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I gemelli di Manchester

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I gemelli di Manchester

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Manchester fu fondata nel 79 d.c. da Giulio Agricola, che ne fece un villaggio agricolo con scarsa importnaza denominato Mancunium. Lo sviluppo iniziò con l’arrivo dei fiamminghi che, nel XIV secolo, importarono la manifattura del lino e della lana nelle zone centrali dell’Inghilterra, sfruttando la presenza del fiume Irwell. Fu l’arrivo del cotone però a  dare inizio allo sviluppo demografico e industriale della città che nel XVIII secolo contava ormai più di 20.000 abitanti in piena rivoluzione industriale. Lo sviluppo non solo non si terminò, ma divenne inarrestabile fino a far diventare Manchester la città industriale dell’Inghilterra per eccellenza, aiutata anche dall’intorno di aree metropolitane che, senza soluzione di continuità, vedevano quartieri abitati e fabbriche susseguirsi in una città dedita al lavoro. Nella metà del XX secolo anche la cultura musicale si fece spazio tra i grigi fumi dell’industria, e gli Oasis, gruppo rock di quegli anni, furono la vera spinta propulsiva per far uscire Manchester dal classismo operaio imperante e farla conoscere al mondo. Al fianco della muscia però, due squadre eressero Manchester a capitale mondiale del football: quel Manchester United che, in piena era Ferguson, si preparava a dominare il mondo grazie ai suoi campioni e quel Manchester City, etichettato come il club dei “perdenti” sostenuto dagli stessi Oasis e con origini legate alla chiesa di St Marcus a Manchester. Due squadre che oggi fanno parte dell’élite del calcio mondiale e che in attacco, rispettivamente col numero dieci e col numero trentatrè, schierano due gemelli del goal con sorti diverse.

IL DIEZ DELLO UNITED

Classe ’97 come il suo gemello in maglia blues, Marcus Rashford fa parte di quella generazione di talenti indiscussi che si stanno imponendo sempre di più nel continente europeo come fattori determinanti per le sorti presenti e future dei propri club: come lui, anche Mbappé (classe ’98), Sancho (classe 2000) e Vinicus Jr (classe 2000) hanno accolto l’onere e l’onore di condurre club di levatura internazionale sul gradino pià alto del podio, realizzandosi anticipatamente come futuri craque del calcio internazionale. La numero dieci stampata a caratteri cubitali sulle sue spalle dimostra l’importanza tattica e tecnica del giocatore inglese: attaccante dotato di una forza fisica disarmante, ha nella velocità sul lungo la sua qualità più devastante per le difese avversarie. Sono 12 i goal segnati fino a questo momento, con 9 assist messi a referto in un Manchester United che dall’arrivo di Solskjaer si è rilanciato fino a salire al quinto posto della classifica di Premier League a meno due dal posto Champions occupato dall’Arsenal.

12 goal e 9 assist: il ragazzo di Manchester è determinante all’Old Trafford sia per i goal, pesantissimi, che per gli assist forniti ai compagni. Un vero leader tecnico del rinato United.

PESO SPECIFICO

Il peso specifico del ragazzo sulla sponda rossa di Manchester è però determinato dal momento in cui mette a segno i goal che ne caratterizzano la stagione: ottavo di finale di Champions League contro il PSG; la partita è condotta per due reti a una dallo United che, a pochi minuti dalla fine, è fuori dalla Champions in virtù del risultato maturato ad Old Trafford (0-2 per i parigini grazie ai goal di Mbappé e Kimpembe). Il fallo di mano di Kimpembe però rimescola le carte facendo andare lo United dal dischetto per il potenziale goal che qualificherebbe i diavoli rossi. Sul punto di battuta si presenta Marcus Rashford, che con glaciale freddezza batte Buffon e regala il passaggio del turno al Manchester United. Una sentenza per una carriera: battere Buffon in Champions League caricandosi le sorti della propria squadra sulle spalle.
C’è stato poi un momento, durato circa due mesi, in cui il ragazzo con la numero dieci ha dimostrato la sua importanza all’interno del Manchester United: dal 2 dicembre 2018, data della gara contro il Fulham, al 3 febbraio 2019, giorno della gara vinta contro il Leicester, Rashford ha messo a segno sette goal in dieci partite, aggiungendo al proprio score anche quattro assist risultando decisivo per ottenere le otto vittorie della striscia positiva continuata con l’arrivo di Solskjaer.

L’esultanza di Rashford contro il Tottenham: ennesimo goal decisivo messo a segno dal Diez dello United.

IL GEMELLO IN MAGLIA CITIZENS

Dall’altra parte di Manchester un altro classe ’97 continua a macinare numeri da record senza però risultare fondamentale nelle rotazioni di Pep Guardiola. Quattro goal in Champions League, Cinque in EFL Cup e due in FA Cup fanno undici totali per il brasiliano Gabriel Jesus, che se sommati ai sei messi a segno in Premier League portano il computo totale a diciassette goal in trentotto presenze (solo quattro gli assist). Un rullino di marcia che lo rende più prolifico del gemello dello United sulla carta, ma meno incisivo sugli equilibri della squadra: con Aguero a fare da imperatore senza appello, Gabriel Jesus si sta ritagliando uno spazio importante nelle coppe riuscendo anche a risultare decisivo grazie all’infinita dose di talento a sua disposizione. La sua crescita in maglia blues è però frenata dagli incredibili risultati ottenuti dall’argentino che, all’alba dei trent’anni, impersonifica l’attaccante moderno che tutti i club vorrebbero avere. Per questo, e per le ambizioni di titolo di Guardiola, Aguero risulta insostituibile mentre Gabriel viene sempre di più relegato ad un ruolo da comprimario non congeniale alle sue caratteristiche. Sono 2.596 i minuti giocati da Rashford in stagione, contro i 1.886 giocati dal brasiliano: una sproporzione di 810 minuti che rendono sì Gabriel Jesus più incisivo sotto porta (ha la media di un goal ogni 111 minuti contro il goal ogni 216 minuti di Rasfhord) ma meno importante nel complesso per il suo club.

17 goal e 4 assist in 38 presenze: il brasiliano Gabriel Jesus sa come segnare, anche se il minutaggio resta ancora troppo basso per le aspettative esistenti su di lui.

CRESCITA E OBBIETTIVI

Il mondiale di Russia l’ha mostrato senza appello: Rashford, al fianco di Kane, è diventato un attaccante di fama internazionale che ha ormai assunto un ruolo chiave nello scacchiere del Manchester United senza possibilità che lo scettro gli venga sottratto a breve. Gabriel Jesus, patendo ai limiti del possibile la concorrenza di Firmino, si è dovuto accomodare in panchina nonostante tutta una nazione lo avesse eletto a prossimo Ronaldo (il fenomeno…) del calcio brasiliano. Le tinte verdeoro per Gabriel si sono riaperte grazie alle ultime prestazioni, ma da un talento simile ci si aspettava un’ascesa più rapida ai vertici delle gerarchie del proprio club. Ora le due sponde di Manchester hanno in mano talenti cristallini da far maturare sempre più: il primo, in maglia Red Devils, sta già cominciando a percorrere la strada verso la consacrazione a perno fondamentale del proprio club; il secondo, vestito in maglia citizens, deve ancora imporsi totalmente nella Manchester operaia e industriale così diversa dalle spiagge di Rio De Janeiro ma con una finestra aperta sull’Europa come obbiettivo primario del club di Guardiola.

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I tifosi del Lecce alzano la voce: “Cacciate fuori gli attributi, pretendiamo vittorie”

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Lecce

Appena 4 punti conquistati nelle ultime dieci partite di Serie A dal Lecce che, nonostante ciò occupa la 14ª posizione in classifica. Numeri che la rendono la peggior squadra al pari del Frosinone, un periodo di forma a dir poco negativo.

La sconfitta rimediata contro l’Inter – avversario di assoluto livello – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i tifosi salentini, infatti, hanno manifestato il loro dissenso in merito alle prestazioni messe in campo dagli uomini di D’Aversa negli ultimi periodi. Un campanello d’allarme che dalle parti di Lecce sperano possa far invertire il recente trend.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI

Cacciate fuori gli attributi. Pretendiamo solo vittorie, adesso solo vittorie. Meritateci, siamo sempre con voi”.

La prossima sfida vedrà i giallorossi affrontare il Frosinone. Una gara – come esposto in precedenza – tra le due squadre più in crisi del campionato. Dopo un periodo di ‘flessione’, le due formazioni sono chiamate a fare risultato per non cullarsi troppo del vantaggio maturato sulle ultime tre della classe e generare così un’ondata positiva nel proprio ambiente.

Il match del “Benito Stirpe” di Frosinone, programmato per domenica 3 marzo alle 15:00, promette battaglia. I tifosi si aspettano una risposta concreta sul campo: nient’altro se non la vittoria.

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Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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