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I 10 acquisti più costosi della storia del Milan

Transfermarkt è un portale che riporta molte curiosità di mercato, raccoglie cifre, valori, dati che interessano molto agli appassionati di calcio: talvolta permettono di scoprire statistiche di giocatori, talvolta di ricordare o rimpiangere trattative del passato. Proprio per questo motivo, i tifosi del Milan rimarranno sorpresi dalla speciale classifica stilata dal sito, nella quale vengono riportati i 10 acquisti più cari della storia del club. Sebbene ci sia da sottolineare come nell’arco della storia calcistica i prezzi del mercato siano clamorosamente lievitati, e di conseguenza è difficile paragonare una cifra spesa ad inizio anni 2000 ad una medesima cifra del mercato odierno, probabilmente qualcuno farà cadere una lacrima di commozione rievocando certi nomi, per qualcun’altro, invece, solo dolore.

Fonte: profilo Instagram di Transfermarkt

Quattro acquisti su dieci sono stati effettuati nell’ultimo anno solare, sinonimo del clamoroso – ed eccessivo – aumento dei prezzi del mercato calcistico globale, nell’ordine Rafael Leão, Lucas Paquetá, Krzysztof Piatek e Mattia Caldara: il primo non è ancora giudicabile, i tifosi del Milan sono incuriositi dal talento ex Lille, che a soli 20 anni e con 31 partite disputate da professionista tra Sporting Lisbona e, appunto, Lille, ha già un valore di 25 milioni di euro. Piatek e Paquetá sono arrivati lo scorso gennaio in maglia rossonera, ed entrambi hanno dimostrato che la cifra sborsata dal club di Elliott è stata coerente al valore dei due giocatori: se il polacco ha da subito iniziato a sparare palloni in rete, il brasiliano ha mostrato classe, grinta e voglia di imparare ed emergere in rossonero. 35 milioni per entrambi, rispettivamente al 6° e 7° posto di questa classifica.

Chi ancora non ha mostrato niente è invece Mattia Caldara: arrivato dalla Juventus l’anno scorso, è stato frenato dagli infortuni, che lo hanno malamente bloccato per tutta la stagione. Una preparazione estiva difficile, con Gattuso che a lungo gli ha preferito Musacchio viste le poche conoscenze della difesa a 4 di Caldara – con Gasperini a Bergamo giocava a 3 e con un’idea difensiva agli antipodi rispetto alla visione di Gattuso – poi al momento del decollo il primo infortunio; tornerà in campo ad aprile contro la Lazio in semifinale di Coppa Italia, ma poi di nuovo la sfortuna se la prenderà con lui, con la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Già da questa stagione, Caldara avrà una voglia matta di dimostrare il suo vero valore.

Al 2°, 3° e 9° posto, troviamo invece i flop più grandi, alcuni dei quali con targa cinese. Carlos Bacca è l’unico colpo che non appartiene all’era Yonghong Li, e sebbene abbia realizzato 34 gol in due stagioni (contando tutte le competizioni), non è mai stato apprezzato a fondo dall’ambiente rossonero: un finalizzatore notevole, ma poco propenso al sacrificio e al lavoro di squadra, un animale d’area di rigore che, in caso di calo di forma, rischiava anche di diventare scomodo all’interno di un gruppo. La più classica dimostrazione del fatto che l’attaccante moderno non può limitarsi a segnare.

Cosa che, purtroppo per lui, non è mai riuscita ad André Silva: un anno in cui ha fatto qualche comparsa in Europa League – segnando soprattutto nei turni preliminari e contro squadre di livello decisamente più basso – e poco altro, facendo pesare in maniera incredibile il peso dei 38 milioni di euro spesi dal Milan per strapparlo alla concorrenza europea. Fallito anche il tentativo di recupero a Siviglia, adesso è una delle grane più grandi del mercato rossonero: dalla cessione del portoghese dovrebbero arrivare i soldi per acquistare Correa dall’Atletico Madrid – diventerà il colpo più caro della storia rossonera? – ma finché non parte André Silva, sarà difficile che la trattativa arrivi alla conclusione.

Ultimo dei flop, ma non per importanza, Leonardo Bonucci: arrivato al Milan per 42 milioni di euro e con il compito di “spostare gli equilibri”, ritrovare una leadership che non gli era stata concessa alla Juventus (visti i malumori con Max Allegri) e per diventare il simbolo della rinascita rossonera. Non è successo niente di tutto questo, con tanto di triste epilogo con ritorno alla casa base. Dove, peraltro, quasi con certezza quest’anno farà il vice de Ligt.

Per far sorridere i tifosi rossoneri, la chiusura è dedicata a tre leggende del calcio. L’era Berlusconi, quella della Champions di Manchester, è stata una delle più belle pagine della storia del Milan, e tre giocatori che hanno permesso la scrittura di tale pagina, fanno parte anche di questa classifica: al primo posto Manuel Rui Costa, pagato 42 milioni – come Bonucci, ma a quei tempi erano queste le cifre “monstre” – che tra le linee inventava filtranti che neanche con i replay erano visibili, e che aiutò da chioccia la crescita esponenziale di un certo Kakà. Al quarto posto Inzaghi, SuperPippo che arrivò dalla Juventus dove non convinse mai a pieno, per diventare leggenda rossonera: le sue esultanze sono rimaste un must per il popolo rossonero, e quelle due zampate nella finale di Atene contro il Liverpool rimarranno immagini perpetue nelle menti dei milanisti. 31 milioni nel 2002, e nono posto in classifica, per Alessandro Nesta: per qualità tecniche, difensive e di leadership sarebbe potuto essere senza troppi patemi il miglior difensore centrale del mondo, ma quei maledetti infortuni che lo hanno frenato per tutta la carriera gli hanno impedito di raggiungere la vetta. Dalla quale però non si è poi così tanto allontanato.

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