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Calcio Internazionale

Haaland in Italia? Le parole del padre

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Haaland

Erling Håland sta continuando a stupire tutti nella sua esperienza al Manchester City. Più che stupire, possiamo dire confermarsi. Il norvegese ha già realizzato 14 gol nelle prime 10 uscite stagionali con i citizens e non sembra intenzionato a fermarsi. Nelle ultime ore sono uscite delle interessanti dichiarazioni da parte del padre dell’ex Borussia Dortmund che hanno fatto molto discutere.

*LE PAROLE*
“Penso che Erling voglia mettere alla prova le sue qualità in tutti i campionati. Quindi potrebbe giocare in ciascun campionato per tre o quattro anni al massimo. Potrebbe passare due anni e mezzo in Germania, due anni e mezzo in Inghilterra e poi in Spagna, Italia e Francia, no?”

Frasi che sicuramente non renderanno contenti i tifosi del Manchester City ma che fanno invece sognare i tifosi delle big di Serie A.

Alf-Inge Håland ha spiegato anche il suo trasferimento in estate proprio nel club allenato da Pep Guardiola.

“Nella nostra lista pensavamo che fosse la squadra migliore. Il Bayern Monaco era la numero due, il Real Madrid la numero tre, il PSG la numero quattro. Altre squadre inglesi, che vanno abbastanza bene, ci volevamo, come Liverpool e Chelsea. Poi c’era il Barcellona. Tutte erano più o meno allo stesso livello per noi“.

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Messico

Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calcio Internazionale

Argentina, Messi: “L’errore dal dischetto ci ha sbloccato”

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Argentina, Messi parla al termine della partita contro la Polonia

Un’altra grande vittoria per l’Argentina e per il suo totem Leo Messi, la cui prestazione è stata però macchiata dal calcio di rigore, neutralizzatogli da Szczesny. Questo episodio ha fortificato, però, i ragazzi dell’albiceleste, i quali hanno incanalato la partita nella maniera migliore. Queste sono le sue parole: “Paradossalmente dopo il rigore sbagliato abbiamo acquisito ancora più forza, siamo stati bravi a sbloccare la partita e a incanalarla nella direzione che volevamo. Ora pensiamo all’Australia, con cui sarà senza dubbio durissima, anche se l’importante era fare quest’altro passo.

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Calcio Internazionale

Konaté commenta la sconfitta della Francia: “Odio perdere”

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Konaté

Dopo la sconfitta contro la Tunisia, il difensore francese Ibrahima Konaté si è espresso così ai microfoni di BeIN Sport: Odio perdere. Non posso dire che ci siano stati troppi cambiamenti, se siamo qui oggi, non possiamo giocare con quella scusa. Non eravamo al livello, abbiamo sprecato troppo”.

Queste le parole del difensore del Liverpool, che poi ha subito voluto voltare pagina pensando al prossimo avversario della Francia.

“Dobbiamo concentrarci sulla prossima partita, restare uniti e dimenticare quel piccolo errore. Che sia Argentina, Messico o chiunque sia, sarà una partita difficile”.

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Calcio Internazionale

Arabia Saudita-Messico 1-2, le pagelle del match: Chavez MVP

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Messico

Il Messico batte 2-1 l’Arabia Saudita ma viene eliminato ugualmente a causa della differenza reti. Partita subito scoppiettante con chance da una parte e dell’altra. Subito Vega si trova a tu per tu col portiere ma Al-Owais esce e chiude miracolosamente. L’Arabia risponde con una punizione di Kanno alta di poco. El Tricolor prende in mano il pallino del gioco e chiude la squadra di Renard nella sua metà campo. Pineda va vicino al gol in due occasioni, mentre Lozano e Vega cercano spesso l’imbucata decisiva o il dribbling per creare superiorità in attacco. Nel finale però è Al Buraikan ad andare vicino al gol di testa dopo un cross interessante di Al-Ghannam.

Il secondo tempo è un’altra musica. Al 48′ passa subito in vantaggio il Messico: calcio d’angolo allungato di tacco da Montes e Martin appoggia in rete da due passi. Dopo neanche cinque minuti raddoppia con un calcio di punizione straordinario Chavez. Sentendo anche del successo dell’Argentina, la squadra di Martino spinge per il terzo gol. Lozano da fuori ci va vicino ma Al-Owais respinge all’angolino. Un’altra occasione clamorosa e sui piedi del bomber Martin che al volo dal limite dell’area piccola spedisce alta un’altra sponda di Montes. Chavez per un soffio non trova la doppietta su punizione. Il Messico continua a spingere e Antuna non riesce a segnare nemmeno a porta vuota dopo un’azione personale devastante di Lozano. Sempre il giocatore del Napoli spara sul portiere avversario una punizione dal limite ma al 95′ a spegnere le speranze è il gol di Al-Dawsari dopo una disattenzione difensive.

LE PAGELLE DELL’ARABIA SAUDITA

Al-Owais 6: pronti via e chiude in uscita su Vega e poi rischia aspettando troppo per un’uscita. A volte troppo scenografico si distingue però per una buona prestazione anche sulla punizione di Chavez parte in ritardo.

Al-Ghannam 5,5: disattento fin da subito in fase difensiva, riesce a dare il suo contributo in attacco con qualche sovrapposizione interessante ma mai decisiva. (dal 88′ Bahebri s.v.).

Al-Amri 5: più in difficoltà rispetto al compagno di reparto ma tiene anche lui il primo tempo. Nella ripresa cala alla distanza compiendo anche errori banali.

Al-Tambakti 5,5: tiene bene a bada Martin ma soffre e fa quel che può nel limitare l’avanzata prepotente della squadra avversaria. Il secondo tempo è un incubo come per tutta la sua squadra.

Al-Boelahi 6: adattato a sinistra come terzino riesce a contenere bene Lozano. Deve abbandonare il campo anzitempo a causa di un infortunio. (dal 37′ Sharahili 5: con il suo ingresso in campo cala notevolmente la difesa dell’Arabia. In mediana prova a tappare i buchi ma è spesso in ritardo).

Abdulhamid 6: dopo aver giocato terzino le prime due, viene spostato sulla linea di centrocampo. Non sfigura e anzi sfrutta la sua velocità per fare delle importanti incursioni palla al piede.

Al-Hassan 5,5: soffre la rapidità dei centrocampisti messicani, nello specifico Chavez che lo fa ammonire e va più volte al tiro indisturbato. (dal 46′ Madu 5: entra per dare più solidità ma la squadra crolla appena l’arbitro fischia l’inizio del secondo tempo e lui non tiene i ritmi degli attaccanti avversari).

Kanno 5,5: giganteggia a centrocampo, sembra veramente di un’altra categoria. Anche in posizione più avanzata è un catalizzatore di palloni ma nel secondo tempo perdendo l’uomo sul calcio d’angolo.

S. Al-Dawsari 6: il trascinatore delle ultime due partite fallisce la gara più importante. Nonostante Sanchez non sia in forma non sfonda mai su quella fascia. Nel finale segna un gol storico, il suo terzo ai Mondiali.

Al-Buraikan 5,5: dopo le molte energie spese nelle prime partite questa sera è un po’ più statico e riceve meno palloni. Ha ugualmente due chance discrete che non sfrutta a dovere per delle mancanze tecniche.

Al-Shehri 5: riceve pochi palloni e non aiuta molto il centrocampo in difficoltà. In generale prova dei dribbling improbabili e fallisce passaggi importanti per mandare in porta i compagni. (dal 62′ Al-Oboud 6: con la sua velocità prova a tenere qualche pallone in una situazione disperata per l’Arabia).

 

LE PAGELLE DEL MESSICO

Ochoa 6: assolutamente inoperoso per tutto il primo tempo. Anche nel secondo non deve compiere interventi particolari ed è incolpevole nel gol.

Sanchez 5,5: il giocatore dell’Ajax sembra sempre in affanno e sbaglia anche controlli semplici o comunque i suoi inserimenti vengono ignorati. (dal 86′ K. Alvarez s.v.).

Montes 7: non corre grossi rischi in difesa e amministra bene il palleggio da dietro. La sua altezza lo aiuta parecchio nel gioco aereo e con un colpo di tacco fa un assist importantissimo.

Moreno 5: l’ex Roma non deve fare alcun tipo di intervento particolare e come il compagno di reparto amministra bene il pallone. Nel finale sbaglia incredibilmente dimenticandosi degli avversari e permettendo il gol all’Arabia.

Gallardo 6: spinge molto a sinistra trovando buone combinazioni con Vega e arrivando spesso al cross. Il suo contributo lo rende un’arma in più in zona offensiva.

Pineda 6,5: oggi è la sorpresa di formazione e la sua vivacità rende più offensivo il Messico. Prima conclude debolmente e poi di testa ha una grande chance. Lui è l’uomo pericoloso quest’oggi. (dal 77′ Rodriguez s.v.).

E. Alvarez 5,5: ammonito dopo un quarto d’ora, lui che è uno specialista in fase di interdizione, soffre e non riesce a padroneggiare in mediana anche a causa di Kanno. (dal 86′ Funes Mori s.v.).

Chavez 7: è vivace a centrocampo anche se a volte troppo frettoloso. Sciorina qualità a centrocampo e dopo l’ennesimo tiro trova un super gol su punizione. Ci prova sempre su calcio piazzato ma questa volta ci va solo vicino.

Lozano 6: prova a caricarsi la squadra sulle spalle ma da solo non può fare tutto. Mette in mezzo palloni interessanti e poi prova anche da fuori ma trova attento Al-Owais.

Martin 6,5: il centravanti dell’America non arriva mai primo sul pallone e nel primo tempo non si vede mai. Nella ripresa cambia tutto quando si trova nel posto giusto per appoggiare in rete il gol del vantaggio. (dal 77′ Jimenez s.v.).

Vega 6: ha un’occasione clamorosa dopo pochi minuti ma la fallisce. Guizza con numeri interessanti sulla fascia e dialoga bene con Gallardo. (dal 46′ Antuna 6: il suo ingresso permette fin da subito una maggiore imprevedibilità. La mossa di Martino si rivela così vincente anche se si mangia il gol qualificazione a porta vuota).

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