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Calcio Internazionale

I primi lampi di Nicolas Pépé

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Da quando Mikel Arteta siede sulla panchina dell’Arsenal, tolta la rocambolesca sconfitta all’esordio nel derby contro il Chelsea, i Gunners tra le varie competizioni a cui partecipano hanno inanellato 9 risultati utili consecutivi. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato ieri sera nell’andata dei sedicesimi di Europa League in Grecia contro l’Olympiacos, in una gara tutt’altro che semplice decisa dalla zampata di Lacazette a pochi minuti dal termine. Va anche detto che di questi 9 risultati utili 4 sono pareggi, due dei quali arrivati in gare deludenti contro Burnley e Crystal Palace. Al netto di tutto ciò l’impatto di Arteta può essere comunque definito più che discreto, soprattutto se si mettono sul piatto della bilancia le premesse. Alla sua prima esperienza da capo allenatore, Arteta ha preso in mano una squadra accartocciata su se stessa dopo l’esperienza Emery e con grandi punti interrogativi sul valore di alcuni giocatori e sulla possibile compatibilità tra di essi. Nella prima categoria citata non può che rientrare il nome di Nicolas Pépé, il grande acquisto dell’estate dei Gunners costato 72 milioni di sterline (circa 80 milioni di euro) alle casse del club.

L’ivoriano è sbarcato in Premier League dopo una stagione da autentico craque in Ligue 1 con la maglia del Lille. All’interno del sistema iper-verticale di Galtier si è esaltato, dando concretezza al suo gioco sia in termini numerici che in termini di apporto alla squadra. I 22 gol e 13 assist messi a referto erano il suo bigliettino da visita, ma sin dalle prime apparizioni i dubbi sul suo reale valore hanno cominciato ad insinuarsi nella testa dei tifosi dell’Arsenal. Pépé ha sofferto l’impatto con un campionato estremamente diverso da quello francese, e la confusione della gestione Emery non ha fatto altro che complicare il suo ambientamento. La poca continuità tattica data dallo staff tecnico lo ha sicuramente mandato in confusione, tanto che nelle ultime settimane con il tecnico spagnolo al comando aveva perso anche il posto da titolare. Precedentemente Pépé era stato utilizzato sempre sul versante destro dell’attacco (suo habitat naturale data la propensione a rientrare sul piede forte) ma all’interno di sistemi tattici sempre diversi: prima il 4231 (ora utilizzato con continuità da Arteta), poi un poco redditizio cameo con il 4312 e un altrettanto poco efficiente 433.

IN COSTANTE UNO CONTRO UNO

Il gioco di Pépé si fonda principalmente sulla sua incredibile capacità di creare superiorità numerica. Oltre ad avere importanti doti atletiche che lo rendono incontenibile quando può attaccare su un campo largo, l’ivoriano è efficace anche in spazi ristretti, dove può far valere tutta la sua sensibilità tecnica. Usa la suola come pochi e sposta il pallone con una velocità semplicemente troppo elevata per gli avversari. Nel suo opaco avvio di stagione uno dei picchi più alti lo ha raggiunto contro il Liverpool, dove all’interno di una partita chiusa dai Reds in meno di un’ora i suoi dribbling sono stati l’unico strumento nelle mani dell’Arsenal per risalire il campo.

https://youtu.be/ib6aKvBeObA

Al termine della gara furono 7 su 10 tentati i dribbling completati dall’ex Lille, una cifra esorbitante ma abbastanza in linea con il dato medio stagionale: 4 dribbling riusciti su 6,7 tentativi ogni 90 minuti. Un dato superiore anche all’ultima stagione in Francia, dove i dribbling tentati erano poco meno di 5 con un tasso di realizzazione simile. Pépé ha quindi reso ancor più estremo il suo gioco, facendolo però in maniera diversa e all’interno di un sistema in cui non è nè la prima e nè la seconda bocca di fuoco offensiva. Il numero di tiri ogni 90 minuti è calato da 3,2 a 2,6.

NUOVO MANAGER, NUOVA VITA

A differenza di Emery, Arteta lo ha subito messo al centro del progetto: 8 presenze da titolare nelle 10 gare disputate dai Gunners con lo spagnolo in panchina. L’impatto è stato subito positivo nella vittoria contro il Manchester United, con Pépé subito a segno, ma nella successive partite il rendimento si è stabilizzato. Come ribadito da Arteta Pépé ha patito il peso della grande cifra spesa per lui, aggiungendo che per un ragazzo giovane l’ambientamento in Premier League è tutt’altro che immediato.

Nel frattempo in casa Arsenal il fragoroso impatto dei giovanissimi Saka e Martinelli ha tolto un po’ i riflettori di dosso dall’ivoriano, fino alla gara casalinga contro il Newcastle, dove per la prima volta Pépé ha disputato una gara formato Lille 2018/2019. Intenso, aggressivo, coinvolto: 90 minuti di pura elettricità a quali vanno aggiunti 1 gol e 2 assist. Il gol è frutto della sua grande intelligenza off the ball: nel Lille questa tendenza a sapersi muovere anche senza palla si traduceva in martellanti attacchi alla profondità, contro il Newcastle legge il posizionamento dei compagni in area di rigore, si stacca verso il centro dell’area e manda in porta il solito assist di Bukayo Saka. Un gol molto simile a questo realizzato contro il Manchester United.

https://gph.is/g/Z7gM7M2

OBBIETTIVO CHAMPIONS LEAGUE

Dopo la gara contro il Newcastle il Sun ha pubblicato un articolo che paragona il suo impatto a quello di Henry, lento nell’ambientamento ma piano piano sempre più influente e determinante. Per forza di cosa non può essere un’unica partita a dirci che Pépé ha assorbito il passaggio in un altro campionato ed ora è pronto a prendersi sulle spalle l’Arsenal, ma senza dubbio i passi in avanti sono costanti e visibili.  In questo momento i Gunners sono al decimo posto, distanti 7 punti dalla zona Champions League, 6 se si esclude il Manchester City per la nota sanzione ricevuta dalla Uefa e si prende come riferimento il Tottenham quinto a 40 punti. Una distanza in entrambi i casi colmabile, alla quale va aggiunta la possibilità di raggiungere la Champions League attraverso la vittoria dell’Europa League, competizione sulla quale l’Arsenal può investire anche quest’anno. Proprio in una competizione ad eliminazione diretta, la possibilità di poter schierare un calciatore dalle caratteristiche come quelle di Pépé può fare la differenza. L’ivoriano oltre alle doti già citate è una minaccia anche da calcio da fermo (chiedere al povero Vitoria Guimaraes per ulteriore conferma): una freccia affilatissima in gare da dentro o fuori.

Pépé non è sicuramente un fenomeno di precocità: a maggio compierà 25 anni e per lui è già tempo di ottenere risultati significativi. Come da lui stesso dichiarato anni fa prima viveva il calcio in maniera più superficiale e meno intensa, crogiolandosi in doti fisiche e sopratutto tecniche innate. L’ultimo anno al Lille ha messo in mostra un uomo e un ragazzo diverso e l’auspicio per i tifosi dell’Arsenal è che questo processo di maturazione sia in fase di definizione. Ne gioverebbe lui, che darebbe forma ad un talento dalle mille sfaccettature e ne godrebbero anche gli stessi Gunners, alla disperata ricerca di giocatori in grado di risollevare una squadra da tempo depressa.

 

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Nicolas Pépé)

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Dumfries: “Capisco le critiche, voglio essere importante”

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Dumfries

Denzel Dumfries, esterno olandese dell’Inter, sarà titolare anche nel match valido per gli ottavi del Mondiale contro gli USA. Tuttavia è chiamato ad alzare il livello delle proprie prestazioni, dal momento che non ha né segnato un gol né fornito un assist in queste prime tre partite dei gironi, che lui ha giocato per intero.

Prima dell’inizio della fase più importante a un Mondiale, quella a eliminazione diretta, l’esterno nerazzurro ha voluto sottolineare la sua volontà di essere determinante nella prossima gara degli Oranje durante l’intervista a NU.nl: “Capisco tutte le critiche nei miei confronti, e di certo sono critico pure io con me stesso. Desidero essere importante con un gol o un assist. Io gioco molto avanti in campo? Come terzino destro ho la possibilità di  aprire alcuni molti per le punte. C’è un’idea alla base di questo. La cosa fondamentale è che siamo i migliori del girone, tuttavia certamente desideriamo garantire più spettacolo. Siamo consapevoli di cosa serve migliorare, speriamo che venga fuori negli ottavi di finale. Stati Uniti? Hanno una formazione buona e con tanta energia. E cercano di giocare d’anticipo.Se gli statunitensi fanno pressione, in automatico ci si aprono degli spazio. E questo ci va bene. Speriamo che sia una bella partita, ma l’importante è vincere. Soprattutto nella fase a eliminazione diretta”.

L’ex-PSV è stato infatti molto criticato per le sue prestazioni deludenti fornite contro Senegal, Ecuador e Qatar, restando ad ogni modo un titolare inamovibilie per Van Gaal.

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I tifosi della Germania vogliono Jurgen Klopp al posto di Flick

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Liverpool

Dopo l’uscita della Germania ai gironi dal Mondiale in Qatar, c’è stata un’aria di rivoluzione totale che potrebbe colpire numerosi giocatori, ma soprattutto l’allenatore, Hans-Dieter Flick. Nonostante non ci siano stati comunicati ufficiali da parte della Federcalcio tedesca, sono state numerose, invece, le indiscrezioni riguardanti un possibile approdo di Jurgen Klopp sulla panchina della Germania.

Marc Kosicke, agente dell’allenatore dei Reds, ha parlato a Sky Germany riguardo questa situazione. Di seguito le sue parole.

“Jurgen come CT della Germania? Questo è un argomento solo mediatico. Lui ha un contratto con il Liverpool fino al 2026 e intende rispettarlo”.

Solo poche settimane fa, Kosicke, aveva ribadito le intenzioni del suo assistito nei confronti del Liverpool. Di seguito le sue parole.

“Jurgen gode del sostegno dei vertici dirigenziali ed è in contatto regolare con loro. Ama il club, la sua squadra e i tifosi ed è determinato a continuare e completare con successo la sua esperienza a Liverpool“.

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Calcio Internazionale

Argentina-Australia, ballottaggio Gomez-Correa per sostituire Di Maria

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Padovan, che attacco alla Juventus e a Di Maria!

Oggi, 3 dicembre 2022, l’Argentina del CT Scaloni scenderà in campo contro l’Australia per giocarsi l’accesso ai quarti di finale. L’Albiceleste, però, deve fronteggiare un grave problema, ovvero quello legato agli infortuni, in particolare quello di Angel Di Maria. A causa di una lesione di basso grado dell’adduttore lungo della coscia sinistra, il giocatore della Juventus si è allenato a parte.

A un iniziale momento di positività che vedeva sicuramente El fideo tra gli undici titolari, ora è subentrato un forte sentimento di incertezza che lascia presagire al forfait. Il CT stesso non si è sbilanciato e spera ancora di avere almeno a disposizione il proprio numero 11. Tuttosport riporta che in caso di assenza, il posto potrebbe essere preso dal Papu Gomez o da Angel Correa; al momento parrebbe essere in vantaggio l’ex Atalanata.

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Pronostico Francia-Polonia, statistiche e consigli per la partita

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Francia

 

PRONOSTICO FRANCIA-POLONIA – Oggi pomeriggio alle ore 16 cominceranno gli ottavi di finale dei mondiali 2022. La prima partita sarà Olanda-Stati Uniti, mentre alle 20 ci sarà Argentina-Australia. Uno dei due scontri tutto europeo è Francia-Polonia, che si affronteranno domenica pomeriggio, sempre alle ore 16. I transalpini riusciranno a superare agevolmente l’ostacolo Lewandowski?

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE?

La Francia ha perso l’ultima partita dei gironi contro la Tunisia, in una partita dall’esito abbastanza inutile. Infatti la Francia era già certa del primo posto e Didier Deschamps ne ha approfittato per far rifiatare praticamente tutti i titolari. Lo stesso è successo ieri sera al Brasile e Portogallo, che hanno perso contro il Camerun e la Corea. Quindi queste sconfitte non vengono considerate come dei passi falsi clamorosi come lo sono state invece quelle di Argentina, Germania e Spagna. Convincente invece la vittoria per 4-1 contro l’Australia, dove ha brillato Adrien Rabiot. Contro la Danimarca invece la Francia deve ringraziare Kylian Mbappé, autore di una doppietta che ha deciso il match.

Anche la Polonia viene da una sconfitta, partorita contro l’Argentina per 2-0. La squadra di Lewandowski ha comunque passato il turno in virtù della differenza reti, superiore di solo un gol rispetto al Messico. Poteva però finire diversamente, infatti prima del gol di Al-Dawsari Messico e Polonia erano in perfetta parità, sia per differenza reti che gol fatti. Inoltre la loro sfida era finita in pareggio. Quindi l’unico metro di giudizio disponibile rimasto era la somma dei cartellini gialli, che vedeva sorridere ai polacchi. Czeslaw Michiewicz è stato bravo a dare la giusta indicazione ai suoi di non farsi ammonire in alcun modo negli ultimi 20 minuti contro l’Argentina. Alla fine però il gol al ’95 dell’Arabia Saudita ha negato questo metro di giudizio relativo al fair play e così la Polonia è passata come seconda del girone grazie ai suoi quattro punti e a una differenza reti di solo una lunghezza superiore al Messico.

PRONOSTICO FRANCIA-POLONIA

L’attacco della Francia è il terzo migliore dei mondiali, 6 reti, proprio come il Portogallo, mentre i gol subiti sono 3, poiché ne hanno subito uno in ogni partita dei gironi. Probabile quindi che la Francia faccia valere la sua superiorità tecnica e riesca quindi a vincere il match, ma difficilmente Lloris riuscirà a portare a casa il primo clean sheet dei mondiali contro una squadra dove gioca uno dei migliori centravanti dell’ultimo decennio, Robert Lewandowski. La Polonia però non è solo lui, infatti gli altri due eroi di questa nazionale sono il “napoletano” Piotr Zielinski, autore del primo gol contro l’Arabia Saudita, e soprattutto il portiere juventino Wojciech Szczesny, che è riuscito a parare ben 2 rigori in 3 partite. Il problema della Polonia sarà riuscire a servire il loro miglior capocannoniere, cosa che non è successa contro l’Argentina. Il segno consigliato è quindi l’1, quotato non molto. Se si vuole alzare la quota si può combinarlo con un OVER 1,5. Ma attenzione non esagerate, perché questa partita non è detto finisca in goleada.

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