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I fantastici numeri di Aubameyang | Numero Diez %

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I fantastici numeri di Aubameyang

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L’attaccante della nazionale gabonese, alla sua prima stagione con la maglia dei gunners, vanta già numeri e percentuali realizzative da urlo. Con la doppietta di ieri sera nel match di ritorno di Europa League contro il Rennes, Aubameyang e compagni hanno ribaltato il 3-1 dell’andata, qualificandosi quindi per i quarti di finale dove affronteranno il Napoli di Ancelotti (andata in casa, ritorno a Napoli). In campionato, la stagione è per il momento più che positiva, visto l’attuale quarto posto, due punti sopra il Manchester United.

NUMERI DA VERO TOP

L’ex Borussia Dortmund, passato in Inghilterra per la cifra di 65 milioni di euro, conta con l’Arsenal sette presenze in Europa League, di cui due da subentrante. Quattro gol ed un assist, considerando i 485 minuti giocati in questa competizione, e la media è di un gol ogni 121 minuti. Questi quattro centri sono arrivati tutti col suo piede preferito, ovvero il destro.

In Premier League il numero 14, essendo un titolarissimo, ha giocato 25 partite dal 1′ e quattro volte è entrato nella ripresa. 2209 sono i minuti totali disputati, conditi da 17 marcature e quattro assist vincenti per i compagni. Di questi 17, tre sono rigori trasformati, sempre dall’interno dell’area di rigore ne ha realizzati la maggior parte (dodici) col suo piede preferito ed uno col mancino. Nella vittoria per 2-3 a Cardiff, ha trovato la via del gol con una bomba dalla distanza. La media complessiva di gol in campionato è di uno ogni 129 minuti.

In FA Cup, la coppa nazionale, l’Arsenal è uscito sconfitto dal Manchester United: in quel match Pierre-Emerick Aubameyang ha trovato – nei 90 minuti giocati – un gol col suo piede debole.

Numeri esaltanti per il nuovo centravanti dei gunners, che si sta confermando un bomber d’area di rigore, senza accusare minimamente il passaggio di campionato, dalla Bundesliga (dove col Borussia aveva militato per ben cinque anni, segnando la bellezza di 103 gol in 144 presenze) alla Premier. Già nei primi mesi di militanza (da febbraio a maggio 2018) l’attaccante africano era riuscito a raggiungere la doppia cifra in campionato disputando appena tredici incontri (con anche quattro assist). Nel girone d’andata col Dortmund aveva timbrato il cartellino tredici volte in sedici partite in campionato, mentre in Champions le reti nelle sei partite del girone dei gialloneri (terzi nel girone di Real Madrid, Tottenham ed Apoel) sono ben quattro, che hanno portato appena due punti ai tedeschi.

IL COMPLICATO RAPPORTO CON LA NAZIONALE

Ventiquattro gol in cinquantotto presenze dal 2009 ad oggi, numeri importanti anche con la maglia della sua Nazionale, il Gabon: peccato però che tra giocatore e Nazionale ci siano state negli ultimi anni una serie di divergenze che potrebbero escludere (non senza la volontà del 14 dei gunners) Aubameyang dalla partecipazione alle competizioni del Gabon. L’ultimo episodio si è verificato lo scorso ottobre: il giocatore ha ritenuto l’aereo che avrebbe dovuto portare i giocatori in Sud Sudan “non all’altezza degli standard richiesti per i top atleti professionistici”. Su quell’aereo Aubameyang non ci ha messo piede, lasciando quindi da soli i compagni di Nazionale. Trasferta poi che si è rivelata vittoriosa per il Gabon, che ha espugnato per 0-1 Sud Sudan anche senza il suo miglior giocatore. Quell’episodio è stato probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dato che in passato lo stesso giocatore aveva rifiutato la convocazione per rimanere ad allenarsi col club d’appartenenza, ritenendo troppo basso il livello del Gabon. Proprio in occasione dei gol segnati ieri sera, però, il classe ’89 ha voluto rendere omaggio al suo paese, esultando con la maschera di una pantera:

“Avevo bisogno della maschera che mi rappresenta, è la pantera nera del Gabon. Noi chiamiamo la squadra nazionale del Gabon le pantere, ecco perché mi rappresenta”.

Ma insieme alla maschera, Aubameyang ha fatto anche un gesto particolare, il Wakamba Forever:

Ho organizzato questa celebrazione speciale, ma non sono riuscito a trovare la mia maschera al primo gol. Ho chiesto ad un membro dello staff di metterla in fondo alla rete, ma quando ho segnato il rigore non sono riuscito a trovarla e mi sono detto ‘non preoccuparti. Forse la prossima volta. Ero nervoso all’inizio, ma adesso siamo contenti di poter giocare i quarti di finale. Li meritiamo’”.

Un segno di distensione quindi nei confronti della Federazione gabonese, che potrebbe perdonare e richiamare in Nazionale Aubameyang.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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