Solo da poche ore è iniziato il 2020, e con esso abbiamo salutato il 2019 e un decennio, in Italia, connotato principalmente da strisce bianco nere e che ha portato la firma di Antonio Conte, prima, Massimiliano Allegri, poi. Il tecnico livornese, succeduto all’attuale allenatore dell’Inter, ha per ben due volte nell’arco del decennio sfiorato la vittoria della Champions League, trofeo che manca a Torino dal lontano 1996 e che avrebbe consacrato definitivamente la Juventus tra le big europee. Era, invece, partito sotto i migliori auspici il decennio delle due milanesi: il Milan, sotto la guida dello stesso Allegri, lo ha inaugurato con lo scudetto nella stagione 2010-11, targato Ibrahimović &co, mentre l‘Inter reduce dal Triplete, si apprestava a viverlo da protagonisti. Non tutto è andato secondo i piani e sfruttando le stagione modeste dei due club si sono progressivamente affermate nel nostro campionato diverse ” Cenerentole”, su tutte l’Atalanta di Giampiero Gasperini, che nel 2010 retrocesse in Serie B, il tandem d’attacco Tiribocchi – 11 reti in serie A quell’anno- Aquafresca, unito alla grinta di Antonio Conte – alla guida della Dea per i primi mesi del 2010- non riuscirono ad assicurare alla squadra bergamasca la permanenza nella massima serie. Oltre al monopolio italiano della Vecchia Signora, del decennio resteranno impresse partite, istantanee, colpi di mercato e goal.

2010 – ANDREA PIRLO (PARMA-MILAN)

Lo scudetto del Milan di Allegri, oltre che su Zlatan Ibrahimović, trovò le sue basi su un gruppo esperto, composto da senatori come i vari Seedorf, Zambrotta, Abbiati, Ambrosini, ma anche sul genio di Andrea Pirlo. Il Professore, pensò di risolvere un combattuto Parma-Milan con una bordata da trentacinque metri che non lasciò scampo all’estremo difensore scaligero e assicurò ai rossoneri tre punti decisivi nella lotta al titolo.

2011 – ZLATAN IBRAHIMOVIĆ (LECCE-MILAN)

Il 16 Gennaio del 2011, Zlatan Ibrahimović, che tutt’oggi nonostante le 38 primavere è oggetto del desiderio dei rossoneri, decise di incantare lo stadio Via del Mare di Lecce. Lo svedese, contrastato dall’allora capitano dei giallorossi, Vives, lasciò partire un pallonetto micidiale per Rosati dalla lunghissima distanza, il cui naturale epilogo fu quello di gonfiare la rete.

2012 – PANAGIOTIS KONE (NAPOLI-BOLOGNA)

Oggi in forza al Western United Football, ma con un passato in Italia con le maglie di Udinese, Brescia, Fiorentina e, appunto Bologna, il calciatore nato a Tirana, mise a segno la rete più bella del 2012. In occasione del posticipo serale contrò il Napoli, gelò il San Paolo con un’acrobazia formidabile dal limite dell’area

2013 – EMERSON (LIVORNO-TORINO)

Il difensore brasiliano, oggi in forza al Potenza nel girone C di Lega Pro, esperto ed abile nel battere punizioni, decise di squarciare con un bolide l’aria dell’Armando Picchi di Livorno durante un match contro il Torino. Dopo aver saltato il primo pressing granata, decise di ridisegnare le leggi della fisica calciando da poco dopo il centrocampo e rendendo la palla preda impossibile per il portiere.

2014 – CARLOS TEVEZ (JUVENTUS-PARMA)

Strappato al Milan, Carlitos Tevez, ha regalato grande calcio ai tifosi Juventini. Un biennio a Torino, con 39 reti in 66 presenze, ma quella nel 7-0 interno contro il Parma è senza dubbio la più bella. Serpentina a partire dalla propria metà campo, difensori saltati come birilli e l’allora Juventus Stadium che viene letteralmente giù.

2015 – FELIPE ANDERSON (LAZIO-GENOA)

Brasiliano, talento, accelerazioni, genio ma anche sregolatezza si potrebbe così riassumere Felipe Anderson. L’esterno brasiliano, oggi in forza al West Ham, ma con un passato alla Lazio, con cui ha realizzato 25 goal in 136 presenze, nel 2015 decise di deliziare il pubblico dello stadio Olimpico di Roma con un tiro a giro che mostrò in maniera tangibile tutto il suo talento.

2016 – LORENZO INSIGNE (FIORENTINA-NAPOLI)

Tecnica e dribbling sono le armi principali di Lorenzo Insigne; il talento di Frattamaggiore decise di darne un saggio durante un Fiorentina Napoli del 2016. Controllo perfetto, palla spostata abilmente sul piede destro e tiro a giro da trenta metri che finisce alle spalle del numero uno viola.

2017 – JORDAN VERETOUT (VERONA-FIORENTINA)

Jordan Veretout, oggi alla Roma, ma giunto in Italia alla Fiorentina, che lo aveva prelevato dai francesi del Saint-Étienne, è l’autore di un goal straordinario nel 2017 contro l’Hellas Verona. In una vittoria facile per i viola, in trasferta al Bentegodi, il mediano francese insacca alle spalle del portiere una splendida punizione da distanza importante.

2018 – NICOLÒ ZANIOLO (ROMA – SASSUOLO)

Quando l’Inter annunciò l’acquisto del Ninja, Radja Nainggolan per trentotto milioni di euro, più Davide Santon e Nicolò Zaniolo come contropartite tecniche, in molti fiutavano l’affare portato a termine dei nerazzurri. Tuttavia, le risposte sul campo sono poi state antitetiche, con il Ninja protagonista di una stagione in chiaroscuro, mentre Zaniolo è diventato protagonista con la Roma. Guardare per credere il goal contro il Sassuolo, dopo una ripartenza sull’out di destra finta secca a rientrare che mette a sedere la difesa ospite e morbido pallonetto per consacrare definitivamente un grande talento del nostro calcio.

2019 – RADJA NAINGGOLAN (CAGLIARI-SPAL)

Doveva essere la stagione del riscatto per il Ninja e finora lo è stata. Messo alle spalle il periodo buio vissuto all’Inter, tiene in mano le redini del centrocampo del Cagliari e tra un contrasto ed un altro lascia partire dei bolidi imprendibili per i portieri, come quello in occasione dell’incontro casalingo contro la Spal.

 

(Fonte immagine: account Instagram della Serie A)