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Pagelle GP Belgio: l’Hammertime conquista il Belgio, per Vettel un buon secondo posto

Pagelle GP Belgio: l’Hammertime conquista il Belgio, per Vettel un buon secondo posto

Gestire la tensione. Quella di una gara tutto sommato tranquilla ma potenzialmente sempre sul punto di regalare spettacolo. Quarantaquattro giri vissuti sul filo dei decimi, quelli che Vettel, almeno secondo il parere dei tecnici Mercedes, poteva tirare fuori dal taschino per andare a prendere Hamilton, quelli che dopo l’ennesimo scontro tra Perez e Ocon (prendersi dentro nella discesa verso l’ingresso della Eau Rouge… è evidente che non siete poi così felici di stare sulla Terra) e la conseguente Safety Car vengono rimessi in ordine dall’Hammertime dell’inglese che resiste a Vettel concedendogli l’esterno della Les Combes alla ripartenza dopo la neutralizzazione e poco altro.

Tra 6 giorni c’è Monza, 9 punti separano Vettel ed Hamilton, in una pista da sempre atipica per gli ingegneri (le squadre usualmente portano un aggiornamento aerodinamico a bassissimo carico specifico per il “tempio della velocità”) e che solleciterà i motori come mai fino ad oggi.

Hamilton 10

La Mercedes è un fucile in questa pista, fatta di due sole staccate importanti e con molte curve ad ampio raggio che favoriscono una buona stabilità e carico aerodinamico alle medie-alte percorrenze. Ma Lewis è in forma smagliante già dalle libere: con le soft dimostra nelle libere un passo-gara favoloso e nell’ultimo cambio gomme le privilegerà alle altre mescole, in qualifica tira fuori un giro perfetto dal nulla, festeggiando il suo 200esimo Gran Premio in Formula 1 con Pole (68 in carriera, come Michael Schumacher) e vittoria. Resiste a Vettel quando il ferrarista si avvicina a distanza di tiro, la Safety Car non lo scompone più di tanto. Diabolico.

Vettel 9

Ci prova in tutti i modi a raggiungere Hamilton: in partenza, sul passo gara, con le strategie (rientra due giri più tardi nel primo stint allungando quello con le ultra-soft). Dopo il contatto tra Perez e Ocon rientra e sceglie le ultra-soft per gli ultimi 10 giri, scelta che si rivela corretta ma nonostante un passo-gara di giri da qualifica, Lewis lo tiene sempre a debita distanza dall’usare il DRS. Ha fatto il possibile, ha fatto il nuovo record della pista in gara, un secondo posto giustissimo e le aspettative per Monza sono altissime.

Ricciardo 8

Con una macchina che sul dritto soffre follemente, tira fuori una prestazione attenta e diligente, senza pretese di andare a prendere i due marziani là davanti e chiudendo sul podio. Sarebbe stato interessante vedere come se la sarebbe cavata Verstappen che per quest’anno sembra fare da parafulmine dai guai ma Daniel porta a casa comunque il massimo risultato possibile in una gara piuttosto piatta in fatto di eventi.

Bottas e Raikkonen 5

Per un motivo o nell’altro si fanno scippare da Ricciardo (che sul rettilineo del Kemmel va piuttosto piano) un terzo posto fatto e finito. Kimi fa un po’ come gli pare con le (doppie) bandiere gialle esposte proprio sul Kemmel, dove Verstappen ha parcheggiato per la sesta volta in un anno il “toro rotto”, e si becca uno stop-and-go che gli fa perdere un’epoca. Bastava alzare il piede 5 secondi e con tutte le probabilità avrebbe evitato penalità e “What do you mean?” in radio. Bottas invece si addormenta durante la ripartenza della Safety e si gioca il podio così. Una Finlandia che ha qualcosa da rimproverarsi. Nota a margine però il remake del famoso sorpasso di Hakkinen a Schumacher ormai ben 17 anni fa, “nice work Kimi”.

Le Force India 3

Va bene lasciare liberi di duellare i propri piloti, va bene tollerare qualche contatto, del resto il primo avversario di un pilota è il suo compagno di squadra, quello con la stessa macchina. Ma già Baku doveva essere un campanello d’allarme bello squillante, oggi quel campanello è una sirena da attacco aereo. Tralasciando i punti buttati via, hanno rischiato seriamente di farsi male, la discesa dell’Eau Rouge è storicamente un punto dove è meglio farsi gli affari propri preparando magari in vista di un attacco per Les Combes che storicamente è il punto migliore di Spa per sorpassare. Ma te, Esteban Ocon che cerchi di imitare Webber contro Alonso (dalla parte sbagliata per giunta) e te, Perez che gli chiudi la strada senza tanti problemi, ci pensate che state facendo a schiaffi prima della curva più difficile del Mondiale a 300 e rotti km/h? Sarà ora che il team cominci a calmare i suoi due alfieri, se non è già troppo tardi.

Alonso 7

“Embarrassing”. Continua la sequela di “parole dolci” da parte di Nando verso lo sciagurato motore della Honda. Anche perchè se arrivi allo speed trap a 303 km/h mentre gli altri passano agilmente i 315 sei una bicicletta in mezzo alle moto. Poi, con la storia che si poteva provare a fare Pouhon in pieno (quindi sui 280 km/h stimati) gli è impazzita la centralina durante le qualifiche perchè ci era riuscito. Ora, per l’anno prossimo ai piani alti è tutto sbarrato ed il sedile della Williams è scomodo non poco. Pessima situazione, ormai ci scherza persino sopra. Almeno aveva fatto un’ottima partenza, almeno quello. Intanto Vandoorne ha beccato 65 posizioni di penalità per aver cambiato mezzo motore durante il weekend, tra poco toccherà anche a lui. Magari lo faranno partire direttamente dal vecchio anello.

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