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Hazard, al Real un folletto dalla Vallonia

La chiamata dal Real Madrid arriva ad Eden Hazard nell’estate del 2019 e il belga accetta d’istinto. D’altronde come rifiutare quando viene offerta la maglia numero 7 indossata da leggende come Cristiano, Raúl o Butragueño? Se poi si tiene in considerazione che il sogno di Hazard era quello di giocare con la camiseta blanca non bisogna stupirsi della sua scelta.
Centoquindici milioni: una cifra che si fa fatica a scrivere, figuriamoci a sborsare. Ma se resti orfano del miglior giocatore degli ultimi decenni e sei alla ricerca di un nuovo fenomeno capace di fare esultare il Bernabeu sei disposto al sacrificio.
La strada verso la consacrazione personale di Eden però parte qualche migliaio di chilometri più a nord di Madrid, in un Paese che negli ultimi anni ha avuto la fortuna e l’abilità di mettere insieme una generazione dorata di talenti: il Belgio.

I PRIMI CALCI

Gli Hazard vivevano in una casa che dava su un campo da calcio ed è lì che Eden e il fratello Thorgan iniziano a dare i loro primi calci ad un pallone prima che Eden inizi a calcare i campi del Tubize, squadra dell’omonima cittadina alle porte di Bruxelles, ad appena quattordici anni. Giocando per il Tubize Eden riesce a farsi notare da diversi club e sebbene riceva offerte dallo Standard Liegi e dall’Anderlecht, sua squadra del cuore, cede infine alla proposta del Lille.
Les Dogues rappresentano probabilmente il compromesso perfetto per un giovane come lui: ottiene la possibilità di mettersi in gioco in un campionato più importante della Pro League e al contempo ha la propria famiglia a poco più di un’ora in auto.

DIVENTARE GRANDE

Al Lille il giovane belga dimostra la sua abilità con entrambi i piedi e mette a segno la sua prima rete con la maglia del LOSC contro l’Auxerre in una stagione che lo vedrà scendere in campo ben 36 volte.
Il gol più importante della sua giovane carriera Hazard lo segna nel 2010 contro il Liverpool di Benítez, consentendo ai suoi di vincere l’andata degli ottavi di finale di Europa League.
Alla fine della stagione Hazard vincerà per la seconda volta di fila il premio di miglior giovane dell’anno in Ligue 1, traguardo trascurabile se confrontato al successo della stagione 2010-2011 che lo incorona campione di Francia proprio con il Lille che lo sta facendo maturare. Le 23 reti nella stagione successiva fanno drizzare le antenne dei club di mezza Europa.

LONDON CALLING

Ad avere la meglio nella corsa all’attaccante belga nell’estate del 2012 è il Chelsea di Abramovich che, fresco vincitore della Champions League, vuole regalarsi una nuova stella e spende 35 milioni di euro per portare il belga a Stamford Bridge.
Così come all’epoca del suo trasferimento al Lille, anche in questo caso Hazard valuta i pro e i contro dei club che gli si propongono prima di scegliere. È certamente entusiasmante ricevere richieste da Real, Barça o Manchester United. A ventun’anni però la squadra che gli può dare più continuità è il Chelsea.
I campioni di Europa gli assicurano che sarà al centro del progetto e il ragazzo si convince a firmare il contratto che lo renderà grande.
Alla terza giornata di Premier League timbra per la prima volta il cartellino contro il Newcastle. A fine stagione i gol totali saranno 13 ma ciò in cui Hazard si distingue sono gli assist:  24 in 62 partite.
Il folletto belga sarà decisivo anche in Europa League, competizione vinta quell’anno proprio dal Chelsea, segnando nel ritorno dei sedicesimi di finale contro lo Sparta Praga e con un assist agli ottavi contro la Steaua Bucarest.

TRA MOU E CONTE

Nella stagione successiva sotto la guida di Mourinho contribuirà a regalare al Chelsea la sua quinta Premier, confermandosi assieme a Ivanović e Terry una delle colonne portanti dei Blues nel 2015.
Proprio quel Mourinho che un anno prima l’aveva punzecchiato dicendogli che non si sacrificava abbastanza
per la squadra, si gode adesso uno dei migliori attaccanti in circolazione.
La deludente annata 2015-2016 relega i campioni ad un anonimo decimo posto in classifica e le aspettative
di Hazard di riscattarsi ad Euro 2016 con il suo Belgio vengono disattese da una deludente
eliminazione per mano del Galles. A Lione, durante l’Europeo, Eden incrocia Antonio Conte che a breve lascerà la Nazionale volando a sulla panchina Blues.

Il 3-4-3 di Conte porterà i londinesi alla vittoria del titolo. Nonostante la posizione da falso nueve non renda sempre felice Hazard, il belga rivela al Guardian di aver intuito l’abilità del tecnico
salentino già durante l’Europeo. “Ho giocato contro l’Italia ad Euro 2016 ed è stato difficile abbattere la loro
difesa, anche se abbiamo tenuto il possesso per gran parte della gara. Lo stile di gioco di Conte qui mi permette di
orientarmi di più sull’aspetto offensivo”.
Con un altro allenatore italiano alla prima esperienza inglese, Sarri, vincerà la sua seconda Europa
League prima di salutare definitivamente la Premier per il trasferimento più importante: quello al Real
Madrid.

De Madrid al cielo

Torniamo quindi all’inizio della nostra storia. La scelta che avrebbe dovuto portare Eden nell’olimpo del calcio si è finora rivelata sbagliata per entrambe le parti.
Il Bernabeu che attende il belga per la sua presentazione è stracolmo e tutti si auspicano che il nuovo numero sette possa ripetere le gesta dei suoi predecessori. Le aspettative però vengono presto disattese: con il Real Hazard ha segnato solamente 4 gol in in due stagioni, facendo discutere più per le sue vicissitudini in infermeria che per le prestazioni in campo.

Lo strano caso di Eden

Dal suo arrivo al Real Hazard ha saltato per infortunio 56 partite in due anni a causa di dieci diversi infortuni. Per fare un paragone al Chelsea aveva saltato per infortunio 21 partite in sette anni.
È evidente che ci sia qualcosa che non va con Eden e l’ultima volta che lo si è visto dalle parti di Madrid è stato il 13 marzo contro l’Elche. Il belga entra in campo per gli ultimi quindici minuti e il giorno dopo da Valdebebas arriva l’ennesima doccia fredda: infortunio al muscolo psoas e stop di almeno un mese.
Lo stesso Zidane non si sa spiegare cosa succeda al suo giocatore: “gli sta succedendo qualcosa, non si è mai infortunato così tanto in carriera. Vogliamo aiutarlo e vederlo in campo ma per ora non è possibile”.

Lo strano caso di Hazard non sembra avere una soluzione facile e con l’Europeo alle porte Martínez spera nel pronto recupero del suo attaccante. In conferenza stampa l’allenatore spagnolo ha detto che la federazione belga e il Real sono d’accordo per evitare al giocatore un’operazione chirurgica, aggiungendo che è il momento di dargli tutto lo spazio necessario per recuperare al meglio.
La storia non finisce qui e l’auspicio di tutti è quello di tornare ad ammirare il giocatore che aveva incantato a Londra.

 

(Fonte immagine in evidenza: Mundo Deportivo/Getty)

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