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Haaland contro Vlahović, i bomber del 2021 in sfida per il futuro

Calcio Internazionale

I re del 2021: Haaland contro Vlahović, sfida tra Future Stars

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Haaland

Ci avviciniamo alla fine del 2021, un anno lungo e complicato per tutti, ma che per due giocatori è stato sicuramente più che positivo. Se per Erling Haaland è stato l’anno della conferma, con i suoi 43 gol in altrettante partite, Dusan Vlahović ha vissuto allo stesso tempo l’esplosione e una prima conferma.

Insieme, i due classe 2000 sono saliti alla ribalta grazie alle loro prestazioni e alla loro costanza, con una media minuti per gol a dir poco spaventosa (86 per il norvegese, 110 invece per il serbo). Due centravanti che hanno il futuro nelle loro mani, che possono garantirci una decade ricca di reti e numeri altisonanti.

Inoltre, Vlahović e Haaland sembrano avere altre cose in comune oltre al gol, come ad esempio le caratteristiche. Veloci, fisici e grandi finalizzatori. Certo, il norvegese ha alle spalle più occasioni per brillare, ma il futuro è tutto da scrivere. Un confronto nel presente, del quale potremo conoscere il risultato solo con il volgere delle stagioni.

 

VELOCITÀ

Sicuramente un loro grande punto di forza. Tra scatti e accelerazioni, riescono spesso a infilarsi tra le linee avversarie. E ciò non è affatto scontato, vista la loro altezza e la loro prestanza fisica.

Per Haaland, infatti, non solo precocità e reti, ma anche un’incredibile velocità. In Germania ancora si ricorderanno dei suoi clamorosi sprint contro Gladbach e PSG, in cui ha toccato numeri decisamente importanti, soprattutto per un calciatore.

A maggior ragione se si parla di un “ragazzo” di 1,94 m per 87 kg. Avendo sviluppato tardi in altezza, infatti, pare che il norvegese si sia concentrato molto sul piano atletico, cosicché ad oggi risulti essere uno degli attaccanti più completi del panorama mondiale.

Dal canto suo, non si può certo dire che Vlahović non sia veloce. Anzi. Tuttavia, c’è da dire che, nella complessa sistematicità del calcio italiano, per una punta come lui non è sempre facile esaltare a pieno le proprie abilità. Spazi più stretti, un gioco meno dinamico e più fisico.

Se è vero che il serbo ha avuto meno occasioni per mettere in mostra la sua rapidità, ci sembra altrettanto vero che Haaland sia più veloce. E pensare che è stato lo stesso Dusan ad ammetterlo.

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COMPLETEZZA

Ed effettivamente, potremmo dire che i due se la giocano. Il bagaglio tecnico è simile, come anche la struttura fisica e l’istinto del gol. Ma non per questo uguale.

Finora le lacune del bomber giallonero sono sembrate poche, per non dire (quasi) inesistenti. Ottimo nel gioco aereo, eccezionale a livello fisico e decisivo con la palla tra i piedi. Apparentemente, una macchina. Ma non del tutto.

Quello che si nota osservando le sue partite è che gran parte dei gol sono arrivati da dentro l’area di rigore, mentre sono stati molto pochi quelli giunti dalla distanza. Di lui si ricorda sicuramente quello segnato contro il PSG in Champions League, che già da solo basterebbe per un bel po’. Più che altro, sembra che ad Haaland non piaccia più di tanto la conclusione da fuori, ma che prediliga invece finalizzare un’azione un po’ più sicura.

https://www.youtube.com/watch?v=6aX2ItYiYMg

Dusan Vlahović, invece, è un ragazzo leggermente più audace, che prova spesso la giocata più difficile. Da un lato può essere un pregio, per la non curanza nel prendersi un rischio in più nel dribbling o nel tiro; dall’altro, però, lo può portare anche a incaponirsi troppo, commettendo gli errori “tipici” della gioventù.

Rispetto al collega, il serbo ci sembra essere leggermente più completo, soprattutto per la sua abilità dalla distanza e nel dribbling. Due doti che il norvegese di sicuro possiede, ma che non ha ancora dimostrato di saper sfruttare perfettamente.

 

MARGINI DI CRESCITA

Oltre ad essere estremamente forti, Haaland e Vlahović sono anche due ragazzi molto giovani, con un grande futuro davanti a loro.

Già da quei 9 gol in Norvegia-Honduras Under 20 i più attenti avevano notato un gran potenziale. Quel pomeriggio si cominciò a parlare di un giovane attaccante con la voglia di prendersi il mondo.

Da lì in poi, il norvegese non ha fatto altro che rispettare le aspettative, mettendo in mostra tutte le sue qualità volta per volta. Grazie anche a palcoscenici di spessore, come Anfield o il Parco dei Principi, dove ha potuto mostrare al mondo intero tutto il suo patrimonio tecnico.

Parallelamente, vi è anche un altro grande prospetto, che in questi ultimi mesi ha dato prova di avere dalla sua grandi margini di crescita. Quella rete spettacolare contro l’Inter gli ha aperto le porte, mentre la tripletta di Benevento gli ha permesso di decollare.

Ora Vlahović sta volando con le ali spiegate, e anche se il suo viaggio è solo all’inizio, si sta mantenendo a quote piuttosto alte. Rispetto al collega, infatti, ha avuto meno occasioni (e di minore caratura) per dimostrare di cosa è capace, e proprio per questo, forse, tendiamo ad immaginare per lui scenari sicuramente più elevati.

Indubbiamente, si trovano entrambi su livelli altissimi, e vi si troveranno anche quando entreremo nel prossimo decennio. Per questo, sarà solo il tempo a dirci chi tra i due arriverà più in alto, se Haaland o Vlahović, se “il Terminator” o “l’Ibrahimović serbo”.

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La Nazionale spagnola prolunga l’accordo con Luis de la Fuente: il comunicato

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de la Fuente

A poco meno di meno quattro mesi dal gong dei prossimi Europei, la Nazionale spagnola ha deciso di rinnovare la fiducia nei confronti del proprio commissario tecnico, Luis de la Fuente. La federazione si è avvalsa di esercitare la clausola unilaterale di prolungamento del contratto inclusa nell’accordo col tecnico. Tale estensione consentirà a de la Fuente di sedere sulla panchina della Spagna anche nei prossimi Mondiali, in programma nel 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Un gesto autentico di stima verso il proprio tecnico della Federazione spagnola. Arrivato dopo l’esperienza precedente con l’under 21, de la Fuente ha guidato le Furie Rosse alla vittoria della Nations League. Nel percorso verso Euro 2024, la sua Spagna si è classificata prima nel proprio girone, davanti alla Scozia. Durante la sua guida tecnica, va ricordato come de la Fuente abbia pure valorizzato diversi giovani talenti. Tra questi, Lamine Yamal, fiore all’occhiello della nuova Spagna e marcatore più giovane nella storia della Nazionale iberica. Di seguito il comunicato della Federazione spagnola.

COMUNICATO – “La commissione di gestione della RFEF ha autorizzato agli organi della Federazione di esercitare la clausola di rinnovo inclusa nel contratto dl commissario tecnico, Luis de la Fuente. Ciò permetterà il prolungamento della relazione di entrambe le parti fino al prossimo Mondiale. La Commissione di gestione considera ciò come un passo necessario per dare stabilità alla Nazionale in vista del prossimo Europeo”.

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ESCLUSIVA – Condò: “Totti mi ha cambiato la vita”

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Condò Totti

CONDÒ TOTTI – Paolo Condò ha parlato ai microfoni di Numero Diez, all’interno del format Behind The Mask, e ha raccontato la sua vita, la sua carriera e diversi aneddoti riguardanti le sue esperienze passate. In particolare si è soffermato sulle due esperienze che gli hanno cambiato l’esistenza: il fatto di essere l’unico giurato italiano a poter votare per il Pallone d’Oro e la stesura della biografia di Francesco Totti.

ESCLUSIVA CONDÒ – IL PALLONE D’ORO

Io voto dal 2010 e in quegli anni ero il giornalista italiano con il maggior profilo internazionale, perché con la Gazzetta dello Sport viaggiavo moltissimo ed ero informato sul calcio in tutto il mondo, soprattutto in Sudamerica. Quando France Football ebbe bisogno di un giornalista italiano, dato che il mio predecessore Roberto Beccantini era andato in pensione e ha rimesso il suo mandato, cosa che farò anche io, fui indicato io dai giornalisti di France Football. Questo perché ero presente a tutte le competizioni in Europa, ma anche a quelle internazionali e fuori dal continente come le qualificazioni del Mondiale in Sudamerica o la Coppa d’Africa”.

I criteri per votare al Pallone d’Oro esistono e sono anche cambiati di recente. Io l’ho sempre inteso come una sorta di premio Oscar. Se ogni anno dovessi votare il miglior attore, avrei votato Robert De Niro per gli ultimi trent’anni. Non sempre Robert De Niro aveva un film candidato all’Oscar e anche a me piace la varietà. Gli stessi Messi e Ronaldo li ho votati, ma non sempre, perché in alcune situazioni ho riconosciuto che altri calciatori, pur non essendo forti in valore assoluto come quei due, avevano segnato quella stagione con una grande vittoria.

Per me è importante che il candidato al Pallone d’Oro leghi una grande vittoria, anche se non è una legge totalizzante. Quindi ci sono stagioni in cui Messi e Ronaldo non hanno vinto la Champions League e nelle quali ho votato Ribery (2013) oppure Gareth Bale nel 2016. Lì fece una grande Champions League e, nonostante il Portogallo vinse l’Europeo, il Galles arrivo in semifinale. Il Portogallo era pieno di grandi giocatori, mentre nel Galles c’erano Bale e Ramsey”.

Nel 2020 avrei votato Lewandowski. Mentre per questa stagione voterei Bellingham al momento, perché è una rivelazione e un giocatore che segnerà una generazione. Dopo arrivano Mbappé, Haaland, ma li stiamo aspettando. Haaland ha il vulnus che non parteciperà all’Europeo: Inghilterra e Francia invece sono candidate forti alla vittoria finale. Vediamo cosa succede anche in Champions, perché un Vinicius potrebbe essere una chiave, perché c’è anche la Copa America”.

ESCLUSIVA CONDÒ – IL RAPPORTO CON TOTTI

Totti mi ha cambiato la vita, perché il libro ha avuto un successo straordinario ed è stato molto positivo anche per le casse familiari. Questo non va mai nascosto, perché a volte sembra che guadagnare dei soldi sia una cosa di cui vergognarsi. Se vengono guadagnati onestamente, con un lavoro fatto bene, sono una cosa più che positiva. Ha accettato, pur non conoscendomi moltissimo, di lavorare con me. La sua figura mi ha sempre appassionato ed ero un grande amante del suo modo di giocare. Aveva una storia molto italiana e mi ha sempre stimolato l’idea di poterla raccontare. Ricordo quando sono stato a casa sua per esporgli il mio progetto e lui ci ha messo molto poco a dirmi sì”

“Non mi sarei mai immaginato quello che sarebbe successo. Lavoravamo una settimana al mese, dal lunedì al giovedì, e ci trovavamo al mattino o al pomeriggio. Poi Francesco ha sempre avuto moltissime cose da fare: viaggi, lavoro e poi ogni volta che qualcuno gli proponeva di giocare una partita era subito pronto a dire di sì. Continuava ad avere una voglia di giocare a pallone clamorosa. Una volta che però sta seduto con te è molto generoso e si divaga tantissimo: alla fine il libro è un’intervista di 70/80 ore“.

“Quando abbiamo finito il libro, è stato molto divertente perché con Rizzoli ci siamo detti: ‘Occorre qualcosa di speciale per la presentazione‘. Io ho detto: ‘Ma se provassimo con il Colosseo?‘. Rizzoli andò ad indagare sulla possibilità e il Colosseo aveva appena rifiutato circa 3 milioni di dollari da Rihanna che voleva fare il suo video del nuovo disco dentro il Colosseo. L’aveva aperto in un anno, oltre alle visite, solo a un evento con Russell Crowe, perché in generale non lo danno a nessuno. Quelli di Rizzoli mi dissero: ‘Non ce lo daranno mai’. E io risposi di far muovere Francesco (ride, ndr). Lo diedero immediatamente. Costo dell’affitto del Colosseo fu il restauro di 12 statue al Giannicolo, circa 20/30mila euro. E ci diedero per la presentazione del libro il Colosseo”.

“Trovarmi lì una sera con più di 300 persone, il massimo possibile, fu straordinario. Io ricevetti 40 inviti: per me non fu un problema, perché invitai amici e familiari, ma so che divenne motivo di grande pressione perché diventò un evento per cui o ci sei o non conti niente. Quindi si scatenò la caccia all’invito, che raggiunse livelli politici… una cosa fantastica”.

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Big d’Europa sulle tracce di De Zerbi: la posizione del Brighton

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi rappresenta senza troppi dubbi uno degli allenatori più promettenti di tutto il panorama europeo. Il tecnico italiano sta raggiungendo risultati e traguardi incredibili con il Brighton. La compagine inglese ha infatti raggiunto, nella scorsa stagione, per la prima volta nella propria storia la qualificazione in Europa League. Una competizione che la squadra sta affrontando alla grande, avendo chiuso il proprio girone al primo posto.

Lo stile di gioco di De Zerbi sta riscuotendo sempre più successo. Difatti, l’allenatore sarebbe finito da diverso tempo nel mirino di diverse big europee. La prossima estate delle panchine di primissimo livello vivranno vere e proprie rivoluzioni. Basti pensare a Liverpool e Barcellona che vedranno lasciare rispettivamente Klopp e Xavi. Ecco dunque che un profilo giovane e preparato come quello di De Zerbi potrebbe diventare un obiettivo concreto.

D’altro canto il Brighton non vuole assolutamente privarsi del proprio manager. Come riportato da talkSPORT, la compagine inglese avrebbe già parlato con De Zerbi riguardo un possibile rinnovo di contratto. Il tecnico non avrebbe dato ai Seagulls segnali di voler cambiare aria in quanto la volontà del club è perfettamente in linea con quella dell’allenatore ovvero sia crescere ancora nel panorama europeo senza privarsi dei giocatori migliori. Dunque le grandi squadre europee sono avvisate: portare via Roberto De Zerbi da Brighton sarà affare assai complesso. 

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“NAPOLI C’È” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi internazionali per la giornata di oggi.

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