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Henry, voglia di salvezza a suon di gol

Henry, voglia di salvezza a suon di gol

Henry in Italia, e questa volta non parliamo di certo del più celebre Thierry.

La storia insegna che gli attaccanti di grande livello, o per lo meno dal grande potenziale, non sempre si sono dimostrati all’altezza in Serie A. Fu proprio Titì, con la maglia della Juventus, a vivere uno dei momenti più opachi della sua intera carriera. Parliamo di un fuoriclasse, non di certo del primo che passa, eppure il calcio italiano non faceva per lui, lo si è visto dal primo istante.

Nel corso degli anni e dei decenni la situazione generale è mutata, con una serie di grandi calciatori in grado di lasciare il segno nel nostro Paese e le conseguenti rivalutazioni di cui hanno beneficiato. La Serie A, però, non è solamente un campionato in cui dare seguito ad una carriera in ascesa a livello internazionale. Ci sono diversi talenti pronti a spiccare il volo e, perché no, trovare la loro dimensione ideale proprio nel campionato italiano.

Di storie che meritano grande attenzione ce ne sono diverse, ma quella relativa a Thomas Henry vanta un fascino di primo livello. 

SCENDERE E RISALIRE

Una partenza dal basso, dalla quarta divisione francese, per arrivare fino alla Ligue 1. Detto così, sembra che la storia di Henry sia stata improntata fin da subito al successo e alla capacità di bruciare le tappe. E invece no. Una volta conquistata la maglia del Nantes, le difficoltà non hanno tardato ad arrivare, perché lo scarso impiego lo ha costretto a riconsiderare la direzione del suo percorso, spostandosi geograficamente dalla Francia al Belgio.

Non di certo un fallimento, perché le statistiche gli hanno dato ragione nel giro di un biennio. Più precisamente quello che lo porterà a cambiare campionato e che lo aiuterà a diventare un autentico protagonista nella Jupiler Pro League. Prima di concretizzare il grande passo, l’esperienza al Tubize gli vale il lasciapassare per lanciarsi ai massimi livelli in terra belga. Da diversi anni, la Jupiler Pro League rappresenta una competizione che sforna una serie di talenti che arricchiscono il mercato delle squadre dei principali campionati europei.

Anche nel caso di Thomas Henry, la pesca proveniente dalla Serie A ha prodotto effetti positivi. Dopo due stagioni al Leuven, da 79 presenze e 45 gol, arriva la chiamata della società lagunare, il Venezia di Paolo Zanetti. 

Bisogna sottolineare che l’attuale stagione è stata iniziata in Belgio, sempre al Leuven, con statistiche a dir poco notevoli: 4 partite e 3 reti realizzate. A conferma che, probabilmente, la maturità è stata raggiunta e che un ulteriore cambiamento può fare a Thomas Henry solo che bene.

Certo, l’obiettivo salvezza non lo lascia esente da pressioni e responsabilità, ma la crescita di un giocatore passa anche da frangenti come questi. Le prime due uscite stagionali non sono state esaltanti per il Venezia, con 0 punti conquistati e 0 gol realizzati. Serve un cambio di marcia, fin da subito, con l’intento di racimolare i punti necessari all’obiettivo primario.

SCOMMESSA O CERTEZZA?

La risposta esatta non esiste, ovviamente. L’ideale consisterebbe nel partire da scommessa per poi diventare, a tutti gli effetti, una certezza per il Venezia e per chiunque vorrà accaparrarselo. 

Fisico importante, perché si tratta di un centravanti di 191 cm di altezza e quasi 90 kg di peso, e una predisposizione naturale a cercare il gol di testa. Thomas Henry, se potesse, andrebbe in rete sempre svettando sui diretti avversari. È rapidissimo nel prendere il tempo al difensore, quasi anticipando il movimento, per poi indirizzare la sfera dove il portiere non può arrivare. Non è dotato di tecnica eccelsa, ma nell’area piccola risulta sempre un fattore. Bisogna considerare le due tipologie di difese, quella incontrata nel campionato belga e quella che sta incontrando in quello italiano. Profondamente diverse. Le sue caratteristiche, però, gli consentono di rappresentare spesso e volentieri una minaccia per la retroguardia avversaria, soprattutto se ai lati dell’attacco ci sono due elementi rapidi e in grado di servirlo al meglio. 

Non si tratterà di una passeggiata e se non ci sono ancora altre società di Serie A che lo hanno adocchiato, di sicuro tanti fantallenatori hanno pensato a lui come soluzione low-cost per il reparto offensivo. 

Ovviamente, se dovesse rendersi protagonista di una stagione con i fiocchi all’interno di una realtà come quella di Venezia, Thomas Henry diventerebbe un elemento sul quale investire in futuro e, contestualmente, un pezzo pregiato del mercato.

Ma è ancora presto, e la strada per la salvezza sarà indiscutibilmente in salita. Chi vivrà, vedrà.

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