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Higuain e quello scacco di Luis Enrique

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La partita di Gonzalo Higuain è stata fondamentale ai fini della clamorosa vittoria interna della Juventus contro il Barcellona maturata a Torino grazie alle due reti di Dybala e al colpo di testa di Giorgio Chiellini.

PRIMA DI OGGI

Fino ad oggi il Pipita in Champions League aveva messo a segno tre reti in tre incontri diversi: contro la Dinamo Zagabria all’andata, contro gli stessi croati al ritorno e nel match contro i francesi dell’Olympique Lione. Negli otto incontri disputati in Champions League dalla Juventus, Allegri lo ha lanciato titolare solamente cinque volte, dimostrando che non è obbligatorio schierare l’artiglieria pesante ove non è necessario.

Il fenomeno di Brest è costretto ad arretrare, non era nuovo questa sua identità di gioco, diversa, con Max Allegri: già nel match di ritorno valido per l’ottavo di finale  contro il Porto, complice una marcatura asfissiante, era stato costretto ad indietreggiare e questo lo dimostra il vasto numero di passaggi effettuati verso i centrocampisti o addirittura i terzini, ben ventitré. Nella stessa partita anche i tiri che effettua il Pipita sono un dato indicativo: l’80% delle conclusioni a rete avviene da fuori l’area piccola.

IL PIANO DI LUCHO

Il Pipita è una punta centrale che per la stragrande maggioranza delle volte si rende protagonista grazie a reti decisive. Questa volta, nonostante il suo nome non compaia nel tabellino dei marcatori, è stato molto più che decisivo per la vittoria bianconera.

Aveva fatto buona guardia Luis Enrique, notando come il gioco della Juventus espresso in Champions League si basasse prettamente sulla forza della punta argentina e che, in caso di marcatura stretta, i ragazzi di Allegri avrebbero faticato a creare gioco: per limitare i danni, l’ex mister giallorosso aveva fatto costruire intorno al suo avversario numero uno (o numero nove) una gabbia che lo costringesse a non poter fungere da tramite per l’arrivo al gol.

Poteva essere la svolta per i Blaugrana ma è stata la condanna.

PIPITA D’ORO

Allegri, avendo inizialmente schierato l’argentino sul filo del fuorigioco, vedeva il suo numero nove svolgere un lavoro di movimento, pronto ad ingannare da un momento all’altro i difensori sulla linea del fuorigioco: Higuain galleggia quasi sempre con l’ultimo difensore non ricevendo mai un buon pallone grazie a i due centrali del Barcellona che, facendosi trovare sempre pronti, hanno sempre anticipato la punta bianconera. Anche quando la sfera raggiunge il nove bianconero non riesce quasi mai ad accelerare e puntare la porta.

Ci mette cinque minuti Allegri a capire che così non va. Higuain viene immediatamente richiamato e costretto ad arretrare, facendo quindi salire pericolosamente la linea difensiva del mister catalano. I centrali avanzano e l’ex attaccante del Napoli passa da essere il finalizzatore ad impostare il gioco partendo da posizione più arretrata: indietreggiando fino a fuori dall’area, il Pipita, ha la possibilità di giocare il pallone entrando nel vivo dell’azione prima di essere anticipato, permettendo inoltre alla difesa di alzarsi, lasciando quindi più spazio alle incursioni juventine.

E proprio così nasce il primo gol, con l’argentino che riceve il pallone in posizione arretrata e, approfittando dell’alta difesa catalana, lancia Cuadrado dalla parte opposta. Il colombiano con svariati doppi passi ubriaca il difensore e mette al centro un pallone per Dybala che è tutto solo poiché Higuain ha portato via l’intera difesa dalle rispettive marcature.  La Joya prende le distanze e fa 1-0. Dopo il vantaggio sarà l’apoteosi.

 

NOVE CONTRO NOVE

Lo scorso anno la guerra a distanza la vinse Suarez: Higuain fece una stagione memorabile, segnando trentasei reti in trentotto partite di campionato. Con questi numeri polverizzò il record di Nordahl che durava da sessantasei anni. Ma il Pistolero ne fece quaranta nella sua annata di grazia e si portò a casa la scarpa d’oro.

Un duello che quasi tutti pensavano che si potesse riproporre anche ieri sera. Incontro che c’è stato ma che è stato stravinto dall’ex Napoli. Il nove del Barcellona ha subito tutta la partita Chiellini: il difensore della Juventus ha sempre anticipato l’uruguaiano e nell’unica azione in cui è riuscito a spezzare questo muro difensivo ha incrociato non troppo bene. Le giocate del Barcellona sicuramente evidenziano una pessima prova di Neymar, protagonista che di solito serve sempre palle deliziose al suo compagno di reparto ma con questo non si può giustificare l’ex Liverpool.

Higuain vince per la sua determinazione, per la sua intelligenza nel capire che questa volta poteva anche non essere il protagonista assoluto a favore di Dybala. L’atteggiamento è stato determinante ed ha schiacciato il suo concorrente, reo, forse, di voler giocare senza mai adattarsi allo stile degli avversari. La Juventus detiene un vantaggio ottimo in vista del ritorno al Camp Nou e se Higuain continuerà a giocare con la stessa umiltà tattica non ci sarà molto da fare per gli azulgrana. Umiltà batte superbia 3-0.

UNO SGUARDO AL CAMP NOU

Al Camp Nou solo tante delusioni, contornate da dieci partite disputate e zero reti all’attivo. A malapena tre tiri verso la porta catalana. Nel dato complessivo, quello di ieri è il primo assist del Pipita contro i blaugrana e il tabellino delle reti è ancora fermo a 3.

Il 18 Aprile si potrà invertir la rotta ma la stella della Juventus ha già capito che la Champions League non è fatta di singoli ma di un collettivo che vincerà sempre nel panorama europeo.

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Flash News

Vlahovic sulla situazione della Juventus: “Non ho capito bene cosa sia successo”

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Svizzera-Serbia

A seguito dell’eliminazione della Serbia da Qatar 2022, Dusan Vlahovic ha parlato della sua partita e anche della situazione in casa Juventus.

Partendo dall’ esultanza, che sembrava come una risposta alle voci su un presunto flirt con la moglie di Rajkovic (“Una cosa mia. Se pensate sia una provocazione no, era solo per me“).

E un commento sulla Juventus: “Vediamo ora quando torno in Italia, non ho capito bene che cosa sia successo – ha detto l’attaccante a La Gazzetta dello Sport – Ma mi ha fatto grandissimo piacere avere Agnelli come presidente“.

Ha chiamato qualcuno dalla società in questi giorni? “Sì, ne abbiamo parlato. Mi hanno detto quello che è successo e avevo letto sui giornali. Con gli altri compagni invece non ne abbiamo parlato – ha spiegato Vlahovic, che sposta subito il mirino sul campo – Preoccupazioni? Io sono un calciatore, sono concentrato sul campo”.

Concluso il Mondiale resta solo un grande obiettivo, lo scudetto: “Noi giochiamo partita per partita, siamo a 10 punti dal Napoli che gioca un grandissimo calcio ma la Juve non molla mai. Lotteremo fino alla fine”.

Infine un bilancio dell’esperienza in Qatar: “Abbiamo perso, andiamo a casa, le sensazioni non sono buone ma guardiamo avanti. A marzo torniamo in campo, dobbiamo provare a qualificarci all’Europeo”. Sulle sue condizioni fisiche: “Sto bene, il dolore è diminuito tanto ma è presente ancora. Mi sento molto meglio, la sostituzione è stata una scelta del mister. Non è stato facile ma sto bene”.

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Flash News

L’Inter parte per Malta: quattro assenti per Inzaghi

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Inter

Dopo aver ripreso gli allenamenti ieri mattina, l’Inter si prepara a partire per Malta per una mini tournee invernale. I nerazzurri, che torneranno a Milano il 9 dicembre, per l’occasione affronteranno Gzira United e il Salisburgo, rispettivamente il 5 e il 7 dicembre. Secondo il Corriere dello Sport, però, Simone Inzaghi dovrà fare a meno di alcuni giocatori, come Darmian, D’Ambrosio e Zanotti, che rimarranno ad Appiano Gentile per smaltire i loro infortuni. Stesso discorso vale per Joaquin Correa, costretto a saltare il Mondiale a causa di un’infiammazione al tendine d’achille. L’argentino conta di tornare disponibile tra una settimana, al ritorno della squadra dalla tournee.

Non sono ancora chiare, invece, le situazioni di Onana e Lukaku. Al primo sono stati concessi un paio di giorni liberi in Camerun, mentre il secondo si trova ancora a Doha. Probabile, quindi, che entrambi ritroveranno Simone Inzaghi ad Appiano Gentile. La Gazzetta dello Sport, però, non esclude che il belga possa fare un blitz a sorpresa tra martedì e mercoledì. Per Big Rom, la voglia di Inter è tanta, a maggior ragione dopo la delusione in Qatar che gli è costata diverse critiche.

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Calciomercato

La Samp lavora al mercato: le strategie per puntare la salvezza

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Stankovic

Siamo ad un mese dall’inizio del mercato e la Sampdoria si prepara a cambiare molto. L’obiettivo del nuovo coordinatore tecnico Mattia Baldini, in sintonia con Dejan Stankovic, é quello di costruire una squadra che possa rilanciarsi nel campionato.  Sono sei i punti in classifica che raccontano penultimo posto e sette punti di distacco dalla zona salvezza. Il recupero é alla portata, ma bisogna da subito cambiare rotta.

Uno dei nomi sondato per la difesa dalla dirigenza è quello di Aleksandar Dragovic. Difensore centrale classe 1991, austriaco ma di origine serba che gioca con la Stella Rossa di Belgrado e che conosce bene Stankovic. Potrebbe essere lui uno dei profili adatti per rinforzare un reparto tra i più carenti dei blucerchiati. A centrocampo invece si parla di Szymon Zurkowski, che però sembra essere nel mirino anche della Salernitana. In attacco servono vari colpi e si parla di Henry del Verona oltre a Lasagna sempre degli scaligeri.

Ma non si acquista senza cedere. La Roma sembra puntare Bartosz Bereszynski mentre la Fiorentina va forte su Abdelhamid Sabiri. Anche il difensore Omar Colley potrebbe rientrare nell’operazione con l’Hellas per portare a Genova Henry. Mancano ancora 30 giorni e tutto può ancora cambiare in casa Samp.

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Calciomercato

Il mercato della Roma passa prima dalle cessioni: i nomi in uscita

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Mourinho

Non sarà facile, per Thiago Pinto, accontentare José Mourinho in questa sessione di calciomercato invernale. Secondo il Corriere dello Sport, infatti, il ds della Roma è vincolato dal rigido Fair Play Finanziario, che costringerà i giallorossi a dover cedere qualcuno prima di acquistare. L’unico innesto, al momento, è Ola Solbakken, ma lo Special One vorrebbe altri rinforzi, in particolare un centrocampista e un difensore.

I tanti giocatori in uscita, comunque, potrebbero dare a Pinto un tesoretto importante. Il primo nome da piazzare è Rick Karsdorp, ormai fuori dai piani del club, che vorrebbe incassare dalla sua cessione almeno dieci milioni. Segue Justin Kluivert, che potrebbe essere riscatto dal Valencia per una cifra simile. Potrebbero andare via anche Bove, su cui è forte il Lecce, e Shomurodov, seguito da diverse squadre di A. Più difficile, invece, trovare una sistemazione definitiva a giocatori come Reynolds, Villar e Carles Perez, oltre a Coric e Banda, ormai fuori rosa da tempo.

Con la giusta offerta, però, potrebbero andare via anche altri giocatori che sono stati più impiegati, come Volpato, valutato tra i sette e gli otto milioni. Anche Kumbulla ha un futuro incerto, ma la sua cessione sarebbe valutata solo in caso di offerta a titolo definitivo. Lo stesso discorso vale anche per El Shaarawy e Vina.

 

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