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Guardiola e quella femme fatale chiamata Mondiale: chi potrebbe accoglierlo?

Guardiola e quella femme fatale chiamata Mondiale: chi potrebbe accoglierlo?

Che Pep Guardiola non sia un allenatore da zero a zero sia dentro che fuori dal campo è noto a tutti, ma questa volta il tecnico dei citizen ha davvero spiazzato tutti.

Intervenuto ad un evento online organizzato in Brasile dalla società di servizi finanziari brasiliana “XP Investimentos” il guru del calcio moderno non ha lasciato spazio ad interpretazioni:

Dopo sette anni in questa squadra (il Manchester City ndr), penso che mi prenderò una pausa. Dovrò vedere cosa abbiamo fatto e valutare le motivazioni per il futuro. Mi piacerebbe allenare una nazionale: magari sudamericana. Voglio fare l’esperienza di una Copa America

Una dichiarazione che ha aperto scenari inimmaginabili fino a pochi giorni fa. Due anni per tentare gli ultimi assalti a quella Champions League sfuggitagli in finale lo scorso anno. Da quando ha lasciato Barcellona, non è più riuscito a vincerla, per un motivo o per un altro. Unica “macchia”, se così si può chiamare, di una carriera costellati di successi che ha rivoluzionato il calcio moderno.

ALLA RICERCA DI UNA NUOVA SFIDA

Il 30 giugno 2023, giorno in cui scade il suo attuale contratto con il Manchester City, è ancora piuttosto lontano. Non ci sarebbe da meravigliarsi se poi, alla fine, Pep cambiasse idea. Anche se per arrivare a questo punto ,possiamo benissimo immaginare che l’idea gli ronzasse in testa da molto tempo.

Allora, prendendo per certo il suo addio alla Premier League, quale sarebbero le federazioni che potrebbero permettersi il suo ingaggio mostre da 27 milioni a stagione? Praticamente nessuna.

https://www.instagram.com/p/CS18ZNSsU5Z/

Se si pensa che, attualmente, il ct più pagato in Europa è Hans Flick con i suoi 5 milioni a stagione garantitigli dalla DFB, la scelta del tecnico ex Bayern e Barcellona non sarebbe di certo di natura economica ma, piuttosto, sarebbe spinta dalla voglia di cimentarsi in una nuova sfida.

Con la maggior parte dei contratti dei ct in scadenza dopo i mondiali di Qatar 2022, tutte le nazionali, sia per ambizione che per prestigio, sarebbero pronte ad accoglierlo a braccia aperte.

DOVE VA PEP?

Guardiola, però, è Guardiola sopratutto grazie al lavoro quotidiano con i suoi calciatori.  Lavoro che, per ovvie ragioni temporali, non sarebbe replicabile in una selezione. Seguendo questo discorso, la nazionale che sin da subito si integrerebbe con le idee di Pep sarebbe la sua Spagna, da cui ha già incassato l’endorsement dell’attuale ct Luis Enrique secondo cui non esisterebbe ct migliore per sostituirlo alla guida delle Furie Rosse per continuare quel lavoro di rinnovamento, iniziato dopo l’addio della generazione d’oro, che ha già portato risultati considerevoli.

Altra ipotesi plausibile potrebbe essere quella dei Tre Leoni. In Inghilterra nonostante l’ottimo lavoro di Southgate, che dopo la delusione cocente della finale persa contro l’Italia punta ad essere ancora tra i favoriti in Qatar, sarebbero più che entusiasti di vederlo a Londra. Andrebbe ad abbracciare un ambiente e soprattuto calciatori che già conoscono la sua filosofia di gioco o che non vedrebbero l’ora di lavorare con lui (vedi Kane).

IDEA ROMANTICA

Difficile vederlo in altre nazionali in Europa anche se, un’idea romantica sarebbe quella di vederlo sulla panchina dell’Olanda del suo mentore Johan Cruijff in modo da raccoglierne, dopo quello fatto con il Barça, il testimone anche con gli Orange. Ma questa, ad oggi, sembra un’ipotesi molto fantasiosa.

Dall’altro lato del mondo, però, c’è chi potrebbe fare al caso di Pep. Una sfida che lo coinvolgerebbe a 360 gradi  sia a livello tecnico che umano, dettaglio da non sottovalutare quando si parla di un estremo ammiratore del fútbol sud americano come Guardiola .

A quelle latitudini le uniche due squadre che potrebbero stuzzicarlo sarebbero, neanche a dirlo, Brasile e Argentina, le uniche pronte a consegnargli una squadra di livello con cui puntare a vincere sin da subito con gli occhi puntati al Mondiale di USA-Messico del 2026.

ROAD TO 2023

Prendendo in prestito le parole di Luciano Spalletti, vedere Guardiola sulla panchina di una nazionale ad un Campionato del Mondo sarebbe Un’esperienza arrapante” per migliaia di tifosi, ma anche per i suoi detrattori, che sicuramente rimarrebbero incatenati d’avanti allo schermo per ammirare l’ultima grande rivoluzione di Pep.

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)

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