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FIGC, Gravina interviene nuovamente sui giovani: le sue parole!

FIGC, Gravina interviene nuovamente sui giovani: le sue parole!

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport è tornato sul tema dei giovani. L’Italiapost Mondiale 2006, ha iniziato a vivere una crisi per il mancato ricambio generazionale. Negli ultimi due Mondiali gli azzurri non sono riusciti ad accedere alle fasi finali della competizione, scatenando una polemica sui pochi giovani presenti in Serie A. Il presidente della Federazione è proprio intervenuto su questo problema. Il suo pensiero è che ci siano tanti giocatori talentuosi, ma poco spazio a livello di club.

GIOVANI DI PROSPETTIVA

Gravina ha parlato in primis dei giovani di prospettiva: “Sono diversi anni che Under 17, Under 19 e Under 21 si qualificano alla fase finale degli europei. Siamo pieni di ragazzi di talento che a parità di esperienze contro le altre nazionali hanno quasi sempre la meglio”. 

POCO SPAZIO NEI CLUB

Il presidente della FIGC ha poi continuato paragonando i giovani italiani a quelli esteri: “Dopo i 20 anni i giovani degli altri paesi trovano spazio nei club al contrario dei nostri e si perdono. Mancini mi ha detto che sui 54 ragazzi visionati il 90% potrebbe giocare in un club di Serie A. Servirebbe pazienza come in un caso simbolo”.

MODELLO TEDESCO

Gravina ha poi continuato parlando di una possibile soluzione derivante dal modello tedesco. In Germania, infatti, è obbligatorio schierare giovani del proprio vivaio. Attualmente, come sottolineato dal presidente della FIGC, è difficile capire se sarà applicabile, soprattutto per le richieste dei club ed il decreto crescita. Le parole di Gravina: “Dobbiamo capire se il sistema tedesco che obbliga a schierare giovani del proprio Paese e del vivaio sia applicabile da noi. Ma se mentre parliamo di questo, nel frattempo c’è chi chiede di aumentare il numero di extracomunitari fino a 8 o 10, allora si fa fatica davvero. I limiti al decreto crescita? Un altro simbolo delle contraddizioni tra dire e fare: vogliamo più italiani e una Nazionale che non fallisca mai più una qualificazione mondiale e poi si cerca di andare a prendere giovani stranieri a condizioni più vantaggiose per tutelare solo i propri legittimi interessi economici”.

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