L’Alimentazione nel mondo dello sport, così come nella vita quotidiana, rappresenta un valido aiuto per migliorare le proprie prestazioni fisiche. Attraverso un corretto stile di vita l’atleta può riuscire a preservare la propria forma e a prevenire l’eventualità di incombere in infortuni. In ambito sportivo spesso ci si trova a dover fare i conti con diverse tipologie di piani alimentari, ognuno stipulato in base al dispendio energetico di ciascun atleta e agli obiettivi che si intende raggiungere. Il punto di partenza per l’impostazione di un corretto piano terapeutico sarà il rispetto del fabbisogno energetico di ciascun individuo, rapportato al suo dispendio giornaliero e alle condizioni fisiche in cui si trova. Parlando di ‘’nutrizione sportiva’’ è importante trattare alcuni punti focali, considerati alla base di qualsiasi approccio alimentare, punti che si potrebbero riassumere nei seguenti punti.

1- Suddivisione della giornata in 5 pasti (colazione, merenda, pranzo, spuntino e cena)

Nella suddivisione giornaliera la colazione ricopre un ruolo molto importante, per cui dovrà essere un pasto particolarmente ricco (20-25% dell’introito calorico giornaliero) ed equamente bilanciato, con il giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi, rispettando nelle scelte degli alimenti quelli che sono i principi dettati dalla piramide alimentare.

2- Conferire all’atleta il giusto apporto energetico

Per portare a compimento l’attività fisica l’atleta avrà bisogno di un cospicuo carico calorico, carico che verrà fornito soprattutto dai carboidrati, i quali andranno a coprire circa il 45-50% dell’introito calorico giornaliero di un soggetto. I carboidrati spesso in ambito sportivo vengono demonizzati inutilmente ma è fondamentale ricordare come in realtà rappresentino la principale ‘’benzina’’ per il nostro corpo e risultano fondamentali per mantenere inalterata la glicemia durante la pratica fisica.

3- Variare il più possibile la scelta degli alimenti

L’atleta nella scelta degli alimenti da consumare dovrà cercare di variare il più possibile la qualità, per alimenti come frutta e verdura ad esempio sarà fondamentale far riferimento anche alla stagionalità in modo da usufruire sia delle caratteristiche organolettiche del prodotto ma anche del maggior numero di nutrienti possibili.

4- Consumare cibi facilmente digeribili il giorno della partita, soprattutto in sport ad alta intensità come il calcio

5- Mantenere un ottimo stato d’Idratazione

L’idratazione rappresenta un aspetto fondamentale nel corretto stile di vita di un atleta, il quale dovrà prestare particolarmente attenzione prima, durante e anche dopo l’attività, dove il ripristino dei liquidi persi durante l’esercizio fisico diventa necessario, spesso per aiutare questo processo si ricorre anche all’utilizzo di qualche integratore salino. L’acqua nella pratica sportiva svolge un ruolo determinante per la termoregolazione corporea, inoltre l’atleta disidratato tenderà ad essere più soggetto ad infortuni.

6- Evitare di elaborare un piano terapeutico ‘’ipocalorico’’, dove una carenza energetica potrebbe finire per determinare una prestazione fisica scadente e una tenuta fisica molto bassa.

Qualora dovessimo stabilire quale piano alimentare potrebbe risultare più appropriato alle esigenze di un soggetto sportivo non potremmo che citare l’approccio di tipo mediterraneo. La dieta mediterranea è probabilmente la dieta più famosa e più trattata da tutti gli specialisti che lavorano nel campo alimentare. Tra i principi alla base di questo percorso terapeutico troviamo quello di garantire un adeguato apporto di carboidrati, proteine e grassi al soggetto che deciderà di sottoporsi a questo schema nutrizionale.

I carboidrati, come già detto in precedenza, rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo per cui risulterà impossibile farne a meno, soprattutto per atleti con un dispendio particolarmente alto. Naturalmente ci sono carboidrati più idonei ed altri meno idonei ma la quota complessiva comunque dovrà prevalere su quella degli altri macronutrienti. Le proteine, in questo schema alimentare, svolgono un ruolo importante per quanto riguarda il rinnovo e l’accrescimento del tessuto muscolare, mentre i grassi, che generalmente si attestato intorno al 30% dell’introito calorico giornaliero, contribuiscono insieme ai carboidrati ad essere un’ottima riserva energetica.

Nell’impostare un piano alimentare per un soggetto sportivo, particolare attenzione andrà fatta anche nella scelta degli alimenti, indicando prodotti di facile digestione. Nel calcio ad esempio giocare dopo aver consumato prodotti che ancora non vengono digeriti può causare una difficoltà da parte dell’atleta nel correre, associata a senso di pesantezza, nausea, dolori addominali e altre manifestazioni che non faranno altro che influenzare negativamente la prestazione del calciatore. In tal senso sarà compito dello specialista provare ad educare il più possibile i ragazzi, anche nel loro modo di ingerire gli alimenti, incentivandoli verso una masticazione accurata, senza incombere dunque in fenomeni di abbuffate, che può favorire il decorso digestivo degli alimenti.

Ormai alla soglia del 2020 il tema dell’alimentazione è diventato argomento di dibattito comune, spesso quotidianamente ci troviamo a dover fare i conti con teorie molti discordanti l’una dall’altra. Questa confusione mediatica può avere ripercussioni anche sugli atleti stessi, soprattutto i più giovani, per cui il compito dello specialista sarà quello di ‘’educare’’ in ambito nutritivo l’atleta che si troverà davanti, in quanto mantenere un corretto stile di vita associato ad una buona alimentazione risulteranno fondamentali per il successo sportivo, sia in ambito personale che collettivo come squadra. D’altronde l’alimentazione è una componente fondamentale nella vita degli atleti e va curata in ogni dettaglio.