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I cinque peggiori acquisti del mercato di riparazione

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La sessione di mercato invernale è quella fase dell’anno dove le squadre cercano di mettere una pezza ai propri problemi, causati da errori di valutazione occorsi durante la sessione di mercato estiva. Se da una parte il calcio è pieno di colpi ad effetto in grado di svoltare una stagione – prendiamo in considerazione i casi di Piatek e Muriel, senza andare troppo lontano – dall’altra la pressione di ottenere un risultato e il poco tempo a disposizione fanno si che molte dirigenze cadano in errore, causando problemi ancora più grossi di quelli già presenti. Qui di seguito raccontiamo i 5 peggiori acquisti del mercato di  riparazione della Serie A, nomi di spessore che hanno deluso una volta giunti nel nostro campionato.

NICOLAS ANELKA (SHANGHAI SENSHUA- JUVENTUS)

La Juventus, durante la stagione 2012-2013, è per il secondo anno sotto la guida di Antonio Conte. La squadra è tornata in Champions League, dove è attesa dall’ottavo di finale contro il Celtic Glasgow. La necessità è quindi quella di trovare un attaccante a basso costo che possa portare la giusta dose di esperienza alla squadra per i grandi palcoscenici. Marotta, già assicuratosi Llorente per la stagione successiva, decide di virare con forza su Nicolas Anelka, dopo aver ricevuto i no da parte di Didier Drogba e Lisandro Lopez. Il francese gioca qualche minuto a febbario in Champions League, divenendo così il calciatore ad aver giocato con più maglie diverse nella competizione, fino all’esorio di Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Manchester United qualche anno dopo. Successivamente, Anelka sparisce dalle gerarchie divenendo un panchinaro fisso della Juventus. Giocherà 45 minuti in totale, scendendo in campo in altre 2 occasioni e vincendo la scudetto, ma riuscirà a guadagnarsi l’affetto della tifoseria bianconera come amuleto: quando Anelka sedeva in panchina, la Juventus vinceva sempre. Il contratto, che prevedeva un opzione per il secondo anno, non viene ovviamente rinnovato, con il calciatore che si accaserà successivamente al West Bromich Albion.

HELDER POSTIGA (VALENCIA – LAZIO)

Il mercato di gennaio, si sa, da e toglie. Durante la stagione 2013-14, caratterizzata dalla dolorosa cessione di Hernanes all’Inter, la Lazio è alla ricerca di un attaccante che possa affiancare Miroslav Klose per il resto della stagione, complice anche la cessione di Sergio Floccari. Lotito, alla ricerca del colpo low cost, tira fuori il coniglio dal cilindro a mercato praticamente scaduto: Helder Postiga dal Valencia. Postiga, attaccante di manovra più gradito agli allenatori che ai tifosi, non è mai stato un grande realizzatore. Acciaccato dagli infortuni, e ormai un lontano parente di quell’attaccante vincitore della Coppa Uefa con il Porto, si farà subito male al polpaccio e scendendo in campo in sole 5 occasioni con la maglia biancoceleste, ottenendo la cessione a fine stagione.

ALESSIO CERCI (ATLETICO MADRID-MILAN)

Alessio Cerci è sicuramente il protagonista di una delle parabole discendenti più clamorose della storia del nostro calcio recente, a dimostrazione di come basti un infortunio e un calo nella propria fiducia personale per minare le certezze di un calciatore. Fino a pochi mesi prima del suo arrivo a Milano era considerato un giocatore di ottimo livello, tanto da meritarsi la maglia dell‘Atletico Madrid di Simeone dopo aver fatto benissimo in Italia con la maglia del Torino.
Sono solo 6 le presenze alla corte del Cholo, chiuso nelle gerarchie dell’attacco rojiblanco, che lo spingeranno ad accettare l’offerta del Milan per un prestito di 18 mesi, tornando in quel calcio che tanto aveva bistrattato solo 6 mesi prima. Le prestazioni deludenti e le dichiarazioni rilasciate prima della sua partenza dall’Italia hanno un effetto negativo sul suo ritorno, vedendolo bersaglio dei tifosi che troveranno in lui anche un capro espiatorio per le avverse fortune della sua squadra. Questi fatti lo porteranno a chiudere i suoi profili social e a lasciare il Milan dopo solo un anno, prima di accasarsi al Genoa per altri 6 mesi.

XHERDAN SHAQIRI (BAYERN MONACO-INTER)

L’Intrer 2014-15 è un club in un periodo di transizione. Ad inizio stagione la squadra, in mano a Walter Mazzarri, fatica a trovare continuità di risultati, fattore che porterà la società ad esonerare il tecnico richiamando in panchina Roberto Mancini. Il mercato di gennaio porta in dote un futuro pilastro dei nerazzurri, Marcelo Brozovic, e l’arrivo di un campione dall’esperienza assicurata come Lukas Podolski insieme alla freschezza di Xherdan Shaqiri, prelevato dal Bayern Monaco. L’esterno, chiuso da Arjen Robben, arriva in nerazzuro con la formula del prestito con obbligo di riscatto a fine stagione, e le stimmate del predestinato addosso. Gli inizi sembrano anche promettere bene, con il gol all’esordio in Coppa Italia contro la Sampdoria e una rete in campionato contro l’Atalanta, se pur su rigore. Successivamente, complice anche il caos che circonda la società nerazzurra, svanisce, scivolando in fondo alle gerarchie di Roberto Mancini. Verrà ceduto a fine stagione allo Stoke City per 17 milioni di euro, dopo appena 15 presenze, contribuendo alla salvezza della squadra per due anni di fila, prima di passare al Liverpool e giocarsi una finale di Champions League.

SEYDOU DOUMBIA (CSKA MOSCA-ROMA)

Anche l’ultimo calciatore della nostra lista è un colpo figlio dell’ultimo giorno di mercato, quando i minuti sembrano ore e l’eco del fallimento è fisso sulla schiena di ogni direttore sportivo. La Roma, il 31 gennaio 2015, annuncia l’acquisto a titolo definitivo di Seydou Doumbia, prelevato dal Cska Mosca per 14,5 milioni di euro, firmando un contratto da 4 anni. La squadra, allenata da Rudi Garcia, è caratterizzata da un’estrema verticalità che potrebbe in teoria favorire i ritmi forsennati e la ricerca della porta dell’ivoriano. La sua avventura in giallorosso però inizia molto male, fischiato insieme a tutta la squadra dopo lo scialbo 0 a 0 ottenuto contro il Parma. Le presenze fino a fine stagione saranno appena 14, condite da due reti. L’inizio della stagione 2015-16 apre un valzer di prestiti che vedranno Doumbia prima tornare al Cska, poi trasferirsi al Newcastle e al Basilea, venendo poi acquistato dallo Sporting Lisbona nell’estate 2017.

 

 

 

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Calciomercato

Scalvini sempre più nel mirino delle big, la Dea detta le condizioni

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Scalvini

Dopo un’ottima prima parte di campionato, che sono valse le chiamate anche di CT Mancini, Giorgio Scalvini sta diventando sempre più l’uomo mercato del momento.

Classe 2003, sotto la guida Gasperini sta coltivando sempre più esperienza, che lo sta facendo crescere ogni match.

Molto giovane e molto bravo, tanto che molti club europei hanno messo gli occhi sul gioiello atalantino.

Come riportato da tuttomercatoweb.com, l’Inter sarebbe stata una delle prime a muoversi, ma la richiesta dell’Atalanta rimane elevata.

Anche il Bayern Monaco pare ci stia provando, ma l’Atalanta pare non faccia sconti e, per fare partire Scalvini, pare che la cifra richiesta sia sui 40 milioni di euro.

L’Atalanta per ora si coccola il suo ragazzo, che punta ad essere un altro dei tanti giovani che la dea è riuscita a far diventare grandi giocatori.

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Benatia carica il Marocco: “Siamo belli e organizzati, dovremo essere anche arroganti”

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Benatia

Questo pomeriggio il Marocco, forse la sorpresa più convincente di Qatar 2022, scenderà in campo contro la Spagna, sfida valida per gli ottavi di finale. Nonostante l’esperienza ed il tasso tecnico sia sicuramente inferiore a quello spagnolo, la squadra del CT Regragui ha l’obbligo di credere nell’impresa, in virtù del gioco mostrato nelle partite del girone.

Mehdi Benatia ha commentato l’andamento della propria Nazionale ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Siamo tanto belli e tanto organizzati: la Spagna dovrà fare attenzione. In questo Mondiale si sono viste già tante sorprese, perché non pensare che ce ne sia un’altra? Per noi marocchini con la Spagna è un po’ come un derby, anche e non solo dal punto di vista geografico. Dovremo essere un po’ arroganti, per crederci e vincere. Si può fare, ma la testa fa tutto in match così”.

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L’avvocato Mario Grassani si sbilancia: “La Juventus rischia la retrocessione”

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I tifosi della Juventus stanno vivendo giorni all’insegna della preoccupazione, ma soprattutto della confusione. Tra ‘Inchiesta Prisma’, ‘Manovra stipendi’, plusvalenze fittizie ed errori sul bilancio, la comprensione fattuale spesso risulta complessa. Per avere una visione a 360 gradi della vicenda, occorre avere buone competenze giuridiche.

Il noto avvocato Mario Grassani, tra i più esperti nell’ambito del diritto sportivo, ha parlato alla trasmissione Radio Anch’io Sport su Radio Rai1. Di seguito le sue parole.

RISCHI DELLA JUVENTUS

Questa penso che sia l’indagine più pesante della storia della Juventus, anche superiore rispetto a quella di Calcipoli nel 2006. I comportamenti illeciti che gli sono imputati non hanno precedenti. A livello sportivo rischia di più dell’ammenda o della modesta penalizzazione. Tutto questo potrebbe portare a una forte penalizzazione perché la norma stabilisce che se ci sono alterazione di documenti, come le scritture private, può portare conseguenze superiori rispetto alla semplice penalità. La norma prevede che se il club si è iscritto al campionato grazie a questi espedienti, può essere esclusa dallo stesso, può portare alla retrocessione e anche alla perdita del titolo di campione d’Italia“.

DIMISSIONI DEL CDA

Le dimissioni in blocco ricordano la scelta fatta nel 2006 da Moggi, Giraudo e Bettega. Certamente è un segnale positivo in un quadro preoccupante. La Juventus in questo modo ha tagliato col passato ma non basta per ridurre la gravità dei fatti, se accertati. È un segnale che la dice lunga sulla volontà della società di isolare gli elementi che sono coinvolti. Il rischio di reiterazione del reato non c’è più dopo le dimissioni, penso quindi che non ci sia il rischio di un arresto cautelare e che il procedimento proseguirà con gli imputati in libertà”.

TEMPISTICHE

“La giustizia sportiva ha tempi brucianti a differenza di quella civile. Si concluderebbe subito, entro il 2022/2023 e avrebbe riscontri nell’immediato.

Nel 2006  il sistema Juventus fu quello di inquinare il sistema arbitrale dal vertice. Oggi il fatto che gli stessi protagonisti parlino di una situazione peggiore di Calciopoli, dimostra la consapevolezza di comportamenti ancora più gravi rispetto al 2006. Un conto è avvicinare gli arbitri, un conto è drogare i conti della società. Questa viola la competizione con gli altri club e altera la regolarità del campionato. Io non posso mettere capitali nella società tramite figurine Panini o carte del Monopoli per alterare la mia situazione”.

PROCEDIMENTO UEFA

La situazione con l’Uefa è poco approfondita. Anche per l’Uefa è una situazione unica, perché gli altri procedimenti prevedevano sforamenti della capacità di spesa in relazione al fair play finanziario. In quelle situazioni c’è stato un blocco del mercato, ma questa è una situazione diversa”.

PROCESSO SPORTIVO E PENALE

“Tecnicamente sono due percorsi autonomi. In tanti casi abbiamo assistito ad assoluzioni da una parte e condanne dall’altra. La giustizia sportiva arriverà prima e le indagini penali non avranno raggiunto una verità processuale nel frattempo. Chiaramente dovrà tenere conto della giustizia penale ma il criterio sarà autonomo. Il movimento deve eliminare le mele marce sia che si tratti della Juventus sia che si tratti del Borgorosso FC”.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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