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I Top e Flop del weekend

Un altro weekend di calcio europeo è andato in archivio. E puntuali come un orologio svizzero ecco i top e flop che hanno caratterizzato le partite dei maggiori campionati europei.

TOP

IL PSG SCHIACCIASASSI

Tra le note più liete di questo periodo da annoverare c’è sicuramente il Paris Saint-Germain. Il momento di forma dei campioni di Francia è assolutamente strabiliante: quattro vittorie consecutive in Ligue 1, 17 reti realizzate nelle ultime quattro partite giocate tra campionato e Champions League e, soprattutto, un rendimento collettivo che mai nella gestione Tuchel aveva raggiunto i picchi di queste settimane. I parigini, reduci da un fragoroso 0-5 in Europa sul campo del Club Brugge, hanno spazzato via in un tempo l’Olympique Marsiglia, nell’attesissimo “Le Classique” di domenica sera. La pratica marsigliese il Psg la chiude già nella prima frazione di gioco: doppietta di Icardi e doppietta di Mbappè. Game, set e match si direbbe nel tennis. Migliore attacco del campionato con 27 gol totali e seconda miglior difesa, con 5 reti subite. Solo il sorprendente Reims, quarto in classifica a 18 punti che insegue Lille e Nantes, ha fatto meglio.

(Fonte: profilo Twitter ufficiale del PSG)

Le superbe prestazioni di Neymar e compagni stanno facendo venire i brividi: i parigini hanno trovato il giusto equilibrio tattico con Marquinhos sempre più metronomo in mezzo al campo e un’armonia di gioco offensivo che al momento, salvo forse il Manchester City, non ha eguali in Europa. Le luci della ribalta se l’è prese tutte Mauro Icardi, che dopo un periodo di ambientamento è tornato a fare quello che lo ha reso uno dei centravanti più temibili ed efficaci di tutta Europa. Il rendimento dell’argentino è stato fin qui eccezionale: 4 reti e un assist da favola servito a Di María in Ligue 1, in appena quattro partite, e 3 reti in altrettante presenze in Champions League, competizione nella quale già lo scorso anno con la maglia nerazzurra aveva fatto la differenza. Non è una scoperta la continuità realizzativa di Icardi, un attaccante che in Italia ha segnato con un ritmo impressionante; è, invece, abbastanza sorprendente la facilità di ambientamento del classe ’93, che non ha sofferto la concorrenza di Cavani o Mbappè. Ecco,a tal proposito parlare del fenomeno Mbappè pare ormai superfluo ma non dimentichiamoci che stiamo parlando pur sempre di un ragazzo di 20 anni che ha già vinto un Campionato del Mondo da protagonista. Durante l’estate aveva subito un infortunio che avrebbe potuto condizionare il suo inizio di stagione. E invece nelle ultime due partite ha segnato 5 gol. Un campione.

È un campione anche Ángel Di María, ad oggi senza dubbio il giocatore più determinante di tutta la rosa. L’argentino, complici le assenze di Neymar e Cavani, è diventato imprescindibile per Tuchel e l’esterno dell’albiceleste ha ripagato la fiducia con prestazioni letteralmente fuori dal normale. In campionato contro il Nizza ha realizzato un gol bellissimo, da cineteca, entrato nella nostra speciale rubrica già la settimana scorsa. E nel corso della settimana appena conclusa ha dato la dimostrazione di quanto sia davvero geniale: in Champions ha messo a referto tre assist, due di esterno sinistro, assurdo. E nella partitissima di domenica sera El Fideo ha chiuso in bellezza la settimana con due assist a Mbappè più il cross dal quale è nato il primo gol di Icardi. Una settimana da Dio, non ce ne voglia di Jim Carrey.

L’ATALANTA

Ai numeri impietosi della Champions League, tre sconfitte in tre partite, l’Atalanta di Gasperini contrappone un percorso in campionato davvero superlativo. In 9 partite i bergamaschi hanno conquistato 20 punti, a meno 3 dalla capolista Juventus, con una sfilza di record raggiunti dopo il 7-1 con il quale hanno tramortito la povera Udinese nel pomeriggio di domenica. Eguagliato il record di gol in una sola partita; record di gol segnati nell’era dei tre punti dopo le prime 9 giornate; migliore partenza di sempre per Luis Muriel, 8 reti in 7 gare, uno ogni 42 minuti.

(Fonte: profilo Instagram Luis Muriel)

E ce ne sarebbero anche altri. Se a livello internazionale c’è più di qualcosa da sistemare, in Italia i nerazzurri di Bergamo viaggiano che è una meraviglia. E guai a dire che l’Atalanta è una sorpresa. L’Atalanta non è una sorpresa da almeno tre anni. E in tal senso è stata provocante ma assolutamente perfetta l’analisi di Fabrizio Biasin che su Libero ha scritto un paio di cose che chi scrive sente di condividere.

“Si chiama programmazione, capacità nel pescare nel sottobosco dei giovani, genialità nel saper vendere i giocatori a cifre che non raggiungeranno mai più in carriera, maestria nel saperli sostituire, metodo nel riuscire a integrarli nella “macchina Gasperini”, che poi è una sorta di campo militare dove resistono in pochi e se non ce la fanno vengono gentilmente accompagnati all’uscita (vedi Martin Škrtel). L’Atalanta non è una sorpresa. Va come un treno da anni. Somiglia alla Lega di Salvini. Si tratta di una bella sorpresa solo per chi non riesce a guardare oltre il proprio naso e per chi se ne fotte dei numeri”.

LA PROVA DEL NOVE DEL LEICESTER

Il weekend europeo si è aperto venerdì con un risultato davvero clamoroso. Il Leicester ha battuto il Southampton in trasferta 0-9: si tratta della vittoria esterna con più gol di scarto nella storia della Premier League. Le Foxes sono, ad oggi, la terza forza del torneo.

Se Liverpool e Manchester City sembrano fare un campionato a parte, dietro le altre big faticano. L’Arsenal ha rallentato nuovamente, il Tottenham è entrato in una crisi che ha portato gli Spurs a guardarsi più dietro che avanti, il Manchester United è indietro in classifica e solo il Chelsea di Lampard pare aver trovato la quadratura giusta dopo un avvio incerto. La squadra di Brendan Rodgers è passato come un uragano sul malcapitato Southampton, che nulla ha potuto dinanzi alle triplette di Vardy e Ayoze Perez. Di Chilwell, Tielemans e Maddison le altre tre reti. Di fatto quello che piano piano sta emergendo in casa Leicester è proprio la ottima organizzazione offensiva e in questo senso sono gli stessi attaccanti a trarne profitto: Jamie Vardy è capocannoniere con 9 reti e dall’avvento di Rodgers ha segnato 18 gol; Maddison, 3 reti e 2 assist in Premier quest’anno, è il giocatore più talentuoso dell’organico e il Leicester se lo coccola; e infine i vari giovani prodotti dell’Academy, da Barnes ( 4 assist stagionali) passando per Chilwell, imprendibile nella gara di venerdì sera e per molti il futuro della fascia sinistra dell’Inghilterra.

(Fonte immagine: profilo Instagram della Premier League)

Questo Leicester fa paura, vola sulle ali dell’entusiasmo e non ha nulla da perdere. La Champions League non è solo un sogno.

FLOP

L’UMILIAZIONE DEL PSV

Noi ne avevamo parlato già la settimana scorsa, quando il PSV Eindhoven aveva subito una pesante sconfitta in casa dell’Utrecht per 3-0. Ma nulla lasciava presagire ad un’umiliazione così clamorosa come quella che ha visto il Psv protagonista nello scorso turno di Eredivisie. La squadra di Van Bommel, ora in discussione, è naufragata in casa 0-4 a discapito dell’AZ Alkmaar, altra squadra della quale avevamo parlato positivamente non meno di una settimana fa. La squadra di casa è sembrata del tutto impotente dinanzi all’AZ, che trascinata dalla doppietta di Boadu ha approfittato delle numerose assenze del Psv. L’espulsione di Thomas ha sicuramente facilitato il lavoro degli ospiti, che però hanno dominato dal primo all’ultimo minuto.

(Fonte: profilo Facebook del PSV)

Il Psv Eindhoven ha subito sette reti nelle ultime due gare di Eredivisie e non ne ha segnata nessuna nelle ultime tre stagionali, considerando lo 0-0 casalingo contro il Linz in Europa League. In casa il Psv non perdeva da tre anni e addirittura era dal 2007 che l’AZ non riusciva a portare a casa i tre punti in trasferta contro la squadra di Eindhoven. Insomma, non è esattamente il miglior momento della stagione per chi, invece, lo scorso anno si è giocato il titolo di Campione d’Olanda fino all’ultima giornata. Ma è evidente che qualcosa non vada.

IL FRANCK FURIOSO

La citazione sembrava adatta a descrivere lo stato d’animo di Franck Ribéry, calciatore del mese di settembre secondo la Serie A e che, invece, non è stato proprio il modello di calciatore ideale durante e soprattutto dopo la partita contro la Lazio. Soprassediamo sulla rabbia, comprensibile, in occasione della sostituzione di Montella: un campione del suo calibro, si sa, ha sempre voglia di giocare e di aiutare la squadra. Difficile, al contrario, ignorare e non inserire nei flop del weekend il bruttissimo gesto che lo ha visto protagonista a fine gara nei confronti dell’assistente arbitrale Passeri.

Da un uomo, un giocatore e un campione del genere non sono queste le immagini che si cercano. Il Giudice Sportivo ha punito il comportamento del numero 7 francese con tre giornate di squalifica. Una stangata pesante ma assolutamente meritata che metterà la Fiorentina, caduta in casa a discapito di un’ottima Lazio, di fronte ad un grosso problema e che sarà importante all’esterno viola per riflettere sull’atteggiamento orribile mostrato in campo dopo il triplice fischio.

IL MILAN

(Fonte: profilo Instagram AC Milan)

Il Milan ha perso in casa della Roma per 2-1, un’altra sconfitta che getta nello sconforto l’ambiente rossonero. La squadra di Pioli si ritrova ora a 10 punti di distacco dall’Atalanta terza in classifica e il calendario di certo non aiuta, almeno in teoria. Nel turno infrasettimanale c’è la SPAL, poi Lazio, Juventus e Napoli. I rossoneri hanno bisogno di rialzare la testa e i big match delle prossime settimane potrebbero essere l’occasione giusta per risalire una classifica che ora piange. Dopo l’ottimo primo tempo giocato contro il Lecce, il Milan è ritornato ad avere difficoltà in fase realizzativa e soprattutto nel reparto arretrato. Nel match di domenica sono stati tantissimi gli errori, individuali e non, commessi. Basti pensare alla decisiva rete di Zaniolo, nata da una sanguinosa palla persa da Calabria. Questo Milan ha bisogno di una spinta d’orgoglio, di ritrovare la propria identità perduta e che solo San Siro e il suo calore può restituirgli. Ecco perché le prossime due gare casalinghe dovranno essere determinanti.

(Fonte immagine in evidenza: archivio)

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