Una ventina di anni fa, Ligabue dedicava una canzone al ruolo del mediano raccontandolo attraverso le sue caratteristiche più distintive: lavorare sui polmoni, recuperar palloni, nato senza i piedi buoni. Daniele De Rossi, che in carriera il ruolo di mediano lo ha ricoperto per tanti anni (anche se non da sempre), è stato uno degli esemplari che ha sfatato il tabù del centrocampista difensivo dai piedi meno educati. Certo, in campo noi lo abbiamo sempre immaginato munito di elmetto, scudo, spada e tanta voglia di combattere, di sporcarsi la maglia di fango e togliersi il sudore dalla fronte. D’altronde, per le giocate di fino c’è sempre stato il compagno con il 10. Eppure, De Rossi in carriera ne ha segnati tanti di gol: 84, per la precisione.

Ne abbiamo voluti selezionare i 5 più belli, avendo premura di selezionare anche quelli più vari. Li abbiamo scelti guardando sia alla Roma che alla Nazionale: perché De Rossi, dopo questa sera, lascerà la Serie A e la maglia giallorossa, ma è già da diversi mesi che il numero 16 ci manca con la maglia azzurra.


13/10/2004: ITALIA-BIELORUSSIA 4-3

È proprio da un gol con la maglia azzurra che partiamo. La partita in questione era valida per la qualificazione ai Mondiali in Germania. De Rossi aveva già timbrato il cartellino un mese prima contro la Norvegia, nella sua prima con la nazionale maggiore. Quella sera, contro la Bielorussia, faceva coppia con Gattuso per formare una diga serratissima nel 4-4-2 scelto da Marcello Lippi. Ecco che però De Rossi, poco oltre la mezz’ora di gioco, dimostra di essere un mediano nato con i piedi buoni, buonissimi: intercetta un pallone al limite dell’area diretto ad un avversario, che poi salta evitando di essere fermato in scivolata, per poi concludere con un destro secco che si infila nell’angolino basso.

Dal replay si vede bene l’azione completa, dall’intercetto al tiro (Fonte: FIGC Vivo Azzurro – Nazionale Italiana Calcio)

9/09/2006: ROMA-LIVORNO 2-0

Proprio contro quel Livorno a cui aveva segnato il suo primo gol in Serie A, nel 2006 il fresco campione del mondo sfoderò una perla. Il primo di una lunga serie di tiri da fuori, che diventarono col tempo un vero e proprio marchio di fabbrica. In questa occasione, De Rossi ricevette dalla sinistra, ebbe lo spazio per allungarsi il pallone, prendere la rincorsa e far partire un missile che non lasciò scampo al malcapitato Marco Amelia (ironia della sorte, anche lui un campione del mondo).

Potente e ad effetto (Fonte: AS Roma)

11/05/2008: ROMA-ATALANTA 2-1

Questo, oltre ad essere un grande gol è anche raro: è l’unico gol su punizione di De Rossi. In assenza di Totti, si prese la responsabilità di calciare: la palla finì sotto l’incrocio, imprendibile per l’estremo difensore. Come se di calci piazzati, fino ad allora, ne avesse battuti a bizzeffe.

La visuale potrebbe ingannare, ma la palla finì vicinissima all’incrocio dei pali. Considerando che la distanza dalla porta non era lunga, per il portiere non c’era modo di salvarla (Fonte: chitaritt)

10/09/2008: ITALIA-GEORGIA 2-0

Torniamo alla specialità della casa. Questo segnato contro la Georgia (in un match valido per la qualificazione ai Mondiali in Sud Africa) presenta un paio di novità rispetto ai classici gol dalla lunga distanza di De Rossi. Si libera innanzitutto di un avversario sterzando sul sinistro, dopodiché si guarda attorno alla ricerca di un compagno. Una volta appurato che non ci sono maglie azzurre da servire, sempre col piede debole scarica un tiro che si infila sotto l’incrocio. Da notare, anche, come il tutto avvenga ad una distanza siderale dalla porta difesa da Giorgi Soria.

Salta l’uomo, si guarda attorno e poi tira da quella distanza con il piede non suo, come se fosse la cosa più naturale del mondo (Fonte: FIGC Vivo Azzurro – Nazionale Italiana Calcio)

16/05/2010: CHIEVO-ROMA 0-2

Nella giornata che incoronò l’Inter campione d’Italia, De Rossi segnò un altro gol di pregevolissima fattura, contro il Chievo. Sempre, ovviamente, dalla lunga distanza. Nonostante la brevissima rincorsa, il numero 16 giallorosso riuscì a impattare benissimo con il collo del piede, dando forza e tantissimo effetto alla sua conclusione. Anche in questo caso, palla sotto l’incrocio e imprendibile per il portiere avversario.

(Fonte: Tomanista)


Insomma, De Rossi sul campo usava spade e scudi come un vero gladiatore. Ma sapeva usare anche il fioretto e dipingere conclusioni degne di tanti grandi centrocampisti offensivi artisti del pallone. Per questo e tanto altro, De Rossi è stato non solo speciale, ma anche unico nel suo genere.