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I CT italiani che allenano nazionali straniere

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I CT italiani che allenano nazionali straniere

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I CT ITALIANI CHE ALLENANO NAZIONALI STRANIERE

I CT ITALIANI CHE ALLENANO NAZIONALI STRANIERE – La leggendaria carriera di Carlo Ancelotti si prepara ad arricchirsi di un nuovo capitolo, forse stavolta davvero l’ultimo. Al termine di questa stagione, la terza del suo secondo ciclo madridista, l’ex centrocampista di Roma Milan diventerà il commissario tecnico della panchina più prestigiosa al mondo per quanto riguarda le nazionali: il Brasile. I verdeoro, che negli ultimi 20 anni hanno raccolto più delusioni che successi se ci limitiamo alla sola Coppa del Mondo, lanciano dunque un messaggio chiarissimo: i Mondiali del 2026 sono un obiettivo che Re Carlo non potrà minimamente permettersi di fallire. Ancelotti diventa dunque il capofila di una nutrita truppa di allenatori nostrani alla guida di nazionali estere, che andremo dunque a passare in rassegna.

MARCO ROSSI (Ungheria)

Tra di essi il più noto è Marco Rossi, che da ormai 5 anni siede sulla panchina della nazionale ungherese, ottenendo risultati che sulle rive del Danubio non si vedevano da decenni. Con il tecnico piemontese i magiari hanno ben figurato a Euro 2020 e nella Nations League 2022. Nel primo caso l’Ungheria, apparente vittima sacrificale del “girone della morte” con Portogallo, Francia Germania riesce a strappare due pareggi contro i Bleus e la Mannschaft, sfiorando il passaggio del turno ai danni dei tedeschi, salvatisi in extremis grazie a un gol di Goretzka.

L’anno seguente dunque, oltre alla già citata Germania, la squadra di Rossi trova nel proprio girone l’Italia e l’Inghilterra. Il risultato? Un bottino di 4 punti su 6 contro i tedeschi, e soprattutto le due vittorie contro i Tre Leoni, tra cui la storica vittoria per 0-4 in terra inglese, che non sono tuttavia bastate per accedere alla final four della Nations League. L’Ungheria punta dunque a qualificarsi ai Mondiali del 2026, torneo a cui manca dall’edizione del 1986.

GIANNI DE BIASI (Azerbaigian)

Oltre ad alcune brevi esperienze tra Italia (Torino Udinese) e Spagna (Levante Deportivo Alavés), De Biasi ha legato principalmente il suo nome alla panchina dell’Albania, che ha allenato dal 2011 al 2017, traghettandola per la prima volta a un grande torneo in occasione di Euro 2016. Attualmente alla guida dell’Azerbaigian dal 2020, nella Nations League del 2022 si è piazzato al secondo posto del proprio girone nella Lega C alle spalle del Kazakistan.

STEFANO CUSIN (Sudan del Sud)

Nato in Canada e cresciuto in Francia, la vita di Stefano Cusin è sempre stata all’insegna dell’avventura e delle esperienze più esotiche. Dopo una modesta carriera da calciatore, ha iniziato ad allenare nelle serie minori del Belpaese, per poi dare inizio a un vero e proprio giro del mondo (spesso come vice di Walter Zenga), che annovera le seguenti tappe: Camerun, Congo, Bulgaria, Libia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Cisgiordania, Inghilterra (al Wolverhampton), Cipro e Iran. Nel 2021 ha aggiunto un’ulteriore bandiera alla sua innumerevole collezione, diventando commissario tecnico del Sudan del Sud.

FRANCESCO MORIERO (Maldive)

Dopo una carriera da calciatore che lo ha visto raggiungere l’apice con le maglie di Roma ed Inter (memorabile la sua partnership con Ronaldo), Moriero è diventato un vero e proprio allenatore-girovago: l’ex ala leccese infatti, non è mai stato alla guida dello stesso club per più di una singola stagione (con la sola eccezione della Sambenedettese, allenata per due brevi spezzoni nel 2017 e nel 2018). Il suo incarico più duraturo è infatti quello attuale, che lo vede commissario tecnico delle Maldive dal 2021 ad oggi, con cui non è riuscito a qualificarsi alla Coppa d’Asia del 2024.

FRANCESCO CALZONA (Slovacchia)

Dopo aver debuttato sulle panchine di Catiglionese Torrita, il percorso di Francesco Calzona si intreccia con quello di Maurizio Sarri nel 2007, diventando suo vice-allenatore nell’Avellino. Da lì ha inizio una vera e propria scalata fino ai vertici del calcio italiano, culminata con lo scudetto sfiorato con il Napoli undici anni dopo. Dopo le esperienze di Cagliari con Di Francesco e Napoli-bis con Spalletti, Calzona ha smesso di vestire i panni della spalla nell’estate del 2022, diventando ct della Slovacchia, con cui ha iniziato al meglio il girone di qualificazione a Euro 2024. Al momento, infatti, è al secondo posto alle spalle del Portogallo, dopo aver totalizzato 10 punti su 12.

MICHELE MARCOLINI (Malta)

Nonostante conosca bene la Serie A da calciatore, in virtù della militanza in squadre quali BariAtalanta ChievoVeronaMichele Marcolini non si è mai seduto su una panchina di una squadra della massima serie italiana, allenando tuttalpiù in Serie B con il Chievo nella stagione 2019-20. L’incarico di commissario tecnico di Malta costituisce la sua prima esperienza al di fuori dello Stivale, fin qui senza troppa fortuna. Infatti, nel girone di qualificazione ai prossimi Europei, i maltesi hanno perso tutte le prime 4 partite; l’unico successo della gestione-Marcolini, contro Lussemburgo, è arrivato in amichevole.

DOMENICO TEDESCO (Belgio)

La sua storia di immigrato in Germania, culla della sua interessante carriera da allenatore, è ormai nota a molti appassionati, che si sono accorti per la prima volta di lui nel 2017-18. A soli 32 anni, alla sua prima stagione nel calcio professionistico, Tedesco ha ottenuto un inaspettato secondo posto in Bundesliga con lo Schalke 04, lasciando intravedere delle notevoli potenzialità. L’altro grande highlight della sua giovane carriera è la Coppa di Germania conquistata nel 2022 con il Lipsia, che lo rende il primo allenatore ad aver alzato un trofeo nella storia del club della RedBull.

Dopo essere stato esonerato dall’incarico lo scorso settembre, l’allenatore calabrese non è rimasto disoccupato molto a lungo; al termine di un Mondiale totalmente fallimentare, culminato nell’eliminazione al primo turno, il Belgio si è affidato a lui per ricostruire un progetto tecnico di alto livello, sulle macerie lasciate dal precedente ct Roberto Martinez e dal tramonto della cosiddetta “generazione d’oro” di Hazard e soci. A Euro 2024 (in caso di probabile qualificazione), per la prima volta dopo oltre un decennio, i Diavoli Rossi non figureranno tra i favoriti del torneo; Tedesco lo sa bene, e probabilmente non potrebbe chiedere niente di meglio.

 

 

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Il Barcellona ha deciso: non sarà De Zerbi il prossimo allenatore!

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In foto: Roberto De Zerbi, allenatore del Brighton, ex Sassuolo. Da giocatore, tra le altre, ha vestito la maglia del Napoli dopo essere cresciuto nel Milan.

Arrivano clamorose indiscrezioni per quanto riguarda la panchina del Barcellona. Come ormai noto, l’attuale allenatore Xavi ha deciso di lasciare il club a fine stagione rinunciando ad un anno di contratto. Così il club si sta muovendo in cerca di un profilo adatto a far ritornare ai vertici de LaLiga la squadra. In questi ultimi giorni, come riporta TMW, erano circolari diversi nomi, tra cui anche il ritorno di Luis Enrique e Roberto De Zerbi, attualmente al Brighton.

CASTING PER LA PANCHINA DEL BARCELLONA: ECCO COME STANNO LE COSE 

Sicuramente la panchina del Barcellona è tra le più ambite nel panorama calcistico internazionale. Tutti i grandi allenatori hanno il desiderio di allenare questo prestigioso club. Con l’addio di Xavi, quindi, si apre ufficialmente il “valzer” della panchina e solamente l’idea di calcio più convincente riuscirà a prevalere.

Nelle scorse ore dalla Spagna sono emerse indiscrezioni rumorose ed abbastanza precise nell’indicare Luis Enrique, attuale allenatore del PSG, come l’uomo individuato dal direttore sportivo Deco per la selezione blaugrana del futuro. Luis Enrique sarebbe un cavallo di ritorno avendo già guidato il Barça dal 2014 al 2017, periodo nel quale ha peraltro condotto la squadra a vincere il Triplete: campionato, Coppa Nazionale e Champions League.

L’altro candidato numero uno era Roberto De Zerbi. Difatti, l’attuale allenatore del Brighton, era stato anche “sponsorizzato” dallo stesso Guardiola che aveva individuato in lui il profilo più adatto. Tuttavia, secondo le indiscrezioni che provengono dai vertici della squadra, questa affermazione rischia fortemente di rimanere inascoltata da dirigenza e proprietà. Poichè il Barcellona ha deciso che non sarà lui il prossimo allenatore.

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De Ligt: “Faremo di tutto per ribaltare il risultato dell’andata”

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de Ligt

Giornata di vigilia per il Bayern e per la Lazio. Le due squadre si affronteranno domani sera all’Allianz Arena in vista del ritorno degli ottavi di finale della Champions League. In merito a questa partita, Matthijs De Ligt, ha voluto esprimere le sue considerazioni ai microfoni di Sportmediaset. Il giocatore ex Juventus si è soffermato sulla partita chiarendo, anche, il suo futuro.

L’INTERVISTA DI DE LIGT 

PARTITA – “Per noi e per loro è una partita molto importante. Stiamo vivendo un periodo un po’ difficile visto che siamo a 10 punti dal Bayer Leverkusen in campionato, quindi per noi è una gara molto importante. Il Bayern Monaco è una delle squadre più forti al mondo, è obbligatorio quasi arrivare ai quarti.

RESPONSABILITÁ – Lavoriamo per diventare migliori tutti i giorni e giocare meglio. Quando sei secondo in classifica per un calciatore del Bayern Monaco non è una cosa buona, stiamo lavorando per vincere la partita. Speriamo di riuscirci domani”.

CONDIZIONE – “Per me è molto importante, sono stato mezza stagione infortunato ed è stato molto difficile. Quando sei un giocatore, vuoi sempre scendere in campo. Ora mi sento molto bene, sono in forma e ho confidenza con il campo. Spero di aiutare nel miglior modo possibile la squadra.

FUTURO – “Ho ancora 3 anni di contratto dopo questa estate, sono molto felice qua.

 

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L’Arsenal punta ancora su Jorginho: ecco la proposta per il rinnovo

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Jorginho

Jorginho, centrocampista dell’Arsenal, sembra destinato a rimanere a Londra. Il giocatore ex Napoli sembrava tentato dalle proposte della Saudi Pro League con due squadre in particolare interessate: l’Al Hilal e l’Al Ittihad. Questi rumors erano stati confermati dalla presenza del suo agente, Joao Santos, avvistato nel quartier generale di uno dei due club. A quanto sembra, però, il futuro del giocatore azzurro sarà con i Gunners.

FUTURO DI JORGINHO: L’ARSENAL PENSA AL RINNOVO 

Jorginho, così, dovrebbe rimanere alla corte di Arteta. Il giocatore ha il contratto in scadenza nel giugno del 2024 e la società sembra intenzionata a prolungarglielo. Secondo le informazioni che circolano, come riferito da TMW, la proposta in arrivo da parte dell’Arsenal sarebbe per un anno (30 giugno 2025) con inserita però anche un’opzione per proseguire assieme fino al 2026. Segno che la dirigenza punta molto forte su di lui considerando la sua grande esperienza anche a livello europeo.

Arrivato all’Arsenal da poco più di un anno – si è trasferito nel gennaio 2023 – con i Gunners il centrocampista ex Napoli e Verona, tra le altre, ha messo insieme 41 presenze e 1 gol in tutte le competizioni. In questa stagione è stato utilizzato poco, anche se nell’ultima di campionato è partito titolare.

 

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Champions, Europa e Conference League cambiano format: il video UEFA

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Champions League italia

La stagione 2024/25 non sarà un’annata come le altre per le Coppe Europee. Dall’anno prossimo, infatti, Champions LeagueEuropa LeagueConference League cambieranno definitivamente aspetto.

Le tre competizioni elimineranno gli ormai consueti gironi da 4 squadre e vedranno un solo, grande, girone da 36 contendenti. Ogni squadra giocherà contro 8 avversari diversi (in Conference contro 6), giocando 4 sfide in casa e 4 in trasferta.

Al termine di questa prima fase, che si concluderà a gennaio, le prime 8 delle graduatorie saranno automaticamente qualificate alla fase ad eliminazione diretta, mentre le squadre posizionatesi tra la 9′ e la 24′ si giocheranno la qualificazione tramite i playoff, mentre le restanti 12 squadre saranno definitivamente eliminate da tutte le competizioni.

Questo nuovo format permette ad ogni squadra di giocare almeno due partite in più rispetto all’attuale sistema a gironi; otto partite che possono, potenzialmente, diventare 10 se la squadra giocasse i playoff.

Una novità importante è anche quella riguardante le eliminate, che non scaleranno da una competizione all’altra (come accaduto con le terze dei gironi fino a questa stagione) ma vengono escluse dalla corsa ad ogni trofeo.

Insomma, dalla prossima stagione le Coppe europee non saranno più le stesse, ma promettono comunque di continuare a farci vivere nuove e appassionanti storie di calcio.

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