Dopo la fine della quarantena il Milan è stato senza ombra di dubbio la squadra più in forma del campionato. La squadra ha iniziato a giocare un bel calcio e ad ottenere i risultati che sono valsi la qualificazione all’Europa League. Ora, per non buttare quanto di buono fatto nella seconda parte della stagione scorsa, i rossoneri hanno investito sul mercato, aggiustando qua e là la rosa. Da Tonali a Brahim Diaz, passando per la conferma di Ibra, Maldini ha operato molto bene, ma il vero colpo potrebbe essere già in casa. Hakan Calhanoglu, dopo un inizio non entusiasmante, sembra essersi trasformato nel giocatore che tutti i tifosi del Diavolo aspettavano qualche stagione fa. Ecco un focus sulla trasformazione attraversata dal turco, da oggetto misterioso a vero Diez.

Fonte: profilo instagram @hakancalhanoglu

DA MONTELLA A PIOLI PASSANDO PER GATTUSO

La maglia numero dieci, si sa, ha un certo peso e non tutti hanno le spalle larghe abbastanza per portarla. Dopo averla vestita brillantemente con la maglia del Bayer Leverkusen, Calhanoglu l’ha chiesta e ottenuta anche in rossonero, nell’estate del 2017. Il turco è stato uno dei numerosi colpi messi a segno dal duo Fassone-Mirabelli, uno di quelli più intriganti visto l’ottimo rendimento ottenuto in Germania. Contrariamente a quanto auspicato però, l’impatto di Calha con la Serie A è stato piuttosto deludente, complice anche la difficile collocazione in campo. Montella lo schierava spesso come interno di centrocampo, costringendolo a giocare lontano dalla sua zona preferita, la trequarti. L’arrivo di Gattuso gli ha permesso di fare il primo grande miglioramento, soprattutto per via della grande stima che il tecnico calabrese nutriva nei suoi confronti.

La vera svolta è avvenuta però lo scorso anno, con Pioli in panchina e soprattutto Ibrahimovic a fargli compagnia in mezzo al campo. L’intesa tra Zlatan e Hakan è forte sia sul rettangolo verde che fuori, come dimostrano diversi scatti postati sui social da entrambi i giocatori. Pioli inoltre ha adottato un modulo che consente al Diez di dare libero sfogo alla sua fantasia. Nel 4-2-3-1 del Milan infatti i due mediani consentono al trequartista di giocare moltissimi palloni e di trascurare parzialmente la fase difensiva. Le ottime doti balistiche di Calhanoglu, unite agli inserimenti con e senza palla gli hanno permesso di realizzare già 13 goal e 11 assist nelle 35 partite giocate con il tecnico emiliano. Finalmente l’ex Leverkusen è diventato un giocatore centrale nella manovra rossonera, quasi imprescindibile.

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Rollin @hakancalhanoglu

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IL NUOVO CALHANOGLU

Oltre al notevole miglioramento a livello di numeri, il maturamento sul piano del carattere è stato evidentissimo. Il ragazzo che dava quasi l’impressione di essere spaesato alle sue prime presenze in A ha lasciato posto ad un calciatore in grado di trascinare la squadra. Ne è un esempio chiaro la partita di Europa League contro il Bodo, rivelatasi molto più ostica del previsto per la compagine meneghina. L’assenza di Ibrahimovic e la sfacciataggine dei rivali hanno complicato non poco i piani di Pioli, ma Calha ha sfoderato una grandissima prestazione, impreziosita da due goal fantastici e un assist geniale. Ora al dieci turco manca solo una cosa per consacrarsi definitivamente come grande interprete del ruolo: un trofeo. Inutile dire che tutta la sponda rossonera del Naviglio si augura che quel momento possa arrivare il prima possibile.

(Fonte immagine di copertina: profilo instagram @hakancalhanoglu)