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I cinque migliori momenti della carriera di Lionel Messi

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I cinque migliori momenti della carriera di Lionel Messi

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Con il trionfo al Mondiale in Qatar Lionel Messi è definitivamente entrato nell’Olimpo non solo del calcio ma dello sport in generale. Il coronamento di una carriera strepitosa, che non ha nulla a che fare con la logica umana. Qualsiasi approfondimento dedicato a lui potrebbe anche sembrare triviale di fronte a ciò che ha rappresentato il diez argentino per il mondo del calcio. Abbiamo comunque cercato di andare a ricostruirne le imprese, partendo da quelle che sono le tappe fondamentali del percorso della Pulga verso la gloria eterna. Ecco dunque i 5 migliori momenti della carriera di Lionel Messi.

I 5 MIGLIORI MOMENTI DELLA CARRIERA DI MESSI – LA TRIPLETTA NEL SUO PRIMO CLÁSICO

Andiamo in ordine cronologico. Senza dubbio la tripletta in Barcellona-Real Madrid del 10 marzo 2007 è il primo vero momento di grandezza di Lionel Messi in carriera. In quell’occasione le attenzioni dei media erano solo parzialmente rivolte al giovanissimo talento rosarino, che all’epoca aveva 19 anni e il 19 sulla maglia e che si apprestava a giocare il suo primo clásico di fronte a 98 mila spettatori.

Questa è infatti solo la primissima stagione da titolare per lui, in un Barcellona, guidato ancora da Frank Rijkaard, che era a metà tra la gloriosissima vecchia guardia dei vari Ronaldinho, Eto’o, Deco e Rafa Marquez e la nuova strepitosa ondata di talenti che domineranno il calcio negli anni a seguire capeggiati dal trittico Xavi, Iniesta e Messi.

Le attenzioni della difesa del Real Madrid sono ovviamente tutte per Ronaldinho, ma quella sera a brillare più luminosa è la stella del giovanissimo Messi. Tre gol per il 3-3 finale, l’ultimo dei quali, il più bello, al ’95 che evita la sconfitta dei Blaugrana di fronte al proprio pubblico. A fine partita il mondo del calcio si rese definitivamente conto che una nuova era stava per iniziare. Non a caso a fine anno la classifica del Pallone d’Oro reciterà in quest’ordine: Kaká, Cristiano Ronaldo, Lionel Messi. Facendo dunque presagire chi saranno gli extra terrestri che domineranno nel prossimo decennio.

I 5 MIGLIORI MOMENTI DELLA CARRIERA DI MESSI – LA PRIMA CHAMPIONS LEAGUE

E il primo grande scontro fra i due fenomeni non poteva che arrivare nell’atto finale della competizione più prestigiosa. Il 27 maggio 2009 a Roma va in scena la finale di Champions League fra il Barcellona di Messi e il Manchester United di Ronaldo.

Il Manchester è il detentore del trofeo e Cristiano è il Pallone d’Oro uscente. Ma il Barcellona di quell’anno gioca un calcio mai visto fino ad allora su un terreno di gioco. La macchina perfetta di Guardiola ha stavolta in Messi il suo numero 10 e il faro che illumina le partite con le sue giocate.

La vittoria è netta, 2-0. Lo stacco aereo della Pulga per il secondo gol diventa immediatamente iconico e rimarrà impresso nella memoria collettiva. Nello stesso anno Messi conquista tutto insieme al Barcellona. I catalani saranno il primo club della storia a conquistare il sextuple, ovvero vincere tutti e sei i trofei ai quali ha partecipato: LaLiga, Copa del Rey, Champions League, Supercoppa UEFA, Supercoppa di Spagna e Mondiale per club.

Il tutto grazie a Leo, che chiuderà la stagione con 38 reti in tutte le competizione e alzando dunque la sua prima Scarpa d’Oro e, ovviamente, anche il primo Pallone d’Oro della sua carriera a soli 22 anni. Ma questo non è che l’inizio.

I 5 MIGLIORI MOMENTI DELLA CARRIERA DI MESSI – L’ANNO DA 91 GOL

Sempre andando in ordine cronologico (e avendo già deciso gli ultimi due momenti della sua carriera da scegliere) siamo rimasti con un dubbio sul terzo momento iconico della carriera di Lionel Messi. È vero, ci siamo un po’ voluti complicare la vita andando a scegliere solo cinque momenti di una carriera in cui i momenti stellari sono stati decine.

Avremmo voluto mettere la vittoria della Champions League del 2015, probabilmente l’ultimo tango dello strepitoso Barcellona che ha segnato una nuova era del calcio. Trionfo in cui è decisivo con il gol con cui in semifinale umilia Boateng, Neuer e il Bayern M0naco. Trionfo che lo porterà a vincere il suo quinto Pallone d’Oro.

Ma alla fine abbiamo optato per il suo strepitoso 2012, in cui ha stabilito il record di marcature in un anno solare, ben 91. La nostra scelta è presto spiegata. Il 2012 di Messi, pur senza vittorie di squadra degne di nota, è, a livello statistico, senza un senso logico. È il momento in cui l’argentino ha deciso di alzare ancora di più l’asticella e porla lì dove nessun umano è mai arrivato e difficilmente arriverà in futuro.

In quell’anno Messi diventa il primo a segnare cinque reti in una sola partita di Champions League (nel 7-1 al Bayer Leverkusen). Diventa il miglior marcatore della storia del Barcellona a soli 25 anni. E diventa anche il primatista assoluto di reti in una singola stagione con 72 gol fatti in 60 partite. Ovviamente è suo il quarto Pallone d’Oro di fila (nessuno come lui nella storia) e la terza Scarpa d’Oro (anche qui record di vittorie del trofeo).

I 5 MIGLIORI MOMENTI DELLA CARRIERA DI MESSI – LA COPA AMERICA

Gli ultimi due momenti della carriera di Messi sono dedicati alle due imprese compiute con l’Argentina. Il suo rapporto con la Selección è stato per moltissimi anni conflittuale e in ciò ha pesato il paragone tra il fantasista di Rosario e Diego Armando Maradona. La critica si è abbattuta su Leo, spesso anche immotivatamente, per il fatto di essere venuto meno negli appuntamenti dove invece Diego era riuscito a raggiungere l’obiettivo.

La sconfitta nella finale Mondiale del 2014 contro la Germania e le due finali di Copa America perse contro il Cile sono stati le uniche due macchie che hanno per lungo tempo perseguitato Messi e che lo hanno posto sempre in un rapporto di sudditanza rispetto al suo predecessore.

Ma come abbiamo fatto a dubitare di Messi? Messo alle strette dagli scomodi paragoni col Dios, la Pulce ha saputo tirare ancora una volta il meglio di sé nelle ultime due occasioni in cui gli dei del calcio gli hanno concesso di ottenere la gloria.

La prima il 10 luglio 2021. L’Argentina interrompe un digiuno di quasi 30 anni e si aggiudica la Copa America contro gli acerrimi rivali del Brasile. Messi è il protagonista della competizione, di cui è il capocannoniere e in cui serve l’assist per la rete decisiva di Di Maria in finale.

Il successo è bissato con la vittoria della Finalissima CONMEBOL-UEFA contro l’Italia l’1 giugno 2022. Il Re non è ancora stato deposto. È ancora lì a brillare nonostante le sue 35 primavere, vincendo anche il settimo Pallone d’Oro. Solo il preludio prima di spalancare le porte del paradiso alla sua nazionale.

I 5 MIGLIORI MOMENTI DELLA CARRIERA DI MESSI – SUL TETTO DEL MONDO

Ed eccoci giunti al finale, che sembra uscito fuori da una delle migliori sceneggiature di Hollywood. Tutti gli psicodrammi e i patemi vengono definitivemente scacciati. L’Argentina è Campione del Mondo e Messi è il trascinatore di tutto il popolo, che si stringe intorno a lui e da cui egli stesso trae la forza per trascendere persino se stesso.

No, non si può parlare di nessuna azione dell’Argentina ai Mondiali senza citare anche Leo Messi. Il diez è presente in tutti i momenti del torneo. L’unico nella storia a siglare un gol in ogni fase, dai gironi fino alla finale.

Con Argentina-Francia non abbiamo assistito solo alla finale di un Mondiale, ma a uno di quei momenti che rimarrà per sempre impresso nella storia dell’umanità. Mbappé, il giovane sfidante del Re, che ha tutti i diritti di esserne il successore in futuro, non riesce a spodestare Sua Maestà. Adesso Messi non entrerà nell’Olimpo del calcio. Lì c’era già, e anche da un bel po’ di tempo. Adesso può anche sedersi sul trono come Re degli Dei del gioco.

MA NON È ANCORA FINITA

Rendiamo a grazie al fatto che questa non sia la fine del viaggio. È il traguardo più importante certo, ma ora ci attenderà una lunghissima standing ovation per Lionel Messi, fatta di gol e trofei che può ancora conquistare.

C’è la Champions da vincere col Paris Saint-Germain, la prima per il club e la quarta per il suo numero 30, che gli permetterebbe di pareggiare i conti con le vittorie dell’eterno rivale Cristiano Ronaldo.

C’è da alzare l’ottavo Pallone d’Oro, record che probabilmente nessun’altro riuscirà a raggiungere. E poi? Poi immaginiamo un romantico ritorno a Rosario, al Newell’s Old Boys, lì dove tutto ebbe inizio. Magari si potrebbe fare un pensierino sulla conquista del Campionato argentino, o ancora meglio, della Copa Libertadores.

Ma su questo non vogliamo fare previsioni. Ci limiteremo a guardare partita dopo partita, come facciamo ormai da quasi 20 anni, dove potrà ancora arrivare questa divinità che ha saputo stupirci e che lo farà ancora.

 

 

 

 

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FLASH – Lewandowski gela il Maradona: 0-1 Barcellona al 60′

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Juan Jesus e Lewandowski, giocatori di Napoli e Barcellona, Serie A, La Liga, Coppa Italia, Champions League, EURO2024

Ecco il gol del vantaggio del Barcellona al Maradona. 0-1 più che meritato per gli uomini di Xavi e a segnare è il solito Robert Lewandowski. Difesa del Napoli non perfetta nelle letture difensive, con Pedri che serve tra le linee al limite dell’area il bomber polacco, poi abilissimo a girarsi, ad aspettare l’intervento di Di Lorenzo e a tirare con estrema precisione all’angolino basso alla destra di Meret, incolpevole.

Ora necessari dei cambi per Calzona, per provare ad abbozzare una reazione e non rendere totalmente arrendevole la prestazione del suo Napoli questa sera.

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La DFL fa un passo indietro: annullato l’accordo per il passaggio dei diritti televisivi dopo le proteste

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Colonia

È un bel giorno per i tifosi tedeschi” ha detto Thomas Kessen, portavoce dell’Unser Kurve,

Mentre il Bayer Leverkusen allunga e consolida il primo posto con 8 punti di vantaggio e il Bayern Monaco sprofonda in una crisi, in Germania tiene banco anche la questione extra-campo che riguarda i diritti televisivi. Come riporta Eurosport, nelle ultime settimane si era raggiunto un accordo tra la Bundesliga e i fondi di private equity per i diritti televisivi del massimo campionato tedesco.

A maggio si è svolta una prima votazione, fallita, in merito alla questione, ma, in quella di dicembre, 24 dei 36 club di Bundesliga e Bundesliga 2 hanno votato a favore per il passaggio dei diritti televisivi a CVC, che avrebbe portato un indotto di circa un miliardo di dollari. La manovra prevedeva la cessione del 6-8% delle azioni, esternalizzando i diritti televisivi. Questo ha però scatenato l’ira dei tifosi, che hanno protestato a lungo, e, probabilmente, la DFL li ha ascoltati.

Oggi, infatti, la Lega Calcio Tedesca ha dichiarato l’annullamento dell’accordo con CVC per l’assegnazione dei diritti televisivi a partire dalla stagione 2025/2026. Hans-Joachim Watzke, portavoce della DFL, ha parlato e ha detto: “Considerando gli sviluppi attuali non è più possibile portare avanti con successo il processo”. 

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Formazioni ufficiali Napoli-Barcellona: riecco Osimhen dal 1′, titolare anche Cajuste

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Osimhen, Rrahmani e Natan, giocatori del Napoli, Serie A, Coppa Italia, Champions League

La prima del Napoli di Calzona è subito una sfida delicatissima di Champions. Al Maradona arriva il Barcellona di Xavi per l’andata degli ottavi di finale. Gli azzurri sperano di avere una scossa con il terzo cambio in panchina in stagione e quale occasione migliore per dimostrarlo contro una delle migliori squadre in Europa. Dall’altra parte, infatti, ci sarà un Barcellona determinatissimo a sfruttare il momento di disorientamento degli italiani.

Vediamo insieme le formazioni ufficiali di Napoli-Barcellona:

FORMAZIONI UFFICIALI NAPOLI-BARCELLONA

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesús, Rrahmani, Olivera; Anguissa, Lobotka, Cajuste; Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Calzona

BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Koundé, Araujo, Iñigo Martínez, Cancelo; Frenkie De Jong, Christensen, Gündogan; Lamine Yamal, Lewandowski, Pedri. All. Xavi

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Pioli in conferenza pre Rennes: “Qualificazione non ancora raggiunta, anche domani turnover”

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Milan

Le parole di Stefano Pioli, tecnico del Milan, in conferenza stampa alla vigilia del ritorno dei playoff di Europa League contro il Rennes. I rossoneri voleranno in Francia forti del 3-0 maturato a San Siro settimana scorsa.

DISCORSO AI RAGAZZI – “La partita l’abbiamo analizzato lunedì. Alla squadra ho detto che ci siamo presi un vantaggio, ma che la qualificazione non è ancora raggiunta. Il Rennes è una buona squadra“.

TURNOVER – “Non mi piace il termine turnover, è sola gestione della squadra. Dovremo giocare cinque partite in quindici giorni. Le scelte di domenica erano dovute alle condizioni dei giocatori e così farò anche domani e contro l’Atalanta”.

CONDIZIONE DEI GIOCATORI – “Stanno tutti bene, rispetto a domenica abbiamo avuto un giorno di riposo. Sono tutti in condizione di poter giocare“.

DIFFICOLTÀ MAGGIORE – “Il Rennes proverà a fare qualcosa di diverso rispetto a mercoledì, almeno nell’atteggiamento. Ci proverà a mettere in difficoltà e quindi dobbiamo prepararla bene“.

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