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I “Diez” motivi per dare fiducia a Patrik Schick

A Roma, si sa, non è mai facile vivere di calcio in maniera razionale e distaccata. A Roma tutto quello che riguarda una delle due squadre capitoline è questione di vita o di morte, non se ne può discutere in maniera pacata e tranquilla, perchè Roma è sanguigna, passionale, dedita in tutto e per tutto ai colori delle proprie squadre.

Ed in questo caso parliamo della sponda giallorossa, che l’anno scorso ha esultato proprio nel mese d’agosto per l’arrivo di Patrik Schick, attaccante ex Samp che pareva già della Juventus, ma delle piccole complicanze al momento delle visite mediche ostacolarono la firma dell’attaccante ceco con i bianconeri. Pubblico in visibilio all’aeroporto, ma deluso all’Olimpico o negli altri stadi d’Italia: tante chances per il lungo attaccante, poche prestazioni degne di nota, diversi infortuni a spezzare la condizione fisica, ma soprattutto soltanto due gol realizzati in tutto il campionato (per l’esattezza in 22 partite).

Oggi qualcuno si chiede “perchè puntare ancora su di lui?”; “non possiamo aspettarlo per sempre”, “se davvero Schick è capace, avrebbe dovuto già mostrarlo prima”. Probabilmente il tutto in dialetto e cadenza romanesca, ma purtroppo chi vi scrive proviene da altre zone e mai si permetterebbe di replicarlo senza conoscerne le basi. Ciò che realmente possiamo fare, è darvi 10 – o meglio diezmotivi per credere ancora nel buon Patrik Schick.

1. LA GIOVENTÙ

Come si fa a non dare fiducia ad un ragazzo di 22 anni? Siamo ancora immaturi a quest’età, ne combiniamo di ogni tipo, nella vita quotidiana, sul posto di lavoro, sui libri dell’università, ognuno di noi combina qualcosa di negativo a 22 anni. E anche dopo. Schick è ancora un ragazzino dal viso pulito, dietro ai suoi 190 centimetri si nasconde un volto timido ed introverso, che ha bisogno di fiducia intorno a lui. Non fatevi ingannare da quell’apparente gigante screanzato che si vede sul terreno di gioco, è pur sempre un ragazzo che si sta facendo uomo, con le sue tappe e dunque alternando errori – tanti – a belle giocate.

 

2. LE QUALITÀ TECNICHE

Le abbiamo viste tutti. Ci fecero stropicciare gli occhi a suo tempo, quelle giocate da giocatore anni ’90, con la suola che accarezzava il pallone, con un mancino che sapeva alternare dolcezza a cattiveria, quindi alternando tocchi morbidi e soavi a cannonate violente e letali. Quando Giampaolo decise di dare continuità a Patrik Schick, tutti abbiamo pensato “questo è un fenomeno”: un ragazzino che al primo anno di A ha la personalità di giocare da veterano, con la classe che pochi giocatori possono vantare e con il senso del gol dei più grandi attaccanti. E tolti i gol, qualche sprazzo di tecnica sublime l’hanno vista anche a Roma. E visto che i giallorossi sanno apprezzare i giocatori con colpi fuori dal comune, forse è il caso di dare altra fiducia al ceco Patrik.

 

 

3. IL PREZZO 

Prestito con obbligo di riscatto, per una cifra totale di 42,5 milioni di euro. Li ha ripagati? No, ma soltanto per il momento. Stiamo parlando di una cifra enorme, pensate che la Roma ha venduto un certo Salah per quella quantità di milioni, e oggi ne vale un tantinello di più; Schick oggi non vale sicuramente quella cifra e dunque il suo cartellino si è svalutato, quindi non ci sarebbe cosa meno sensata di quella che vedrebbe Monchi mettere sul mercato il suo numero 14. A 22 anni ci sta sbagliare una stagione, è anche lecito che un giocatore pagato probabilmente più del suo valore attuale, possa avere un ribassamento del cartellino. Adesso, però, è il momento di puntare tutto e cercare di recuperare il tempo perduto.

 

4. IL VICE DZEKO

17-03-1986. 32 anni, che diventeranno 33 durante la prossima stagione. Questa è l’età di Edin Dzeko, senza ombra di dubbio il titolare attuale dell’attacco della Roma, il bomber che dopo un primo anno in ombra ha dimostrato tutto il suo valore, zittendo critici e polemici di turno (e chissà che questa storia non possa riproporsi con un altro protagonista…). La Roma quest’anno dovrà affrontare il campionato con una mentalità diversa rispetto alla scorsa stagione, e dovrà ambire a qualcosa di più, visto che ormai i metodi di Di Francesco sono stati assimilati; allo stesso modo si vorrà riproporre un cammino in Champions quantomeno decente – non sarà facile replicare le imprese dell’anno scorso – e ci sarà bisogno di fare più bella figura anche in Coppa Italia, dove l’anno passato i giallorossi uscirono a sorpresa al primo turno in casa contro il Torino. A 33 anni non si possono giocare 50 partite, quindi perchè non sfruttare di più la “riserva”?

5. LA DUTTILITÀ

Partiamo dall’errore probabilmente più grande dello scorso mercato della Roma: il pensare che Schick potesse fare senza alcun tipo di problema l’esterno destro, in maniera naturale pur non avendo mai ricoperto quel ruolo. Lo stesso Giampaolo disse “gli sconsiglio la Roma perchè andrebbe a fare un ruolo che non gli appartiene”. E in effetti il tecnico di Bellinzona ha avuto ragione, visto che Schick ha fatto molta fatica partendo dalla fascia, visto che un po’ tutti i difensori si aspettavano il classico movimento a rientrare del mancino che gioca a piede invertito per cercare il tiro in porta. Sicuramente il suo ruolo non sarà quello, ma Schick da quando è in Italia ha fatto la prima punta, la seconda punta (alla Samp) e ha imparato perlomeno a cavarsela partendo dall’esterno. Un attaccante che dove lo metti, sta, può sempre far comodo.

 

6. IL PRECAMPIONATO

Che sappiamo tutti non contare mai nulla, perchè il calcio di luglio ed agosto non è quello vero, e che tanto poi le squadre sono sempre imballate e lavorano più sul piano fisico. Però Schick ha dato prova in queste prime uscite stagionali di lucidità, scaltrezza sotto porta, capacità di lavoro sporco per i compagni, e soprattutto una condizione fisica niente male. Chi lo osserva da tempo ha notato che si è costruito una notevole struttura fisica, ha aumentato la sua massa muscolare diventando sicuramente più solido al momento del contatto con i difensori avversari; se riesce a guadagnare punti fisicamente senza perdere la tecnica e lo spunto in velocità, potrebbe essere un importante punto a favore di Schick, che avrebbe colmato un suo limite non da poco.

 

7. LA FIDUCIA IN SE STESSO

D’accordo, un ambiente circostante che ti dà la carica e che crede in te può fare la differenza, ma se il primo a non credere in te è proprio te stesso, diventa problematico riuscire a sbarcare il lunario. Quel viso un po’ triste con le sopracciglia in giù, e un’andatura dondolante e a tratti quasi tenera non davano certo l’impressione di un ragazzo che credeva totalmente in sè stesso; oggi Schick è diverso, sta segnando con continuità in amichevole, che sia il Latina o il Tottenham, e anche nelle dichiarazioni ha rivelato di sentirsi molto più sicuro e convinto dei propri mezzi: “sono più cattivo e sto meglio mentalmente, e finalmente non sento alcun tipo di fastidio fisico (…) ho capito bene quello che mi chiede il mister” sono parole che l’anno scorso non gli avevamo mai sentito pronunciare. Il che è sinonimo di fiducia in sè stesso.

 

8. LA FIDUCIA DEL MISTER

“Lo scorso anno è arrivato senza fare la preparazione e non ha avuto tempo per conoscere ambiente e trovare una condizione fisica migliore. In questo momento invece lo vedo voglioso e determinato. Ancora deve migliorare determinati movimenti, ma sa muoversi su tutto il fronte d’attacco con qualità importanti”. Parola di Eusebio Di Francesco. Gli ha fatto da padre, lo ha coccolato quando aveva bisogno e lo ha “cazziato” quando c’era da rimproverarlo: Di Fra ci sa fare coi giovani, lo si è visto a Sassuolo, e quindi sa il percorso che ha intrapreso con Schick sarà lungo e tempestoso, ma visto il buon inizio in questa stagione, “se son rose…”.

9. LA FORTUNA

Dite quel che volete, ma purtroppo è una componente troppo importante. Schick l’anno scorso è arrivato in pompa magna a Roma, ma come detto sopra, non ha avuto modo di fare una preparazione fisica e tattica con una squadra che non conosceva; in più tanti acciacchi e diversi infortuni di varia entità gli hanno impedito di trovare la giusta continuità per mettersi in mostra. Visto che nella scorsa stagione la Dea bendata gli ha voltato le spalle, ci si aspetta che quest’anno possa essere più benevolente. Anche per l’impegno e la buona volontà che Schick sta mettendo.

 

10. IL FANTACALCIO

Lo sappiamo, non è una motivazione, ma di fatto chi lo prenderà nel gioco – forse un eufemismo chiamarlo così – che tiene più in fibrillazione i “presunti” allenatori, potrebbe fare un affare. In leghe composte da tante squadre, Schick potrebbe essere quella variabile impazzita, il giocatore che non ti aspetti, la classica terza/quarta punta che ti fa la differenza; non partirà da titolare, e lo abbiamo detto anche in precedenza, ma con le tante partite che dovrà affrontare la Roma ci sarà sicuramente spazio per il ceco, sia all’inizio della stagione (quando magari Dzeko dovrà entrare in condizioni) che in corso d’opera. E un pensierino dovreste farcelo anche solo per rendere merito a noi che vi abbiamo dato ben 10 validi motivi per credere in lui. Vedremo poi se ci ringrazierete per i vostri trionfi, o se ci darete la colpa dei vostri fallimenti.

 

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