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Henry style

Mancano poco più di 20 minuti alla fine della partita, Arsenal e Leeds sono ancora bloccate sullo 0 a 0. Wenger decide che è arrivato il momento, è un incredibile déjà vu: sono passati 12 anni dall’esordio di Henry, il 7 agosto del 1999 nella prima giornata della Premier League contro il Leicester. Wenger ed Henry, padre e figlio calcisticamente parlando, si ritrovano nella stessa situazione. Entrambi sono invecchiati, sul loro volto si notano le rughe e le cicatrici di infinite battaglie, ma sanno che possono contare l’uno sull’altro.

Fonte immagine: profilo Instagram Henry

Ecco che il tabellone luminoso del quarto uomo si alza: fuori il numero 29 Chamakh, dentro con il 12 Henry. Anche il teatro è cambiato, non siamo più nel romantico Highbury ma nel moderno Emirates. Per i supporters dei Gunners, comunque, l’emozione è sempre la stessa: appena vedono entrare in campo il ragazzo francese (perché davanti ai loro occhi sarà sempre così) il cuore si scalda. Tutti in piedi ad applaudire, Henry è tornato a casa, tra la sua gente.

Passano pochi minuti, l’Arsenal batte una rimessa laterale sulla sinistra nella trequarti avversaria. La palla viaggia a terra fino ad arrivare in zona centrale, dove la raccoglie Song. Il centrocampista camerunense avanza, vede il movimento di Henry che entra in area di rigore proprio dal vertice sinistro. Palla in verticale, controllo del francese con il destro e conclusione di piatto rasoterra che si infila sul palo sinistro della porta avversaria. È in quel momento che l’Emirates rivive la magia, le lancette dell’orologio si fermano e tornano indietro di anni, quando l’Arsenal guidata da quel ragazzo francese era una delle corazzate più forti del calcio europeo. La partita non poteva non concludersi così: 1 a 0 dell’Arsenal, che avanza al turno successivo.

LI PORTO COME SONNY ANDERSON

Oggi, per festeggiare il suo 42esimo compleanno, oltre che parlare di Henry e del suo gol leggendario segnato al Leeds nel giorno del suo ritorno a Londra, vogliamo raccontare anche del rapporto tra l’attaccante francese e un certo Sonny Anderson, attaccante brasiliano ex Lione e compagno di squadra di Henry ai tempi del Monaco.

Sonny è stato uno degli attaccanti più importanti nella storia della Ligue 1, al Lione è diventato leggenda ed ha ispirato molto anche la carriera di Henry. Anderson, infatti, aveva una peculiarità quando scendeva in campo: si tirava su i calzettoni fin sopra alle ginocchia, un gesto che fino a quel momento pochi altri avevano l’abitudine di fare. Il giovane Henry rimase sorpreso, in positivo, da questa particolarità e decise anche lui di portare da quel momento i calzettoni alti. I bambini adesso dicono tra di loro: “Guarda, porto i calzettoni come Henry”. Ma lui a suo tempo diceva: “Guarda, porto i calzettoni come Sonny Anderson”.

Inutile dire che, dopo anni, lo “stile Sonny” sia diventato lo stile Henry, con quei calzettoni troppo alti sopra le ginocchia, che contraddistinguevano l’attaccante francese.

E oggi, a quasi 6 anni dal suo ritiro, riecheggiano le mura dell’Emirates per quel goal al sapore dell’ultima volta. Buon 42esimo compleanno, Thierry.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Henry 

 

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