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I giudizi finali di Numero Diez: Torino, i goal infelici

L’ultima partita che chiude la particolare stagione del Torino, è la fotografia di cosa è stata la squadra piemontese durante questo campionato. In sostanza, grandissimo attacco, tante idee e un po’ di confusione nello sviluppo della transizione; il tutto accompagnato da una difesa rivedibilissima.

Il Toro conclude l’annata con una vittoria contro il Sassuolo, in una partita che termina 5-3. Un risultato simile non è stato raro nel corso di questa annata, perché tra i molti difetti mostrati dalla squadra di Mihajlovic – come le 19 partite subendo sempre goal – di sicuro non ci si può lamentare dell’attacco sfoggiato dai giocatori allenati dal serbo. Quella appena conclusa, anche se non ha portato alla tanto agognata Europa, è stata una stagione da record, rapportata a quelle passate.

AMBIZIONI E OBIETTIVI AD INIZIO STAGIONE

Il progetto e la voglia di giocare bene, sognando di raggiungere l’Europa, fa sicuramente parte dell’idea calcistica del Torino ad inizio stagione. Arriva MIhajlovic in panchina, vengono acquistati giocatori importanti come Ljajic, Iago Falque, Zappacosta, Castan, Valdifiori e la grande sorpresa tra i pali JoeHart prelevato dal Manchester City. Conditi dalla permanenza e la conferma del gallo Belotti ed i giovani e talentuosi Barreca, Benassi e Baselli.

 

LA REALTÀ DI QUANTO ACCADUTO

Prime dieci gare molto altalenanti e bizzarre, poiché i punti arrivano con le squadre più ostiche come le vittorie contro Roma e Fiorentina o il pareggio con la Lazio, ma gli stessi punti vanno a perdersi contro compagini non esattamente all’altezza come Empoli Pescara. Si cercano delle soluzioni, un qualcosa che possa limitare i goal subiti ed agevolare le reti segnate da Belotti, Iago e compagni; ma questo non avviene a causa della mancanza di continuità di alcuni singoli giocatori. Uno tra questi è Adem Ljajic, che delude decisamente le aspettative e non riesce ad essere mai incisivo, se non in un paio di partite, grazie ai suoi lampi di genio, lampi che restano però fini a sé stessi, quasi come a voler descrivere così il percorso della sua intera carriera fatta di “colpi”.

Il 10 granata festeggia la rete siglata nel derby

Mister Mihajlovic a tal proposito, in un’intervista critica il rendimento e l’impegno del giocatore serbo così:

“Ljajic? Se gioca così, meglio non averlo.”

La stagione della squadra di Urbano Cairo non è così negativa e malvagia, ma spesso accade che nel momento di forma e dove sembra che nessuno possa ostacolare il cammino, il Toro inciampi e non riesca a portare a casa punti “semplici” e fondamentali. Striscia di vittorie contro Cagliari, Crotone e Chievo e stop in casa della Samp. Dalla 19esima giornata poi, sembra non si riesca più a vincere e viene a crearsi una vera e propria “pareggite”. 4 pari in 5 partite, complici Sassuolo, Milan, Atalanta, Empoli e Bologna. La squadra comunque non pratica un calcio scadente, anzi, sfrutta molto bene le ripartenze assieme alle palle inattive. L’ambiente è sereno e la voglia di sorridere non manca.

Il girone d’andata si conclude con 29 punti, con l’Europa vicinissima che sembra essere davvero realizzabile grazie all’ennesimo innesto offensivo targato Roma. Si tratta di Juan Manuel Iturbe, che nella Capitale, non convince più di tanto e allora viene ceduto in prestito e alla corte dell’allenatore serbo.

Iturbe è la conferma vivente di ciò che attraversa l’annata il Torino fino all’ultima partita. Perché il tempo passa, ma i risultati sono gli stessi, tra una parola di troppo e qualche mal di pancia. Si vince 5-3 per poi perdere 4-1. Riacquistare la fiducia pareggiando a Firenze e battendo il Palermo, per poi crollare ancora in casa della Lazio. Il pareggio allo Juventus Stadium sembrava aver spianato la strada per un finale di stagione degno della squadra torinese, ma il 5-0 a Napoli e il 2-1 di Genova pesano come un macigno e l’ultima gara vinta contro il Sassuolo chiude la stagione proprio com’era iniziata.

VOTO E GIUDIZIO FINALE

Ci sono dei dati molto particolari che raccontano l’intera stagione e forse, lasciano un rammarico che fa riflettere su come sarebbe potuta andare se si fossero evitati questi “sbalzi d’umore”.

Partiamo dalle situazioni positive.

Sono 71 i gol del Torino in questo campionato, in Serie A i granata non ne segnavano così tanti dal 1949/50.

26 dei quali, sono stati siglati da Andrea Belotti, il giocatore che, inoltre, ha segnato più gol di testa (10) in stagione nei cinque maggiori campionati europei. Questo ci fa pensare molto su quanto avrebbero potuto pesare ancor di più queste reti se il Toro avesse avuto una difesa più forte, più attenta, più determinata come il suo bomber, in alcune circostanze.

Infatti, i compagni del Gallo hanno subito gol per 19 partite di fila in campionato, superando la peggior striscia nella storia del club in Serie A, che risaliva al 1950.

Il totale dei goal subiti è 66 in questo campionato, in Italia non faceva peggio dal 1958/59 quando ne prese 72.

Le reti incassate su sviluppo di corner sono 12, altro record negativo in questo campionato che, senza dubbio, avrebbe potuto avere tutt’altro sapore.

Nono posto ma con più di qualche rimpianto. La squadra di Mihajlovic, nonostante il record di reti segnate (Belotti ha chiuso a 26 gol, migliorando pure l’ultimo primato di Immobile), chiude la stagione dopo qualche soddisfazione – le vittorie contro Roma e Fiorentina e il preziosissimo punto strappato allo Stadium che ha interrotto la striscia quasi infinita di vittorie consecutive della Juve. Eppure i granata avrebbero potuto fare di più, con qualche scivolone in meno, con un po’ di spirito di sacrificio in più, stanziandosi almeno nella zona a ridosso dell’Europa con il suo Gallo che ha tenuto alta la cresta, fino all’ultimo respiro.

VOTO:  6,5

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