino durante il suo primo campionato di Serie A lo scorso anno.

Come non parlare poi di Fabio Miretti, il classe 2003 su cui Allegri e la Juventus stanno puntando fortemente. Già messosi in luce da subentrato contro Sassuolo e Sampdoria, il giovane centrocampista bianconero ha giocato la sua prima presenza da titolare contro la Roma, figurando come uno dei migliori in campo. Con Allegri che ha speso solo parole al miele per lui nel post partita.

Gli under 21 italiani – i giovani di Atalanta ed Empoli

Atalanta ed Empoli sono due società che fanno del loro settore giovanile il loro punto di forza. Nel caso dei bergamaschi non possiamo non pensare, per esempio, a Scalvini, il giovane centrale che ormai è entrato stabilmente nelle rotazioni di Gasperini. In verità il giovane di cui andremo a parlare non è Scalvini (che non è ancora partito dal primo minuto in questa stagione), bensì Caleb Okoli. Il difensore centrale classe 2001 si è ritagliato uno spazio anche grazie alle assenze forzate di Palomino e Djimsiti. Ma è senza dubbio in grado di dire la sua in Serie A. Una prova è il fatto di essere stato uno dei protagonisti della promozione della Cremonese la scorsa stagione.

L’Empoli ha invece fatto esordire la scorsa giornata il 19enne Tommaso Baldanzi. Trequartista mancino dalla tecnica eccezionale, Baldanzi ha messo a referto ben 24 gol e 14 assist nelle 55 partite con l’Empoli primavera. Con la Diez sulle spalle, è stato uno dei protagonisti dello storico scudetto primavera dell’Empoli della stagione 2020/21, in cui è stato decisivo in finale con due gol e un assist.

Gli under 21 italiani – Hellas Verona e Monza le più virtuose

Sono però Hellas Verona e Monza le società che hanno schierato più giovani dal primo minuto finora. Ben due a testa. Nel Monza ha esordito in Serie A Filippo Ranocchia, come Miretti, talento scuola Juve. Di ruolo mezzala, Ranocchia è dotato di grande tecnica e dinamismo, nonché di ottime doti di inserimento, che lo rendono pericoloso anche in zona gol. Sa inoltre calciare indistintamente sia col destro che col sinistro.

L’altro giovane del Monza è invece Andrea Carboni, uno degli under 21 italiani con più esperienza. Abbiamo già imparato a conoscerlo al Cagliari e, sebbene sia un classe 2001, vederlo titolare in Serie A non fa più tanto scalpore. Sono già infatti 54 le presenze in massima serie per lui tra Cagliari e Monza.

Per quanto riguarda l’Hellas Verona, sono due i giovanissimi scesi in campo dal primo minuto finora. Tra questi c’è anche il più giovane di questa lista. Diego Coppola ha infatti esordito da titolare contro il Bologna a 18 anni 7 mesi e 24 giorni. In forze all’Hellas da quando aveva nove anni, dopo il Bologna, Coppola è sceso titolare anche contro un cliente scomodo come l’Atalanta, giocando in entrambi i casi per 90 minuti.

L’altro giovane è Filippo Terracciano. Anch’egli classe 2003, ha ben sfruttato l’occasione data dall’infortunio di Faraoni per ben figurare sull’out di destra contro l’Atalanta, nonostante, nelle giovanili dei gialloblu, ricopra il ruolo di centrocampista centrale.

Sono quindi ben nove, dunque, gli under 21 scesi in campo da titolari dopo sole tre giornate. Nicolato può dunque scegliere anche fra di loro per il match contro l’Inghilterra. Sperando che possano fare il salto di qualità e tornare utili anche per la nostra nazionale maggiore.

 

 

 

 

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Calcio e dintorni

Chi è Alejandro Baldé, il nuovo astro nascente della Masia

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Baldé

Barcellona ci sanno fanno con i giovani e, dopo l’arrivo di Xavi, stiamo assistendo alla nascita di tante nuove stelle dal settore giovanile. Nell’ultimo ventennio abbiamo apprezzato tanti nomi usciti dalla cantera blaugrana, con i vari Messi (arrivato dall’Argentina ma passato per le giovanili), Iniesta, Xavi Hernandez, Piqué, Pedro, Busquets. Tutti questi nomi hanno fatto la storia recente degli azulgrana, con i primi tre in particolare che hanno stupito agli ordini di Pep Guardiola, quando il Barcellona dominava incontrastata in Europa. Uno di quei giocatori è oggi il tecnico di quella squadra e, oltre agli esperti provenienti dalla cantera, sta cercando di tirare fuori altri grandi nomi proveniente dalla Masia. Uno di questi talenti, il cui nome ancora non è altisonante come dovrebbe, è quello di Alejandro Baldé, terzino sinistro titolare di Xavi.

ALEJANDRO BALDE, CARRIERA E CARATTERISTICHE

Parlare di carriera per un 2003 è forse un azzardo ma, come alcuni tra i migliori del Barcellona, Baldè è da sempre in maglia azulgrana.

Come scritto nella descrizione: “Alejandro Baldè che segna su calcio di punizione nel 2015 con il Barcellona. Aveva solo 12 anni”.

Il giovane terzino sinistro, cercato anche dall’Inter in estate, è in grado di agire su tutta la fascia mancina ed è considerato da tutti il nuovo Jordi Alba. Questo ragazzino, in questo inizio di stagione, ha proprio scalzato l’esperto connazionale dal ruolo di terzino titolare e sta ripagando la fiducia di XaviDopo i primi 6 match di Liga è il miglior assistman della competizione, con 3 assist in 5 presenze. Baldè, oltre ad un ottimo piede per servire assist e mettere dentro i cross, vanta una velocità fuori dal comune che gli permette di interdire l’azione avversaria dietro per poi arrivare subito dopo a crossare sul fondo.

A BARCELLONA HA CONQUISTATO TUTTI

In questa pausa nazionali il giovane terzino sinistro ha fatto il suo debutto con la nazionale spagnola under 21 ed ha giocato insieme a Nico Gonzalez, altro canterano scuola blaugrana. Nell’ultimo match di Liga prima della pausa, il giovane classe 2003 ha servito 2 assist in un solo tempo contro l’Elche e si è guadagnato l’amore di tutti i tifosi blaugrana.

BARCELLONA, GENERAZIONE D’ORO

Con Xavi alla guida, oltre ad Alejandro Baldépotremmo assistere alla nascita di diversi nuovi astri dalla cantera. Tutti conosciamo, ed abbiamo già potuto ammirare diverse volte, Pedri Gavi. Questi due giovani centrocampisti, insieme al terzino 2003, sono già in pianta stabile e spesso titolari con il Barcellona nonostante la giovane età. Oltre a loro c’è il ‘nuovo Messi’ Ansu Fati, che sta ritrovando man mano la forma migliore. Nell’ultimo periodo abbiamo sentito parlare di Yamal, giovane 2007 che si è già allenato in prima squadra, mentre nel finale della scorsa stagione abbiamo letto di Ilias Akhomach, ala classe 2004.

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Calcio Internazionale

Chi è Mudryk, la stellina ucraina obiettivo delle big d’Europa

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CHI È MUDRYK, LA STELLINA UCRAINA OBIETTIVO DELLE BIG D’EUROPA – Il calcio ucraino è finalmente ripartito dopo i difficilissimi mesi legati alla guerra. La ripresa del campionato e l’inizio della Champions League, dove è impegnato lo Shakthar, ha restituito al popolo ucraino un po’ di leggerezza dopo la tensione dell’ultimo periodo. Ed in più, ha permesso anche di scoprire un nuovo talento: Mychajlo Mudryk. Il giovane classe 2001 si è messo in mostra soprattutto in Champions dove in due partite è riuscito a mettere a segno altrettanti gol e assist. Prestazioni di alto livello che hanno attirato le attenzioni delle big di Premier League e anche del Real Madrid, prossimo avversario europeo degli ucraini. A tal proposito, andiamo a scoprire chi è Mudryk.

L’INIZIO DI CARRIERA

Nato a Krasnograd, città ucraina dell’Oblast di Kharkiv, una delle zone maggiormente interessate dalla guerra, Mudryk comincia fin da giovanissimo a giocare a calcio. Nel 2010, all’età di 9 anni, comincia a muovere i primi passi nelle giovanili del Metalist, dove viene impiegato già da esterno sinistro. Il suo viaggio in giro per l’Ucraina prosegue al Dnipro e poi allo Shaktar, dove si trasferisce nel 2016.

Con il club arancionero debutta in Youth League e in prima squadra di prima di una serie di prestiti. Passa prima all’Arsenal Kyiv e poi al Desna Cernihiv, dove si affaccia per la prima volta al grande calcio europeo debuttando in Europa League. Con l’arrivo di De Zerbi, fa ritorno allo Shakhtar, stavolta per giocare stabilmente in prima squadra.

Qui dimostra tutto il suo valore e la sua personalità, che gli consentono di prendersi la scena sul palco scenico più importante d’Europa. Le belle prestazioni in Champions League infatti, daranno la svolta alla carriera di Mudryk, con le big europee interessate e il prezzo che già cresce.

CARATTERISTICHE

Mudryk è un esterno sinistro offensivo molto veloce e dotato tecnicamente. In profondità risulta imprendibile per i suoi avversari, ma è anche capace di crearsi l’azione da solo grazie alla sua grande abilità nel dribbling. Mancino di piede, si dimostra anche freddo nella finalizzazione. Altre importanti qualità sono visione di gioco ed altruismo, infatti ha dimostrato di non disdegnare l’assist piuttosto che il gol.

Un vero e proprio talento, destinato a fare le fortune dei grandi club europei. Un talento che ormai è sotto gli occhi di tutti, tanto da portare l’attuale ds dello Shaktar, Dario Srna, ad affermare: “Nel suo ruolo è il terzo miglior giovane al mondo dietro a Vinicius Jr e Mbappé.

Un’investitura importante dunque, per un ragazzo che ha dimostrato di non sentire la pressione nei momenti importanti. Nonostante la giovane età sta già accumulando esperienza. Quella in corso è già la sua seconda Champions League disputata, e grazie al suo rendimento è già entrato nel giro della nazionale ucraina, con cui ha sfiorato anche la qualificazione ai Mondiali in Qatar.

SCENARI PER IL FUTURO

Il nome di Mudryk è finito inevitabilmente sul taccuino delle squadre di mezza Europa. Lo Shakhtar intanto già si sfrega le mani e ha fissato il prezzo del suo gioiellino a 50 milioni di euro. Un prezzo sicuramente non alla portata di tutte, ma che potrebbe valere la pena di spendere.

Le prime a muoversi sono state le squadre di Premier League, con l’Everton che ha già messo sul piatto 30 milioni per portarselo a casa, offerta poi rifiutata. Sempre in Inghilterra c’è la forte concorrenza anche di Liverpool, Arsenal, Brentford, Newcastle e Chelsea, pronte a fare sul serio già nella sessione di gennaio.

C’è anche un’italiana interessata ed è la Juventus. I bianconeri potrebbero puntare forte su di lui, vista la forma non impeccabile di Di Maria e il rientro di Chiesa che continua a slittare. Infine c’è da registrare l’interessamento del Real Madrid, sempre più intenzionato a ringiovanire la rosa con gli innesti dei Galacticos del futuro, come ad esempio Vinicius, Valverde, Camavinga, Rodrygo e Tchouameni. I Blancos di Ancelotti, avranno modo di osservare Mudryk più da vicino nelle prossime settimane, in occasione nel doppio confronto in Champions League proprio con lo Shakhtar.

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Calcio Internazionale

Boca, ennesimo giovane promettente: chi è Valentin Barco?

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Il Boca Juniors è sempre stato una fucina di talenti che, a livello nazionale ed internazionale, si sono dimostrati validi. Questa volta la nuova promessa si chiama Valentin Barco. Quest’ultimo, terzino sinistro di grande prospettiva, è uno dei nomi più caldi che, attualmente, il calcio sudamericano ha a disposizione. Il ragazzo classe 2004 ha già qualche presenza con la prima squadra degli Azul y Oro e con i ragazzi della Primavera sta giocando molto bene. 

GLI ESORDI E IL DEBUTTO DI BARCO CON IL BOCA

Fame e tanta voglia di dimostrare le sue capacità, queste sono le parole adatte per descrivere questo calciatore. 

“Si alzava alle cinque del mattino per studiare, poi andavamo a La Candela e tornavamo alle 10 di sera – ha spiegato sua madre, Patricia – Ci sono stati momenti in cui avevamo solo i soldi per la benzina e per il pedaggio. Andava ad allenarsi anche quando aveva la febbre”.

Valentin Barco nasce a 25 de Mayo, comune in provincia di Buenos Aires distante 220 Km da quest’ultima, il 23 luglio 2004. Si avvicina al mondo del pallone molto piccolo e gioca nella squadra del suo paese: il Sp. Las Parejas. Nel 2013, Barco, viene notato dal Boca che lo aggrega al proprio settore giovanile. Nel 2014 diventa perno anche della Nazionale Argentina della sua età. 

All’età di 16 anni, Barco, firma il suo primo contratto da professionista con il Boca Juniors. Con quest’ultimi debutta con la prima squadra, giocando come titolare il 17 luglio 2021, contro l’Union. Grazie alle sue giocate ed alla sua pericolosità Barco si è, già, conquistato il cuore dei tifosi xeneizes. Nei minuti giocati il quarto esordiente più giovane nella storia del Boca non ha fatto notare la propria inesperienza. Le sue sgaloppate sulla fascia sono il suo marchio di fabbrica, il ragazzo ha una capacità di saltare l’uomo molto interessante. 

BARCO COME MARCELO, TALENTO DIROMPENTE

Valentin è un terzino moderno: molto bravo nella ricerca della profondità ma bravo anche nel ripiegare indietro. La propensione di Barco è chiaramente offensiva, votata alla profondità, suo primo pensiero, e alla conquista del campo. Il giovane xeneize desidera avere il controllo della situazione. In fase di non possesso è molto abile a comunicare con i suoi compagni ed a chiudere con scioltezza

Il ragazzo è ancora molto giovane per essere considerato un campione, ma se le qualità sono queste, non è detto che non lo diventi. Corsa, grinta e lettura di gioco, queste sono alcune caratteristiche di Valentin Barco, giovane stellina del Boca Juniors. Nonostante la giovane età ci sono diversi club europei su di lui, tra cui il Manchester City. Non è difficile immaginare che, se il talento rimane questo, sarà il suo nome uno di quelli più gettonati durante il calciomercato dei prossimi anni. 

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Champions League

Champions League atto II: alla scoperta di Jutglà e Okafor

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Champions League

Chiude i battenti, sempre garantendo il consueto spettacolo, anche la seconda giornata di Champions League, con nuove promesse alla ribalta. Martedì sera, nonostante un confronto serrato tra tante new entry di questa edizione, la palma di migliore della serata la riceve Ferran Jutglà. Un gol e un assist che riassumono una prestazione spettacolare, nella strabordante vittoria per 4-0 del Club Bruges sul Porto. Un bottino di tutto rispetto per l’attaccante iberico classe 1999, con un passato al Barça. Nella serata di mercoledì, invece, brilla la stella di Noah Okafor, che segna la sua seconda rete in due partite di Champions League, punendo il Chelsea, dopo averlo fatto già col Milan. Se il RedBull Salisburgo ha iniziato a fare paura a molte big europee negli ultimi anni, grandi meriti vanno all’attaccante svizzero.

FERRAN JUTGLÀ

Ferran Jutglà si affaccia al mondo del professionismo con la maglia del Valencia. Dopo qualche anno di “gavetta“, la scorsa estate il Barcellona lo pesca tra gli svincolati e lo aggrega alla sua formazione B. Nel corso dell’anno, arrivano ben 5 presenze con la squadra maggiore. Relativamente poche, anche perchè nel suo ruolo c’è molta concorrenza. Ma abbastanza per guadagnarsi le attenzioni di molti club europei.

Ad una prima occhiata, il profilo fisico di Ferran Jutglà potrebbe trarre in inganno. Con i suoi 175 cm per poco meno di 80 kg, potrebbe apparire una classica ala, tecnica ma esile, destinata a soffrire l’avversario. Invece, il modo di giocare di Jutglà non solo non rispetta queste aspettative, ma addirittura le ribalta. Jutglà si muove in campo con la grinta e la fisicità di chi si galvanizza cercando il contrasto fisico. Il paragone con un toro di Pamplona potrebbe essere una bella metafora, senonché che la sua città natale, Sant Julià de Vilatorta, si trova dal lato opposto della Spagna settentrionale. Molto più inerente un paragone con i diavoletti che animano i tradizionali correfocs della Catalunya: ideale, per un catalano di nascita come lui.

Nell’esordio in Champions League, il suo Club Bruges ha trionfato di misura sul Bayer Leverkusen. Nella seconda, ha deciso di fare le cose in grande. Come dimostra la vittoria per 4-0 all’Estadio Do Dragao.

Jutglà è stato un elemento portante del match in terra lusitana. Dopo 13 minuti si incunea tra Pepe e Joao Mario, guadagnadosi un penalty, che insacca con un destro imprendibile per Diogo Costa. Ma è nel secondo tempo che mette la firma più importante. Dopo solo 2 minuti dalla ripresa delle ostilità, riceve da Vanaken al limite dell’area, resiste alla pressione della difesa ed esce dalla gabbia di quattro avversari servendo un assist in scivolata per l’accorrente Sowah, che sigla la rete del raddoppio.

Viene sostituito dopo 75 minuti di gioco: abbastanza per gaudagnarsi il premio di Player of The Match, assegnato dalla UEFA.

NOAH OKAFOR

Di Noah Okafor già parlato lo scorso anno, quando ha iniziato a mettere, con una certa regolarità, il suo nome tra quello dei marcatori di Champions League. Al fianco di Adeyemi, pescato dal Borussia Dortmund come erede di Haaland, ha dato sfoggio di ottimi spunti e tanta personalità. Senza l’enfant prodige, ora in Germania, ora il peso dell’attacco verte con molta più forza su di lui. Ed Okafor ha dovuto adattarsi a questa nuova dimensione da giocatore copertina degli austriaci.

Attaccante rapido e polivalente, Okafor non è un centravanti di peso, ma spesso gioca come tale, sfruttando il suo fisicismo. È una punta mobile, che abbina dinamismo a ottime basi tecniche. La sua abilità principale, indubbiamente, è il dribbling con il quale riesce a superare agilmente anche gli avversari più solidi. Si trova spesso a giocare spalle alla porta perchè ama portare palla, aiutare la manovra e puntare l’uomo. La sua azione caratteristica, in questo senso, si realizza quando riceve palla al limite dell’area, guadagna posizione con il corpo e tenta il dribbling secco in un solo tocco, con l’obiettivo di beffare il difensore in marcatura. Ma, quando serve, indossa anche i panni del rapinatore d’area di rigore e sfrutta gli errori di posizionamento dei difensori avversari, per agire da finalizzatore.

Nella rete di Stamford Bridge si mette in mostra proprio questa seconda capacità. Adamu sfugge sulla destra a Thiago Silva e serve una palla bassa al centro dell’area. Okafor arriva in corsa, crea distanza con Azpilicueta, che lo vede arrivare alle spalle ed incrocia col destro superando Kepa. A 15 minuti dal termine, il Chelsea viene colta di sorpresa dal numero 77 degli austriaci ed il contraccolpo è tanto forte, che fino al 94′ i blues non riusciranno più a violare i pali di Kohn.

CONFRONTO TRA I DUE

Nel Club Bruges, dopo le prime 6 gare, Jutglà ha già siglato 5 gol. In Belgio ha trovato un ambiente ospitale che punta su di lui. Le sue doti spiccatamente offensive, sposandosi con l’indole iberica ad un calcio di possesso, hanno reso Jutglà una prima punta leggera, che il tecnico Hoefkens utilizza come vertice alto nel tridente. Ma quando c’è da far gol, lo spagnolo non si tira indietro. Ottimo tiratore con entrambi i piedi, possiede anche un grande stacco aereo, che lo rende un buon colpitore di testa. Ed è, comprensibilmente, un buon tiratore dalla distanza, dato che spesso gioca palla anche a 25/30 metri dalla porta. Il suo tiro è preciso e teso, spesso un rasoterra che cerca di baciare uno dei due pali.

Okafor è certamente molto più affermato a livello europeo, perchè ha già collezionato 12 presenze e 5 gol in Champions League. Lo scorso anno vi abbiamo parlato di un giocatore con ottimi spunti e tante buone prospettive di crescita, ma ancora acerbo e poco continuo. Un giocatore che, insomma, era abituato ad essere la sopresa dell’ultim’ora, la scintilla, piuttosto che una certezza. Con l’addio di Adeyemi, si è dovuto inevitabilmente responsabilizzare. Ed è diventato lui il leader offensivo della squadra austriaca, con un ruolo da chioccia per tanti giovani profili, pronti  stupire in futuro.

Si tratta, di fatto, di due giocatori molto simili tra di loro. Entrambi sono partiti come attaccanti laterali, in una posizione che valorizza le loro abilità, per poi diventare centravanti puri. Jutglà, sebbene sia più grande, è all’inizio di questa nuova avventura come “numero 9“. Okafor, invece, sembra essere già integrato in tale ruolo e sta sviluppando una leadership tale, da essere un totem sia nel club che nella nazionale.

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