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I 5 Juventus-Inter più interessanti degli ultimi 30 anni

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I 5 Juventus-Inter più interessanti degli ultimi 30 anni

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Juventus-Inter

Il Derby d’Italia è, da sempre, una delle partite più attese al momento della stesura del calendario, quella che i tifosi di Juventus e Inter sperano di aggiudicarsi ogni volta.
La sfida tra bianconeri e nerazzurri resta la “Classica” per antonomasia del nostro campionato e, molto spesso, si è rivelata decisiva per la corsa Scudetto.
Ogni capitolo di questo duello risulta unico e ricco di episodi da raccontare, perciò ho deciso di raccontarvi 5 Juventus-Inter degli ultimi 30 anni.
Tengo a precisare che non ho scelto le partite più belle e nemmeno le più importanti, ma semplicemente quelle più “particolari”.

21/03/1993: LA RISCOSSA NERAZZURRA

“E batte forte il cuore, anche per lo stupore, di non capire l’orizzonte che colore ha”.

L’orizzonte per Enrico Ruggeri è sempre stato nerazzurro, e lo è ancora di più del 21 marzo 1993, mentre alla radio passa, senza sosta, la sua “Mistero”, fresca vincitrice di Sanremo.
In un pomeriggio tipicamente primaverile, la zoppicante Juventus di Giovanni Trapattoni riceve l’Inter di Osvaldo Bagnoli. I bianconeri, reduci dalla vittoria casalinga in UEFA contro il Benfica, si presentano con gli uomini contati davanti, senza Baggio, Möller e Casiraghi. I nerazzurri, invece, si presentano al gran completo.
Dopo soli 12 minuti, i padroni di casa perdono anche Ravanelli dopo uno scontro di gioco. Gli uomini di Bagnoli non si fanno pregare e chiudono i giochi in meno di cinque minuti. Al 16’ il funambolico Rubén Sosa, protagonista della sua migliore stagione italiana, si accentra e lascia partire il suo micidiale sinistro, che non lascia scampo a Peruzzi. Al 20’, invece, un grave errore di Júlio César apre il contropiede nerazzurro, che manda in porta Shalimov: tocco sotto e partita chiusa.
Nella ripresa la Juventus si fa vedere solo con una conclusione da fuori di Vialli, senza particolari problemi per Zenga.
Questa vittoria rappresenta una sorta di rilancio per l’Inter, che non vinceva nella Torino bianconera da 28 anni (16 maggio 1965, nel pieno dell’epopea Herrera). Inoltre, con la conseguente sconfitta del Milan, la prima dopo 58 partite, i nerazzurri si rilanciano anche in ottica Scudetto.
A fine stagione gli uomini di Bagnoli chiudono al secondo posto, con 4 punti in meno dei cugini, mentre la Juventus si piazza in quarta posizione, “salvando” l’annata con la conquista della Coppa UEFA.

20/10/1996: ZIZOU

“I’m the fear addicted, a danger illustrated. I’m a firestarter, twisted firestarter”.


“Firestarter”
, uno dei primi singoli di successo dei The Prodigy, rilasciato proprio a metà ottobre 1996, sembra scritto su misura per Zinédine Zidane.
Il francese, appena arrivato dal Bordeaux, sembra un vero e proprio oggetto misterioso e la stampa inizia già a bollarlo come acquisto sbagliato.
Il calendario prevede Juventus-Inter già alla sesta giornata, quando i nerazzurri sono a 11 punti in vetta alla classifica, inseguiti ad una sola lunghezza dai bianconeri.
Nella fredda serata torinese di fine ottobre, i padroni di casa, orfani di Del Piero, partono forte, colpendo anche un palo con Bokšić, poco dopo la mezz’ora. Al 40’ una bella triangolazione al limite dell’area tra Jugović e Padovano permette al serbo di aprire le marcature: 1-0.
La ripresa è un caleidoscopio di emozioni. Inizia l’Inter, con Zamorano che, in spaccata, colpisce un palo clamoroso, poi è la volta dei bianconeri, con Bokšić che salta mezza difesa interista, Pagliuca compreso, ma si vede respingere il tiro da Paganin sulla linea.

Al 62’ arriva l’episodio chiave della partita. Su un calcio d’angolo respinto dalla difesa nerazzurra, il pallone arriva fuori area a Zidane che addomestica il pallone e lascia partire un mancino splendido che batte Pagliuca. Per il francese è l’inizio di un’avventura fantastica con la Juventus, il primo gol dopo una marea di critiche (anche ingiuste, ma siamo in Italia…).
La restante mezz’ora di gioco produce ancora molte emozioni, tra cui una traversa clamorosa di Ciro Ferrara e una rovesciata molto bella di Marco Branca, che, però, non cambiano il risultato.
Al termine della stagione, i ragazzi di Lippi vinceranno lo Scudetto, ma subiranno una cocente delusione nella finale di Champions League con il Borussia Dortmund. I nerazzurri di Luciano Castellini, subentrato ad Hodgson, chiuderanno terzi, perdendo anche la finale di Coppa UEFA ai rigori contro lo Schalke 04.

26/04/1998: IL BIG BANG

“You’re the closest to heaven that I’ll ever be and I don’t want to go home right now”.


Questa strofa di “Iris”, brano dei Goo Goo Dolls, appare perfetta per rappresentare lo stato d’animo di Luigi Simoni, tecnico dell’Inter, il 26 aprile 1998.
I suoi ragazzi, guidati da campioni come Simeone e Djorkaeff, e dal Fenomeno Ronaldo, si presentano al Delle Alpi con un solo punto di distacco dalla Juventus capolista. Mai come in questa stagione, il tecnico emiliano è vicino allo Scudetto, che sarebbe il coronamento di un sogno per lui, uomo sincero e genuino.

La partita, in uno stadio strapieno, viene decisa al 21’, con Del Piero bravo a furoreggiare nella difesa nerazzurra e battere Pagliuca. Il resto dell’incontro è un insieme di mezze occasioni da una parte e dall’altra, fino al 70’. Nell’area bianconera c’è un contrasto tra Zamorano e Birindelli, con il pallone che schizza verso Ronaldo. Il brasiliano, velocissimo, tocca la palla e si fionda verso la porta, ma si scontra con Iuliano, che sembra fare blocco. L’arbitro Ceccarini lascia correre e sul proseguimento dell’azione West falcia nell’altra area Del Piero: rigore.
Quello che segue è una protesta enorme del popolo interista, addirittura Simoni, sempre pacato, entra in campo e urla al direttore di gara di vergognarsi.
Il rigore bianconero, per la cronaca, viene parato da Pagliuca, ma l’Inter è ormai troppo nervosa per cercare il pareggio.
Il resto della stagione vede un naufragio vero e proprio dei nerazzurri, che non riescono più ad impensierire la Vecchia Signora, che conquista il suo venticinquesimo Scudetto. L’Inter si rifarà, in parte, vincendo la Coppa UEFA contro la Lazio, quello che resta l’unico trofeo vinto in carriera da un allenatore che avrebbe meritato molto di più.

03/11/2012: LA PRIMA CADUTA

“Let the sky fall, when it crumbles, we will stand tall, face it all together”.


Come canta Adele in quel freddo autunno, il cielo bianconero cade veramente, per la prima volta da quando il nuovo Juventus Stadium è stato inaugurato.
Siamo all’undicesima giornata del campionato 2012/13, i bianconeri, Campioni in carica, ricevono l’Inter, seconda in classifica a meno quattro.
I nerazzurri di Stramaccioni, stanno cercando di rialzarsi dopo le due deludenti stagioni post Triplete e vogliono sfatare il tabù Stadium, dove la Juve è ancora imbattuta.

L’avvio è decisamente da dimenticare per gli ospiti, che passano in svantaggio dopo meno di un minuto. Il gol di Vidal è, però, viziato da un fuorigioco abbastanza evidente, ma Tagliavento convalida: 1-0.
Il primo tempo scivola via, con un lieve predominio bianconero, ma con una rete annullata a Palacio, per fuorigioco millimetrico.
In avvio di ripresa i nerazzurri sono più propositivi, e conquistano un calcio di rigore per trattenuta di Marchisio su Milito. Dal dischetto il Principe è implacabile: 1-1. In questo momento l’Inter vince la partita, perché i padroni di casa si sgretolano.

Al 75’ uno strappo poderoso di Guarin taglia in due la difesa e costringe Buffon alla respinta, raccolta alla grande da Milito che fa 1-2.
Nel finale, con la Juventus sbilanciata alla ricerca del pareggio, una genialata di Nagatomo mette Palacio a tu per tu con Buffon: 1-3 e partita in ghiaccio.
Il fortino bianconero cade dopo 49 partite, i nerazzurri si avvicinano sensibilmente alla vetta, ma non riusciranno a tenere il ritmo dei torinesi, che si confermeranno Campioni.

02/02/2014: SONO 100

“My father told me when I was just a child ‘These are the nights that never die’”.

Diceva così il compianto Avicii nella sua hit “The Nights”, e proprio la notte del 2 febbraio 2014 porta in regalo alla Juventus tre punti pesantissimi che tengono distanti i nerazzurri.
Dopo un quarto d’ora apre Lichtsteiner, con un inserimento dei suoi su perfetta imbucata di Pirlo.
I padroni di casa controllano alla grande la partita e ad inizio ripresa chiudono i giochi con Chiellini e Vidal che sfruttano due palloni vaganti in area.
Al 70’ l’Inter ha una reazione d’orgoglio che porta al gol di Rolando per il   3-1 definitivo.
La Juventus veleggia verso il terzo Scudetto consecutivo, ma questa vittoria vale molto di più. Si tratta, infatti, della vittoria numero 100 nel Derby d’Italia per i bianconeri, traguardo importantissimo e unico in Italia.

Juventus-Inter rimarrà per sempre la partita più attesa dell’anno in Italia, anche per chi tifa altre squadre. La speranza è che il fascino di questa sfida resti intatto ancora per molto tempo, continuando a regalarci emozioni ed episodi come quelli descritti sopra.

 

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Pronostico Inter-Genoa, statistiche e consigli per la partita

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Aaron Martin, calciatore del Genoa e della Spagna, e Hakan Calhanoglu, giocatore dell'Inter e della Turchia - Serie A, Champions League

PRONOSTICO INTER-GENOA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – La 27ª giornata di Serie A si chiude a San Siro, dove nel monday night va in scena Inter-Genoa. Sfida importante soprattutto per i nerazzurri, che hanno la possibilità di portarsi addirittura a +15 sulla Juventus seconda in classifica. Ecco il nostro pronostico per Inter-Genoa, statistiche e consigli per la partita.

PRONOSTICO INTER-GENOA: COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

L’Inter vola sulle onde dell’entusiasmo. La squadra di Inzaghi, considerando tutte lo competizioni, proviene da una striscia di 11 vittorie consecutive. Un momento di forma straordinario, come testimoniano i tre 4-0 rifilati in Serie A rispettivamente a Salernitana, Lecce e Atalanta. Con una vittoria, i nerazzurri potrebbero virtualmente chiudere il discorso scudetto approfittando della sconfitta della Juventus e portandosi addirittura a +15 sul secondo posto.

Buon momento anche per il Genoa, reduce dalla vittoria casalinga per 2-0 contro l’Udinese. Nelle ultime 11 partite, la squadra di Gilardino ha incassato una sola sconfitta, contro l’Atalanta. Classifica al momento assolutamente non preoccupante quella del Grifone, tredicesimo in classifica e con un distacco di almeno 8 punti sulla zona calda della classifica. Un’impresa a San Siro, potrebbe addirittura proiettarlo nella parte sinistra della classifica.

PRONOSTICO INTER-GENOA: PRECEDENTI

Gli ultimi 5 precedenti a San Siro tra Inter e Genoa vedono un netto dominio da parte dei nerazzurri, sempre vincenti e senza subire gol. Per altro anche con risultati abbastanza netti, come il 4-0 della prima giornata della Serie A 2021/22. L’ultima vittoria rossoblù a San Siro contro l’Inter risale addirittura al 1994. In questa stagione, nella gara di andata del Ferraris il risultato è stato 1-1 con le reti di Arnautovic e Dragusin.

PRONOSTICO INTER-GENOA

I favori del pronostico da parte dei bookmakers pendono ovviamente dalla parte dell’Inter. La vittoria dei nerazzurri e dunque il segno 1 la troviamo a quota 1.25. Decisamente meno probabile una vittoria del Genoa, quotata a 12.00. Il segno X invece lo troviamo a quota 6.00. Il nostro pronostico è la combinazione 1+OVER 2.5 a quota 1.80.

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ULTIM’ORA – Ansia Sassuolo: Berardi esce per infortunio contro il Verona

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Sassuolo berardi

Sfortunatissimo Domenico Berardi in Hellas Verona-Sassuolo. Il fuoriclasse neroverde è rientrato oggi da un lungo infortunio che gli aveva fatto saltare sei gare, ma è stato costretto al cambio per un nuovo infortunio. Dopo un rilancio errato di Montipò, Berardi ha controllato il pallone con il petto, ma ha poggiato male il piede al terreno e ha subito chiesto il cambio. La paura più grande è che si tratti di un problema al tendine d’Achille. Chiaramente serviranno accertamenti.

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Le parole di Baroni e Carnevali prima di Verona-Sassuolo

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Tra le partite più delicate di questo 27° turno di Serie A c’è indubbiamente il lunch match tra Verona Sassuolo, appaiate in classifica, ma con stati d’animo profondamente differenti. Nel pre-gara, ai microfoni di Sky Sport, si sono espressi al riguardo Marco Baroni, allenatore dei gialloblù, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato dei neroverdi.

LE PAROLE DI BARONI

MASSIMA ATTENZIONE – “Dovremo affrontare tutti insieme questa partita, sia coloro che partono titolari, sia quelli che entreranno a gara in corso. Servirà un’attenzione massima per cento e passa minuti, il Sassuolo è conscio del momento che sta vivendo, ma rimane una squadra con grandi possibilità tecniche”.

TUTTE FINALI – “Da qui a maggio tutte le nostre partite saranno delle finali, e la squadra dovrà essere capace di restare sempre dentro la gara, mostrando compattezza anche mentale. Match come questi si risolvono spesso per le piccole cose, e dovremo essere in grado di curare anche i minimi dettagli”.

RESTARE IN PIEDI E CORRERE – “La squadra ha creato le condizioni per restare in piedi in un momento non facile. Adesso dobbiamo iniziare a correre per raggiungere ciò che sembrava impossibile”.

LE PAROLE DI CARNEVALI

BALLARDINI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, Ballardini è il profilo adatto per dare la scossa giusta. La squadra ha dei valori, ma indubbiamente ha anche delle carenze; siamo fiduciosi nel fatto che il nuovo allenatore riuscirà a portarci ciò che è mancato prima”.

SERENITÀ – “Continuerò a presenziare agli allenamenti senza stravolgere nulla. Dobbiamo mantenere la serenità e l’equilibrio che non devono mancare in momenti come questo”.

BERARDI – “In undici stagioni di Serie A ci era già capitato un momento come questo, e chiamando Iachini quest’ultimo riuscì a portarci qualcosa di importante. Il ritorno in campo di Berardi può darci tanto anche all’interno dello spogliatoio, è il nostro campione ed è con lui che abbiamo portato a casa risultati e punti. Speriamo rientri in condizione nel miglior modo possibile”.

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Tempo di rinnovi in casa Genoa: si lavora per Bani e Badelj

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Mattia Bani Genoa Serie A

Il Genoa continua a lavorare sul fronte rinnovi, per blindare i suoi uomini più importanti e confermare la spina dorsale della squadra a disposizione di Alberto Gilardino. Domani sera i rossoblù sono attesi dal crash test di nome Inter. Il Grifone, tuttavia, è nella ristretta élite di squadre che sono riuscite a fermare i nerazzurri in questa stagione. Ma ora l’Inter è in piena ascesa e sembra inarrestabile.

Gilardino tenta l’azzardo e lo farà con due giocatori freschi di rinnovo. Johan Vasquez, importante difensore mancino, e Morten Frendrup, tuttocampista dedito al sacrificio, hanno recentememte rinnovato. Rispettivamente il messicano fino al 2027 e il danese fino al 2028. Dopo queste nuove leve (Vasquez è classe 1998, Frendrup è 2001), i liguri pensano anche allo zoccolo duro di maggiore esperienza. I prossimi nomi sul tavolo, infatti, sono quelli di Badelj e Bani (classe 1989 e 1993), che rappresentano la componente esperta della squadra.

Tuttosport spiega che con Bani è pronto già un accordo fino al 2026. Mentre con Badelj si dovrà ancora discutere, in previsione di giugno 2025 o 2026. Sono da valutare, inoltre, anche le situazioni di Ekuban e Strootman, in scadenza il prossimo giugno. La cosa certa è che il Genoa prosegue sulla strada della continuità di uomini, dopo la promozione dello scorso anno e il buonissimo lavoro che il Grifone sta facendo in questa stagione.

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