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L’Hoffenheim delle meraviglie

L’Hoffenheim delle meraviglie

“Il rapporto che si deve avere da tecnico con la propria squadra è come quello del marito con la moglie: la noia non aiuta a far instaurare una buona intesa”.

Pensiero e parole di Julian Nagelsmann, tecnico 29enne dell’Hoffenheim, che sa decisamente come non far mai annoiare la propria “moglie”. Chiedere ai tifosi del piccolo club tedesco per conferma. Il più giovane allenatore nella storia della Bundesliga sta battendo record su record da quando si è insediato sulla panchina dei “grandi” nel febbraio 2016. Nei primi mesi ha subito mostrato grandi qualità, portando la squadra a una salvezza che sembrava solo un miraggio al suo arrivo; quest’anno invece ha dato prova di essere un vero e proprio predestinato. A sancirlo è stato il gol di Demirbay giunto al 93esimo minuto della partita contro il Colonia, che ha regalato il punto valido per l’accesso alla Champions, nell’ultimo turno di campionato. Un traguardo mai raggiunto dal club, che entrerà nelle competizioni europee dal portone principale. La sconfitta dell’Hertha Berlino, rimediata ieri a Brema, ha garantito all’Hoffenheim almeno il quarto posto valido per la partecipazione dei preliminari di Champions League.

LA SCUOLA DI NAGELSMANN

L’ascesa di Nagelsmann è stata travolgente. Ex difensore del Monaco 1860 under 19, non ha mai debuttato tra i grandi a causa di una serie infinita di infortuni al ginocchio che l’hanno obbligato ad appendere le scarpe al chiodo. Come si suol dire, si è chiusa una porta ma si è aperto un portone. Non perdendosi d’animo si è laureato in Amministrazione aziendale e scienze dello sport, prima di intraprendere la carriera da coach. I suoi studi si sono rivelati fondamentali nella sua formazione professionale: non ha mai nascosto la grande importanza che dà alla gestione “sociale” del gruppo, all’aspetto dunque relazionale. La parte più teorica di questo suo percorso è stata poi integrata dal lavoro sul campo. E’ stato plasmato dalla filosofia di gioco di Tüchel, attuale allenatore del Borussia, con cui ha lavorato ai suoi esordi da tecnico nelle giovanili dell’Augsburg. Un gioco offensivo votato al movimento senza palla e al costante possesso, supportato da una grande attenzione tattica. Idee plasmate anche attraverso l’analisi di uno dei suoi grandi maestri, Pep Guardiola. Dal punto di vista difensivo è stato influenzato dalle idee di un ex allenatore dell’Hoffenheim, Ralf Rangnick, ora dirigente del Lipsia, che garantisce la continua copertura degli spazi attraverso un sistema di pressione sull’avversario organizzato in modo maniacale. Quest’anno ha varato un 3-5-2 molto flessibile che riesce a interpretare al massimo i suoi principi tattici sia in fase di copertura che in quella di attacco. Eccezionale è anche il lavoro mirato sia tecnico che mentale sui suoi calciatori. E’ riuscito a valorizzare al massimo i molti giovani messi a disposizione dal settore giovanile, punto di forza ormai da anni dalla società, creando un ambiente favorevole alla loro crescita.

LA FORZA DELLA SQUADRA

La forza della squadra che ha raggiunto lo storico traguardo della qualificazione alle competizioni europee è il gruppo. L’allenatore ha puntato da subito sui rapporti interpersonali della squadra, per creare un clima di fiducia e rispetto tra compagni alla base dell’ottenimento di proficui risultati e ottimizzazione dell’apporto di ogni membro. Una gestione che ricalca le linee guida di un buon management aziendale. In questo clima ideale sono emerse naturalmente le qualità dei singoli. Fondamentale è il ruolo dei centrali difensivi Vogt e Süle, quest’ultimo già prenotato dal Bayern Monaco per la prossima campagna acquisti. I due difensori guidano la pressione e il gioco di copertura della squadra. Inoltre è prezioso il ruolo di Vogt, centrocampista posizionato in difesa proprio da Nagelsmann, nell’impostazione dal basso della manovra. A centrocampo Rudy e Demirbay garantiscono qualità e quantità. Al primo che agisce davanti alla difesa spetta il ruolo di metronomo e copertura. Kerem Demirbay agisce invece da interno destro pur essendo mancino naturale. Ha libertà di azione palla al piede e garantisce fantasia alla squadra, mettendo in difficoltà le difese avversarie con tagli costanti per le fasce. Ha già messo a referto 6 gol e 9 assist in campionato. C’è poi Sandro Wagner, che a 29 anni è definitivamente esploso: 11 gol segnati in campionato e un valore di mercato che è più che raddoppiato. Anche il Bayern negli ultimi giorni ha mostrato interesse nei suoi confronti come vice di Lewandowski. Sono solo alcuni nomi dei protagonisti di una stagione fenomenale.

Oltre all’attuale quarto posto in campionato, la squadra ha regalato molte altre soddisfazioni ai propri tifosi in questa stagione. Fino a gennaio è stata infatti l’unica squadra nei massimi campionati europei a vantare l’imbattibilità in campionato, scavalcando in questa speciale classifica squadre del calibro di Juventus, Chelsea, Real Madrid e Barcellona. Nel doppio confronto con il Bayern Monaco, squadra schiacciasassi della Bundesliga, ha chiuso con una vittoria e un pareggio. E’ la dimostrazione che le idee e la coesione di intenti in un gruppo fanno sempre la differenza.

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