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I giudizi finali di Numero Diez: Empoli, suicidio completato

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La terza salvezza consecutiva non è arrivata. Dopo il quindicesimo posto nel 2014-2015 sotto la guida di Maurizio Sarri e il sorprendente decimo posto della passata stagione quando in panchina sedeva Marco Giampaolo, l’Empoli di Martusciello non è riuscito a riconfermarsi nella massima serie. Tuttavia la società del presidente Corsi non può che rammaricarsi per come si è conclusa l’annata. La salvezza era un obiettivo raggiungibile, anzi a metà campionato sembrava quasi cosa fatta. La formazione di Martusciello ha pagato un ipotetico e involontario senso di rilassamento e appagamento, causato dal fatto di essersi sempre trovato ad una distanza di sicurezza dal Crotone di Nicola. All’ultima giornata però il suicidio calcistico ha preso forma e la sconfitta di Palermo ha sancito il ritorno in Serie B.

AMBIZIONI E OBIETTIVI AD INIZIO STAGIONE

Dopo l’addio di Marco Giampaolo, la società toscana aveva pensato ad una soluzione interna per cercare di raggiungere la terza salvezza consecutiva. Tale soluzione rispondeva al nome di Giovanni Martusciello. Il tecnico di Ischia conosceva meglio di tutti gli altri la dimensione Empoli, dato che dal 2010 al 2016 aveva svolto il ruolo di vice-allenatore. L’aver lavorato prima con Sarri e poi con Giampaolo rappresentava un grande vantaggio per Martusciello, il quale avrebbe potuto garantire quella continuità di gioco, che da qualche anno a questa parte contraddiceva il progetto Empoli. Gioco, giovani promettenti e serenità. Questi erano stati gli ingredienti vincenti che avevano portato alle salvezze degli anni precedenti.

Oltre all’addio di Marco Giampaolo, l’Empoli si affacciava al nuovo campionato con tantissime novità di formazione. Tra addii e nuovi acquisti la squadra toscana era notevolmente cambiata rispetto alla passata stagione. Tra le cessioni più pesanti c’erano sicuramente quelle di Tonelli e Mario Rui nel reparto difensivo (approdati rispettivamente al Napoli e alla Roma). A queste va aggiunta anche quella di Riccardo Saponara nel mercato di riparazione invernale. Da non sottovalutare anche la scadenza di due prestiti che l’anno passato tanto bene avevano fatto nella città empolese: Piotr Zielinski e Leandro Paredes. Il primo aveva fatto ritorno all’Udinese, prima di passare definitivamente al Napoli, il secondo era rientrato alla casa base, ovvero a Trigoria. Gran parte del centrocampo azzurro era stato sventrato. La colonna portante era totalmente da rifare.

Il presidente Corsi e il Direttore Sportivo Carli dovevano quindi muoversi in maniera oculata sul mercato, rispettando un budget limitato e cercando di sfruttare le potenzialità di qualche giovane. Per cercare di garantire nuovamente solidità alla difesa furono acquistati Bellusci e Pasqual. Insieme al terzino ex Fiorentina fu acquistato anche Dimarco dall’Inter. I sostituti di Zielinski e Paredes furono individuati in José Mauri e Tello. Il primo proveniente dal Milan, mentre il secondo in prestito dalla Juventus dopo che la stagione passata aveva disputato un buon campionato con la maglia del Cagliari in Serie B.

Oltre ai due nuovi acquisti Martusciello per la mediana poteva contare sul “sempreverde” Daniele Croce, sul promettente Dioussé e su Marcel Buechel, che nel finale di stagione aveva dimostrato di poter dire la sua nel massimo campionato.

Il peso del reparto offensivo, ad inizio stagione, era tutto sulle spalle di Manuel Pucciarelli e Massimo Maccarone. Come serie e vere alternative offensive erano stati acquistati Guido Marilungo e Alberto Gilardino. Il secondo soprattutto, dopo la buona stagione di Palermo condita con 10 gol decisivi per la salvezza dei rosanero, doveva garantire esperienza e affidabilità. Promesse che non sono state assolutamente mantenute dal “Violino”, che infatti durante il mercato di riparazione è approdato al Pescara. A Gennaio chi ha dato un po’ di vivacità all’attacco azzurro è stato Thiam, che si è rivelato un buon giocatore. L’acquisto più importante della stagione è stato quello di Omar El Kaddouri. Dopo la partenza di Saponara la dirigenza empolese e Martusciello soprattutto, necessitavano di un trequartista che potesse non far rimpiangere l’ex Milan. Il marocchino a sprazzi ha dimostrato di essersi preso la responsabilità del giocatore maggiormente tecnico del reparto offensivo, ma il suo apporto comunque non è bastato.

LA REALTÀ DI QUANTO ACCADUTO

Quali sono stati alla fine i motivi che hanno portato alla retrocessione dell’Empoli?

Le motivazioni possono essere tante: un mercato non all’altezza, il fallimento dei giocatori cardine, l’abbassamento della qualità del gioco. Di certo il mercato dei toscani non è stato lungimirante e azzeccato come quello degli anni passati. La società non è riuscita a pescare i vari Zielinski, Paredes, Rugani: giocatori giovani in prestito che si rivelavano calciatori di ottima qualità, i quali mixati con la giusta dose di esperienza, potevano rendere al massimo. Soprattutto a centrocampo quest’anno l’Empoli non ha raggiunto un livello necessario di qualità per poter esprimere il suo solito gioco. Dioussé, Croce e Krunic non hanno garantito, sia come prestazioni, che come numero di gol e assist, quel rendimento a cui ci si era abituati gli anni precedenti. Inoltre, quelli che dovevano essere gli acquisti per rinforzare il centrocampo, ovvero José Mauri e Tello non sono riusciti ad imporsi con continuità. Lo stesso discorso vale anche in attacco, dove l’unica nota positiva della stagione risponde al nome di Levan Mchdelidze. Il georgiano, dopo varie stagioni piene di infortuni, era riuscito a scrollarsi di dosso le difficoltà fisiche e si era imposto come titolare inamovibile dell’attacco azzurro, scalzando anche Massimo Maccarone. A fine stagione il bottino di Mchdelidze sarà di 6 gol, anche se nel girone di ritorno il georgiano ha dovuto fare di nuovo i conti con continui infortuni.

Le delusioni più grandi sono state Maccarone, Pucciarelli e Gilardino. Il primo, dopo i 13 gol dello scorso anno, sembrava aver vissuto una seconda giovinezza. In terra toscana si sperava che questo momento di forma potesse durare ancora qualche anno, ma in questa stagione Big Mac ha dimostrato che il peso dell’età comincia a farsi sentire. 5 gol in campionato, e poche partite da titolare. Anche Manuel Pucciarelli non ha convinto pienamente come l’anno passato. A parte a livello numerico, dove anche in questo caso le statistiche sono eloquenti: 6 gol dell’anno scorso contro i 2 di quest’anno. Anche come prestazioni il classe 1991 non ha mantenuto l’alto standard della passata stagione. Infine la grande delusione del mercato è stato Alberto Gilardino. Il campione del Mondo 2006 approdava ad Empoli forte dei 10 gol segnati col Palermo. Ad inizio stagione si pensava ad una possibile staffetta tra lui e Maccarone, al fianco di Pucciarelli. Una coppia del genere si pensava potesse garantire quel numero di gol necessario per approdare ad una salvezza tranquilla. In realtà così non è stato, e dopo tanti infortuni e poche prestazioni convincenti, Gilardino è stato ceduto.

La poca incisività offensiva però non è stata dettata solamente dalla stagione opaca degli attaccanti toscani, ma anche da un gioco meno fluido e ragionato rispetto a quelle delle scorse annate. Anche i numeri lo testimoniano. Oltre ai 29 gol segnati (peggior attacco del campionato), l’Empoli infatti è la squadra che ha tirato meno verso la porta avversaria di tutta la Serie A (9.6 tiri a partita, ovvero 365 in tutta la stagione). Soprattutto tra le mura amiche l’Empoli non ha saputo creare un fortino solido e insormontabile come invece ha fatto il Crotone di Nicola. La differenza tra le due squadre si legge anche nel totale dei tiri effettuati in casa (12.2 per il Crotone e 10.1 per l’Empoli, più di due tiri di differenza). Il motivo di questa crisi di occasioni può essere ricercato nella scarsa qualità della rosa a disposizione di Martusciello e della poca incisività degli attaccanti azzurri.

Infine ciò che può aver fatto la differenza è stato il senso di appagamento e di rilassatezza, al quale inconsciamente i giocatori dell’Empoli si sono abituati. Per tutta la stagione infatti l’Empoli ha sempre mantenuto il quartultimo posto, e quasi sempre con una certa distanza rispetto alla zona rossa. Addirittura dopo l’ultima giornata d’andata (Empoli-Palermo 1-0) i toscani si trovavano al quartultimo posto con 17 punti a +7 sui rosanero e a +8 su Crotone e Pescara. In quella situazione forse l’eccessiva tranquillità di classifica degli azzurri ha inciso sul loro girone di ritorno. Nella seconda parte del campionato infatti l’Empoli ha collezionato solamente 15 punti (4 vittorie, 3 pareggi e 12 sconfitte). Nelle seconde 19 partite di campionato sono stati due i momenti più delicati che hanno portato alla retrocessione finale: il primo, che è cominciato alla quinta giornata di ritorno e che si è concluso alla dodicesima, condito da sette sconfitte consecutive; il secondo nel finale di stagione con le tre sconfitte nelle tre partite finali (3-2 a Cagliari, 0-1 con l’Atalanta e 2-1 a Palermo). In mezzo a questi due passaggi ci sono state le tre vittorie che hanno illuso ancor di più Martusciello e i suoi ragazzi, ovvero quelle prestigiose in trasferta con Fiorentina e Milan, e quella casalinga con il Bologna.

VOTO E GIUDIZIO FINALE

Il voto finale sulla stagione dell’Empoli non può che essere pienamente insufficiente: 4,5.

Società, allenatore e calciatori, chi più chi meno, non sono esenti da colpe. La prima per aver costruito la squadra poco competitiva, ma soprattutto per non aver rimpiazzato i giocatori partenti della stagione scorsa. Il secondo per non essere riuscito a mantenere un minimo comune denominatore, che era stato il punto di forza aggiuntivo dell’Empoli di questi ultimi anni, ovvero un sistema di gioco chiaro e efficiente. I terzi perché in gran numero hanno disputato una stagione al di sotto delle proprie aspettative. L’anno prossimo l’Empoli dovrà cercare di ripartire da quelle certezze che hanno contraddistinto il rendimento della squadra negli ultimi anni: investimenti oculati, squadra giovane e programmazione. Sarà anche importante capire chi dei veterani della squadra accetterà di rimanere in cadetteria per provare a risalire immediatamente nel massimo campionato.

In ogni caso, nonostante le colpe di società, giocatori e allenatore, la salvezza era pienamente a portata di mano per l’Empoli. La situazione di classifica a metà campionato lasciava ben sperare gli azzurri, che nel girone di ritorno avrebbero dovuto soltanto gestire il vantaggio, cercando di chiudere il prima possibile il discorso retrocessione. I meriti del Crotone sono oggettivi e inopinabili, ma le responsabilità dell’Empoli di non aver gestito al meglio quel vantaggio sono evidenti e imperdonabili.

 

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Calcio Internazionale

Giappone-Costa Rica, le formazioni ufficiali: c’è Nagatomo, Campbell confermato

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Giappone e Costa Rica sono pronte a sfidarsi per la seconda gara del girone E che vede momentaneamente in testa Spagna e Giappone a quota 3 e le altre compagini ancora a secco. Match fondamentale quindi per i costaricensi in cerca di 3 punti che varrebbero oro mentre il Giappone è ben deciso nel mantenere il punteggio pieno.  La Costa Rica arriva dall’uragano spagnolo, che non ha lasciato pietà con il 7-0 rifilato, mentre il Giappone viene da una storica vittoria contro la Germania per 3-2.

 

LE FORMAZIONI UFFICIALI

Giappone (4-2-3-1) : Gonda; Yamane, Itakura, Yoshida, Nagatomo; Morita, Endo; Doan, Kamada, Soma; Ueda. C.T. : Moriyasu

Costa Rica (4-4-2): Keylor Navas; Kendall Waston, Duarte, Calvo, Oviedo; Keysher Fuller, Borges, Tejeda, Torres; Campbell, Contreras. C.T. : Suarez

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Calciomercato

Lo Spezia fa il prezzo per Kiwior: il punto

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Jakub Kiwior, centrale difensivo classe 2000 dello Spezia impegnato con la PoloniaQatar 2022, è un giocatore molto ricercato dai grandi club italiani, ma attenzione alle insidie delle big europee. Il polacco ha sorpreso molto gli scout dei grandi club italiani come JuventusMilan e Napoli, tanto da creare una vera e propria battaglia.

Kiwior è cresciuto in Belgio, nel settore giovanile dell’Anderlecht, la prima esperienza tra i grandi è con l’FK Zeleziarne Podbrezova, in Serie A slovacca. È sempre stato un difensore molto solido capace di dare stabilità alla retroguardia della propria squadra. L’anno scorso ha collezionato 22 presenze con lo Spezia e prestazioni in crescendo, tanto da attirare le attenzioni del West Ham.

La Juventus segue con attenzione il difensore centrale mancino dello Spezia. I bianconeri potrebbero puntare sul polacco già a gennaio nel caso in cui la difesa tre venisse confermata da Allegri, giocando da braccetto di sinistra. Per quanto riguarda il Milan, i rossoneri ci pensano ma più per la sessione estiva di calciomercato.

Secondo Fabrizio Romano, noto insider di mercato, lo Spezia vuole € 15/20 milioni per vendere Jakub Kiwior nel 2023 poiché ci sono molti club interessati alla Serie A. Lo Spezia spera di mantenere Kiwior almeno fino a giugno.

 

 

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Calcio Internazionale

Il Chelsea osserva Hincapie: presto un’offerta al Leverkusen

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ecuador

Piero Hincapie si è guadagnato l’occhio delle inglesi. Tutto è iniziato con la Copa America dell’anno scorso in cui le voci di mercato circolavano a destra e manca. Infatti, dal Talleres, Hincapie si è trasferito al Leverkusen, che potrà leccarsi i baffi pensando alla ricca plusvalenza che potrebbe portare il calciatore. Difatti, il centrale mancino, all’occorrenza anche terzino, è costato solo 6 milioni.

Come riportato dal Mirror, il Chelsea ha messo gli occhi su di. Hincapie è un osservato dei Blues da un anno. L’impatto del ragazzo in Bundesliga è stato fin da subito più che positivo. Al momento, anche altri team di Premier League sono interessati al calciatore, attualmente impegnato in Qatar con il “suo” Ecuador. La notizia riportata dal tabloid inglese riguarda però un interessamento più che concreto da parte del Chelsea, che avrebbe in mente di preparare la prima offerta per Hincapie, portando il club di Stamford Bridge un passo avanti rispetto alla concorrenza.

In attesa di sviluppi ufficiali, il nome di Piero Hincapie continua a circolare come obiettivo di mercato di diversi top club.

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Flash News

Il Torino rientra dalle vacanze: da domani si torna sui campi di allenamento

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Torino

In casa Torino le vacanze sono terminate e già da domani si torna sui campi di allenamento per preparare al meglio la ripresa del campionato. Sono bastate due settimane di relax, ma ora è tempo di tornare a lavorare sotto l’ombra della Mole. Alcuni hanno optato per il freddo dell’Islanda, come Gemello, terzo portiere dei granata, mentre altri, come il capitano Buongiorno, hanno optato per il caldo del Mar Rosso e la cultura della Valle dei Re a Luxor.

C’è chi però ha deciso di non smettere mai di allenarsi. É il caso di Pellegri che, dopo i numerosi infortuni che lo hanno colpito durate la prima parte di stagione, ha deciso di rimanere dalle parti del Filadelfia a sudare per cercare la forma migliore.

Il gruppo a disposizione di Juric non sarà al completo date le assenze causa Mondiale: Milinkovic-Savic, Lukic e Radonjic con la Serbia, Rodriguez con la Svizzera e Vlasic con la Croazia.

Juric e il suo staff dovranno tenere sotto osservazione le condizioni di Schuurs. Il difensore olandese si era fermato contro la Sampdoria per un problema alla spalla. L’ex Ajax ha già svolto un programma specifico preparato dall’équipe medica durante la sua vacanza a Dubai e ora mette nel mirino la sfida del 4 gennaio contro l’Hellas Verona.

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