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Io so parlar d’amore

Samir Handanovic non è mai stato un personaggio di tante parole. Sarà per il carattere, sarà perché ha sempre preferito parlare con i fatti. Con le parate, che tante volte hanno sorretto e protetto l’Inter. E con i rinnovi, ultimo dei quali quello firmato venerdì, che lo ha legato ai nerazzurri fino al 2021.

THROWBACK

Era il 2012 quando il portiere sloveno approdava a Milano dall’Udinese, pronto a prendere l’eredità, pesante, di Julio Cesar. Fiducioso di poter giocare, con i nerazzurri, la Champions: quella Champions sfiorata con l’Udinese l’estate prima, contro un Arsenal oggettivamente fuori portata.

Le cose vanno bene per lui e per l’Inter di Stramaccioni, almeno nei primi mesi, culminati in quel 3-1 dello Juventus Stadium. Poi gli infortuni di alcuni uomini chiave, una squadra che pian piano va alla deriva e affonda fino al nono posto. Mentre la “sua” Udinese centra il quinto posto, chiudendo la stagione, peraltro, con un roboante 5-2 a San Siro.

Mazzarri, Mancini, De Boer, Pioli. Cambiano gli allenatori, ma non cambiano i risultati. Ad una stagione, quantomeno parzialmente, positiva ne segue una disastrosa. L’Europa dei grandi manca e tante squadre europee possono far gola. Ma Samir resta, evidentemente per una sconfinata fiducia nel progetto (se così si può chiamare) nerazzurro e per amore verso i colori, celato in quel volto così poco espressivo ma testimoniato dai fatti.

LA VOLTA BUONA?

Disordine societario, squadra disunita, risultati scadenti e altalenanti. Tutti questi problemi sono stati neutralizzati, almeno per ora, da Luciano Spalletti. Non solo un allenatore estremamente capace, ma una figura carismatica che all’ambiente nerazzurro mancava da tempo.

E i risultati si stanno vedendo. Squadra ai piani alti della classifica e ancora imbattuta. Merito di una difesa solida, guidata dalla rivelazione Skriniar, e dello stesso Handanovic, salvifico in più occasioni e decisivo per far portare a casa i tre punti in situazioni complicate. Un esempio subito nella prima giornata contro la Fiorentina, quando impedisce a Babacar di ridurre il punteggio da 2-0 a 2-1. Oppure contro il Crotone, quando salva miracolosamente su un colpo di testa di Rohden sul punteggio di 0-0. E altri ancora, fino alla parata di sabato scorso su Pavoletti.

Il rinnovo di venerdì fino al 2021 è l’ennesimo segno di fiducia verso società e squadra, una squadra mai come quest’anno, forse, con tutti i mezzi per poter finalmente tornare in Champions League.

UN RECORD DA BATTERE

Raggiungere la Champions, continuare la lunga, prestigiosa tradizione dei portieri interisti, diventare una bandiera. Ma non solo. Handanovic ha anche un’altra missione, ancora più personale. Battere il record di rigori parati in Serie A stabilito da proprio da un’altra icona nerazzurra, Gianluca Pagliuca: 24 penalty salvati nella massima serie italiana. 22, invece, quelli parati da Handanovic, 9 dei quali in nerazzurro. Inutile dire che battere il record di un ex nerazzurro con la maglia dell’Inter avrebbe un sapore ancora più speciale.

Poche parole. Freddo fuori, almeno all’apparenza, ma indubbiamente capace di far trasparire emozioni. Ogni tanto con un sorriso, come quello che ha accompagnato il suo rinnovo. E soprattutto con i fatti: sei stagioni in nerazzurro, che possono diventare nove nel 2021. Nonostante le difficoltà, nonostante le apparenze: Handanovic e l’Inter ancora insieme.

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