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I Diez talenti da tenere d’occhio in Serie B

Si comincia oppure no? Sì, forse sì, si comincia. Un’estate intera tra mancate iscrizioni, comunicati a mezzo stampa, calendari rinviati e tante polemiche sta per lasciare la parola, si spera, al campo. La Serie B è pronta a ripartire, anzi no, meglio dire partire. Perchè le ultime calde settimane hanno portato alla rivoluzione, forzata, illegale, sbagliata nelle tempistiche, forse però anche utile.

Niente ripescaggi in modo da occupare i posti lasciati vuoti dalle “fallite” Avellino, Bari e Cesena. Rimane solo chi ha superato l’esame di maturità: l’iscrizione al campionato, appunto. La classe, dunque, scala dai tradizionali ventidue “alunni” ai diciannove. Inevitabile, allora, vedere qualcuno, ad ogni giornata, gustarsi lo spettacolo sul divano di casa per rispettare l’obbligo del riposo.

 

Ci si abituerà o no, il dado è tratto. Dicianove è stato dichiarato, dicianove probabilmente sarà. E allora non resta che giocarci con questo numero diventato l’incubo, o il sogno, a seconda dei punti di vista, dell’estate. Diciannove, uno e nove, la somma tra i due numeri fa dieci. Diez, come i talenti che vi consigliamo di seguire nella cadetteria che prenderà il via venerdì.

Leggete, segnate i nomi sul taccuino e poi con il (b)inocolo tra le mani si va allo stadio a misurare la loro crescita.

MIRKO ANTONUCCI, Pescara (esterno offensivo, classe ’99)

Il suo nome è già conosciuto da molti grazie a Eusebio Di Francesco, che di giovani se ne intende. Proprio per questo un motivo ci sarà se il tecnico ex Sassuolo l’ha fatto esordire in Serie A, addirittura in una situazione di svantaggio. Era il 24 gennaio scorso e la Roma giocava al Marassi contro la Sampdoria. Per Mirko Antonucci subito una grande occasione da gol dopo pochi secondi, poi l’assist per l’1 a 1 di Dzeko. Al di là delle statistiche, ha lasciato un’impressione importante: ha personalità.

Perciò è bene credere che non avrà problemi a imporsi alla sua prima vera stagione tra i professionisti dopo tanti anni di Primavera. È un’ala offensiva pura, perfetta per il tridente del Pescara e capace di giocare su entrambi i fronti. Ha una buonissima tecnica e rapidità, spesso punta l’uomo per cercare il fondo al fine di tentare il cross. È molto bravo anche a entrare dentro al campo e fare la differenza tra le linee.

RAUL ASENCIO, Benevento (attaccante, classe ’98)

Perugia, Palermo, Cremonese e Crotone: c’è stata la fila quest’estate per Raul Asencio, da non confondere con il più comune Marco Asensio. Alla fine nella corsa allo spagnolo ex Avellino, è stato il Benevento ad acquistarloDopo una stagione, condita da 7 gol e 1 assist in 31 presenze, in prestito, dal Genoa, con i Lupi, ora l’attaccante si è legato con le Streghe. Bucchi non gli darà da subito la maglia da titolare, ma il suo sistema tattico (4-3-3) potrebbe far esprimere al meglio il classe ’98.

Asencio è, infatti, un attaccante capace di disimpegnarsi sia da punta centrale che da ala su entrambi i fronti di gioco. Da riferimento principale sfrutta la stazza fisica (187 m) per prevalere sui difensori avversari all’interno dell’area di rigore, soprattutto sui calci da fermo e in caso di cross. Ha, inoltre, velocità e buona tecnica ed è bravo anche in progressione palla al piede.

MARCO CARRARO, Foggia (centrocampista, classe ’98)

Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, acquistato a titolo definitivo dall’Atalanta nel luglio scorso e portato in prestito da Luca Nember, direttore bravo a scovare i giovani, a Foggia. Considerato questo, Marco Carraro dovrebbe essere un giovane interessante. E, in effetti, così è. L’anno scorso ha giocato la sua prima stagione tra i professionisti con il Pescara: dopo l’iniziale periodo di adattamento, ha cominciato a esprimere il suo talento.

È il classico regista alla Pirlo, giocatore a cui d’altronde si ispira. Inevitabile per un giovane italiano del suo ruolo. Proprio come il Maestro, ha visione di gioco ed un bagaglio tecnico importante, bravo soprattutto a eseguire i lanci lunghi. In più dell’ex Milan e Juve ha una grande forza fisica (1.87 m per 79 kg) che sfrutta molto bene nei contrasti. La qualità tecnica abbinata a una grande stazza è fondamentale nel calcio moderno, motivo per cui potrebbe avere un futuro significativo.

GAETANO CASTROVILLI, Cremonese (esterno offensivo, classe ’97)

La corte della Serie A (SPAL e Chievo in testa) c’è stata, però la Cremonese è riuscita a confermare il prestito dalla Fiorentina. E probabilmente a Cremona in questa stagione assisteranno alla sua consacrazione. Gaetano Castrovilli, così come in campo, va veloce perchè alla sua terza stagione di B, la seconda con una frequenza importante, è pronto a fare il salto di qualità.

Pugliese e scuola Bari, è cresciuto come centrale di centrocampo offensivo fino a diventare trequartista, suo ruolo principale. Non gli manca la versatilità che gli permette di fare l’esterno offensivo, come lo vede Mandorlini nel suo 4-3-3. Ha tecnica sopraffina, quella di pochi, eleganza, velocità, un cambio di passo importante e visione di gioco. È molto bravo a giocare negli spazi stretti, motivo per cui spesso si accentra, anche se non disdegna la soluzione del cross dalla fascia.

GIANFILIPPO FELICIOLI, Perugia (terzino sinistro, classe ’97)

Cresciuto nel Milan dopo essere stato scoperto dal ds del settore giovanile Filippo Galli, il club rossonero in primavera stava pensando di portarlo in prima squadra. Pensiero della vecchia società con la nuova che, invece, ha optato per il prestito secco al Perugia. Anche un po’ per scaramanzia visto che verrà allenato da un ex del grande Milan come Nesta dopo che nella Primavera rossonera ha fatto bene con Pippo Inzaghi in panchina.

Battute a parte, questa per Gianfilippo Felicioli potrebbe essere una stagione importante. Vanta già una buona esperienza in B con l’Ascoli e l’anno scorso con l’Hellas Verona ha assaggiato i campi della Serie A. Ora Perugia per il salto di qualità definitivo per lui che è un terzino sinistro di spinta. Ha, infatti, corsa, un’importante capacità di dribbling e un mancino non male con cui confeziona cross e assist. Il 3-5-2 di Nesta gli permetterà di mettere in mostra sulla fascia le sue interessanti doti offensive.

GIULIO MAGGIORE, Spezia (centrocampista, classe ’98)

Giulio Maggiore è salito alle cronache sportive due estati fa, quando decise di non giocare il Mondiale U20 per fare l’esame di maturità. Una scelta coraggiosa e rara da veder prendere da un giovane di oggi. Può sembrare nulla, ma sicuramente è una mossa che dimostra la sua personalità, importante per un giovane se vuole affermarsi a grandi livelli.

Il 20enne genovese, poi, ha anche delle qualità tecniche importanti che nel 2012 gli erano state riconosciute con il trasferimento al Milan. In rossonero un problema fisico lo frenò e andò dunque a La Spezia. Qui, nelle ultime due stagioni, ha giocato con una certa continuità in Serie B, in cabina di regia. In questa posizione ha mostrato visione di gioco, una brillante tecnica e capacità di giocare con entrambi i piedi. È bravo anche in fase di interdizione grazie anche ad una buona fisicità (184 cm) ed arriva qualche volta al gol sfruttando un ottimo tiro da fuori. Ora, alla sua terza stagione in cadetteria, si appresta a fare il salto di qualità.

LIAM HENDERSON, Hellas Verona (centrocampista, classe ’96)

Liam Henderson nella sessione estiva di calciomercato è stato il centrocampista più ambito nel calcio italiano, superando nella scala degli interessamenti un certo Milinkovic-Savic. Il fallimento del Bari lo ha messo sul mercato a costo zero scatenando un’asta pazzesca. Fiorentina, Udinese, Sampdoria, Juventus B hanno messo gli occhi sullo scozzese che sembrava essere sulla via di Parma. Poi, l’inserimento decisivo dell’Hellas Verona, spinto da Fabio Grosso, che lo ha rivoluto con sè per (ri)tentare insieme la caccia alla Serie A.

Il 22enne gioca da centrale in un centrocampo a tre dove sfruttando un fisico importante (1.83 m) mette in mostra soprattutto una buona capacità d’interdizione. Può essere schierato anche mezzala, posizione in cui può usufruire della dote d’inserimento più frequentemente. Oltre alle qualità sopra descritte, ha una buona tecnica, corsa, grinta ed esplosività che sprigiona pure con un ottimo tiro dalla distanza. Con questo, ha segnato il suo primo gol italiano, 32 anni dopo l’ultimo scozzese.

FILIPPO MELEGONI, Pescara (centrocampista, classe ’99)

Inter, Juventus, Milan: club storici della Serie A che nell’ultimo periodo hanno mostrato interesse per Filippo Melegoni. Un predestinato, se si considera che è cresciuto nella brillante fucina di talenti localizzata a Bergamo. Quella dell’Atalanta, appunto, che gli ha regalato anche la soddisfazione dell’esordio in Serie A, due stagioni fa. Ora, dopo essersi fatto notare in Primavera, arriva l’opportunità Pescara per fare esperienza nella serie cadetta.

Melegoni è un centrocampista centrale che, all’occorrenza, può giocare anche da mezzala. Da mediano davanti la difesa offre quantità, utilizzando una buona struttura fisica, e tanta qualità, grazie a visione di gioco e tecnica. La sua specialità è il lancio lungo a cercare gli esterni o l’attaccante che va in profondità. Ha un ottimo tiro dalla distanza ed è bravissimo anche a battere le punizioni. Deve migliorare tanto su alcuni aspetti, però, con la sua personalità, può far vedere cose importanti già in questa stagione.

NIKOLAS SPALEK, Brescia (esterno offensivo, classe ’97)

L’Insigne della Slovacchia: accostamento importante e da rispettare. La voglia di affermarsi, però, non manca: basta leggerla in quei 2 gol e 3 assist in 15 presenze nei suoi primi sei mesi italiani. Difficili, peraltro, a Brescia. Nikolas Spalek, arrivato in Serie B a gennaio dallo Zilina, almeno in partenza non sarà un titolare. Proverà a conquistare la fiducia di Suazo partendo dalla panchina, come già fatto nella scorsa stagione.

L’unica differenza che ha rispetto al talento del Napoli è la corsia preferenziale: lui, infatti, gioca perlopiù a destra. Le qualità, invece, sono simili: tecnica, velocità e buonissima capacità d’inserimento. Ha un importante pregio: l’aver iniziato a giocare da terzino. Questo lo aiuta tantissimo in fase di non possesso.

FEDERICO VALIETTI, Crotone (terzino destro, classe ’99)

Tra i tanti giovani portati dal direttore Ursino a Crotone c’è Federico Valietti.  Non è un giocatore già pronto e fatto per la Serie B, a cui si affaccia per la prima volta, e in effetti non partirà titolare da subito nelle idee di Stroppa. Se, però, il tecnico schiererà la sua squadra con il 3-5-2 già visto l’anno scorso a Foggia, Valietti ha buone possibilità di imporsi da subito.

L’ex giocatore dell’Inter Primavera, ora di proprietà del Genoa, è l’esempio del terzino moderno. Sulla fascia, infatti, è un motorino: tanta corsa, bravo nell’uno contro uno e buonissima propensione al cross. Qualche volta dalla fascia ha sfoderato anche un discreto tiro. Si sa ben disimpegnare anche in fase difensiva, anche se, soprattutto su questo aspetto, sarà interessante vedere come si comporterà nel nuovo palcoscenico. Rientra più nel campo delle sorprese ed è la nostra preferita.

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