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I migliori portieri dei Mondiali

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I migliori portieri dei Mondiali

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Mondiali

È ormai tutto pronto per il gran finale di Qatar 2022, con Francia e Argentina pronte a scrivere una nuova pagina del torneo iridato.
Oltre alla padrona di casa, ovverosia la Coppa del Mondo, l’ultimo atto della kermesse sancirà anche i vincitori dei premi individuali.
Se per il Capocannoniere del Mondiale sarà bagarre, con Mbappé e Messi a quota 5, seguiti da Giroud e Alvarez a 4, la scelta per il Miglior giocatore sarà, invece, una conseguenza del risultato del match, con i due numeri 10 a duellare per l’onoreficenza.
Un altro premio che, verosimilmente, verrà deciso dalla finale è quello di Miglior Portiere.
Prima di esprimerci sui candidati al Guanto d’Oro, facciamo un rapido riepilogo dei precedenti vincitori di questo riconoscimento, che ha riservato alcune sorprese dal 1994, anno della sua istituzione.

USA 1994 – L’ANGELO D’ACCIAIO DALLA DOPPIA DIVISA

Torniamo dunque alla torrida estate americana del 1994, durante la quale sembra che il “Black Hole Sun” cantato dai Soundgarden sia uscito allo scoperto.
Per la prima volta nella storia dei Mondiali la FIFA decide di conferire un premio al portiere che più di tutti si è distinto durante il torneo.
Nella kermesse americana sono presenti alcuni tra gli estremi difensori più forti del periodo, a cominciare dal nostro Gianluca Pagliuca fino ad arrivare a Claudio Taffarel, passando per lo svedese Ravelli e il tedesco Kopke.
Il Guanto d’Oro, però, lo vince un portiere che, con la sua Nazionale, esce agli ottavi di finale: il belga Michel Preud’Homme.
Classe 1959, Preud’Homme è stato per anni uno dei migliori portieri del panorama europeo, vincendo anche una Coppa delle Coppe da protagonista con il Malines, nel 1988.
All’età di 35 anni, l’Angelo d’Acciaio (chiamato così per le numerose industrie siderurgiche che caratterizzavano la sua città natale, Ougréè) sembra ormai aver intrapreso la fase discendente della carriera, nonostante abbia appena firmato con il Benfica, lasciando il Belgio dopo 17 anni tra Standard Liegi e Malines.
Durante il Mondiale, però, Preud’Homme dimostra a tutti di essere ancora un signor portiere, sfoderando tutte le sue abilità peculiari, in particolare la grande agilità che gli permetteva di arrivare ovunque, nonostante un’altezza non elevatissima (1,83 m).
Il Belgio parte forte nel girone, battendo il Marocco per 1-0 grazie ad un gol di Degryse, e si ripete sei giorni dopo, battendo con lo stesso risultato l’Olanda. Proprio la sfida con gli Orange vede Preud’Homme sfoderare alcuni interventi superlativi, in particolare un gran volo su conclusione di Bergkamp da dentro l’area e poi una deviazione sulla traversa al 90’ su un tiro da fuori, che blinda il risultato.
Nel girone i Diavoli Rossi subiscono solo una rete, quella celeberrima di Al Owairan nell’ultima partita, dopo una discesa sensazionale tra le maglie rosse.
Il Belgio esce, come detto, agli ottavi di finale, battuto 3-2 dalla Germania, nonostante un’altra super prestazione di Preud’Homme, che respinge più volte gli assalti dei tedeschi, letteralmente indemoniati. Da segnalare un grande intervento su Klinsmann ad inizio ripresa.
Nonostante l’uscita prematura dal Mondiale, come detto, Michel Preud’Homme diventa il primo portiere a vincere il Guanto d’Oro ai Mondiali.
Piccola curiosità, il belga aveva l’abitudine di indossare, sotto la maglia di gioco, la sua vecchia divisa dello Standard Liegi, come portafortuna.
Proprio ad USA ’94, per colpa del caldo soffocante, Preud’Homme abbandonò questa particolare usanza.

FRANCIA 1998 – IL DIVINO CALVO E QUEL BACIO DI BLANC

Il Mondiale francese, nel 1998, si gioca sulle note di Ricky Martin, vero protagonista dell’estate con alcune hit passate alla storia, tra cui “La Copa De La Vida”.
Il Guanto d’Oro del torneo lo vince, forse anche un po’ banalmente, il portiere della squadra vincitrice: Fabien Barthez.
Nato a Lavelanet nel 1971, Barthez è uno dei prototipi del portiere moderno, bravo con i piedi e, molto spesso, irriverente ai limiti della sopportazione. La sua statura, decisamente sotto la media del ruolo (1,80 m), viene compensata da un’agilità quasi felina, che lo aiuta anche nelle uscite basse.
Barthez lega il suo nome principalmente all’Olympique Marsiglia, prima squadra francese a vincere la Champions League nel 1993, con lui tra i pali.
Nel 1995 passa al Monaco, dove rimane per cinque stagioni prima di intraprendere un’esperienza in Inghilterra con il Manchester United.
Dall’ottobre 1995 è il portiere titolare della Nazionale francese, con la quale si toglierà parecchie soddisfazioni, in particolare Mondiale 1998 ed Europeo 2000.
Durante tutto il torneo subisce solamente due reti, un calcio di rigore di Michael Laudrup nel girone e il momentaneo vantaggio della Croazia in semifinale, siglato da Davor Suker.
La costanza di rendimento, unita alla solida difesa francese, certificano il premo di miglior portiere del Mondiale 1998 per Fabien Barthez, il “Divino Calvo”, come veniva soprannominato dai tifosi.
Durante la finale contro il Brasile, anticipata, come di consueto dal bacio del capitano Laurent Blanc sulla sua testa, Barthez rimane imbattuto, correndo ben pochi pericoli. In uno dei rari momenti di scoramento della difesa dei Bleus, Ronaldo si invola verso la porta, ma viene travolto dal portiere in uscita, rimanendo a terra per qualche istante. Nessun dubbio sull’episodio, Barthez esce in maniera molto irruente, ma prende nettamente il pallone, dimostrando una volta di più il suo coraggio e la sua perfetta scelta di tempo.

COREA/GIAPPONE 2002 – DER TITAN E QUELL’ERRORE MALEDETTO

Nel 2002, per la prima e unica volta finora, i premi di Miglior Portiere e Miglior Giocatore del Mondiale vanno alla stessa persona, uno degli estremi difensori più carismatici ed iconici del periodo, il tedesco Oliver Kahn.
Nato a Karlsruhe nel 1969, Der Titan è un colosso di 1,88 m per 90 kg, uniti ad una ferocia senza precedenti nelle uscite e una tecnica mostruosa.
Dopo 7 anni nella squadra della sua città natale, Kahn lega il suo nome a doppio filo con il Bayern Monaco, squadra che lo vedrà protagonista fino al 2008.
Al Mondiale nippocoreano, la Germania subisce solo una rete, segnata da Robbie Keane nel girone.
Durante il percorso dei tedeschi fino alla finale di Yokohama, da segnalare ci sono una gran parata plastica sul paraguaiano Campos, agli ottavi, nel duello a distanza con l’altro colosso Chilavert e una sfida, molto bella, con Landon Donovan, che viene letteralmente murato a ripetizione da Kahn.
La semifinale, contro i coreani, vede ancora il portiere sugli scudi, proseguendo uno stato di grazia che prosegue anche in finale, fino al 67’.
In quel minuto, Rivaldo lascia partire una conclusione da fuori, ben calciata, ma centrale; Kahn si accartoccia per bloccare il pallone, ma, inspiegabilmente, riesce solo a respingerlo, servendo un involontario assist a Ronaldo. La partita finirà poi 2-0 per i verdeoro, ma nonostante l’errore, pesante ai fini della Coppa, Kahn vince i due premi individuali, coronando un mese da sogno, finito, purtroppo nella maniera più atroce per un portiere.

GERMANIA 2006 – SUPERMAN

Probabilmente il paragrafo più breve e facile da scrivere, quello relativo a Gianluigi Buffon, Miglior Portiere di Germania 2006.
Il portiere azzurro compie un percorso straordinario, assieme a tutti i suoi compagni, subendo due sole reti in tutto il torneo (un’autorete di Zaccardo e il rigore di Zidane in finale).
Indimenticabile la parata sul colpo di testa di Zizou nella finalissima di Berlino, un riflesso splendido che corona un Mondiale perfetto per Buffon e l’Italia.
Inspiegabilmente, vista la penuria di solisti costanti, il premio di Miglior Giocatore non lo vince Gigi, che lo avrebbe meritato così come Kahn quattro anni prima.

SUDAFRICA 2010 – IL COYOTE DI MOSTOLES 

Mentre Shakira fa ballare tutti con la sua “Waka Waka”, la Spagna stravince il Mondiale con i suo tiki taka, la serie infinita di passaggi marchio di fabbrica delle Furie Rosse.
Ma gli spagnoli sono anche sinonimo di difesa ferrea nel 2010, con un solo gol subito (dal cileno Millar nel girone) e, di conseguenza, il Miglior Portiere del torneo: Iker Casillas.
Nato a Mostoles nel 1981, Casillas lega la sua carriera al Real Madrid, con cui vince tutto, e alla Nazionale spagnola più forte di sempre, capace di vincere due Europei consecutivi e un Mondiale in mezzo.
Del Mondiale sudafricano di Casillas le istantanee sono tre: la prima è, ovviamente, il bacio che l’estremo difensore e capitano della Roja, da alla giornalista Sara Carbonero, sua futura moglie, dopo la finale.
Ma se in patria Casillas è conosciuto, anche, come “El Fantasma de Zamora”, con chiaro riferimento a Ricardo Zamora, mitologico portiere degli anni 30, è chiaro che le altre due fotografie siano due parate.
La prima è quella, celeberrima, su Robben, con la respinta di piede nel duello faccia a faccia con l’olandese.
La seconda, forse, è meno ricordata da molti, si riferisce al quarto di finale contro il Paraguay.
I sudamericani stanno vivendo un sogno e sono trascinati da alcuni nomi importanti, come il portiere JustoVillar e, soprattutto, Oscar Cardozo.
In una partita molto equilibrata, l’episodio che può cambiare la storia del calcio arriva al minuto 58’, quando l’arbitro Batres concede un rigore al Paraguay. Dal dischetto va lo specialista, il totem, Cardozo, che però si vede respingere la conclusione da Casillas.
La Spagna vincerà 1-0 quella partita, con rete decisiva di David Villa all’83’, nella vera e propria partita spartiacque di Sudafrica 2010.

BRASILE 2014 – IL PIÚ VICINO A YASHIN

Nel corso della lunga storia del calcio, solo una volta il Pallone d’Oro è stato vinto da un portiere. Era il 1963 e l’onore toccò a Lev Yashin, ex estremo difensore nell’hockey su ghiaccio e fenomenale tra i pali.
Dopo il Ragno Nero, solo due portieri sono andati vicini alla vittoria dell’ambito trofeo: Gigi Buffon nel 2006 e Manuel Neuer nel 2014.
Nato a Gelsenkirchen nel 1986, Neuer si mette in mostra durante la cavalcata dello Schalke 04 nella Champions League 2010/11, giunta sino alle semifinali.
Durante quel torneo Neuer si dimostra mostruoso tra i pali, ma ancor di più quando ha il pallone tra i piedi. Il portiere, infatti, dispone di una tecnica da far invidia a molti centrocampisti e di una visione di gioco da regista puro. Durante la sua carriera, nonostante alcuni infortuni che ne hanno limitato l’utilizzo, ha spesso giocato fuori dalla sua area di rigore, anticipando gli avversari con giocate da libero.
L’anno di grazia per Neuer è proprio il 2014, quando si laurea Campione del Mondo e dimostra a tutti il proprio smisurato talento, di fatto reinventando il ruolo del portiere e vincendo, meritatamente, anche il Guanto d’Oro.
Da ricordare, senz’ombra di dubbio, la partita contro l’Algeria agli ottavi, quando davvero sembrava giocare in difesa, e la parata su Benzema nel recupero dei quarti di finale.

RUSSIA 2018 – UN ALTRO BELGA

L’ultimo, finora, vincitore del Guanto d’Oro è stato Thibaut Courtois, nel 2018.
24 anni dopo Preud’Homme, un altro estremo difensore belga torna sugli scudi nel torneo iridato, a difesa della più forte generazione di sempre per i Diavoli Rossi.
Il Belgio arriva fino alla semifinale, persa contro i futuri Campioni della Francia, raggiungendo il punto più alto del suo periodo di massima espansione.
La partita manifesto per Courtois è quella contro il Brasile ai quarti, dove erge un muro invalicabile, con la ciliegina finale della parata splendida su Neymar al 93’, per blindare il passaggio del turno.

QATAR 2022 – CHI VINCERÁ?

I candidati principali per il Guanto d’Oro sono, ovviamente, El Dibu Martinez e Hugo Lloris; per il francese, inoltre, sarebbe la chiusura perfetta del cerchio, dopo due finali Mondiali consecutive da capitano.
Nelle retrovie restano, però, in corsa il croato Livakovic, che ha trascinato la Croazia fino alla semifinale con 4 rigori parati in due partite e il marocchino Bonou, che ha subito solamente 3 gol in tutto il torneo.
Anche I due outsider si giocheranno le proprie carte nella finale per il 3’ posto di sabato, ma la probabilità di vedere il portiere Campione del Mondo con in mano il Guanto d’Oro resta la più elevata.

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Europa League

Le possibili avversarie della Roma in Europa League

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in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELLA ROMA IN EUROPA LEAGUE – Dopo aver superato i play-off, è tempo di ottavi per la Roma. Dopo aver vinto, sudando fino ai rigori, per i giallorossi è tempo di resettare. La gioia della vittoria va subito messa da parte, per ritornare concentrati per il proseguo della stagione. L’obiettivo 4° posto in campionato e l’andare più avanti possibile in Europa League sono la base per un futuro roseo, magari proprio con De Rossi sulla panchina. La situazione della Roma non è stata però così felice in precedenza, con ancora Mourinho in panchina. Il girone, contro Slavia Praga, Servette e Sheriff, non vide i giallorossi vincere, arrivando al secondo posto, sotto i cechi, e costretti dunque ai playoff. Adesso è tempo di ottavi: di seguito vi riportiamo le possibili avversarie della Roma in Europa League.

LE POSSIBILI AVVERSARIE

Cammino fin qui abbordabile per la squadra di Daniele De Rossi, che adesso però avrà a che fare con avversarie ben più dure da affrontare. La possibilità migliore sarebbe quella di rivedere affrontare una recente conoscenza, lo Slavia Praga, già affrontato ai gironi, forse chance migliore per passare il turno. Di seguito vi riportiamo tutte le possibile avversarie dei giallorossi agli ottavi.

  • West Ham (Ing)
  • Brighton (Ing)
  • Glasgow Rangers (Sco)
  • Liverpool (Ing)
  • Villareal (Spa)
  • Bayer Leverkusen (Ger)
  • Slavia Praga (Cec)

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Europa League

Le possibili avversarie dell’Atalanta in Europa League

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in foto Zappacosta, Djimsiti, Pasalic, Ruggeri, Kolasinac - Serie A - UEFA Europa League - Coppa Italia

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELL’ATALANTA IN EUROPA LEAGUE – Alle ore 12 verranno sorteggiati gli ottavi di Europa League. Per l’Atalanta, dopo un girone passato al primo posto senza troppi problemi, è l’ora di ritornare in campo. I play-off della competizione sono infatti terminati, con i bergamaschi che hanno saltato quest’ultimi grazie al primato nel proprio girone. In particolare, sono state 4 le vittorie e 2 i pareggi nell’Europa League 2023/24 dei nerazzurri, di fatto ancora imbattuti in questa competizione, con, inoltre, 12 gol fatti e solo 4 subiti in 6 partite. Cammino di tutto rispetto, che adesso entra nel vivo. I bergamaschi saranno sorteggiati nell’urna assieme alle altre vincitrice dei rispettivi gironi, e coloro che hanno superato i play-off. Di seguito, vi riportiamo le possibili avversarie dell’Atalanta in Europa League.

LE POSSIBILI AVVERSARIE

Dopo i gironi, in cui l’Atalanta ha affrontato Sporting Lisbona, Sturm Graz e Rakow, tra le possibili avversarie vi è una recente conoscenza. Tra le papabili potrebbe infatti tornare lo Sporting Lisbona, affrontati durante il girone. Di seguito vi riportiamo tutte le possibili avversarie dei bergamaschi:

  • Qarabag (Aze)
  • Friburgo (Ger)
  • Benfica (Por)
  • Marsiglia (Fra)
  • Sporting Lisbona (Por)
  • Sparta Praga (Cec)

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Europa League

Le possibili avversarie del Milan agli ottavi di Europa League

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Loftus-Cheek Milan-Rennes

POSSIBILI AVVERSARIE MILAN – Il Milan ha strappato la qualificazione per gli ottavi di finale di UEFA Europa League. In seguito al doppio confronto contro il Rennes, i rossoneri hanno ottenuto un risultato complessivo che ha permesso agli uomini di Pioli di battere i transalpini in occasione degli spareggi preliminari, grazie soprattutto alla messa in cassaforte del risultato in occasione del match d’andata. Il match di ritorno, disputatosi questa sera, si è trattato di una vera e propria formalità, in cui l’unico obbligo era correre meno rischi possibili in modo da non mettere in discussione il divario formatosi in precedenza.

Dunque, dopo la semi-fallimentare esperienza nel girone di Champions League, il Milan avrà l’opportunità di sognare la conquista dell’unico trofeo internazionale che manca nella bacheca rossonera. Si tratta di un grande paradosso, visto che, al contrario, i lombardi sono degli esperti sul tema trionfi in UCL.

LE POSSIBILI AVVERSARIE DEL MILAN AGLI OTTAVI DI EUROPA LEAGUE

Per il Milan saranno giorni d’attesa, in cui non sarà ancora possibile scoprire l’avversaria che li fronteggerà nella prossima fase della competizione. In attesa dei sorteggi, in programma domani, 23 febbraio, a Nyon, quel che vi è di certo è che il Diavolo affronterà una fra le compagini classificatesi in prima posizione nel proprio girone di EL. Fra le possibili avversarie, tuttavia, non saranno possibili accoppiamenti con l’Atalanta, a causa della regola che impedisce l’incrocio fra due formazioni appartenenti allo stesso campionato a questo punto del tabellone.

Pertanto, le palpabili squadre che potrebbero disputare il doppio confronto con i rossoneri sono: West HamBrightonGlasgow RangersLiverpoolVillarreal (prima classificata del girone del Rennes), Slavia Praga Bayern Leverkusen.

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Le curiosità sulla 26ª giornata di Serie A

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Tommaso Baldanzi, calciatore della Roma e della nazionale italiana (Italia). Romelu Lukaku, calciatore della Roma e del Belgio - Serie A, Europa League, Coppa Italia, EURO2024

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – Sta per cominciare la 26 giornata di Serie A, e come di consueto torna il nostro approfondimento sulle curiosità e le statistiche più interessanti del prossimo turno. Scopriamo le curiosità della 26ª giornata di Serie A.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – BOLOGNA-VERONA

Il Verona non ha perso nessuna delle ultime quattro sfide contro il Bologna in Serie A (2V, 2N), anche se, più in generale, ben cinque degli ultimi nove incroci tra queste due formazioni sono terminati in parità. Completano il parziale due successi a testa.
 
Il Bologna è imbattuto da cinque incontri interni consecutivi contro l’ Hellas Verona in Serie A (3V, 2N), anche se nei quattro più recenti ha realizzato appena un centro a partita. L’ultimo successo esterno dei gialloblù sui rossoblù nella competizione risale al 4 aprile 2016, un 1-0 firmato da Samir.
 
Il Verona ha vinto solo due delle sei gare giocate in Serie A di venerdì (4P), proprio nelle due occasioni in cui ha affrontato in questo giorno della settimana il Bologna: 2-1 sia il 21 gennaio 2022, che il 21 aprile 2023.
 
Il Bologna ha vinto ciascuna delle ultime quattro gare di campionato. L’ultima volta che ha registrato una serie più lunga di successi consecutivi in Serie A risale al maggio 1967 (6).

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – SASSUOLO-EMPOLI

L’Empoli ha perso ciascuna delle ultime due sfide di Serie A contro il Sassuolo, dopo che aveva vinto tre delle quattro precedenti (1P). In particolare, dopo il ko per 3-4 nella gara d’andata di questo campionato, i toscani potrebbero trovare la sconfitta in entrambe le gare stagionali nel torneo contro i neroverdi per la prima volta dal 2016/17.
 
Quella tra Empoli e Sassuolo è la sfida che si è verificata più volte nella storia della Serie A senza mai vedere un pareggio. In 13 precedenti sono otto i successi per i neroverdi contro cinque a favore degli azzurri.
 
L’Empoli ha perso solo due delle ultime sette trasferte di Serie A (2V, 3N) e in particolare ha vinto la più recente, contro la Salernitana. L’ultima volta in cui i toscani hanno trovato il successo in due gare esterne di fila nella competizione risale a ottobre 2021.
 
Nessuna squadra ha ottenuto meno punti in Serie A rispetto al Sassuolo da inizio dicembre ad oggi: appena cinque (come Frosinone e Salernitana). Tuttavia, considerando solo gli incontri casalinghi, i neroverdi hanno evitato la sconfitta in quattro delle ultime sei gare di campionato (1V, 3N).

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – SALERNITANA-MONZA

Il Monza ha vinto ben quattro delle ultime cinque gare di campionato contro la Salernitana (1P) e in ognuno di questi successi ha realizzato esattamente tre reti. Tuttavia, il successo dei granata in questo parziale è arrivato proprio nell’unica gara esterna disputata dai brianzoli in Serie A contro i campani.
 
Il Monza ha vinto contro la Salernitana sia in Serie A, in Serie B che in Serie C. In particolare, con un successo, quella campana può diventare la prima avversaria contro cui i brianzoli registrano almeno tre vittorie sia nel massimo campionato che in cadetteria.
 
La Salernitana non ha vinto nessuna delle ultime sei gare casalinghe di campionato (1N, 5P) e nel parziale ha subito sempre almeno due reti. Nella sua storia nella Serie A, non ha mai incassato più di una rete in più incontri consecutivi in casa.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – GENOA-UDINESE

L’Udinese è rimasta imbattuta nelle ultime 13 gare contro il Genoa nel massimo campionato (6V, 7N). Si tratta della striscia di imbattibilità più lunga in assoluto per i friulani contro una singola avversaria in Serie A.
 
Il Genoa non ha vinto nessuna delle ultime 13 sfide di Serie A contro l’Udinese (7N, 6P), pareggiando tutte le quattro più recenti. L’ultima serie più lunga di incontri consecutivi per il Grifone senza trovare il successo è stata contro la Roma, tra il 2014 e il 2022 (16). Non pareggia cinque gare di fila contro una singola avversaria nella dal 1990, contro la Fiorentina.
 
L’Udinese non ha vinto nessuna delle ultime cinque trasferte giocate in Serie A contro avversarie nel lato destro della classifica a inizio giornata (3N, 2P). L’ultimo successo fuori casa contro queste squadre risale all’11 marzo 2023, 1-0 contro l’Empoli, grazie a una rete di Rodrigo Becão.
 
Il Genoa ha perso solo una delle ultime 10 gare di campionato (3V, 6N). Si tratta dell’1-4 contro l’Atalanta lo scorso 11 febbraio.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – JUVENTUS-FROSINONE

Il Frosinone ha perso tutte le nove gare di Serie A giocate contro avversarie presenti nelle prime due posizioni in classifica a inizio giornata di campionato, con un punteggio aggregato di 25-1.
 
Dopo una serie di cinque successi consecutivi, la Juventus non ha vinto nessuna delle ultime quattro gare di campionato (2N, 2P). Solo una volta i bianconeri hanno giocato cinque partite di fila in Serie A senza trovare alcun successo negli ultimi 14 anni: tra aprile e maggio 2019, a Scudetto già vinto.
 
Il Frosinone ha ottenuto 23 punti in questo campionato (6V, 5N, 14P), due in meno rispetto a tutta la sua precedente stagione giocata in Serie A (25 nel 2018/19). Tuttavia, da inizio dicembre, quella ciociara è la formazione che ha perso più partite (9) e quella che ha incassato più reti (31).
 
La Juventus ha subito 7 reti su 17 con tiri da fuori area quest’anno: il 41% del totale, la percentuale più alta nel torneo in corso. Dall’altro lato, due degli ultimi sei gol del Frosinone nella competizione sono arrivati proprio dalla distanza, entrambi su calcio di punizione diretto.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – CAGLIARI-NAPOLI

Il Napoli conta 29 punti in meno rispetto allo stesso punto dello scorso campionato. Nessuna squadra campione in carica aveva mai avuto una tale differenza negativa dopo 24 gare giocate rispetto alla stagione precedente nella storia della Serie A a girone unico. Il record apparteneva al Milan 1957/58 (-26 punti, contando 3 punti a vittoria da sempre).
 
Cagliari e Napoli hanno entrambe segnato solo un gol nei primi 15 minuti di gioco in questa Serie A, record negativo al pari del Monza.
 
Il Cagliari ha guadagnato 11 punti da situazione di svantaggio. Solo il Bologna e lo stesso Napoli (12) hanno fatto meglio in questo campionato.
 
Francesco Calzona è il terzo allenatore a guidare il Napoli nel 2023/24. La squadra partenopea non aveva tre diversi tecnici nella stessa stagione dal 1997/98, quando si alternarono sulla panchina Bortolo Mutti, Carlo Mazzone, Giovanni Galeone e Vincenzo Montefusco. Inoltre non era mai successo che tre allenatori diversi sedessero sulla panchina della squadra campione in carica in Serie A in una singola stagione.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – LECCE-INTER

Il Lecce è rimasto imbattuto in tre delle ultime quattro gare casalinghe contro l’Inter in Serie A (1V, 2N), anche se la sconfitta è arrivata nell’ultimo incrocio al Via del Mare, perso le 2-1 nella prima giornata dello scorso campionato.

L’Inter ha vinto le ultime due partite in Serie A segnando quattro reti. I nerazzurri non realizzano almeno quattro gol per tre match di fila in campionato da gennaio 1972. Inoltre non lo fanno abbinando la vittoria dal periodo tra settembre e ottobre 1947 (in quel caso successi contro Alessandria, Sampdoria e Juventus).
 
L’Inter vanta 63 punti in classifica, con soli 12 gol subiti e 15 clean sheet. Dopo 24 gare giocate in una stagione di Serie A, solo nel 2006/07 ha raccolto più punti (66), mentre l’unica annata migliore sia sotto l’aspetto delle reti incassate che dei clean sheet è stata la 1988/89 (rispettivamente 11 e 16).
 
L’Inter ha trovato la rete per 19 trasferta di fila in Serie A (come era già successo solo tra febbraio e dicembre 2021) e nella sua storia non è mai arrivata a 20 gare fuori casa consecutive a segno nella competizione.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – MILAN-ATALANTA

L’Atalanta ha vinto tre delle ultime nove sfide contro il Milan in Serie A (2N, 4P), inclusa la gara di andata (3-2). Durante la gestione di Stefano Pioli, solo l’Inter (quattro) ha battuto più volte i rossoneri rispetto alla Dea nella competizione.
Il Milan ha perso la gara di andata contro l’Atalanta (3-2). Non perde entrambe le sfide stagionali contro la Dea in Serie A dal 2007/08.
 
Il Milan ha vinto le ultime due gare casalinghe contro l’Atalanta in Serie A, senza subire gol, e solo una volta ha ottenuto tre successi in casa di fila contro i bergamaschi con annessi clean sheet sotto la guida dello stesso allenatore, riuscendoci tra il 1992 e il 1995 con Fabio Capello.
 
Nonostante la sconfitta nell’ultimo turno, il Milan ha conquistato almeno 52 punti dopo 25 gare giocate per la terza volta nelle ultime quattro stagioni. Tante volte quante nelle precedenti 16 partecipazioni dei rossoneri al torneo dopo altrettante partite disputate.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – ROMA-TORINO

La Roma ha segnato almeno due reti in ciascuna delle cinque gare di campionato con Daniele De Rossi in panchina. Un solo allenatore nella storia della Serie A ci era riuscito: Rudi Garcia nel 2013 (8/8 nel suo caso).
 
Il Torino è una delle tre squadre (al pari di Inter e Atalanta) a non avere perso alcuna partita di campionato nel 2024 (3V, 3P). Nel nuovo millennio, soltanto una volta la squadra piemontese è rimasta imbattuta nelle prime sette sfide di un anno solare in Serie A. Successe nel 2015, con Giampiero Ventura, quando la sconfitta arrivò alla 10ª gara, sul campo del’Udinese (3-2).
 
Il Torino ha collezionato 12 clean sheet in questo campionato (al pari della Juventus e meno soltanto dell’Inter, a quota 15). L’ultima volta in cui la squadra granata ha tenuto più volte la porta inviolata dopo le prime 25 sfide giocate di un campionato di Serie A risale al 1991/92. In quell’occasione, furono 14 le gare senza subire gol.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – FIORENTINA-LAZIO

Nessuna squadra conta tanti marcatori diversi in questo campionato quanti può vantarne la Fiorentina (15).

La Lazio è la squadra che ha segnato meno gol di testa in questo campionato. La compagine biancoceleste è a quota uno, realizzato da Valentín Castellanos contro il Frosinone. Nei cinque maggiori tornei europei in corso, solo il Rayo Vallecano ha fatto peggio dei biancocelesti con questo fondamentale (0).

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